10:46 Malwie : [ fuori sentiero ] Nevica. Nevica in silenzio, fioccando gentili cristalli che scendono dal cielo senza alcuna danza di sorta. Il nostro elfo cammina solitario, scivolando silenzioso fra gli alberi del bosco di Erendyl. L'aria attorno a lui ? pi? mesta del solito. Lui ? sempre il solito serio e composto s?, ma ha qualcosa di malinconico e triste, quest'oggi. Indossa abiti diversi, pi? aderenti al suo fisico asciutto e slanciato di Valdar, colori di terra, colori di foresta, e niente mantello. Il crine dorato ? lasciato sciolto, in questa luce grigiognola che filtra dalle nubi paiono quasi argentei. Lunghi fino alle reni, gli accarezzano liberi la schiena e le spalle. Con s?, appesa in cinta, ha solo una borsa da cintura. Questa volta non contiene nulla, niente erbario, niente indagine anatomica, niente studi ed appunti medici. Solo il suo taccuino personale, quello con la violetta lasciata seccare fra le sue pagine. Ma oggi non ? per per il ricordo di lei, oggi l'elfo piange un'altra. Un'altra amica, ritrovata contro ogni speranza, nuovamente perduta. Quei suoi pacati occhi grigi sono seri e saldi, ma c'? lucentezza. Non pianto, che conserva nella riservatezza del suo animo, ma la lucentezza di chi ha ricevuto un altro colpo dal destino.
10:56 Edelwen [ Bosco ] Le spesse nubi si condensano maggiormente sopra di loro ed i primi fiocchi di neve della giornata iniziano a cadere, depositandosi sul terreno. Quel di, v'? pi? gelo, le temperature si sono abbassate, rispetto al giorno precedente, rendendo pi? rigido il suo permanere al di fuori delle mura. Ma quel di, era meglio cos?. Stanzia seduta, o per meglio dire accovacciata, nei pressi di un'alta quercia. Ascolta i suoni della natura, osservando la bianca neve cadere sul bosco. L'aria gelida viene inspirata e le dona un'insolita tranquillit?. Gli odori, i suoni della natura. Da troppo non si allontanava da quella citt? e si sentiva come contaminata. Il cappuccio ? tirato sul capo, nascondendo cos? i capelli blu notte. L'epiderme ? violacea, strana e differente come la notte precedente diversi umani avevano notato. Occhi candidi, luminosi come le stelle e freddi come la neve che sta cadendo, fissano fra i tronchi uno scorcio della citt?. Storce appena il naso, come se qualcosa le desse fastidio. Tente come sempre l'orecchio, rimanendo in ascolto della natura, di eventuali passi da cogliere. Quella mattina ? particolarmente all'erta, teme che qualcuno l'abbia seguita, forse. Non v'? vento, solo l'aria gelida. Sulla schiena, porta una faretra piena di frecce dal nero piumaggio, a cui ? assicurato un arco corto. La punta di questo appare sopra la spalla destra dell'elfa. Indossa i suoi soliti abiti ed alla cintura porta un pugnale, assicurato al fianco sinistro in un fodero.
11:06 Malwie : [ fuori sentiero ] Nessun passo, nessun suono, perfettamente simbiotico con l'ambiente che lo circonda. Oggi vuole lasciarsi abbracciare dalla natura figlia della Madre, oggi l'elfo ? tornato ad essere ci? che ognuno di loro dovrebbe. Un'ombra fra la vegetazione, una carezza di vento lieve. I suoi piedi leggeri lo portano verso la quercia dove Edelwen siede, mentre lui avanza senza produrre rumori, scivolando in silenzio per conservar quella pace assoluta. Quel silenzio che la neve porta con s?, e che lui desidera mantenere imperturbato. Come se il mondo stesso tacesse, in rispetto all'anima che ? trapassata verso gli Immortali Giardini di Illyalis. Se non che, scivolando nelle vicinanze della quercia con quel suo passo lieve, l'elfo scorge proprio la sua sagoma ai piedi dell'albero. Arriverebbe dalla sinistra di lei, con le orecchie tese ai lati del capo. Si fermerebbe, a qualche passo di distanza, una decina all'incirca. [Edelwen.] un sussurro il suo quasi, che nel silenzio della foresta dovrebbe essere pi? che udibile al fine udito altri. Un sussurro pacato, quieto, forse pi? piatto del consueto, o forse semplicemente oggi neanche la sua oasi riesce a donargli riposo e tranquillit? come solitamente accade.
11:19 Edelwen [ Bosco ] Fissa la citt?. Quell'intrico di vie maledette, in cui la notte precedente si era ritrovata in trappola. Il solo pensiero, faceva montare una silenziosa rabbia. Stringe la mano destra, facendo affondare le unghie nella carne. Assottiglia appena lo sguardo. Strega. O chiss? che altro le era stato detto ieri. Il respiro si condensa in pallide nuvolette di vapore che salgono verso il cielo. Di passi non ne ode, ma il movimento lieve dell'elfo, in quel suo avvicinarsi, viene minimamente percepito con la coda dell'occhio. E' solo quando il suo nome viene udito da quella voce, pi? bassa del solito, che ella si volta verso di lui. «Malwie..» lo chiama, sentendo ella stessa la voce fremere, tremare appena. Socchiude le palpebre, abbassando lo sguardo. Sembra calmarsi l'animo, sebbene rimanga sopito quel sentimento di rabbia per come era stata trattata. Lentamente, andrebbe a sollevarsi da terra. Con grazia, con movimenti morbidi e fluenti. Gli occhi privi di colore ritornano su di lui. Lo fissa, ed una lieve curiosit? si dipinge sul volto solitamente freddo e distante. [E]«State bene, Malwie?» Si preoccupa lei, per quell'unica persona che in fondo era riuscita a farla rimanere in citt? cos? a lungo. Non si avvicina. Lascia che sia lui a farlo, se lo desidera. Non aggiunge altro a quella domanda, e non ? posta col solito tono. Sembra davvero interessata alla sua eventuale risposta.
11:27 Malwie : [ fuori sentiero ] Riprende ad avvicinarsi, con quel suo passo lieve, quasi temesse di turbare la pace di questo luogo. Le mani pendono morbidamente ai suoi fianchi, accompagnando lievi il suo avanzare. Lo sguardo si posa sulla figura dell'elfa, uno sguardo leggero e quieto, quanto lo ? lui stesso. S'avvicina, cercando di arrivarle a circa due passi prima di fermarsi un istante ad osservarla, con quello sguardo strano. Come se dentro quegli occhi grigi stesse piangendo, ma il suo essere Valdar gli impedissi di esternare a pieno quel profondo lutto. Poi farebbe un solo altro passo, per cercare di portarsi vicino. La mancina si tende verso l'elfa, con il palmo aperto verso l'alto, quelle dita sottili e affusolate che vengon distese. Scuote lievemente il capo, in diniego. ?E [No.] mormora, risollevando lo sguardo sull'elfa, con un leggerissimo sorriso triste. Quasi impercettibile. ?E [Siete tornata nei boschi.] Fa notare, sempre con voce sottile, quasi non volesse disturbare. ?E [Voi? Come state?]
11:39 Edelwen [ Bosco ] Losserva nel suo avvicinarsi alla quercia e alla propria figura. Gli occhi bianchi sono fissi su quella sua figura e vi ? una lieve nota di preoccupazione in quella sua rigida espressione. Lo sguardo si abbassa, su quella mano che viene sollevata. La dritta di lei lo imita e con delicatezza andrebbe a posarla sulla sua mano, col palmo rivolto verso il basso. Tenta un tocco lieve, appena percettibile. Le iridi si sollevano di nuovo sul volto del Valdar, catturandone lo sguardo. Come se volesse carpirne i pensieri, scrutarlo nell'anima. [E]«Sto bene, ora che sono lontana da quella citt?..» Mormora piano, con lieve risentimento nella voce. Non nei suoi confronti, ma di quella stirpe mortale. [E]«Non ? stata.. Una notte piacevole.» Scosta lo sguardo da lui, per riportarlo verso le mura della citt?, lontane, distanti. La neve continua a cadere, ma sotto quella quercia aveva in parte trovato riparo. [E]«Volete parlare ci ci? che vi turba?.. Posso fare qualcosa per voi?» Chiede con gentilezza, riportando lo sguardo su di lui. La mano rimane posata sulla sua, delicata sebbene si noti che non siano mani da dama di corte ma di una guerriera.
11:51 Malwie : [ fuori sentiero ] La mano ? tesa, protratta verso l'elfa, in un invito silente che accoglie fra dita sottili la mano dell'elfa. Al contrario delle sue, le proprie sono morbide e lisce, delicate. Il pollice andrebbe a ricoprire il dorso della mano altrui, come una lieve carezza. La neve gli fiocca leggera addosso, parzialmente filtrata dalla vegetazione e, per il resto, depositandoglisi in leggeri fiocchi. Senza lasciarle la mano coprirebbe infine quell'ultimo passo avanti, cercando di arrivarle sotto al naso...letteralmente, che la Kaldar ha qualche centimetro pi? di lui. ?E [Cosa vi ? successo?] domanda serio, questa preoccupandosi lui, anzi..c'? quasi agitazione in quegli occhi grigi solitamente pacati ed imperturbabili. Poi alla sua ultima domanda sarebbe la mandritta a muoversi, cercando di sollevarsi in alto, l? dov'? il suo volto, e posare una lievissima carezza con il dorso delle dita, dall'angolo esterno del sopracciglio sinistro verso la tempia. Cercherebbe di farlo mantenendo quella leggera presa con l'altra mano. ?E [Non morite anche voi.] Le risponde con malinconia che traspare leggermente dal suo tono e dalla sua espressione.
12:00 Edelwen : [ Bosco ] Sente quella lieve carezza sulla mano. Scosta lo sguardo da lui, per osservare quel contrasto. La pelle violacea contro quella chiara, pallida del Valdar. Come notte e giorno, le si avvicina ancora. Non si scosta lei, riportando gli occhi su di lui. Calma, pacata, sebbene inizi a trovare strano il comportamento dell'elfo. Solleva lo sguardo, ricercando quelle iridi argentee. Ascolta la sua domanda e sembra pensarvi un momento, come a raccogliere gli eventi della notte precedente [E]«Stavo venendo a trovarvi. Ad aspettarvi.. Quando ho sentito un pianto. V'era una bambina, in un vicolo. Non ho ben capito cosa sia accaduto. C'era un uomo che ha tentato di catturarla, credo.» Fa una lieve pausa. [E]«Qualcuno ha iniziato a urlare.. E sono sopraggiunte altre persone che...» Abbassa le spalle, lasciando che un lieve sospiro esca dalle labbra [E]«In qualche modo volevano prendere anche me. Sono scappata.. Tuttavia, non so se potr? girare nuovamente per quella citt?..» Mormora lei, con tono mesto. Non aveva fatto nulla, in fondo. Sente il tocco della sua mano sul proprio viso. Blocca le parole, come se quel gesto l'avesse congelata. [E]«Malwie.. Ci vuole ben altro, per uccidermi..» Un lieve sorriso si dipinge sulle labbra. [E]«Non lo far?.. Ve lo prometto.» Annuisce piano col capo, andando poi a stringere appena la mano intorno a quella dell'elfo.
12:11 Malwie : [ fuori sentiero ] Lieve il suo tocco, breve. Poi la mano ricade lungo il proprio fianco e, leggera, anche la sinistra lascia libera la mano della Kaldar. Compie un passo indietro, garantendo nuovamente le dovute distanze e anzi, voltandosi lievemente, con lo sguardo che cerca non si sa chi, non si sa cosa, in mezzo alla vegetazione. Lontano. Poi di nuovo si volta verso l'elfa, serio. ?E [State bene?] ripete quella domanda, questa volta con un timbro pi?...competente sembra. Come se non fosse pi? una domanda personale, o generale sullo stato di benessere dell'elfa. Ha il suono di una domanda specifica, mirata, dopotutto ? un cerusico. Quella ? la sua prima preoccupazione. Soprattutto ora. Alle sue ultime parole annuisce. C'? del silenzio che riempie lo spazio attorno a lui, per alcuni attimi si lascia avvolgere in esso, di nuovo lo sguardo lontano. Solo dopo molto torna a parlare, ma non sposta lo sguardo da qualsiasi cosa stia vedendo. ?E [Elanor ? morta. Dama Narwain. E' come se fosse morta due volte.] Amari il destino. [Il suo corpo ? nella camera mortuaria del lazzaretto. Non dovrebbe essere l?, dovrebbe essere abbandonato alle correnti del fiume.]
12:22 Edelwen : [ Bosco ] Il tocco viene meno. Cos? come anche la presa. Anche la sua mano ricade delicatamente lungo il proprio fianco, imitando la sinistra. Alla sua domanda, ripetuta ora con tono differente, sulle labbra si dipinge un sorriso stentato. [E]«Sto bene, sebbene non sia stato piacevole farsi chiamare mostro.» Commenta con lieve ironia nella voce. Sospira poi, scuotendo il capo. [E]«Infanti, che distruggono ci? che non comprendono.» Mormora piano, lentamente, lasciando che quelle parole scivolino sulle sue labbra. Distoglie da lui lo sguardo, posandolo verso il cielo pumbleo per un momento, osservandolo attraverso le fronde della quercia. Ascolta le parole dell'elfo. Non conosce quel nome, ? evidente. E' nuova del luogo e proviene da altre terre. Ma percepisce il dolore della perdita dell'elfo. Gli occhi bianchi tornano su di lui. E' ad un passo da lui ed ora ? lei che andrebbe a ridurre la distanza fra loro. Solleva le braccia e tenterebbe, con delicatezza, di cingere l'elfo all'altezza delle spalle. [E]«Malwie.. Sono certa, che le nostre tradizioni verranno rispettate..» Mormora con gentilezza, ricercando un tono pi? basso, pi? calmo, cercando di mettere da parte le proprie preoccupazioni.
12:34 Malwie : [ fuori sentiero ] Il suo sguardo resta distante, serio e quieto, di quel grigio che ricorda vagamente il cielo plumbeo che ricopre la foresta e le loro teste. Solo pi? scuro, ma ugualmente velato, quasi rannuvolato si direbbe. Di nuovo torna su di lei, con quegli occhi, assottigliando leggermente le palpebre, la mascella lievemente irrigidita. ?E [Dovete fare attenzione. Non ? un luogo sicuro per la diversit?.] da che pulpito eh. ?E [Andr? dall'ambasciatrice, voglio che il vostro ingresso fra le mura sia sicuro e legittimo.] comunica. ?E [Sar? meglio allontanare da voi i pregiudizi, non ? un buon periodo per esserne vittime.] non con tutti i rapimenti di questi tempi, soprattutto. E' il suo turno poi, di congelarsi, quando l'elfa lo stringe gentilmente, consolatrice. Dapprima rigido nella sua postura composta e posata, poi lasciando che il dolore che gli annoda i muscoli si sciolga un poco, lievemente. A sua volta solleva le braccia, per avvolgerle alla schiena della Kaldar, prendersi quel conforto offerto gratuitamente. E' stancante non avere mai nessuno attorno con cui potersi rilassare. Mai potrebbe permettere ad una di quelle razze di avvicinarlo, ma la Kaldar ? una sua pari, e soprattutto sa ch'ella comprende. Annuisce. ?E [S?. Domander? anche questo, all'ambasciatrice.]
12:44 Edelwen : [ Bosco ] Quel lieve sorriso rimane disegnato sulle labbra dell'elfa. Annuisce alle sue parole, con gentilezza. [E]«Lo so, me ne sono resa conto.. Purtroppo» Commenta con tono basso, lasciando che quel lieve abbraccio di conforto si protragga ancora per qualche attimo. Cerca di lenire l'animo addolorato dell'elfo, conoscendo quella sensazione di perdita. [E]«Sar? difficile allontanare i pregiudizi.. Ma vi ringrazio del tentativo, Malwie..» Commenta lievemente. [E]«Fatevi forza. Tutto andr? per il meglio» E sembra anche credervi. Lascia scivolare le braccia, posando le mani sulle spalle dell'elfo. [E]«Vi ascolter?.. Temo quanto possa essere influente e fare la differenza. Ma tentate. Dubito vi neghi udienza..» Sospira lievemente, scostando infine le braccia, mettendo fine a quel suo abbraccio. [E]«Temo che dovr? rimanere qui, per un p?.. Non che la cosa mi dispiaccia, si intende..» Scrolla appena le spalle. Non fa domande sull'elfa, non vuol marcare la perdita subita.
12:52 Malwie : [ fuori sentiero ] Inspira a fondo, mantenendo il controllo nonostante tutto, nonostante permetta alla Kaldar di scorgere qualche sfumatura dietro quella sua calma e imperturbabile seriet? Valdar. Nonostante ci? elfo ? ed elfo resta. Controllato e composto anche nel dolore. ?E [Faremo il possibile.] plurale, che non si capisce chi coinvolga, forse l'ambasciatrice, forse la Kaldar stessa. Non si pronuncia oltre, sciogliendo l'abbraccio anche lui, con quella sua delicatezza e leggerezza, ritornando composto e con le braccia elegantemente accostate ai fianchi. Solleva lo sguardo, quel poco che in altezza lo separa dagli occhi di Edelwen. ?E [Vi ringrazio per il conforto che mi offrite sempre.] sincero, sebbene permanga quel lieve sentore malinconico nella sua voce, un poco lenito forse. Mal comune mezzo gaudio, qualcuno dice. Sicuramente fa bene, ad ogni modo, la condivisione. Diventa...pi? leggero, da sopportare. Pi? vero forse, ma allo stesso tempo pi? accettabile. ?E [S?, credo sia meglio.] mesto e serio. ?E [Cercher? di rubare qualche ora a Mnesya, nei momenti di maggior quiete.] forse dovrebbe rubarle a se stesso in realt?, visto che ? il primo a non scollare i piedi da quel posto.
13:05 Edelwen : [ Bosco ] Torna quel lieve passo a separarli, per mettere una breve distanza fra loro. Il sorriso permane su quel viso, lui l'unica persona che pu? scorgerlo, l'unico alla quale lo rivela senza timore. [E]«Non ringraziatemi, Malwie.» Mormora con tono basso, pacato. Ne ricambia lo sguardo, abbassando di poco il viso per quella lieve differenza in altezza. Scuote poi il capo coperto, lasciando che alcune ciocche ricadano sul petto. Blu notte, sottili fili simili alle onde del mare. [E]«Fate ci? che riuscite. Mi troverete qui, al mio risveglio e al tramonto. Qualora troviate del tempo per voi stesso.» Fa una breve pausa. [E]«Almeno fin quando non potr? ritornare fra le mura. Anche li, temo che dovr? trovare un posto diverso, Malwie.. A dispetto di ci? che pensavo, viene fin troppo visitato ed io attiro troppe curiosit?..» Scuote il capo, con quella sua ultima affermazione.
13:14 Malwie : [ fuori sentiero ] Ritrova anche lui un lieve sorriso, non puro e lindo come il solito sorriso gentile. Un sorriso contaminato dal peso che porta, fin troppo recente e beffardo. Annuisce, un gesto aggraziato e delicato del capo. ?E [Troveremo un posto.] da per scontato che un modo per appianare il disguido lo trover?, a quanto pare. Visto che non lascia margini di incertezza, almeno apparentemente. Sposta lo sguardo lontano, verso il cielo. ?E [Immagino vogliate riposare ora. Posso restare con voi? Questa volta potrei essere io a vegliare il vostro sonno.] Le domanda. Rimarrebbe dunque in attesa della sua risposta, eventualmente restando a vegliare il riposo della Kaldar, come un tempo lei fece per lui. A meno che lei non preferisca diversamente, in quel caso abbraccer? anche lui la solitudine.
13:23 Edelwen : [ Bosco ] Annuisce al suo dire con gentilezza [E]«Vi ringrazio» Gentili le parole. Si scioglie qule ghiaccio che solitamente copre la sua anima, il suo modo di essere. Non ama le persone, ma quell'elfo la capiva. Si comprendevano a vicenda. Alla sua richiesta, solleverebbe lo sguardo su di lui. Un'insolita richiesta, ma vista la notte passata a fuggire verso quel bosco, sentiva in effetti la stanchezza di un sonno che non era stato per niente ristoratore. [E]«Vi ringrazio.. Rimanete..» Mormora piano. Non avevano bisogno, loro, di parlare a voce alta. I sussurri rimanevano li, poich? non v'era vento per trasportarli via. La quercia si eleva sopra di loro, donando un lieve riparo da quella neve che continua a cadere. Riposer?, per riprendere le energie dopo quella nottataccia. Pi? tranquilla, sapendo che v'era lui ora a vegliare su di lei. Ma sempre all'erta, poich? l'animo di cacciatrice era stato messo a dura prova nel momento in cui si era trovata ad esser preda, in trappola.
15:49 Malwie : [ fuori sentiero con Edel ] Siede su un basso ramo, a pochi passa dell'elfa addormentata. E' rimasto, a vegliare il suo sonno. In silenzio, con attenzione. Veste comodi abiti pesanti, abiti con un elfo pu? svanire agli occhi di chiunque, entro la vegetazione di un bosco. Colori della terra, stoffe calde che non necessitano di mantello. Con lui solo una sacca appesa in vita, sul fianco sinistro, con un taccuino e roba per scrivere. Dentro le pagine di questo vi ? una piccola violetta essiccata. I lunghi capelli dorati sono sciolti, umidicci per la neve che continua a ricadere sulle loro teste, parzialmente coperte dalle fronde. Il suo viso ? composto, l'espressione neutra, la bocca silente. I suoi occhi grigi sono delicatamente posati sulla figura addormentata. Non si muove, non parla, veglia in silenzio.
15:53 Edelwen [ Bosco|Quercia ] La neve continua a cadere. Il gelo imperversa in quel bosco, e in diversi punti si erano formati dei cumuli di neve candida. Era ancora al di sotto di quella quercia sotto cui aveva trovato riparo la mattina. Intorno a lei, si estendeva il Bosco. A nord ovest, in lontananza, si poteva scorgere appena la citt? di Kirial, distante diversi chilometri comunque da dove si trovavano. La figura della kaldar ? avvolta in un pesante mantelloavvolge la sua figura fino alle ginocchia. Il cappuccio ? calato sul capo, mettendo in ombra in parte il viso. Par dormire, per quanto possano farlo gli elfi. Riposa, invero, dopo l'infernale nottata e l'inquietudine provata fino a qualche ora fa. Alcune ciocche dei capelli color blu scuro ricadono sul petto, adagiandosi sul mantello. Indossa abiti maschili, o comunque adatti ad una vita di viaggi e caccia. L'epiderme si scorge appena, come se avesse avuto cura a nasconderla all'altrui vista. Ma per un occhio attento, si pu? notare come la pelle sia di un insolito colore: un rosa acceso, tendente al viola. Gli occhi sono chiusi, celati al di sotto delle palpebre, lasciando cos? intravedere i due tatuaggi che solcano quel viso marmoreo. Accanto a s?, poggiato contro il tronco, ha l'arco e la faretra, mentre alla cintola v'? il pugnale, riposto all'interno del proprio fodero, sul fianco sinistro.