16:51 Edelwen [ 5 mt lago | Quercia ] L'aria di quel primo pomeriggio ? pi? tiepida del solito, sebbene permanga fredda. L'inverno era ancora in corso e forse stava iniziando a terminare. La primavera voleva mostrarsi, ancor timida. Filtrano attraverso le fronde degli alberi i raggi di quel sole pi? caldo, pi? tiepido. Il suono del fiume che percorre la foresta risuona dolce e mite. Il vento non disturba quel luogo ed ? piacevole soggiornare immersi in quella natura. Il lago si estende di fronte a lei, placido e sereno tanto quanto la sua stessa figura. L'aria mite le sfiora le guance, le accarezza i capelli. Mille odori la circondano e mille suoni vengono percepiti in quella sorta di dormiveglia. Ella stanzia seduta poggiata contro una delle grandi querce che circondano quel lago. Il mantello avvolge la sua figura, donandole in parte il riparo dall'umidit? che le ombre della foresta potrebbero donarle. Indossa abiti prettamente maschili: un paio di pantaloni scuri, una casacca a maniche lunghe che ad una prima occhiata comunque sembrano appartenere al popolo elfico. L'epiderme ? di un particolare rosa acceso, tendente al violaceo soprattutto quando le ombre si allungano sul suo viso. Gli occhi sono chiusi, la linea della fronte rilassata. Lunghi capelli circondano un viso affilato, portano il colore del mare profondo e raccolgono le gocce che scivolano dalle foglie dopo la recente pioggia. Stanzia nei pressi del lago, a circa cinque metri dalla riva. Alla sua destra, sono distesi sul terreno sia la faretra -»
16:51 Edelwen [ 5 mt lago | Quercia ] che l'arco corto. Alla cintura, invece, tiene un pugnale assicurato sul fianco sinistro in un fodero logoro dal tempo.
16:58 Adam [ Lago-»5 m. Riva | F.A. ] Il Sommo Astro s'erge solingo nel cielo del Reame. Non una nube ad ostacolar i caldi raggi che, seppur appunto liberi da qualsiasi ostacolo, non riescono a riscaldar a dovere l'atmosfera, temperatura che infatti si attesta intorno ai 7 gradi. Grazie all'assenza di vento, il clima non sembra essere troppo sgradevole. Il Lago all'interno del Fitto della Foresta par quieto, le acque quasi immobili vengon scosse sol dall'Orso Polare, immerso nei pressi della riva. La sua figura potrebbe anche esser scorta dai presenti, soprattutto per chi ? dotato di vista ed udito amplificati, anche perch? il Comandante nella sua forma animale si ritrova a stanziare a 5 metri dalla riva, emergendo or con la testa e parte del dorso fuori dall'acqua. Le vesti - degli stivali, un paio di pantaloni, maglia e corpetto borchiato - e la spada bastarda dovrebbero trovarsi a circa 10 metri alla sinistra dell'elfa, che pu? tranquillamente notare il tentativo del figlio di Illyalis di emergere a 5 metri dalla riva proprio in linea d'aria con il vestiario lasciato. Il bianco mantello risulta essere pulito ma bagnato, appiccicandosi sulle fauci e sul collo, con la punta del naso che cercherebbe di captar eventuali odori presenti. Non sar? ancora in grado di avvertir l'elfa per?, malgrado le innate capacit? olfattive, in quanto l'acqua del lago che lo bagna attenua il tutto, ed essendo appena riemerso il fiuto vien tappato. Le zampe tentan di muoversi sott'acqua, garantendo il galleggiamento ed il movimento.
17:08 Edelwen [ 5 mt lago | Quercia ] L'aria ? satura degli odori di quel tardo inverno che vuol volgere alla bella stagione. La pioggia aveva battuto sulla foresta fino a poche ore fa, donando quell'odore umido che a qualcuno concilia il sonno. Come l'elfa che stanzia al di sotto della quercia. Riposa, o almeno, lo faceva fino a qualche istante fa. Il fine udito sembra esser il primo senso a destarsi e a donarle comunione con ci? che la circonda. Non percepisce il vento sul volto, n? lo ascolta fra le fronde. Ma riesce comunque a percepire i suoni, i rumori emesse dall'orso polare che, nel mentre, sguazza nel lago. Una ruga lieve si disegna sul viso rilassato, fino a pocanzi. Le palpebre si sollevano, interrompendo cos? il disegno che solca entrambi gli occhi: due punte di lancia. Iridi candide come le stelle che solcano silenti il cielo della notte, brillano intense. Permane seduta, ancora per qualche istante. Lo sguardo vaga, permanendo nel silenzio pi? assoluto. Quand'ecco che lo nota, quel manto bianco. Non stava esattamente cercando di nascondersi.. Non nota gli abiti abbandonati, catturata dall'animale: un orso il cui manto era candido come poche cose a questo mondo. Un sussulto esce dalle labbra dell'elfa, pi? per la sorpresa che altro. Cauta, andrebbe ad allungare la mano destra, cercando il cordino della faretra per tirarla pi? vicino a s?. Gli occhi non lasciano andare l'animale, nemmeno per un istante.
17:22 Adam [ Riva-»10 m Edelwen ] Non dovrebbe risultare difficile per lui riuscire a poggiar le zampe, prima quelle anteriori e successivamente le posteriori, contro il fondo del lago e cominciar ad incedere invece che nuotare. Per prima sar? la zampa anteriore destra a muoversi, quindi la posteriore, e medesimo schema si ripeter? per le zampe mancine. Il collo compie piccolo movimenti verso l'alto ed il basso, ritmati al passo, bilanciando la figura e permettendogli di mantenere un perfetto equilibrio. Or che l'acqua non dovrebbe esser pi? un problema, dato che l'Orso dovrebbe ergersi su quattro zampe sulla Riva del Lago, l'odore dell'elfa dovrebbe immediatamente arrivare alle narici. ? un odore particolarmente delicato che attira subito l'attenzione dell'Orso che non dovrebbe faticar pi? di tanto per intercettare, sulla sinistra, a circa 10 metri da lui, l'elfa poggiata contro il tronco di una quercia. Seppur siano le animali forme a caratterizzarlo, l'intelletto che anima il cervello ? quello del mannaro nelle sue umani forme. A causa dell'ombra che l'albero getta su di lei, in contrasto con la piena luminosit? alla quale lui ? esposto, non riesce a sottolineare le differenze cromatiche che la Kaldar esprime. Ci? che preoccupa adesso l'Orso ? la mano di lei che si muove verso qualcosa, un oggetto che la vista non riesce a distinguere. Vorrebbe voltare il fronte verso di lei, ruotando quindi con tutto il corpo verso sinistra, con le proprie vesti che saranno quindi poggiate sulla sua destra. -»
17:23 Adam [ Riva-»10 m Edelwen ] -» Sar? la testa a voler essere scossa adesso, da sinistra a destra, mimando un "No". Ma ? realmente cos? intelligente un Orso per poter dir di "no" con la testa?
17:32 Edelwen [ 5 mt lago | Quercia ] Rimane percettibilmente immobile. Le dita si stringono intorno a quel cordino, che vorrebbe tirare a s? per avvicinare la faretra con le frecce e l'arco a questa agganciato. Le iridi bianche sono ancora volte in direzione di quell'animale. Probabile, che qualcosa di simile non era mai stato nemmeno visto dai suoi occhi. L'osserva uscire. Lo fissa e lo studia, non comprendendo inizialmente se era stata o meno avvistata. E' l'istinto di sopravvivenza che principalmente la fa muovere, che fa scattare quella molla che non vuol farla vedere come preda di un qualsiasi animale di quella foresta. Sta per andare a cercare l'impugnatura dell'arco corto, a tentativi e a memoria, quando l'orso bianco fa qualcosa per lei inaspettato. Ella si blocca. Una ruga di perplessit? va a disegnarsi sul viso solitamente distaccato della Kaldar. Le fa cenno di "no". La ruga si fa pi? profonda. Le labbra si arricciano in un'espressione contrita. Difficile che su un viso di stirpe elfica, le espressioni vadano a disegnarsi con partciolare intensit?. Ma questa.. Questa era qualcosa fuori dal comune e da ogni contesto. Si muoverebbe comunque lentamente. Non vuol fare da cena, ne da spuntino. Figuriamoci da trastullo. Le dita andrebbero a cercare l'impugnatura dell'arco. Sono gesti lenti, minimi, cauti. Sta ancora valutando e cercando di capire la situazione. Non abbandona nemmeno per un istante l'orso, temendo principalmente lui e la sua mole.
17:43 Adam : [ Riva | 10 m Edelwen ] La studiano gli occhi dell'Orso, immobile a 10 metri da lei. Non era di certo programmato che vi fosse qualcuno al suo ritorno al vestiario, pochi sanno della vera natura del Comandante. La scruta, vede come rimane quasi immobile davanti al suo negar con il capo, ma la mano vicino l'arma non vien allontanata. Per quanto grosso possa esser in quella sua forma, il mannaro sa benissimo di non aver mai affrontato uno scontro fisico in quella forma. Non ha idea di come il suo corpo potrebbe reagire, non ancora particolarmente coordinato nei gesti pi? veloci e decisi. L'unica soluzione ? quindi una. Le zampe posteriori tentan di essere piegate, cos? come quelle anteriori adesso, allungando il collo verso avanti ed il basso. Gli occhi dell'orso vorrebbero chiudersi, cos? come la pace interiore. Cerca di ricercar concentrazione mentale attraverso l'immobilit? fisica ed il tentativo di offuscar i sensi, seppur l'odore dell'elfa potrebbe risultare ancor percepibile alle nari. Se la concentrazione fosse raggiunta, il meccanismo naturale di cambio forma dovrebbe iniziar ad attuarsi, in quanto ? questo il volere del Comandante. Il bianco mantello dovrebbe iniziar a ritirarsi, farsi pi? rado e meno folto, con la nera pelle sottostante che inizia a schiarirsi. Tutta la struttura ossea e muscolare sar? quella che, mutando, dovrebbe attirar di pi? l'attenzione di chi potrebbe osservarlo. Le ossa dell'Orso Polare, infatti, inizieranno a rimpicciolirsi e la muscolatura a definirsi in -»
17:44 Adam : [ Riva | 10 m Edelwen ] -» modo assai differente. Anche la struttura del cranio cambia, schiacciandosi e rimodellandosi. Sono solo le prime fasi del mutamento che vorrebbe effettuare. [ F.A. -» F.U. 1/2]
17:57 Edelwen [ 5 mt lago | Quercia ] La mano destra andrebbe a chiudersi intorno all'impugnatura dell'arco. Le dita si piegano in quell'azione istintiva, protettiva nei propri confronti. La cacciatrice che non ha timore a proteggere s? stessa, sempre e comunque, a qualunque costo. Gli occhi sono sempre ancora fissi su quella sagoma. Ne ricambia spesso e volentieri lo sguardo. Non le appare ottuso. Una bestia che sembra racchiudere intelletto in quegl'occhi. Ed ? li che rimane indecisa sul come muoversi. Ancor pi? perplessa si fa l'espressione sul suo volto, quando lo vede accasciarsi sul terreno. Ne aveva visti di animali strani ma.. Piegherebbe le ginocchia, poggiando cos? le suole delle scarpe contro il terreno morbido. La mano destra ? ancora chiusa intorno all'impugnatura dell'arco corto. La mano sinistra si muove dunque. Lascia che lo sguardo si sposti alla sua destra, voltandosi verso il proprio armamentario. Andrebbe cos? a sganciare l'arco da dove era assicurato, abbandonando l'impugnatura con la destra per afferrarlo con la mancina. Andrebbe quindi a cercare una freccia dal nero piumaggio, con la mano destra. Cosa stava accadendo per lei era un mistero, ma non le piaceva. Umetta le labbra, tentando cos? di mettersi in piedi. Si da una lieve spinta con i reni in avanti. La man dritta per un attimo viene poggiata sul terreno, per darsi un ulteriore aiuto in quel movimento e potersi mettere in piedi. Torna lo sguardo sull'orso, notando in quel momento che qualcosa stava mutando.
18:05 Adam : [ Riva | 10 m Edelwen ] Cos? continuerebbe la trasformazione del mannaro. Tutti e quattro gli arti dovrebbero completare il loro mutamento, le zampe dovrebbero essersi trasformate in braccia e gambe, con il bianco manto che dovrebbe diradarsi fino a scomparire mentre il corpo muta. Il tronco tutto va a comprimersi, la gabbia toracica si modella e lo stesso fanno gli organi, che si rimpiccioliscono e prendon la loro umana forma e dislocazione. Gli occhi mutan colore, passando dal nero all'azzurro, con il biondo crine che prende il posto del pelo sulla testa, andando ad incorniciar il volto del Comandante. Gli artigli si ritraggono, divenendo normali unghie, cos? come lo schema dentario cambia, con i denti che si rimpiccioliscono ed alcuni vengon riassorbiti all'interno delle gengive. La trasformazione dovrebbe essere completata ed il respiro lievemente accelerato vorrebbe esser calmato mentre tenta d'ergersi eretto. Si mostrer? completamente nudo agli occhi dell'elfa a 10 metri da lui. Non par scomporsi per ci?, quanto per le azioni dell'elfa che proseguono verso il tentativo d'estrazione di freccia ed arco. Sol il braccio destro vorrebbe tendersi vers'ella, in parallelo rispetto al terreno, con il palmo della destra ben aperto e rivolto vers'ella. « Fermatevi. » Sol una parola, roca a causa della mutazione appena effettuata, dal tono malfermo e graffiato. Egli, come ha intimato all'altra presente, permarr? immobile a 10 metri da lei, attendendo un'eventuale reazione alla parola prima di agire.
18:06 Adam : [ Riva | 10 m Edelwen ] -» Sotto i raggi del sole, ormai vicino alla fase del tramonto, il Comandante ha appena rivelato la sua naturale forma ad una sconosciuta. [ F.A. -» F.U. 2/2]
18:15 Edelwen [ 10 mt Adam | Quercia ] Lentamente, la sua figura andrebbe ad ergersi in tutta la sua mole. Due metri e poco pi?. Una figura longinea, magra ma non troppo, dai muscoli scattanti e la mole tipica di chi imbraccia armi da tanto, tanto tempo. Il mantello ondeggia a quei suoi movimenti, scostandosi appena e lasciando intravedere i propri abiti al di sotto di questo. Non se ne cura. I capelli discendono morbidi, privi di una reale piega ma comunque perfettamente in ordine. Incorniciano quel viso severo, raggiungendo senza problemi la base del bacino. Le braccia sono distese. La destra terrebbe stretta fra le dita una freccia, la sinistra invece si trova intorno all'impugnatura dell'arco corto. Gli occhi bianchi sono fissi su quella mutazione che ora mostra la vera natura dell'uomo. Nudo, come la natura l'ha messo al mondo, si mostra a lei. «Chi siete?» Domanda con voce sufficientemente alta per farsi udire da lui. Lo sguardo scorre verso il terreno, notando solo in quell'attimo gli abiti che erano stati abbandonati. Spalle dritte, mento alto. La voce, il tono, possiedono una particolare cadenza che non appartiene a quei luoghi, legata probabilmente alla sua natura elfica. Non sembra intenzionata ad incoccare, cos? come a voler lasciare andare quelle armi. «Che scherzo ? mai questo?» Chiede dunque, imprimendo nelle sue parole una certa seriet?, nel tentativo di rimanere distaccata. Eppur la cosa l'aveva colpita e non poco. Non si muove tuttavia. Gli occhi risalgono la sua figura, fermandosi sul viso.
18:26 Adam : [ Riva | 10 m Edelwen ] Solo adesso gli occhi noterebbero la colorazione della pelle dell'elfa, nonch? quella dei capelli. Storce il naso per un attimo, espressione che non vorrebbe mutar pi? di tanto, ma i lineamenti si flettono, corrugando la fronte e le sopracciglia. I due presenti potrebbero dirsi stupefatti della natura dell'altro, in due modi differenti ma sicuramente analoghi. Rilassa il braccio destro il figlio di Illyalis, portandolo parallelo al busto, tentando di voltarsi verso destra e compiere i pochi passi che lo separano dal vestiario. Vuol apparir calmo davanti ad una presenza che par ostile. « Abbassate le armi per favore. Non ho alcuna intenzione di ledervi. » Non si presenta, non ancora, tentando di agguantar i pantaloni con la mano destra dopo aver piegato le gambe ed essersi approssimato ad essi. « Il mio nome ? Adam Barrett. Il vostro? » Mentre muove vorrebbe continuare a parlarle, senza guardarla, seppur con la coda dell'occhio sinistro dovrebbe risultare capace di intravedere possibili spostamenti dell'elfa. « Anche il vostro colore potrebbe esser definito uno scherzo.. » Commenterebbe infine, mentre tenta di infilar la gamba destra all'interno dell'apposito spazio nei pantaloni, che tenteranno di essere sorretti con ambo le mani, che li allargano nel tentativo di compier le movenze gi? citate. Ancor bagnato, l'acqua cade sulle vesti, ma non potrebbe permaner nudo ora che non ? solo in quella porzione del Fitto della Foresta.
18:36 Edelwen [ 7 mt Adam | Quercia ] Immobile, braccia distese lungo i fianchi, ancora armata ma non minacciosa come pocanzi. Umetta le labbra, ascoltando le parole di quello che ora le sembra un comune umano. Vorrebbe essere una rassicurazione, ma ha ancora qualche perplessit? nei confronti del mannaro. Si muove, andrebbe con movenze lente a genuflettersi sulle proprie ginocchia. Gli occhi si spostano sulla faretra, mentre l'uomo or si appresta a vestirsi. Non v'? ombra di imbarazzo su quel viso, che permane freddo e distante. Movimenti lenti, misurati, andrebbero a posare la freccia all'interno della faretra. Le mani armeggerebbero con i ganci per andare ad assicurare nuovamente l'arco all'incavo della sacca di cuoio. Ascolta la sua presentazione, la sua richiesta di ricevere un nome in cambio. Non risponde subito. Si assicurerebbe prima che tutto sia al proprio posto, che l'arco non cada e che sia ben assicurato. Sistema cos? la faretra contro il tronco. «Il mio nome ? Edelwen.» Si presenta infine, compiendo il movimento inverso per andare a sollevarsi in piedi ancora una volta, ergendosi nei suoi due metri. Non sembra curarsi del commento. «Appartengo alla stirpe dei Kaldar. Non vedo come possa esser uno scherzo.» Seria, non par mutare l'espressione. Il passo quindi verrebbe mosso. Poche falcate, pochi metri percorrerebbe per avvicinarsi in sua direzione.
18:47 Adam : [ Riva | 10 m Edelwen ] Una volta che la gamba destra ha raggiunto la corretta collocazione all'interno dei neri calzoni, anche la sinistra vorrebbe vestirli, aiutata ovviamente da ambedue le mani che tengono largo lo spazio in cui essa dovr? inserirsi. Una volta introdotta anch'essa all'interno dei pantaloni, le mani vorrebbero chiudere il bottone alla vita, stringendo quindi la cintura argenta che dovrebbe cos? sorreggerli. « Molto piacere Mia Signora Edelwen. » Il tono ? calmo, seppur ancor non gli volga lo sguardo, impegnato al momento nell'individuar la bianca maglia, cos? da poterla afferrare con la destra. Si prende qualche momento adesso, ergendosi a piedi nudi nei suoi 200 centimetri d'altezza. « Kaldar? » ? semplice la sua domanda, ignorante per ci? che concerne le varie stirpe elfiche. Volta il fronte, adesso vers'ella, tentando di scrutar meglio le fattezze della Kaldar. « Appartengo al bosco ed alla Luna. Non vedo nemmeno come questo possa esser uno scherzo. » L'angolo sinistro delle labbra si inarca cos? verso l'alto, in un sorrisino che non mostra la bianca dentatura, ma che risulta distruggere la monotona espressione mostrata fin'ora. « Non avevo mai visto qualcuno come voi. »?Curioso il mannaro, interessato alla differente natura elfica. « Devo avervi spaventata, mi dispiace. Stavo solo facendo una nuotata. » Ambo le mani si porterebbero cos? ai lembi inferiori della maglia, infilando prima la testa e poi entrambe le braccia. Si copre, il mannaro. « E scusate anche l mia nudit?. »
18:47 Adam : [ Riva | 10 m Edelwen ] -» Aggiungerebbe quindi, notando com'ella abbia riposato nei propri alloggiamenti arco e freccia. Molto bene.
18:56 Edelwen : [ 3 mt Adam ] Ha temporaneamente abbandonato arco e frecce, ma il pugnale ? ancora li, assicurato al fianco sinistro. Ma le mani non lo vanno a cercare. L'incedere lento prosegue. Distoglie lo sguardo per alcuni attimi, mentre le tenebre iniziano a calare, ed il cielo si tinge di oro e di fuoco in quel tramonto che avanza verso l'orizzonte. Quel che vorrebbe essere una battuta, non sembra esser recepita come tale. «Siete uno dei figli di Illyalis?» La sua par una domanda seria. L'incedere rallenta, fino a fermarsi a circa cinque metri dalla figura del mannaro che intanto ? impegnato nell'atto della vestizione. Non sono poi cos? dissimili in altezza. Ella svetta appena di pochi centimetri in pi?, ma da vicino la cosa ? davvero irrilevante. Gli occhi bianchi si fissano su di lui, studiandolo come se potesse vedere ancora l'orso bianco di pocanzi. «Non ? stato.. Un risveglio molto tranquillo..» Andrebbe cos? a commentare, con lieve ironia nella voce. Le orecchie sono ben visibili al di sotto di quella lunga capigliatura che ondeggia sulle spalle ed oltre la schiena. «Nemmeno io, avevo mai visto qualcuno come voi..» Aggiungerebbe, inclinando appena il capo alla propria sinistra «Immagino che possiamo definirci pari.» Aggiunge, con quella ironia nella voce che vuol essere appena accentuata. E' forte invece l'accento, come se le parole, la lingua pronunciata non le appartenesse. Scuote appena il capo, alle sue ultime scuse, senza commenta.
19:06 Adam : [ Riva | 3 m Edelwen ] Mentr'ella s'avvicina, non ritenendola pi? una presenza ostile, andrebbe nuovamente a piegarsi verso la spada bastarda ed il corpetto, andando con le mani a stringer quest'ultimo prima di ergersi nuovamente diritto. Vorrebbe infilar la testa nell'apposito buco, e quindi lasciarlo calare sul busto. Le mani andrebbero cos? per prime a cercar di stringere le cinghie sul lato sinistro del busto, andando ad assicurarle ed agganciarle come meglio pu?, stringendo il corpetto attorno al busto senza comprimerlo troppo. Gli occhi vorrebbero portarsi quindi sull'elfa che avanza verso di lui. « Si.. La Luna Piena mi ha recentemente colpito, mutando ci? ch'ero. » ? una risposta alla prima domanda di lei, mentre le mani vorrebbero eseguire, sul destro versante del busto, le medesime operazioni suleffettuate alle cinghie sul lato sinistro. Le cinghie, quindi, vorrebbero essere strette cos? da vestire nel modo migliore possibile il corpetto in cuoio borchiato. « Mi dispiace avervi risvegliata, ma le mie vesti.. » Lo sguardo si abbasserebbe su ci? che ha appena indossato « ..erano proprio qui. » Le sorride ancora, con ancora i capelli bagnati che sono completamente appiccicati al capo. L'altezza di lei ? leggermente superiore alla propria, ragion per la quale dovrebbe essere in grado di guardarla negli occhi. « Edelwen.. Da dove venite? Possiam definirci pari, ma vi vedo molto diversa da qualsiasi altra donna abbia mai visto. » Inumidisce le labbra, sul finir del dire, continuando a guardarla
19:17 Edelwen : [ 3m Adam ] V'? comprensione ora, in quei occhi candidi come la neve. «La Madre vi ha fatto dono di un prezioso ed unico dono..» Le braccia vengono sollevate all'altezza del petto, andando cos? ad incrociarle fra loro. Continua a fissarlo, mentre quello va a sistemare le proprie cose, ad armeggiare col corpetto. Rimane a quella distanza, senza dar modo di far intendere che vuol avvicinarsi oltre. Scrolla le spalle, alle sue successive parole. «Non preoccupatevi.. Ho subito di peggio..» Prosegue con quella lieve ironia. Distoglie quindi lo sguardo. Non per cortesia o altro. Andrebbe ad osservare il volo di una foglia gialla che da un ramo s'? staccata. Ondeggia qualche attimo, qualche secondo, cadendo fra loro due. Ne segue il percorso, almeno fino a quando non ricade silenziosa a terra. «Provengo da terre che dubito siano mai state nominate nella vostra citt?.» Risolleva lo sguardo, freddo come quella neve che di tanto in tanto cade, come le stelle di una notte invernale. «A nord di qui, oltre i monti e le foreste di questo Regno..» Aggiungerebbe con tono calmo. Alla sua affermazione, inclina appena il capo «Siamo entrambi figli della Madre e viviamo al chiarore della sua Luce argentata.» Fa una breve pausa. «Non ? mai un male posare lo sguardo su qualcosa di differente..» Non distoglie da lui lo sguardo ora. «Credete sia un male, che sia diversa da altre donne che conoscete?» Chiede, donando una lieve inflessione di curiosit? alla voce.