21:05 Vashra [ Vie ] La neve cade fioccando sulle teste di chi abita in quelle zone della citt?. Tra i vari astanti c'? un uomo dai tratti saggi e seri, pelle olivastra, occhi scuri, e cresta da Pawnee, con i capelli tagliati ai lati e lunghi invece su nuca e capo, tranne per una treccia che gli ricade sulla spalla sinistra. Indossa abiti di pelle beige, pesanti abbastanza da non farlo tremare dal freddo: stivali, pantaloni e casacca, il tutto conciato a mano. Dalle spalle pende un mantello di pelliccia grigia che giunge fino alle ginocchia. Il cappuccio che porta altro non ? che la testa di quell'animale un tempo vivo. Porta un pugnale nascosto sotto il mantello che penzola al coperto delle vesti. Gli stivali del cacciatore calpestano la neve, ma si poggiano con leggerezza estrema, e quasi vi scivola sopra, cercando di non affondarvi. Rimane al coperto delle ombre dei palazzi, camminando in silenzio verso la propria abitazione che divide con l'altra Pawnee ancora viva. Sospira, un filo di condensa esce dalla propria bocca. Sulle spalle la faretra ? stata assicurata per bene, cos? come l'arco lungo che spunta da sopra la spalla mancina. Le strade sono ancora per lo pi? sconosciute agli occhi del cacciatore, motivo per cui si muove furtivamente, cercando di comprendere sempre se ha preso la direzione giusta, e se si trovi in quartiere tranquilli abbastanza da potervi passeggiare in pace. Gli occhi scuri scandagliano i punti di luce illuminati dalle torce e similia. E' evidente che non non si fidi.
21:07 Edelwen [ Via ] Procede ellsa da sud verso nord, probabilmente uscita dai Giardini che aveva lasciato circa un'ora fa. Il lungo mantello scuro ricade sulla sua figura. Il vento assente non lo scuote ed ? solo quel suo incedere a farlo ondeggiare. Il cappuccio ? tirato sul capo, andando cos? a nascondere e a mettere lievemente in ombra i lineamenti tipici della propria stirpe. Il drappo nero ? chiuso sul davanti e presenta delle maniche dalle quali fuoriescono le mani. Indossa visibilmente degli abiti poco femminili ma sono solo i pantaloni di pelle e gli stivali di cuoio a far capolineo. L'epiderme non ? quella tipica degli elfi che la gente ? solita incontrare. E' di un colore pi? acceso, un rosa che tende molto al viola. I lunghi capelli, poi, celati in parte da quel suo abbigliamento, ricadono sul petto lisci come seta e di un intenso blu scuro come la notte. Ma sono gli occhi quelli che catturano maggiore attenzione. Le iridi bianche, come due stelle che brillano in quel manto scuro, freddi come la neve che continua a cadere. Procede lenta lungo la propria via. Spalle e schiena dritte, passo marziale. Porta a tracolla una faretra le cui frecce dal nero piumaggio fanno capolineo sulla spalla sinistra. L'arco corto invece ? posizionato e fissato in un incavo predisposto appositamente nella faretra, e la punta fa capolinea sulla spalla destra della Kaldar. Alla cintura, invece, porta un pugnale la cui lama di circa venti centimetri ? assicurata in un fodero sul fianco sinistro.
21:08 Khal : [ Vie ] Mosso per necessit?, solo per questo l?uomo si trova a camminare per le vie del quartiere dopo tempo immemore. Il passo si muove per inerzia, consapevole anche senza donar troppo sguardo, del cammino da se intrapreso. ? come se cercasse qualcosa, qualcuno e sapesse al contempo benissimo dove scovarlo « . . . » le labbra sono appena schiuse, decorate da quel silenzio che si fa sovrano in ogni respiro. Veste abiti semplici, stivali in cuoio, calzoni in pelle di maiale ed una spessa panciera in cuoio a fasciargli l?addome lasciando scoperta soltanto la fascia dei pettorali. Al fianco sinistro l?ascia ad una penna ed il borsello di monete, poche al suo interno in realt?; al fianco destro la lanterna attualmente spenta. Entrambi ben agganciati tra fodero e lacci. A coprirgli le spalle il lungo manto nero, aperto sul davanti seppur con il cappuccio rialzato sui corti, scuri capelli. Il viso ? delineato da una folta barba, sprovvista per? di quell?anello argenteo che la raccoglieva sul mento, colpa probabilmente del plenilunio passato « . . . » la fronte ? leggermente contrita, il viso indurito da un espressione fredda e severa; solito essere del barbaro, eppure ? come se non vi fosse reale fastidio.. come se la seriet? che dona a sguardi indiscreti sia soltanto una maschera d?impazienza per giungere ovunque debba andare, con passo di chi non ha alcun genere di fretta, cos? come non osserva chi attualmente potrebbe circondarlo.
21:09 Aura [ Vie ] La neve unita alle basse temperature che porta con se fa si che l'umana durante il suo passo si ritrovi pi? volte a cercare di chiudersi addosso il mantello nero foderato internamente di pelliccia. Il cappuccio sollevato sul capo cela la sua identit? senza permettere a quei fiocchi di depositarsi tra quei capelli chiari ripresi in una treccia alta lungo la schiena. Il vestiario al di sotto ? semplice: un paio di pantaloni in pelle d'animale fermi in degli stivali. Una casacca di altrettanto materiale lunga sino a met? coscia e provvista di maniche lunghe. Spezzata in vita da una cintura in cuoio cui ? legato un piccolo sacchetto con all'interno una decina di monete. Il fatto che ormai siano calate le tenebre costringe la giovane a portare con la destra la lanterna accesa nonostante il conforto delle luci interne alle case. Il braccio ? piegato in modo che il gomito punti verso il basso mentre l'avambraccio resta perpendicolare al suolo. Le dita della rispettiva mano stringono con accuratezza il gancio della lanterna cos? che questa dondoli avanti a se ad ogni passo compiuto. ? la sinistra che nel mentre compie dei gesti nel recuperare un lembo del mantello per riportarlo avanti, lungo il busto. Sola, con un atteggiamento comunque sia tranquillo mentre gli occhi si socchiudono un paio di volte come infastidita da quel tempo o forse ? semplicemente un modo di fare attenzione a non mettere piede sbagliato su quel terreno sporcato da ghiaccio e neve.
21:10 Enya [ Vie ] La neve cade lenta imbiancando le strade e i vicoli che come spire di serpe si dipanano per la citt?. La Mezzosangue percorre i vicoli dei Quartieri incurante dei fiocchi bianchi che leggeri cadono volteggiano nell'aere. Ha appena terminato il suo turno in Locanda e ora cammina leggera per quelle vie ancora poco note. Un lungo e pesante manto verde bosco la copre interamente lasciando intravedere solo gli stivaletti neri che calza, che le arrivano a met? polpaccio e che lasciano piccole impronte sulla neve fresca. Il cappuccio ? ben calato sul capo a proteggere la lunga chioma castana lasciata sciolta sulle spalle e adornata da piccole treccine. Al di sotto del pesante mantello indossa un paio di caldi pantaloni neri, medesimo colore per la casacca, chiusa sul davanti da un intreccio di lacci, che le fascia il busto. Passi lenti quelli della Mith, misurati per non scivolare sul ghiacchio, gli stivali affondano nella neve e si guarda intorno un po' smarrita. Non riconosce la strada che percorre, forse si ? persa o forse ? la neve che mette a dura prova il suo senso dell'orientamento.

[21:20] - Attende l'esito, arrivo u.u
[21:23] - I Quartieri sono la zona residenziale meno malfamata di Kirial, si pass? da ricchi proprietari terrieri a famigliole dal portafogli mediocre.. Niente di preoccupante insomma, seppure i Custodi non dimenticano di effettuare delle ronde in quei pressi di tanto in tanto. Mentre le diverse figure si faranno strada nei luoghi appena descritti, sar? facilmente percepibile dall?olfatto mannarico di Khal, presenza di sangue non molto distante, non pu? ovviamente comprendere esattamente in quale vicolo perch? non arriva a quella distanza con lo sguardo, ma sar? comprensibile che si tratta di sangue umano e che non dista a troppi passi da dove si trova. Edelwen e Enya, grazie all?udito pi? sviluppato di quello umano, saranno in grado di percepire uno strano lamento provenire da non molto distante, Edelwen per la precisione, visto che ha un udito ulteriormente buono comprender? che il lamento si tratta di un pianto..non il tipico pianto ininterrotto di un infante, ma quello che pare essere di donna. Aura e Vashra non saranno ancora in grado di accorgersi di nulla, avvicinandosi per? man mano alle altre presenze che sembrano aver deciso per una passeggiata ai Quartieri, questa sera.
[21:34] - Aggiunta per Khal: La pancera in cuoio non porter? nessun bonus in caso di scontro fisico.

21:36 Enya : [ Via ] Un brivido di freddo le scende lungo la schiena della Mith ma lei continua a camminare tranquilla inspirando l'odore d'inverno e di neve misto a quello della legna bruciata che esce dai comignoli fumanti delle case che fiancheggiano la via. Di tanto in tanto lo sguardo si volge verso una delle finestre illuminate. Le piace immaginare cosa possa avvenire dietro quei vetri e per farsi compagnia nel suo solitario incedere inventa storie domestiche che vivono di vita propria in quella testolina un po' matta. Famiglie riunite davanti al camino ad ascoltare le storie degli anziani, amanti clandestini stretti tra calde coperte. ? tutta presa in pensieri senza senso e pare non badare alle altre persone che percorrono le strade dei quartieri. Qualcosa per? sembra attrarre la sua attenzione. Un suono, non troppo lontano, ancora non ben identificabile. Una sorta di lamento che giunge alle puntute spuntate ma non per questo meno sensibili della Mezzosangue. Arresta il passo e si guarda intorno, le lunghe ciglia scure sfarfallano un paio di volte. Trattiene quasi il respiro e si mette in ascolto concentrandosi su quel lamento nel tentativo di capire da che direzione provenga.
21:37 Edelwen [ Vie ] E' calmo l'animo della Kaldar. Schiena dritta, passo marziale dalle ampie falcate. In fondo, si eleva per circa due metri e poco pi?. Una figura che non passa inosservato, nemmeno quando decide di farlo. Le braccia sono distese lungo i fianchi ed ondeggiano appena ad ogni passo. Ha in mente la propria meta e si cura poco delle persone che incrociano la propria via mentre tornano alle proprie dimore. NOn fa caso alle genti facoltose. Lei era li solo di passaggio. Quand'ecco un suono, una voce, un lamento. L'incedere sicuro rallenta, fino a fermarsi. Le braccia rimangono distese lungo i fianchi. Solleva il mento, voltandosi a destra e a manca. Un pianto. L'espressione sul viso della Kaldar rimane immutata per lunghi attimi: fredda, distaccata. I movimenti sono molto lenti, come se non avesse alcun tipo di fretta. Il volto viene solcato da una lieve espressione sul viso. Incertezza, forse curiosit?. Non ? ben chiaro cosa passi per la mente della Kaldar. Tornerebbe a muovere passo in direzione ora di quel lamento che le giunge chiaro. Tenta di muoversi fra quelle vie, cercando anche di ricordarsi come tornare indietro, su quella via che stava percorrendo. Il passo ? normale, non imprime alcuna fretta al proprio incedere. E' verso il pianto che si avvicina, verso la donna che sembra produrlo. Si guarda spesso intorno, ricercando la luce dei lampioni visto che il suo Astro quella notte ? coperto da spesse nubi.
21:37 Khal : [ Vie ] ? probabile che anche se le vie dei quartieri fossero brulicanti di persone colte da qualche serata in festa, i sensi del mannaro si muoverebbero in un'unica direzione, una direzione delineata da un semplice nome: Aura. I lineamenti del volto si contraggono appena per colpa del fastidio cui la neve genera delimitandone il raggio olfattivo. Pi? padrone di se nelle varie azioni quotidiane e lo dimostra la fierezza con cui avanza senz?abbassar neanche per una volta lo sguardo. Raccoglie ci? che gli si presenta innanzi con avidit?, rendendolo proprio e donando il giusto passo per evitare qual si voglia ostacolo « . . . » cessa il passo. Seppur le distanze con Aura appaiano dimezzarsi, non ? l?odore di quest?ultima ad entrargli nei sensi.. bens? qualcosa di pi? intenso. Lo sguardo si assottiglia, la mandibola s?indurisce violentemente al secondo inspiro che le narici, con ingordigia, assorbono. A tal proposito persino le labbra si schiudono, come se potesse saggiare l?aria ed una sorta di fine gorgoglio gli sale dal fondo della gola, come un eco di lamento impossibile da trattenere, basso e graffiante. Aura passa involontariamente al secondo posto, nonostante tutto la bestia ? tutt?ora ben difficile da contenere ed ? per questo che il mannaro si interessa a quello che si trova a lui attorno. Ricerca, riprendendo a camminare verso la propria destra, il punto d?origine. Curiosit? o altro, attualmente, non c?? possibilit? di saperlo.
21:37 Aura : [ Vie ] Sospira piuttosto pesantemente, un qualcosa dedito a scacciare via quella tensione accumulatasi su spalle e braccia a causa di quell'irrigidirsi causato dal freddo. Il vestiario che indossa per? la protegge abbastanza bene ed inoltre ? aiutata dallo stesso passo che mai si arresta nonostante a volte aumenti o rallenti a seconda del suolo che si ritrova a calpestare. Il fatto che riesca a vedere dove metta i piedi, in assenza del proprio bastone da passeggio, ? dovuto a quel ciondolo sempre presente attorno al collo e gelosamente nascosto al di sotto della casacca. Un oggetto come tanti in apparenza, e che solo chi pratico di magia potrebbe sentirne l'essenza. « Oh... » un esclamazione le sfugge quando sembra inciampare su qualcosa nascosto dalla neve che continua a cadere su quelle strade. Il tempo di ricercare equilibrio ed in tutto questo non c'? consapevolezza di quanto stia accadendo o sia presente a distanza da lei. Potrebbe anche iniziare a scorgere le figure di altri passanti, ma la semplice vista umana non le garantirebbe il riconoscimento. In avvicinamento per? e con un passo goffo degno di nota a causa della deve che si deposita al suolo. La lanterna nel mentre continua a darle una mano, una sorta di conforto, illuminandole il cammino e portandola ad aggrottare la fronte con poca convinzione.
21:38 Vashra [ Vie ] Lo sguardo del cacciatore ? come se fosse stato scavato ere prima nella pietra tanto ? duro. Le cicatrici che adornano il suo corpo non l'hanno mai infastidito, ne sembrano parte integrante. Le vie intanto sembrano affollate, e uomini e donne passeggiano, alcuni con delle lampade per illuminare la loro strada. Lui si lascia guidare un po' da queste presenze, un po' dall'illuminazione stradala che per ora gli ? sempre bastata. Non sente alcunch?, avendo un udito troppo umano per rendersi conto di qualasisi cosa sia troppo lontano per lui. Di fatto non fa altro che continuare a camminare per la sua strada, accodandosi quasi senza volerlo alla donna con la lanterna -Aura-, proseguendo lungo quella via presa probabilmente erroneamente. Si aggiusta il mantello sulle spalle, quasi a cercare di scaldarsi leggermente con questo, ma non ottiene un grande effetto. Odora l'aria, da buon cacciatore, ma non arriva nulla alle sue narici che sia degno di attenzione. Sbuffa, e continua, scivolando agile nella neve fresca, poggiando rapidamente i piedi e facendoli scorrere sullo strato di neve bianca in terra. Silenzioso e agile, si aggira in quella zona dei quartieri come un'ombra, muovendosi per lo pi? nei punti pi? bui, da cui ? pi? facile osservare i luoghi invece illuminati da luminarie varie e dalle lanterne dei passanti.

[21:50] - Edelwen e Enya potranno facilmente distinguere da che direzione proviene il lamento e muoversi di conseguenza, ritrovandosi a non molta distanza dirette verso il medesimo vicoletto non troppo illuminato, con un termine che non pare essere troppo distante dal suo inizio: sono circa due o tre metri in lunghezza. Sar? visibile quindi, una figura accucciata, coperta da un mantello per buona parte, seppure sia facilmente identificabile una chioma ribelle sotto di questa.. Maggiori dettagli a chi si avviciner?. Anche per Khal, sar? comprensibile dove dirigersi per avvicinarsi a quella fonte olfattiva non indifferente, ma per ora sembra preferire non muovere il passo, mentre Aura si avvicina alla scena affiancata da Vashra. Un movimento sar? percepibile a tutti i presenti, una coppia di persone adulte, un uomo e una donna, esce dalla propria dimora,chiudendo con attenzione la porta dietro di loro, ben coperti..diretti ancora in un luogo imprecisato. Ormai tutti i presenti non sono troppo distanti l?uno dall?altro: Khal da solo lievemente pi? spostato degli altri, Aura e Vashara involontariamente affiancati e cos? vale anche per Edelwen e Enya praticamente davanti al fulcro del lamento. Tutti avranno modo di percepire con la vista gli altri, ritrovandosi all?incirca a quello che ? un incrocio di strade contornato da case.

22:04 Khal : [ Vie ; verso vicoletto ] Cessa il passo dunque, nonostante abbia compreso in che punto dirigersi, arresta il proprio percorrere per un motivo che non sembra voler esser dettato ad alta voce « . . . » resta in silenzio mentre attorno a quel momento si accoda un numero di persone non indifferenti, di razze differenti. Che sia fortuito il chiaro scuro a non fargli delineare al meglio la figura di Edelwen ? sicuro data l?ignoranza dell?uomo verso determinate creature, ci? non toglie che pu? avvedersi dell?arrivo di chi come lui ? nel bene o nel male attirato in quel punto. L?odore di Aura prende per qualche istante il sopravvento sull?intenso e corposo del sangue, distraendolo per l?attimo che basta a riconoscerla visibilmente. A pochi passi da lei un uomo « Aura » la voce esce diretta, bassa ma con la giusta tonalit? da potersi sollevare tra i presenti. Un richiamo secco e conciso mentre l?intenzione ? quella di avvicinarsi e se cos? gli fosse concesso, lo sguardo scivolerebbe per nascita e morte sulla coppia che con fin troppa accortezza se ne esce da un?abitazione, in silenzio, come volessero passare inosservati « . . . » lentamente torna a ricercare il viso di colei che in quel gruppo riconosce, lasciandosi al contempo attrarre anche da quell?odore ferroso a cui non riesce a dire no. ? una lotta contro tra istinto e lucidit?. Se gli fosse permesso, annullerebbe il pi? possibile le distanze tra se ed il vicolo, volendosi comunque affiancare alla giovane.
22:07 Vashra [ Vie ] Alcuni dei presenti si muovono pi? concitatamente di altri. E' come se una sottile tensione avesse iniziato a smuovere alcune persone, mentre altro -come il Pawnee- non si sono accorte praticamente di nulla, tranne appunto di questo cambiamento pressoch? repentino dei modi di fare. E non ? poi cos? poco per un acuto osservatore come lui. Osserva gli uomini e le donne nella via senza distinzione, senza per? soffermarsi a lungo. Non sente rumori, e tranne una coppia di persone intante esce da una abitazione. E' su questi che si focalizza l'attenzione del cacciatore, che si ferma per un momento, rimanendo leggermente pi? indietro rispetto ad Aura, e cerca il riparo delle ombre, per continuare ad osservare la scena, e capirci qualcosa di pi?. Segue infatti con lo sguardo chi lo precede, sia l'alta figura elfica imbacuccata e irriconoscibile, che l'altra donna, le pi? avanzate del gruppo, che sembrano fermarsi per non si sa quale motivo per alcuni istanti. E' sulla coppia appena uscita che per? decide di porre la maggior parte della sua attenzione. Rimanendo ad una distanza di sicurezza, e guardando in terra come se nulla fosse, va nella stessa direzione dei due, rimanendo per? immerso nei punti pi? al buio della vita, dove la luce arriva meno intensa. Qualcosa non torna, i suoi sensi non l'aiutano, ma c'? tensione nell'aria, e quella la percepisce. Qualcuno chiama la donna che prima era al suo fianco, ma ci fa appena appena caso, se non al nome della donna bionda.
22:08 Aura : [ Incrocio ] La fronte permane aggrottata, soprattutto quando con la coda dell'occhio ha modo di scorgere un'altra figura oltre la propria. Vicina rispetto alle altre ed a cui dona sguardo pi? a lungo: Vashra. Non c'? commento verso di lui nonostante il voler scostarsi di qualche passo come a volergli lasciare maggior spazio per avanzare. In silenzio, nell'evidenza del proprio passo che con quella neve rallenta portandola a spostarsi molto pi? lentamente. Eppure in tutto questo c'? anche altro che ne cattura l'attenzione: una coppia. L'uscire da parte di questa fa si che gli occhi seguano tale atto piuttosto tranquillamente, dove in effetti non c'? motivo di dettar poi troppo interesse se non ponendo avanti un cenno del capo se vista in modo da rispettare quei segni di saluto dovuti. Ed ? un susseguirsi, il sentire pronunciare il proprio nome voltando il capo in modo che Khal rientri nelle proprie attenzioni. Un sorriso, l'aumentare di poco l'andatura fermandosi a quella sorta di incrocio infine ed in contemporanea il braccio destro si alza cos? che con la luce proveniente dalla lanterna che tiene nella rispettiva mano possa darle maggiore visibilit? su quello che si trova davanti. In questo modo ha la possibilit? di individuare le figure delle due donne anche.
22:08 Enya : [ Incrocio ] Prova a isolare quell'unico rumore, di concentrarsi su di esso e ora che si fa pi? chiaro e nitido alle puntute spuntate le sembra di riconoscere il pianto di una donna. Si muove nella direzione da cui le sembra di percepire il lamento, passi misurati verso la fonte di quel rumore. ? curiosa la Mith ma anche diffidente proprio come una gatta randagia. Si ritrova vicina a una figura alta e ammantata ma non le bada, non riconosce in lei i tratti della Nobil Stirpe celati dal cappuccio che l'Elfa indossa. Piccole nuvolette di vapore le escono dalle vermiglie labbra ad ogni respiro andando poi a svanire nel freddo della notte. Si avvicina cauta alla fonte del rumore che altri non ? che una figura accucciata coperta da un manto da cui sfuggono ciocche di una chioma ribelle. Sebbene la sua attenzione sia rivolta alla fonte del lamento ancora indecisa sul da farsi, non pu? non notare una coppia che esce da una delle dimore che circondano quella sorta di incrocio di strade in cui diverse persone ora si ritrovano. Lo sguardo saltella da quella che sembra una donna accovacciata ai due che si richiudono la porta alle spalle allontanandosi. Solleva lo sguardo girando la testa di lato, cerca nella figura ammantata che le sta di fianco un segno, una parola e sta per chiederle qualcosa quando nota quei lineamenti inconfondibili. Il corpicino minuto si irrigidisce, distoglie lo sgurdo dall'Elfa senza proferir parola e torna a osservare la donna accovacciata a terra.
22:09 Edelwen [ Inizio Vicoletto ] Il passo la muove con la solita solennit? e marzialit?, eppur le dona delle movenze morbide, feline. Come un felino, che nonostante tutto si sente in trappola fra quelle pietre. La conduce verso un vicoletto pi? o meno gettato nell'ombra. Ferma il proprio incedere all'inizio del vicoletto. Gli occhi candidi si spostano a destra e a manca lungo la via su cui si trova. Vede Enya, sebbene ignori la sua presenza inizialmente. Il lamento della donna prosegue. La sua attenzione cade per un momento su quella figura coperta, per poi scivolare sull'uomo e la donna che chiudono dietro di loro una porta. Gli occhi candidi per lunghi attimi li seguono, almeno fin quando non svaniscono alla sua vista. Inizia ad esservi del movimento. Altri sopraggiungono ed ella non sembra avvicinarsi ulteriormente, non si avventura all'interno del vicolo. Piuttosto, tenta di osservare col favore della poca luce ci? che riesce a scorgere, volendo delineare maggiormente i contorni delle case che si trovano lungo quel vicoletto. Solo alla fine, abbasserebbe lo sguardo verso la figura coperta. Lascia che siano altri ad avvicinarsi. Rimane spettatrice, almeno per il momento, tendendo l'orecchio ed ascoltando i passi di chi sopraggiunge. Ella, dal canto suo, torna a muoversi. Si avvicina verso l'angolo alla propria sinistra, con l'intenzione di togliersi da davanti il vicolo, ma non accenna ad adentrarsi. Lo sguardo si sposta su chi giunge, studiandoli. Il colore della pelle ? visibile, cos? come gli occhi

[22:16] - Ragazzi l'esito arriva in ritardo.. ho un attimo di problemi Off
[22:33] - La figura ammantata pare muoversi, lasciando cadere a terra quello che sembra un oggetto di metallo, tintinnate, per ovvi motivi. Apparir? chiaro a coloro che guardano all?interno di questo che sia un arma piccola di qualche tipo.. Sembra essersi spaventata la figura suddetta comunque, visto che v? a scattare in piedi nel tentativo di spostarsi, il lamento pare improvvisamente sparire mentre sono le azioni che si susseguono a parlare per lei. Il cappuccio le cala sulle spalle, rivelando una chioma rossa lunga e dall?aspetto riccio, molto riccio. L?altezza di questa figura ? piuttosto minuta, non ? ben chiaro se sia una bambina o una creatura di altro tipo..ci? che ? evidente ? che cerca di recuperare i rimasugli di legno accatastati in quel vicoletto: ceste rotte e barili vuoti, niente di pi?. Sembra cercare di ammontonarli e arrampicarsi sugli stessi in quella che sembra una fuga avventata. Dall?altra parte, la coppia adulta, pare scherzare tra di loro senza nascondere la propria ilarit?, si dirigono all?ingresso di una delle case non troppo distanti dalla propria, a sua volta distante solo di poche strutture dal vicolo in ?causa?. Vanno quindi davanti alla porta, richiamando un paio di nomi, bussando alla porta che si trovano davanti per tre o quattro volte, attendendo che da questa venga data risposta. La luce all?interno della medesima, ? accesa ed ? percepibile dalla finestra a fianco dell?entrata. Nulla di anomalo ancora pare risultare nei quartieri, tranne la fuggitiva dai capelli rossi avvistata da Elfa e mezzelfa e percepita da Khal grazie all'olfatto.. perch? si, l'odore di sangue proviene dal medesimo punto.
[22:33] - Scusate davvero l'attesa, purtroppo ho avuto grossi problemi off..

22:44 Khal : [ Incrocio ] Aura ? colei che raccoglie nello sguardo, la prima figura a cui dedica reale attenzione dopo la ventata di sangue che gli ha inibito i sensi. La lucidit? palpita nel perimetro di quell?istinto animale che graffia dentro l?addome, eppure in apparenza ? come se nulla lo scalfisse. Un apparenza che comunque sia potrebbe cedere da un momento all?altro per via del caos che lo contamina « Cosa fai qui » seppur sia un interrogativo ? come se dalle sue labbra esca come un rimprovero. Si ? mosso per andare a prenderla ai quartieri, ? palese, per questo non mostra delicatezza nonostante lo sguardo non sia pi? freddo come qualche istante prima. Ad appoggiarsi sul viso di lei si scalda mantenendo comunque quella seriet? che lo contraddistingue. Una volta al suo fianco l?attenzione si solleva potendo delineare al meglio la figura di Vashra, cos? come, voltandosi al fianco opposto, quella di Enya e.. la particolarit? di Edelwen « . . . » questa gli fa aggrottare la fronte, palesemente, come se lo sguardo rivolto a lei fosse severo disgusto, ma ? soltanto l?espressione dell?uomo ad essere troppo dura tanto quanto la percezione di quell?odore che nuovamente lo scuote nell?animo. Tenta di porre il destro obliquamente al fronte del corpo di Aura, per farla indietreggiare « Sangue » e sul vicoletto apporrebbe lo sguardo, incurante della coppia, bens?.. se concesso, proprio nel vicolo tenterebbe di muoversi. Solo se fosse riuscito a far tenere indietro Aura.
22:48 Enya : [ Incrocio ] Guarda quegli sconosciuti che come lei si son trovati per caso in questo incrocio di strade. Destini e storie diverse che si incrociano per volere del fato. Uno sguardo dubbioso e interrogativo quello che rivolge agli altri presenti, volti sconosciuti, come spesso capita ad una creatura schiva, vissuta evitando gli sguardi o indossando maschere per celare la sua vera natura. Poi la sua attenzione viene nuovamente attratta dalla figura ammantata che si muove. Cessa il lamento e il tintinnio di un oggetto metallico che cade per terra accarezza l'oto della Mith. Le sembra di scorgere un'arma piccola ma lo sguardo segue inevitabilmente i movimenti di quella che sembra una bambina dalla chioma fulva e riccia impegnata in una rocambolesca fuga. Non sa che fare la Mezzosangue, non ? nella sua natura immischiarsi in faccende che non la riguardano ma c'? qualcosa di strano nella scena che si trova di fronte. Una bambina da sola, di notte, al freddo che prima piange e poi, spaventata da qualcosa di invisibile cerca di scappare. Si guarda intorno notando i movimenti della coppia e poi a voce alta dice. «Qualcuno conosce quella bambina?» Chiede ai presenti, aanche alla coppia se la sua voce riuscirebbe a raaggiungerla. Non si avvicina alla fulva creatura ma cerca di capire cosa stia succedendo con lo sguardo che saetta tra i presenti.
22:49 Vashra : [ Via ] Davanti a s? accadono cose che non riescono a convincerlo ancora del tutto, eppure a differenza degli altri che guardano nel vicolo "incriminato", il Pawnee ha dinanzi a s? solo solo la coppia di persone uscite poc'anzi. Le segue rimanendo nell'ombra, sentendo a distanza solo il rumore di legno spostato, ma non andando in quella direzione. Si volta solo un momento, per cercare di capire dalle reazioni degli altri presenti, cosa stia accadendo. Rimane nelle ombre, a guardare quello che accade li intanto. Una casa illuminata, una coppia ilare alla porta, e rumori di legno non troppo lontano. Non agisce, non ha nulla da fare in effetti per ora. Di fatto da le spalle al resto del gruppo composto dagli altri uomini e donne che si sono ritrovati per caso nel vicolo. Incontra lo sguardo di Khal pochi istanti prima solo per poco tempo, ma dopo un attimo ognuno sembra essere coinvolto da altre situazioni. Sospira e getta un'occhiata pi? interessata verso la finestra della casa, per cercare di capire cosa vi sia all'interno, senza al tempo stesso perdere d'occhio la porta d'ingresso, al fine di capire chi possa farsi vedere ora. E' paradossale quella situazione, si sente totalmente nel posto sbagliato, ma al contempo si rende conto che deve far mantenere un certo equilibrio al tutto. Stringe i denti, e piano e silenziosamente, si avvicina alla finestra per capire meglio cosa c'? dentro la casa.
22:50 Aura : [ Incrocio ] Gli occhi tornano su Khal essendo infondo l'unica figura di cui ne conosce l'identit? mentre dei restanti c'? soltanto una consapevolezza data dal portare lo sguardo su di loro quando lo distoglie dal mannaro. Persino la coppia in quel candore della neve riesce a distrarla, a costringerla a riportarvi attenzione nel tentativo di capire cosa possa venir detto. In tutto questo non c'? ancora la consapevolezza di quanto avvenga in quel vicolo. La fuggitiva dalla chioma rossa non riesce a rientrare a quanto sembra nelle attenzioni della giovane. Difficile comprendere che vi sia qualcosa di anomalo non potendo sfruttare il proprio udito od olfatto come le creature che la circondano. Mannari ed elfi. ? la voce di Khal a ridestarla, a portarla ad aggrottare per l'ennesima volta la fronte mentre muove la lanterna avanti a se come se cos? il raggio di luce possa scorrere in avanti pi? del previsto. « Come sarebbe a dire sangue? Dove? » inquietata ma al tempo stesso mossa da nuova curiosit? nonostante non venga mosso passo avanti a causa di quel porsi da parte del mannaro. E di qualche passo indietreggia infondo nonostante cerchi di guardare verso il punto preso in causa da Khal.

[22:54] - Attendere esito

22:54 Edelwen [ Inizio Vicoletto ] Ella rimane ferma, prossima all'angolo sinistro del vicolo. Le voci dei due umani riecheggiano in lontananza ed ella non si volta verso questi. Li ignora, come farebbe con tutto il resto. Se non fosse per quel luccichio metallico che viene catturato con la coda dell'occhio. La neve smette di cadere, lasciando cos? quel pavimento umido come se avesse smesso ora di piovere. E' la luna a far timidamente comparsa, donando la sua luce argentea a quell'unica figlia della notte. La figura sembra volersi allontanare e non comprende bene cosa stia accadendo. Il lamento smette, e quella chioma fulva viene catturata dall'elfa. Gli occhi come le stelle andrebbero per un attimo a cercare l'arma che ? stata lasciata a terra, a cercare qualsiasi altra cosa. Un cadavere, forse. Continua a non esserle ben chiara la situazione. Sente su di se lo sguardo del mannaro e gli occhi bianchi si spostano su di lui. Ne ricambia lo sguardo con la medesima freddezza, senza lasciare che l'espressione muti in qualche modo. Sospira poi, nel sentire tutte quelle parole. Senza emettere altri suoni, muoverebbe il proprio passo in direzione della bambina o ragazzina dalla chioma rossa. Ignora gli sguardi altrui, portando il passo con marzialit?. Lascerebbe che il cappuccio, eventualmente, si sposti e scivoli sulle spalle, mettendo in mostra la chioma bluastra. «Ti conviene scendere o ti farai male.» Voce chiara, dallo strano accento, mentre il suo tentativo ? quello di avvicinarsi alle spalle della figura.

[23:08] - Khal sembra intenzionato ad avviarsi presso il vicolo, attento a dove si posizioni Aura e gli sar? visibile alla vista il medesimo ?spettacolo? che percepiscono elfa e mezzelfa. Seppure l?olfatto gli far? comprendere che un odore umano di sesso femminile ? presente in quella zona limitata. Davanti alla casa non molto distante sono presenti quindi la coppia e Vashra, che pare guardare all?interno di essa dalla finestra..il vetro ? tuttavia spesso e parte le sagome di quelli che sembrano mobili e candele accese, non nota granch?. Le figure che si trovano davanti alla porta, visto l?angolo della dimora, non paiono far caso all?umano, richiamati anche all?attenzione di Enya che chiede a tutti i presenti se conoscano la bambina. «Bambina?» chiede perplesso l?uomo «Quale bambina?» inarca un sopracciglio mentre dall?ingresso della casa non pare esserci stata risposta, sar? quindi la donna a riprovare a bussare «Ehi, quella disgraziata di vostra figlia ? scappata ancora?» chiede urlando, per farsi sentire dai presenti all?interno della dimora che comunque: non rispondono per l?ennesima volta. | La ragazzina nel vicolo intanto, inizier? ad arrampicarsi con ancora pi? foga, nel desiderio di raggiungere il tetto della casa accanto, visto che non pu? continuare poich? il vicolo ? ?cieco?. «No, no..!» dice con voce tremante «Via via!» seppure cerca di limitarsi ai movimenti che la porteranno a essere circa un paio di metri da terra, su quella precaria catasta di legno.. Cerca quindi di aggrapparsi al bordo del tetto, per quella parte che anticipa le tegole vere e proprie, malgrado il freddo che le congeler? facilmente le mani..sta evidentemente tremando, seppure non si comprenda se sia per il freddo o per paura. Il mantello le scivola via, trasportato dalla forza di gravit? visto il mancato vento.. Mostrando la veste da camera che indossa, impregnata per buona parte di sangue principalmente nella zona anteriore. L?uomo a quel punto, che prima guardava verso il vicolo, nota a sua volta la ragazza arrampicarsi e spuntare nella zona del tetto alla quale la ragazzina si aggrappa «E? lei ? lei!!» conferma alla moglie indicandola con l?indice mancino «La bambina strega ? lei!» non sembra nemmeno avere l?onore di aver un nome, la poveretta dai capelli rossi: ? c?? un evidente motivo. Mingherlina e dall?et? quasi adolescenziale.. Capelli rossi. Non ci sono grossi dubbi a riguardo del perch?. All?urlo dell?uomo comunque, alcuni passanti paiono fermarsi nella zona, incuriositi da tutto quell?agitarsi.
[23:09] - Piccolo appunto per chiarire: oltre i 20 minuti l'azione sarebbe nulla.. visto che Edelwen ? arrivata sul "gong" ? che io stessa ho tardato in precedenza non di poco, ho chiuso un occhio!

23:20 Khal : [ Vicoletto ] Riesce a far indietreggiare Aura, per questo si discosta dalla sua figura, cos? come da quella di tutti i presenti eccetto Edelwen, anch?essa diretta all?interno di quel vicoletto. Non riesce a scacciare l?intensit? di quell?odore dai propri sensi e pi? passi ingoia, pi? riesce a percepirne l?essenza comprendendo il punto preciso di emissione: le vesti di quella bambina « . . . » non escono parole cos? come non si detta conferma costante nell?avvedersi di Aura alle proprie spalle. Come conscio che non possa tenerla distante per molto. Vashra ? il primo ad essere allontanato dalla propria visuale, non per voglia ma per ovviet? date le differenti direzioni. Enya ? la seconda nonostante le sue parole gli giungano fresche, cos? come le parole di quella coppia a lui attualmente oscura essendo sempre alle proprie spalle. Il miscuglio di odori si fa pi? vivo, d?impatto nel momento in cui la neve smette di cadere. La serenit? del tempo gli riempie i polmoni. Pu? dunque percepire indistintamente e selezionatamente gli odori di ciascun partecipante; di maschio, di femmina.. di sangue. L?altezza di fuga della piccola non ? poi troppo differente dalla propria, per questo tenterebbe di allungare l?arto sinistro per poter cercare di afferrarla. Che sia una gamba, che sia parte della veste che le fascia il busto, la schiena. La parte da lui mirata ? comunque destra di lei. Incurante di come viene denominata.. ? la presenza di sangue che lo muove.
23:21 Aura : [ vicolo ] Quando viene domandato della bambina un « No... » le scappa dalle labbra mentre cerca di comprendere la situazione. Ormai dal punto in cui si trova dovrebbe riuscire a scorgere quella piccola figura dai capelli rossi nonostante non potrebbe scorgerne ogni minimo particolare, e sopratutto quel tentativo di andarsene con quell'arrampicarsi con una foga ben visibile. Attimi in cui le parole delle persone attorno riempiono quel vicolo distraendola da quello che alla fine si palesa sul viso come stupore. Ed allarme. « Non ? una strega! E' soltanto una bambina! » parole gettate verso coloro che additano quella bambina per poi volgere la lanterna in direzione della donna che indica con quell'indice. « Voi! Fareste meglio a cambiare mano prima di additare quella bambina! Chi ? la strega?! Usate la mano del demonio! » azzarda, perde quella solita calma che solitamente la contraddistingue per poi voltare ancora una volta il capo verso quella figura. « Lei ?... » un sussurro, l'azzardo verso qualcosa che per? trattiene mordendosi il labbro inferiore un paio di volte. Confusione attorno a loro, fin troppa in effetti.
23:23 Vashra : [ Via ] Quando l'uomo che ha bussato poco prima parla, lui ascolta. E quando quello indica un punto, lui si volta a controllare, cos? che dovrebbe notare anche lui la bambina dai capelli rossi, essendo di fatto a pochi metri dalla coppia uscita poc'anzi. Osserva la scena con gli occhi sgranati e le sopracciglia sollevate, cominciando finalmente a capirci qualcosa di pi?. Quindi si fa strada rapido tra i due della coppia, e prende a percuotere ripetutamente la porta della casa a cui un attimo prima bussavano i due. « Aprite! » ringhia, quasi gridando, e probabilmente attirando anche l'attenzione degli altri. Dunque la dentro per quanto ha capito, ci sono i genitori della ragazzina strega. Ma essendo una ragazzina, ed essendo spaventata e con i capelli rossi, senza i genitori, rischia di finire in mezzo ad una qualche vendetta irrazionale e immotivata. D'altronde il volgo ha sempre uno spiccato bisogno di trovare dei colpevoli, anche fittizi, per colpirli e per farli sentire meno inutili. Colpisce a pi? riprese quella dannata porta, e chiede alla coppia « Qui dentro ci sono i genitori della strega? » domanda a voce alta, allontanandosi di mezzo metro dalla porta. E' ormai chiaro che si debba agire, e se nessuno fa nulla, allora la situazione si potrebbe fare maledettamente pericolosa. Inutile dire che la scena della ragazzina rossa, con l'abito imbrattato di sangue, lo colpisca e non poco. Se non dovessero rispondere ancora, sposterebbe la coppia allargando le braccia, e dicendo « Fate
23:24 Edelwen : [ Vicoletto ] La ragazzina sembra risponderle. L'elfa ferma il proprio incedere di fronte a quella catasta di casse ed oggetti che ha utilizzato per arrampicarsi. Corruga appena la fronte, nel sentire le voci levarsi dall'inizio del vicolo che inneggiano ad una strega. Non comprende, straniera lei di quelle terre. Il mantello scivola ed ella istintivamente andrebbe ad afferrarlo. La mano destra andrebbe sollevata verso l'altro, palmo aperto che verrebbe stretto intorno alla stoffa. Andrebbe quindi a compiere un ampio movimento verso l'esterno, dall'alto verso il basso, per gettare alla propria destra quel drappo. Il cappuccio ? scivolato ormai ed i lunghi capelli blu scuro sono messi in mostra, nonostante le ombre. Cos? anche l'epiderme di quel particolare colore: violaceo. E non escludiamo le iridi, bianche come le stelle luminose. «Non ci vuole stregoneria per arrampicarsi sui tetti» Commenta con un lieve accenno di sarcasmo nella voce. I passi pesanti del mannaro verrebbero percepiti successivamente e per evitare d'essere investita, si scanserebbe. Gli occhi pallidi per un attimo si posano su di lui. Umetta le labbra poi, spostandosi con calma. Andrebbe a cercare con lo sguardo quell'oggetto che era stato lanciato poco prima dalla ragazzina. Gli occhi rifuggiano la luce della luna.
23:26 Enya : [ Incrocio ] La scena sembra prendere vita in un istnte, gli eventi si accavallano come le onde del mare. La bambina sembra fare di tutto per riuscire a scappare da quel vicolo cieco e la Mith la ne segue i movimenti con lo sguardo. «Quella bambina.» Risponde all'uomo senza per? degnarlo di uno sguardo. Guarda la piccola che si arrampica come una scimmietta e quando il mantello le cade gli occhioni si spalancano alla vista del sangue che le macchia la veste. Le labbra si schiudono leggermente in un'espressione di stupore e sgomento. Poi le parole dell'uomo le arrivano come un pugno nello stomaco. «Ba... bambina strega...» Mormora scuotendo il capo mentre i passanti si fermano richiamati da quel trambusto. ? combattuta la Mezzosangue, non crede che una capigliatura fulva sia sintomo sicuro di stregoneria ma il sangue sulla veste della piccola non depone a suo favore ed esporsi rischiando lei stessa il rogo per una sconosciuta, per quanto giovane e innocente possa essere, non rientra nei suoi piani. Poi per? il pensiero di Layla le sfiora la mente. «Chiamate i Custodi dell'Ordine, presto.» Cerca cos? di richiamare l'attenzione dei passanti. «Se quella bambina ? una Strega deve essere arrestata.» Meglio nelle mani della giustizia che di qualche fanatico come i Corvi.

[23:40] - La ragazzina sembra riuscire ad aggrapparsi al tetto,mentre la catasta di legno cade su se stessa comunque sia, mentre tenta di issarsi, ecco che Khal ne afferra il piede destro, facendo scaturire a quel modo un urlo netto e spaventato: insomma una mano gli ha appena afferrato una gamba nuda e gelida, visto che ? in vestaglia. «Via via..!» urla di nuovo disperata «Lasciatemi andare!» e cerca quindi di scalciare con le gambe praticamente a penzoloni dal tetto, davanti al viso di Khal, in pratica. Subito l?uomo si difende, urlando contro Aura «Non uso la mano del demonio: ? solo un caso!» borbotta infastidito «E poi come vi permettete di rivolgervi a me in quel modo, donna?» mentre l?uomo sembra preso da Aura, la donna sembra prestare attenzione da Vashra «Si, esatto.. Maledicono ogni giorno Kether per la figlia disgraziata che possiedono..» borbotta, andando a cercare di aprire la porta a questo punto, tralasciando a quel modo le buone maniere e ritrovandosi, insieme all?umano davanti a una scena abbastanza disdicevole. C?? sangue sul pavimento di legno e sembra ricreare una pista ben precisa all?interno della casa. «Oh..» rimane scioccata la donna, che si stringe all?altezza del collo gli abiti, ? evidentemente spaventata «No, no..!» scuote il capo decisa andando a cercare con lo sguardo la ragazzina, lasciando lo spazio per Vashra di entrare, se lo volesse «Bruciatela viva!» un urlo deciso «E? una strega senza cuore!!» urla ancora «Bruciatela viva!» e si sa, la psicosi di massa inizia in men che non si dica e i passanti, dapprima abbastanza intontiti, sembrano saper bene cosa debbano ora fare, iniziando ad accalcarsi nei pressi del vicolo, aizzandosi a vicenda con frasi folcloristiche quali «Bruciamola in pubblica piazza!» o pi? ?quieti? «Portiamola ai custodi cos? che la condannino a morte!» o ancora «Lasciamola nel bosco ai mannari!» tutte fini non troppo invitanti, ecco. Quando Edelwen parla poi.. La cosa sembra peggiorare «Una donna dai capelli blu!! E gli occhi, guardatele gli occhi!!» e tutta la folla sembra aizzarsi a sua volta verso l?elfa «Bruciate anche lei!!» urlano a ripetizioni un gruppo sempre pi? in aumento di persone che adesso paiono essere sulla decina li presenti, uomini e donne, alcuni appositamente usciti dalle dimore, altri affacciati da finestre. I consigli di Enya non paiono essere seguiti del tutto, ormai presi dalla foga della stregoneria.

23:49 Vashra : [ Via ] Non ha idea di chi diavolo sia questa Kether, ma gli basta e avanza per capire che o quella ragazzina ? davvero una strega, e allora va salvata, oppure i genitori sono due inetti e devono essere puniti. La folla acclama i suoi morti, ed ? evidente che li avr? se non porr? rimedio a questa situazione, tanto pi? che ci sta finendo di mezzo anche la creatura alta che pare avere i capelli di un blu innaturale.. Appena la porta si apre intanto il Pawnee riesce a vedere dentro, e lo spettacolo del sangue basta e avanza per capire.. Si volta un momento prima di entrare, e grida all'uomo che cerca di acchiappare la bambina -Khal- « Fermatela. Qui c'? del sangue, e solo la ragazzina ha la risposte. » e gridando questo mette a tacere sia la folla furiosa, sia la donna che al suo fianco grida di uccidere la bambina. Prima di colpirla, se davvero ? lei la responsabile, va capito cosa sia realmente successo l? dentro. Poco dopo si infila nella casa, e circospetto segue la macchia di sangue. « Toglietevi di qui. » ulula inferovorato alla coppia che un attimo prima gli ha mostrato la porta di quella casa. La pazzia ormai ? parte integrante della folla, ma il cacciatore segue la scia di sangue, senza per? calpestarlo per alcun motivo, guardandosi intorno alla ricerca di indizi. Qualsiasi cosa pu? essere utile. Ma in realt? si aspetta di trovare di corpi, sopratutto. Cadaveri, altri morti, morti inutili e innocenti probabilmente a questo punto.
23:52 Khal : [ Vicoletto ] Le dita della mancina si stringono attorno alla caviglia del piede destro della piccola ed ? nel momento di tale sicurezza che il muscolo del braccio si gonfia in quella contrazione per strapparla alle tegole. Non v?? alcun genere di tatto, cos? come esiste soltanto uno scostare del viso, gettato di lato alla propria destra, per evitare colpi diretti quali occhi, naso e bocca. Potrebbe essere ben ripreso da un calcio date le altezze, ci? che risulter? pi? che evidente ? la forza che vi apporr?. Convinto in ci? che desidera ed attualmente ? raccogliere quella piccola, probabilmente resa attraente dall?odore di sangue che raccoglie in lei, nemmeno fosse una piccola preda giunta dal caso. Negli occhi del mannaro c?? qualcosa di pi? di un semplice interesse, ? un qualcosa che lo spinge a tentare di raggiungerla anche con l?altro arto, dovendo dunque volgere nuovamente il viso verso di lei. La mano destra dunque si aggrapper? al resto del corpo, posto pi? a scivolare sul davanti. Le grida le sente, ma non le ascolta oppure semplicemente non ? attento al contenuto di esse « Csahte » un impero, basso, roco. Un qualcosa che graffia le pareti della gola. Madre lingua rivolta alla piccola. Un possibile ?lascia? ?vieni?, un ordine collegato alla forza brutale cui esercita. La voce di Vashra si fa prepotente, eppure non dona risposta nonostante il fine sia pressoch? identico: desidera quella piccola.
23:54 Aura : [ Vicolo ] Quella situazione sta attirando gente, vengono pronunciate parole nefaste cos? come additate troppe persone in quel momento come capaci di praticare la stregoneria. Attualmente l'umana ha a che fare con quello che forse ? un proprio parirazza. « Abbassate i toni allora! Non siete in diritto di giudicare! » ma lei stessa non li abbassa in effetti. « Che siano portati sia la bambina che quest'uomo allora! Il giudizio non ha due pesi e due misure! » e nuovamente verso quell'uomo si pone sollevando la destra con quella lanterna ancora accesa che dovrebbe permetterle di scorgere i lineamenti di questo. « E' un caso che voi usiate la sinistra? Cos? come ? un caso che quella bambina abbia i capelli rossi? Se quel che dite ? vero, se la vostra anima non ? macchiata dal demonio, lasciatevi a giudizio dei presenti come voi state facendo con quella creatura! » ? un esporsi, ? un azzardo, e nel frattempo anche qualcun altro viene preso di mira: Edelwen. Figura in effetti scorta poco dall'umana e che ora per forza di cose, se accompagnata dalle minacce, ne attira l'attenzione obbligandola ad osservarla con pi? attenzione rispetto a quella utilizzata in precedenza.
23:56 Edelwen : [ Vicoletto ] Andrebbe a cercare con lo sguardo la sagoma di quell'oggetto metallico lasciato cadere dalla ragazzina. Inizia ad esservi abbastanza confusione, grazie anche alla grande idea degli umani di mettersi a urlare. Stupidi, stolti umani. Non sa bene cosa sia accaduto nella casa, ma sa bene una cosa: quegli sguardi e quelle parole che le vengono rivolte non sono buone. «Ottimo.» Borbotta appena, con tono basso. Della ragazzina inizia a non importarle pi? di tanto. Aveva qualcosa di pi? importante: la propria pellaccia viola. Ferma, nei pressi della presunta arma, andrebbe a cercare con lo sguardo una eventuale via di fuga. Segue nuovamente con lo sguardo la ragazzina e Khal che ora sembra trattenera per un piede. E' alta lei, nei suoi due metri e poco pi?. E dovrebbe esser agile, o almeno cos? la Madre l'ha disegnata e formata. Non attende oltre. Si avvicina verso la catasta che nel fare di Khal si era riversata a terra. Silenziosa, tenterebbe di esser veloce nel raccoglierle e riacattastarle l'una sull'altra. Due, tre, quel che le basterebbero per salirvi sopra senza difficolt?. Si muoverebbe, armeggerebbe con quelle improvvisando come poco prima aveva fatto la ragazzina. V'? anche Khal li e solo di tanto in tanto gli verrebbero lanciate delle occhiate. «La uccideranno» Semplicemente verbia verso di lui, seria. Se in quel suo affannarsi nell'accatastare quelle cose v'? riuscita, tenterebbe in seguito di porre il primo passo, distanziandosi di mezzo metro da Khal e la ragazzina.
23:58 Enya : [ Incrocio ] Pochi istanti, poche parole, delle urla e la folla si aaccende come una balla di fieno raggiunta da una scintilla. E tutti sembrano improvvisamente impazziti. La Mith si guarda intorno, gli occhioni sgranati, il corpicino teso, ogni muscolo contratto. Si ritrova in quel pandemonio colpita dalla superstizione e dalla foga del volgo. Il fiato ? corto data la confusione e la concitazione del momento che agitano quell'anima inquieta. Le sembra di sentire il suo stesso cuore martellarle nelle orecchie. La bambina sembra ormai spacciata dato che un gigante l'afferra per la caviglia. «Chiamiamo i Custodi» Insiste sperando che stavolta il suo grido venga ascoltato. Dovrebbe riuscire a sentire le parole di Vashra e quindi verso il popolo inferocito torna a parlare. «Avete sentito? E se ci fosse un emulatore del Collezionista e quella bambina sia solo una vittima che ? riuscita a fuggire?» Azzarda un'ipotesi strampalata sperando di insinuare un dubbio nei presenti.
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[00:11] - Per Vashra, seguendo la scia sar? facile avvedersi di un cadavere all?ingresso di una stanza, mentre l?altro, qualche metro pi? in l? di un uomo, seduta su quella che sembra una semplice poltrona: la luce e il camino accesi in quella che sembra un semplice salottino. E? evidente che siano state date numerose coltellate su entrambi i corpi e di conseguenza ? fiottato sangue.| Khal non trover? alcuna fatica a strattonare la giovane.. Una bambina contro un mannaro ha ben poco da lottare, le mani si staccano dal tetto impotenti, ritrovandosi a cadere brevemente verso ?terra?, mentre urla per l?ennesima volta, vista la caduta. Non dice una parola anche perch? non le viene rivolta domanda, impatta lievemente contro il tetto con il viso, vista quella sottrazione violenta. Cerca ovviamente di dimenarsi ma.. Beh, c?? poco da fuggire.| Aura si trova alle prese con l?uomo che pare innervosirsi abbastanza a quell?additare su di lui «Non sono un mancino, io uso la mano giusta! E mia moglie pu? provarlo, scrivo, mangio e spezzo legna con la destra! Non appartengo al mondo degli stregoni!» dice convinto, mentre la moglie li a fianco lo spalleggia con commenti e il vicinato continua a borbottare e urlare farsi -per ora ancora verso la ragazzina e Edelwen-.| L?elfa dalla pelle viola riesce tranquillamente a sistemare quegli accessori di legno ritrovandosi quindi a disposizione una specie di ?rampa?che potrebbe aiutarla a fare la medesima cosa prima effettuata dalla ragazzina: se la sua intenzione ? quella di salire sul tetto. Ricordiamo che le parti in legno sono vecchie ceste, botti e quant?altro.. Niente quindi di troppo stabile.| Enya ci prova di nuovo e seppure alcuni paiono titubare a quelle richieste, subito altri a ripetere «Il collezionista ? stato arrestato!!» urlano ancora, cercando di far comprendere alla decina di persone che li si insediano che cos? non pu? essere: che sia una strega ? pi? facile no? A rincuorare comunque la mezzelfa sar? il suono di un corno e in tintinnare di armature, dei costudi sembrano effettivamente aver sentito i problemi che si stanno diffondendo: sono cinque e sicuramente, richiamano altri di loro, grazie a quel suono cupo prodotto. «Cosa state facendo?» una urlo di questi «Chi ? quella bambina?» pretendono ovviamente risposte seppur si stiano ancora avvicinando. Ognuno in armatura con armi pi? o a meno standard, chi spada, chi scudo, chi entrambe.

00:22 Vashra : [ Casa ] Sospira, guardando quella macabra scena. Un uomo morto su una poltrona, pi? un altro cadavere a terra all'ingresso di una stanza. Il cacciatore non parla, e piano si avvicina prima al cadavere all'ingresso della stanza, dando un'occhiata veloce al suo interno, facendo per? meno rumore possibile, poich? per quello che ne sa l'assassino potrebbe essere ancora qua dentro. Da fuori c'? il rumore di un corno, e questo significa che probabilmente stanno arrivando "rinforzi". Ma qui dentro ? solo e deve fare attenzione. Rivolta il cadavere intanto, inginocchiandosi a terra, e guardando le ferite che gli sono state inferte. Cerca di capire se le ferite siano molto profonde, cosa che gli farebbe capire che chi ha colpito aveva molta forza. In realt? dubita fortemente che una strega abbia ucciso proprio con un pugnale, ? insensato, avendo dalla sua poteri magici di non scarso conto. Perch? mai usare un'arma bianca per fare del male? No, storce le labbra, e decide che tutto ci? ? insensato. Quindi a meno che non abbia trovato qualcosa di particolare dentro quella stanza, si avvicinerebbe ad analizzare anche il secondo corpo, quello dell'uomo ancora in poltrona. Cerca di apprendere informazioni dal tipo di ferite, e cerca oggetti che possano far pensare che ci sia stato un combattimento la dentro. Cerca anche segni di effrazione in effeti, e qualsiasi cosa possa farlo giungere ad una qualche conclusione logica. Pi? logica di quanto sta accadendo la fuori. E' anche meglio muoversi.
00:24 Edelwen [ Vicoletto ] Cesti, botti, forse qualche cassa. Una cosa totalmente improvvisata e che ad una prima vista non sembra poi cos? stabile. Tenta di mantenere il sangue freddo, mentre le voci si susseguono. Delle parole nella propria lingua verrebbero pronunciate e dal tono non sembrano poi cos? allegre. Forse sta insultando quegli umani, maledicendo le loro stupide case. Un ultimo sguardo viene dato a Khal, alla ragazzina che si tira dietro. Meglio cos?, forse. Pi? spazio per lei per potersi arrampicare. Un profondo respiro viene preso. L'aria viene emessa e condensata in una nuvoletta candida. Gli occhi chiari passano dal basso verso l'alto, seguendo quella linea che si era disegnata mentalmente. Tenta di identificare inizialmente quali siano i punti pi? stabili, sebbene sia cosciente che tutto ci? sia una pazzia. Compie due, tre passi all'indietro, distanziandosi appena da quella sorta di rampa. Successivamente, dopo aver preso la rincorsa, tenterebbe di "scalarla". Il primo piede sollevato su quelle casse ? il destro. Tenterebbe di salire velocemente, sfruttando l'agilit? di cui la sua razza si fa vezzo. Le braccia verrebbero sollevate verso l'alto, in modo tale da potersi eventualmente appendere al tetto, per potersi in qualche modo aggrappare alla prima sporgenza utile, soprattutto nel caso in cui la rampa improvvisata cedesse sotto di lei.
00:27 Aura : [ Vicolo ] E nuovamente da Edelwen l'attenzione torna su quell'uomo con cui sta gridando da quanto? Troppo. Dimentica persino del freddo che stava provando dato il colorarsi delle gote a causa dell'agitazione provata. Ha persino smesso di nevicare, cos? come in tutto quell'agitarsi il cappuccio del manto pesante ha finito con il ricaderle sulle spalle. « Vostra moglie potrebbe essere una vostra complice! Potrebbe essere lei stessa una strega! Voi avete usato la mano del demonio poco fa! » che l'uomo si innervosisca non fa si che lei si zittisca, infatti con quelle parole torna alla carica nonostante invece di avanzare verso di lui e la compagnia prende a retrocedere donando occhio verso il punto dove dovrebbero trovarsi Khal e la bambina. Non che a quel modo possa raggiungerli con disinvoltura ma si pone in modo che possa guardare comunque sia la coppia d'accusa ed il suo fare. Poi un suono, gli occhi azzurri grazie a quel ciondolo hanno modo di lasciar rientrare nel proprio campo visivo l'arrivo dei custodi. Attimi di silenzio, il compiere diverse volte dei respiri profondi ricercando una tranquillit? che ha ormai perso da troppi minuti a questa parte. « Accuse di stregoneria. » parole che rivolge a chi dovesse ascoltarla « Questa bambina ? stata accusata ma dentro quella casa c'? qualcosa. » udite le parole di Vashra in precedenza infondo. « E coloro che additano hanno atteggiamenti sospetti a loro volta! » ? un azzardo, ma viene tentato.
00:28 Enya : [ Via ] ? semplicemente un putiferio e, nonostante abbia trascorso la sua intera esistenza a fuggire da pregiudizi e superstizioni, a mescolarsi tra umani ignari del suo sangue misto, mai le era capitato di vedere tanta furia e tanta ottusit? divampare negli animi in maniera tanto repentina. I quartieri sembrano ormai brulicare di voci concitate ma la Mith resta sempre estranea alla faccenda. Poco le importa del destino della bambina, men che meno di quello della Kaldar, la sua unica preoccupazione ? non attrarre l'attenzione di quei fanatici. Come ha sempre fatto nel corso della sua lunga esistenza cerca di passare inosservata, non si espone oltre, non ? da lei, non se non esiste alcun valido motivo per farlo. E che le brucino infine, bambina ed elfa, non son cose che la riguardano. Lei la sua lezione sulle genti che popolano queste terre per questa sera l'ha imparata. Poi tra le urla della gente riecheggia il suono di un corno accompagnato dal tintinnare delle armature. L'ordine costituito arriva ad imporsi sulla furia della folla e chiss? se la giustizia si imporr? sulla superstizione. Svelti passetti muove nella direzione da cui giungono le guardie allontanandosi pian piano dal centro della scena. Va incontro ai Custodi dell'Ordine e alle loro domande. «Dicono che ? una Strega, vogliono bruciarla.» Parla con tono concitato, nascondendo dietro quella maschera da semplice popolana spaventata, la sua natura e la sua indifferenza. Intanto si allontana dal vicolo.
00:29 Khal : [ Vicoletto ] L?intenzione non ? quella di scaraventarla a terra. Il desiderio ? semplicemente quello di poterla far scivolare sul proprio addome volgendola verso di se, al richiamo di quell?odore. Nonostante la piena passata, i suoi istinti non possono ancora definirsi cauti e tranquilli. ? come se l?odore fosse un richiamo al sapore ed ? per questo che brutalmente, nel poterla racchiudere nella stretta delle proprie mani, esse ricercheranno lungo il minuto corpo una presa salda, situandosi sotto le ascelle, viso a viso se possibile « . . . » lo sguardo che riversa su di lei, qualunque sia la posizione riuscita ad ottenere, sar? di puro istinto predatorio per quanto la sua forma umana rispecchi ci? che dovrebbe mantenere mentalmente. Le labbra si schiudono, le narici si dilatano come se tentasse di capire se sia solo superficiale quell?odore o sia proprio il sangue della bambina. Inutile dire che l?intensit? di sangue all?interno di quella casa, liberato dall?aprirsi di quella porta, ha fatto in modo che dentro di lui degenerasse il tutto. Ingoia un grosso quantitativo di salivazione.. Edelwen viene ignorata, cos? come il resto di coloro che inveiscono l?uno verso l?altro. Aura inclusa. Persino il rumore dei custodi non lo portano a voltarsi, bens? l?intenzione sarebbe, se fosse riuscito a tenerla a se, di avvolgere la minuta figura sotto il manto. Oscurare la vista della piccola, non esiste atto di gentilezza nello sguardo, ? istinto. Non risparmia in forza nello stringere il suo corpo.
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[00:45] - Per Vashra sar? facile intuire che non c?? granch? di forza in quelle coltellate, seppure il taglio ? netto e significa che non c??stata troppa incertezza nell?affondare la lama di quel poco che ce l?ha fatta. Insomma, intuire cosa sia successo..ora ? abbastanza facile. | Edelwen intanto -giustamente- tenta la fuga da quella mandria di gente impazzita, prende la rincorsa e risale sopra quella specie di rampa.. Il legno cede in alcuni punti, ma la destrezza elfica la lascia in grado di raggiungere, senza troppe difficolt? il tetto, comunque ricoperto di neve. A lei, ora, decidere come muoversi. | Le guardie intanto apprendono da Aura e Enya all?incirca la situazione, un paio optano per dirigersi verso l?interno della casa e comprendere ci? che accade, mentre un terzo immobile suona il corno e le altre due rimangono sul posto. «Stregoneria?» chiede una delle guardie ?libere? «Se quella bambina pecca in stregoneria lo definiremo noi!» dice secca, andando quindi a rivolgersi verso la folla che sta impazzendo, anche alla vista di Edelwen. «Fermatevi, tutti quanti!» invoca la medesima guardia insieme al compagno li presente, ma in due contro una decina, non pare che si possa far molto. Seppure alcune anime si calmino: ad esempio chi era esposto alla finestra si chiude in casa e un paio di persone sembrano andarsene: evidentemente non vogliono magagne.| Khal nel frattempo prende la bambina come un bambolotto che reagisce ricominciando a piangere e tremando spasmodicamente, probabilmente non solo per il freddo «Aiuto..» risce a mugugnare in un moto di speranza a mezza voce, mentre Khal potr? chiuderla sotto il proprio manto senza problemi, seppure un lamento, per quella stretta fin troppo decisa pare levarsi dalla ragazzina. | Comunque sia, in mezzo a tutto questo disastro, altre 5 guardie paiono presentarsi in piazza, mentre il corno non tace.. Anch?esse iniziano a muoversi con decisione verso la folla, intenzionati a farla sciogliere il pi? velocemente possibile.

00:58 Vashra : [ Via ] Ha visto abbastanza. Batte il pugno destro contro il bracciolo della poltrona su cui ? seduto il cadavere. Poi si rialza in piedi. Li dentro non c'? nessuno e chi ha accoltellato queste persone non era molto forte. Esce dalla casa a passi lenti, tristi, quasi disperati, e cerca di farsi largo tra la folla, capendo di trovarsi di fronte ai Custodi, ovvero qualcosa di simile ad un corpo armato che difende le leggi della corona. Stringe i denti, ignorando la folla ignorante che grida vendetta senza nemmeno conoscere la realt? delle cose. Ancora un'altra strage, di nuovo. E questa volta pare che la colpa sia di una bambina, o poco pi?. Che senso pu? avere tutto ci?? E' questa la citt? dove vive, e qui non esiste piet?, lealt?, e giustizia. Dunque sta a lui portarle. Cerca di avvicinarsi al gruppetto con cui si era incontrato poco prima, guardando in volto Aura che ora ? senza cappuccio. E' a lei che sussurra « Ci sono dei cadaveri... Gli indizi portano alla bambina! » le dice, quando abbastanza vicino a lei si trova anche una guardia, in modo da farglielo udire.Indica anche l'ingresso all'abitazione. « Erano i suoi genitori! » svela anche con gli occhi bassi e tristi, cos? scuri e saggi da sembrare persi in qualche altro mondo, troppo distante anche solo da immaginare. Questo mondo non gli piace, va sanato. Fa un cenno verso Aura e verso l'altra donna che ha pi? volte cercato di salvare la piccola, ovvero Enya. Poi con lo sguardo cerca l'uomo che prima braccava la bambina.
00:59 Enya : [ --»
Altrove ] Va incontro ai Custodi, si ferma quando la raggiungono e ruota su se stessa seguendoli con lo sguardo quando la sorpassano diretti verso quell'incrocio in cui la superstizione sembra aver annebbiato le menti dei pi?. Si ferma qualche momento per cercar di capire lo svolgersi degli eventi. Il corno continua a suonare, altre guardie sente giungere accompagnate dal consueto tintinnare delle armature. Non c'? pi? tempo da perdere, ? ora di abbandonare quel loco prima di essere fermata e interrogata come testimone dei fatti. Torna a voltarsi, fa dietro front e ricomincia a camminare allontanandosi nei vicoli dei quartieri. Una panciuta luna decrescente illumina la notte di Kirial e la citt? splende del candore della neve che fino a poche ore prima cadeva dal cielo e che ora copre i tetti delle case, le strade e i vicoli come candido e soffice manto. La Mith non si ferma, procede nel suo incedere lasciandosi alle spalle il vicoletto cieco, l'incrocio e la follia della gente. Cammina senza voltarsi indietro, si lascia accompagnare solo dalle voci che ancor le giungono all'oto e che man mano che si allontana si fanno pi? flebili fino a perdersi nel silenzio della notte. E cos? fa la Mezzosangue, svanisce tra i vicoli a passo lieve. Mai come ora anela quella semplice stanza che ? il suo alloggio al Palazzo della Loggia e gi? pregusta il calore delle coltri, un buon bicchiere di vino e quel libro che le tiene compagnia nelle sue notti solitarie. [End]
01:00 Edelwen [ Vicoletto ] Veloce, tenterebbe ora di afferrare il primo appiglio. Imprime quanta pi? forza pu? nelle braccia, issandosi sul tetto, cercando anche d'essere veloce ed evitare che qualche mano vada a catturarla come pocanzi aveva fatto Khal. Se nulla glielo impedirebbe, non andrebbe comunque a sollevarsi subito sul posto. Ricerca il proprio equilibrio. La mano destra, fredda per la neve residua su quel tetto, verrebbe poggiata col palmo aperto. Rimane accovacciata, tentando inizialmente di regolarizzare il respiro che va condensandosi sulle sue labbra. Come una predatrice braccata si sente ora. La luce della luna si riversa sulla sua figura, donando ai suoi capelli quel colore simile al manto stellato. Lentamente, andrebbe a sollevarsi sul posto, senza tuttavia issarsi in tutta la sua altezza. Si mantiene bassa, chinata, sporgensosi appena in avanti per bilanciarsi. «Umani.» Sentenzia infine, con tono basso, appena percettibile da chi possiede un fine udito. Distoglie lo sguardo, andando ad osservare il tetto con il favore della luce della Luna. Non poteva chiedere di meglio, per fuggire agilmente da quel vicolo maledetto. La citt? assumeva addirittura un'altra angolazione, da lass?. Ignora bellamente le guardie e chi si affanna al di sotto. Cerca un appiglio con la mano, per evitare di scivolare sotto. Come un gatto troppo cresciuto, lascerebbe che qualche attimo passi, per comprendere meglio come muoversi sul tetto e svignarsela.
01:00 Khal : [ Vicoletto ] Sarebbe verso la folla la direzione che intraprende nel momento in cui il corpo della piccola riesce ad essere avvolto. La scalata di Edelwen viene accolta in piccola parte, forse quanto basta che gli sguardi possano incrociarsi, che il suo odore possa rimanergli nella mente cos? come quel viso « . . . » se fosse riuscito ad intercettare i suoi occhi la osserverebbe quanto basta per poi lasciare che il corpo ruoti lasciandosela alle spalle. Incurante. Il rumore sordo del corno gli fa aggrottare la fronte, come se il tutto aumentasse il fastidio del chiacchiericcio che si ? creato. Tornando verso il punto d?intersezione ? una lotta che si crea dentro di se. La porta di quella casa emana un odore decisamente pi? corposo ed intenso, eppure allo stesso modo, il giungere nei pressi di Aura potendo poggiare su di lei lo sguardo, ? come se qualcosa dentro di lui facesse scattare la ragione umana, facendola vibrare « . . . » le labbra da schiuse si serrano. Evita quel saggiare l?aria ingoiando secchezza per poi indurire i muscoli del viso in un moto di disprezzo seppur ci? che tiene sotto il manto non lo tocchi nei lamenti. Saper di arrecare possibile dolore non lo frena dal voler proseguire « Andiamo » il sinistro sosterrebbe il peso della bambina, il destro uscirebbe dal manto tentando di poggiare sulla schiena di Aura. Il tentativo ? oscurarsi nella folla, seguire il flusso. Lasciare che Vashra e si, magari anche Edelwen, attiri l?attenzione su di se.
01:02 Aura : [ vicolo ] Sospira in apparenza pi? tranquilla in risposta al giungere ed alla presa di posizione da parte delle guardie dove non esiste altra parola rivolta verso la coppia con cui ha discusso sino a poco fa, cos? come verso coloro che sono appena giunti con l'intenzione di calmare le acque, riportare ordine su quanto stia accadendo. Qualcuno si rintana, altri rimangono a guardare curiosi o spaventati che possa essere quello che sta accadendo. L'umana dal canto proprio si volta in modo da guardare verso Khal e la bambina. « Khal » lo richiama nonostante non sia a conoscenza dello stato in cui si trova il mannaro, in quella lotta per tutto quel sangue presente sulla scena. Ancora ingenua verso tali elementi, cos? come verso il modo di porsi di questo. Gli occhi sono fissi su di lui, ed ? cos? che ha modo di comprendere di come decida di avvicinarsi nonostante dalle proprie labbra non esce altra parola. La destra piuttosto torna alta con quella presa sulla lanterna ancora accesa che non ha mai abbandonato. « Inizio a cedere » tre parole che si decide a mormorare verso il mannaro nonostante volga sguardo verso la folla, verso il punto da cui infondo ? giunta prima che accadesse tutto questo. Non si muove per? a causa delle parole di Vashra che semplicemente la gelano sul posto. Volta il capo in sua direzione. « No... » una negazione uscita di getto prima che quella mano la ridesti, la spinga a muoversi per disperdersi tra quella folla.
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[01:17] - Vashra avvisa solo Aura, lasciando all?oscuro le guardie che ora si dirigono verso la casa, andando a ?inverstigare? su quanto ? effettivamente accaduto. Le altre 8 guardie sono invece all?esterno, andando a far scemare quella follia per far rientrare in casa la gente che sembrava impazzita. Pochi quindi le persone rimaste mentre altre due guardie giungono da altrove. Un p? scarne le guardie stasera.. | Enya riesce a dileguarsi nella confusione, mentre Edelwen acquista il territorio del tetto grazie all?agilit? elfica, ed ? sempre per questa che non scivola sopra di esso, ritrovandosi a perlustrare la zona con lo sguardo.. Le case sono abbastanza vicine l?una all?altra ma seppure c?? la possibilit? di fare ?salto in lungo? dall?una all?altra beh.. La neve potrebbe coprire facilmente del ghiaccio. | Khal tiene la bambina nascosta, quest?ultima pare aggrapparsi a lui un p? come farebbe un Koala, visto che al momento alla suddetta potrebbe sembrare una salvezza, seppure le guardie non si sono accorte della cosa, intente a sciogliere la gentaglia li presente e ad chiedere a Edelwen di «Dovete scendere dal tetto!», altro conto potrebbe essere invece per Vashra, visto che era consapevole del fatto che la bambina era stata ?catturata? da Khal. In lontananza comunque si leva una domanda legittima «Dov?? finita la bambina?» chiedono alcune guardie evidentemente spaesate, la situazione ? quella che ?.. La folla inferocita ha forse fatto scappare una strega o un assassina? Edelwen sar? ricercata? Tutto ci? verr? scoperto l?indomani.

01:26 Edelwen [ Vicoletto | Tetto ] Rimane ancorata al tetto tramite la mano destra, lievemente chinata in avanti, le ginocchia piegate. Osserva i tetti e quello che le parrebbe una via. Ma ? fin troppo pericoloso perfino per lei. Una voce cattura la sua attenzione. Un umano, uno dei tanti, che ne richiamerebbe l'attenzione. «Non vi preoccupate, sto comoda.» Risponde, con palese ironia nella voce. Senza aggiungere altro, andrebbe a tentare di avvicinarsi al capo opposto a quello in cui si trova, gettando come per prima cosa uno sguardo sulla via parallela, sperando in cuor suo che non sia un nuovo vicolo cieco. L'intenzione, infatti, ? quella di avvicinarsi alla sporgenza, per potersi calare sulla via ed allontanarsi di gran carriera. Ma per prima cosa, si muove su quel tetto, mantenendosi e muovendosi come meglio le concede la luce della luna che le donerebbe la visione crepuscolare. Un piede, poi un altro, cercando di mantenere salda la presa sul tetto e le eventuali tegole. In quel momento, nulla le importava se non allontanarsi da quel dannato vicolo. Per questo, una volta che fosse riuscita a raggiungere l'altro capo del tetto, lancerebbe quello sguardo per assicurarsi che non sia una nuova, dannata trappola di pietra. E' l'istinto a sopraggiungere, ora.
01:29 Khal : [ Vie ; uscita ] Esiste in lui quell?attrazione verso il sangue che si lascia alle spalle, cos? come quello che macchia la piccola veste della bambina che stranamente riesce a portarsi appresso, incurante ch?ella si possa sentire inquieta o al sicuro. Da come lo sguardo del mannaro si appoggi a ci? che lo circonda, i propri esiti non sarebbero dei pi? positivi ed ? quindi merito della presenza di Aura che non vi sia stato un cospargere immediato del suo istinto.. attualmente tenuto a bada mentre sfila tra la folla sostenendo con la destra i movimenti della donna lasciando che le dita si ancorino verso il centro della sua schiena « . . . » non c?? stato dire alcuno, poche le parole che l?uomo ha effettivamente pronunciato quella notte, in corrispondenza sono per? molti i passi che genera. Pesanti. Calcolati dato che la neve nonostante tutto nasconda insidie non indifferenti, soprattutto in quel disperdersi. Che la piccola sia un?assassina, una strega, una vittima o tanto altro ? cosa che scivola da ogni possibile ragionamento, attualmente esiste soltanto un fine gorgoglio dal fondo della gola. Sintomo di compiacimento od impazienza ? tutto un dire « Tu sai dove andare » una voce appena graffiata dal suono diramato nella gola « In dimora di bosco » senza definire dove, come e perch?. Una destinazione non definita, ma che Aura dovrebbe ricordare.
01:30 Vashra : [ Vie ] Vede distante l'uomo che prima stava cercando di prendere la bambina, sfuggire dalla folla e sparire poco dopo, non prima per? di essere chiamato dalla donna con cui si era accompagnato in precedenza e che svela il suo nome: "Khal". Due nomi nuovi dunque questa notte per il Pawnee, e la sicurezza che la bambina debba essere scomparsa, e non certo perch? riuscita a scappare. A sua volta si infila tra la folla, non pi? triste, ma infuriato. Poich? mentre lui cercava di salvarla, qualcuno ha pensato bene di portarla via, consegnandola probabilmente ad una fine non dovuta e inaccettabile. La femmina elfica con i capelli blu non viene nemmeno pi? considerata, poich? totalmente inutile ai quesiti che lui invece si sta ponendo. I Custodi arriveranno alle sue stesse conclusioni, non serve guidarli. In molti hanno visto la scena, e in molti potranno confermare ci? che lui stesso ha vissuto, e questo ? senza dubbio un bene. Quindi sparisce, in silenzio, senza cercare vendetta. Almeno per questa notte. Arriver? il tempo di cercare i colpevoli. [Exit]
01:31 Aura : [ Vie / Uscita ] Con quella lanterna riprende a fare luce avanti a se, in questo caso anche a Khal stesso con quella bambina nascosta sotto il mantello. Quelle domande su dove si possa trovare la bambina nate dal custode non ricevono risposta cos? come occhiata da parte dell'umana. Un cercare di passare il pi? inosservata possibile ora andando a sollevare con la sinistra il cappuccio sopra il capo. E' un approfittare di quel disperdersi della gente dove il passo contro quella neve tradisce l'agitazione che ancora la pervade ritrovandosi a tratti ad affondare gli stivali con pi? insistenza nemmeno si stesse trascinando appresso chiss? quale peso. Ma di certo quel tocco della mano contro la propria schiena involontariamente le dona conforto, le pone una stabilit? e guida che le permette di sostenere il passo diretta sempre pi? lontano da quel posto, da quelle voci, da quelle accuse di stregoneria. « Si » unica parola che viene pronunciata con a seguito un annuire del capo quando Khal si fa avanti con quelle parole. Se non fermata dunque la direzione intrapresa sarebbe verso un'altra via, un altro incrocio, di conseguenza allontanandosi da quel posto. [Fine]

[01:35] - Bon ragazzi, grazie a tutti.. spero vi sia piaciuta: resoconti a breve.