15:29 Edelwen [ Scogliera ] Si affaccia sul mare quell'alta scogliera. Il vento ? forte, violento, solleva le one che si infraggono sulla riva. Nell'aria, v'? la salsedine che scaturisce da quei movimenti. Nubi solcano il cielo, ma la giornata non appare cos? malvagia alla fine. Vento a parte. La figura della Kaldar si trova seduta su di uno dei gradini naturali che uniscono la citt? alla spiaggia dorata. Ricerca riparo in parte dal vento ed in parte dalla marea. Il mare ? pericoloso, una di quelle forze della natura che violente ti pu? strappare alla vita. Ed ella ? timorosa come lo potrebbe essere della natura stessa. Un mantello copre la sua figura in modo molto blando. Posato sulle spalle, legato all'altezza del collo, lascia scorgere senza problemi gli abiti di pelle che indossa. Dal taglio visibilmente elfico, fasciano il corpo longineo e slanciato mettendono in risalto le forme perfettamente eque, nonostante l'altezza. L'epiderme ? di un colorito insolito. Rosa, certo, ma di una tonalit? molto pi? simile al viola. La pelle ? liscia, priva di alcuna imperfezione ed all'altezza degl'occhi due tatuaggi a forma di punta di lancia sono stati disegnati anni ed anni orsono, tradizioni forse della sua gente. I capelli sono lunghissimi. Svolazzano al vento irruente, ma ? palese che raggiungano e superino il proprio fondoschiena. Il colore ? similare a quello delle onde che si infrangono: un blu intenso dipinge quei fili sottili. Ma sono gli occhi la sua particolarit?: richiamano la luce della Luna «...»
15:29 Edelwen [ Scogliera ] «...» Luna di cui ? figlia. Due stelle brillanti posate sull'orizzonte distante. Sulla schiena, porta una faretra piena di frecce dal nero piumaggio ed un arco corto assicurato in un incavo ricavato nella faretra. Alla cintura, sul fianco sinistro, ? assicurato il fodero di un pugnale la cui lama ? di circa venti centimetri. La gamba destra ? lievemente piegata, il piede poggiato sul gradino appena poco sotto. La sinistra invece, ? pi? distesa ed il tallone poggia sul gradino successivo. Ozia.
15:42 Carnil [ Scogliera| F.A ] Si muove tra le onde lievi che creano, sospinte dal forte vento, andando a scontrarsi con la scogliera e la spiaggia un poco distante da li. La coda arancione da delle forte spinte in modo da contrastare la corrente che vorrebbe spingerla verso gli scogli rischiando di farsi male, agilmente sfrutta quella stessa corrente per schivare scogli taglienti e acuminati. I capelli ramati e fradici, ondeggiando ad ogni sua mossa accarezzando la pelle ambrata e i grandi occhi cioccolato, coperti da una membrana protettiva che le da modo di veder meglio nelle profondit? del mare. Per ora le uniche cose che percepisce, sono lo scontro delle onde sugli scogli, ma nulla di che. Con un dei colpi della grossa pinna, si da una spinta fuori dall'acqua e poi ricadere in una zona, prima localizzata, dove ? pi? protetta dalle onde e corrente, vicina anche alla riva e dove dovrebbe trovarsi anche Edelwen a circa 10 metri di distanza da lei, dove la scogliera scende morbida pi? vicina al mare.
15:55 Edelwen [ Scogliera ] Oltre al piede sinistro, sono circa cinque i gradini che la separano dalla sabbia. Questa si pone in quel suo chiaro color dorato, li dove i granelli vengono spostati, sospinti. L'aria fredda dell'inverno accarezza le giance dell'elfa, rendendole lievemente pi? scure. Come se stesse arrossendo. Ma su quel viso non v'era ombra di espressione. Ferma, seriora, sembra esser pi? una pantera che una placida e gentile donna. Osservano i suoi occhi quella distesa immensa di acqua salata, che ruggisce come un mostro. Lo sguardo segue distrattamente una scia dorata. Una linea va ad attraversare la fontre donandole un'espressione lievemente perplessa. Quei dieci metri sono sufficienti per lei per scorgere la figura della sirena che nuota. Inclina appena il capo alla propria sinistra, rimanendo seduta ancora per qualche attimo. [E]«Che cosa...» Mormora piano, sottovoce, nella propria lingua natale. La voce acquisisce un naturale accento melodico, morbido, che dona a quelle parole ed alla sua stessa voce una dolcezza che non le appartiene. Con delicatezza, andrebbe a piegare la gamba sinistra. Entambe le mani cercano appoggio sul gradino in cui ? seduta e con movenze eleganti andrebbe per sollevarsi e mettersi in piedi. Non scende i gradini. Da quella posizione tenterebbe di scorgere meglio la sirena, di capire di cosa si tratta.
16:09 Carnil : [ F.A| Scogliera ] «Dove sei finito zio?» domanda pi? a se stessa e abbassa lo sguardo scorgendo ora il piccolo granchietto rosso che incomincia a zampettare sulla spiaggia «Messer Boris, che ci fai qui?!» domanda divertita, allungandosi per prendere delicatamente il granchietto rosso e sistemarselo sulla spalla, facendogli delle delicate carezze sul dorso rosso. «Lo sai che i gabbiani potrebbero beccarti per bene, eh?» un veloce bacio a una delle zampette del granchio e poi torna a guardare in direzione della spiaggia, dando cos?, temporaneamente le spalle a Edelwen. Si da una spinta con la coda e le braccia, le cui mane sono palmate, per potersi sedere sulla riva mostrando il petto nudo coperto solo da alcune ciocche adornate da conchiglie e coralli rossi. Mugugna qualcosa nella sua lingua abissale, se dovesse cantare solamente nella sua lingua dovrebbe rischiar di incantare una creatura terrena. La sua razza, per quanto meno antica, ? paragonabile a quella degli elfi dal punto di vista comportamentale sulla protezione del proprio ambiente, in questo caso marino per lei, ma anche ai Mannari... se si parla di Kluash, l'altra stirpe e alcuni di essi l'hanno accolta come se fosse una loro cucciola quando era da poco arrivata nelle coste di Kirial. Gli occhi nocciola solcano il viso femmineo, a differenza tra la forma umana e abissale, non sono tanti ma il colore ambrato della pelle e coda, sembrano celare alcune cose rendendola simile ma non uguale alla forma umana. Non si accorge di Edelwen[c]
16:09 Carnil : [ F.A| Scogliera ] alle sua destra, ora.
16:18 Edelwen [ Scogliera ] E' in piedi ora su quella scogliera. Gli occhi sono fissi sulla figura che per il momento le dona le spalle. Non si ? accorta di lei, ma non ? certa della cosa. Le iridi bianche quasi subito si posano sulla sagoma dorata della coda. Salta vistosamente agli occhi. Non ?, in fondo, qualcosa che si pu? nascondere cos? facilmente. Ne osserva i movimenti e le parole vengono ascoltate, anche queste senza troppa difficolt?. Era una peculirit? della propria razza poter ascolta e vedere oltre quel che ? consentito alle stirpi mortali. Umetta le labbra, lasciando che l'espressione rimanga perplessa sul proprio viso. Aveva vissuto sempre, fino a qualche tempo fa, nelle foreste a Nord o ad Est di Kirial. Il mare per lei non era mai stata una meta. Non aveva mai conosciuto qualcuno o qualcosa di simile. Il vento sembra calare di intensit? ora, rimanendo sempre forte, ma meno intenso. E' per? la pioggia il disturbo. Inizia a picchiettar sul capo scoperto, sulla sabbia. Le gocce si riversano nel mare infinito, come se ne avesse ulteriomente bisogno. La mano sinistra viene sollevataverso la spalla sinistra. Palmo aperto, andrebbe a cercare il manico dell'arco assicurato alla faretra. Umetta le labbra, tentando di mantenere calmo il battito. Mentre tenta di afferrare l'arco corto, muoverebbe il primo passo per scendere da quei gradini e avvicinarsi alla spiaggia. Guardinga, attenta ad ogni movimento della sirena, tenterebbe di evitare di produrre rumori con i suoi movimenti.
16:31 Carnil : [ Scogliera | F.A ] Alle gocce di pioggia, scrolla il capo non ? infastidita da essa ovviamente, l'acqua ? parte di lei e la culla come una madre farebbe con i suoi figli. Allunga una mano riprendendo il granchietto e sistemandolo nell'acqua bassa «Mmm..»mugugna solamente «dovr? aspettare che smetta di piovere» andando a guardare in direzione di uno scoglio alla base della scogliera, batte le ciglia e chinerebbe il capo di lato scorgendo una figura scura avvicinarsi, non ne scorge bene le fattezze e quindi non riconoscendola come Elfo, ma ne intravede i movimenti. Assottiglia lo sguardo e con un movimento delle mani si muove lentamente un pochino pi? vicina all'acqua facendola arrivare all'altezza dei fianchi. Poi non si muover? pi?, osservando quella figura ma restando immobile e non ancora prende la decisione di tentar di incantare chi si avvicina... come a lasciargli scegliere le proprie decisioni arbitrariamente, liberamente. Solo allora proferirebbe «Cercate la mia morte?» chiede in sua direzione sorreggendo il busto con le mani poggiate sul fondale sabbioso della riva.
16:43 Edelwen : [ Scogliera ] Il secondo passo viene mosso lungo la gradinata. La mano sinistra si stringerebbe intorno all'impugnatura rigida di quell'arco corto. Non tira, non tenta ancora di tirarlo a s?. Lo lascia incastonato in quell'incavo come se fosse indecisa se afferrarlo o meno. Tenta di valutare la situazione, se si trova in un momento di reale pericolo. La pioggia si abbatte sul suo volto, scivolando lungo le guance violacee. I gradini vengono calpestati con passo morbido, leggero. E' quando giunge alla base di questi che osserva il muoversi della sirena che, voltandosi, scorge la sua figura. La presa sull'arco si fa meno salda. Alta, si staglia nei suoi due metri e poco pi?, vestita di pelle scura. Il mantello ondeggia dietro di lei, scosso dal vento che proviene dal mare stesso. La brezza, le gocce d'acqua salata si mescolano a quelle dolci della pioggia. «No, non ricerco la vostra morte..» Risponde con tono abbastanza alto per evitare che il vento porti via la propria voce. Con passo lento, si muoverebbe in sua direzione, lanciando diversi sguardi al mare. Vuol evitare che un'onda anomala si abbatta su di lei. «Che tipo di creatura siete?» Chiese quella dai capelli blu, la pelle viola e gli occhi pallidi come due stelle. Inizia a percorrere i metri con passo lento. La mano sinistra scivola e lascia andare l'arco che rimane assicurato alla faretra. Da dieci, i metri dovrebbero divenir ora circa cinque o poco meno.
16:50 Carnil : [ Scogliera | F.A ] Sentendo quelle parole sorride in sua direzione, un sorriso tranquillo in quella creatura che ama nuotare tra le tempeste. Batte le ciglia cacciando via delle gocce d'acqua, un comportamento prettamente umano dato che l'acqua non le da noia, ma il vento si. Scruta la figura di Edelwen, incominciando a intravedere bene le fattezze dell'altra «Una Sirena, figlia del mare come tante altre mie sorelle e fratelli. Voi dovete essere una creatura antica di queste terre, almeno cos? so io.» spiega verso di lei sorridendogli serenamente «Non preoccupatevi, mordo solo se provocata» spiega con aria divertita in sua direzione, facendogli cenno di avvicinarsi tranquillamente per poi abbassare lo sguardo sul granchietto a cui sorride «Entrambe vogliamo proteggere le nostre madri, non siamo molto diversi da questo punto di vista» spiega tranquillamente verso Edelwen, come a volerla far tranquillizzare un poco sulla propria persona usando quei paragoni veri, nella sua voce c'? calma e tranquillit? percepibili benissimo a Edel.
17:03 Edelwen : [ Scogliera ] Percepisce la sua voce, ne ascolta il tono musicale e le spiegazioni che le vengono donate. L'espressione su quel viso marmoreo si distende. La perplessit? viene spazzata via, lasciando spazio ad un volto pi? freddo e distaccato. I capelli svolazzano, ricadendo scomposti sulle sue spalle. Qualche ciuffo le passa davanti al viso, selvaggio. «Sono una Kaldar.. Non appartengo a questi luoghi, ma ad altri molto a nord di questa citt?..» Sembra voler puntualizzare. Umetta le labbra, fermandosi ora a circa due metri dalla sua figura. Gli occhi si posano per un attimo verso il mare, agitato soprattutto a causa del vento. «Vogliate scusare se non mi avvicino oltre..» Ma non da ulteriori spiegazioni di quel suo fare. Rimane in piedi, non si accovaccia, come a consolidare il suo timore di esser trascinata via. «Una sirena, dunque...» Apprende quelle parole, riportando lo sguardo privo di colore su di lei. Non ricambia il sorriso. Tipico della sua razza, ed in particolare della sua stirpe. «Si, forse siamo simili sotto questo punto di vista...» Commenta annuendo piano col capo. L'espressione par pi? tranquilla. «Non avevo mai incontrato qualcuno.. Beh, qualcuno come voi.. Il mio popolo vive in mezzo le foreste, lontano dalle costa..» Rivela con tono pi? basso e pacato.
17:14 Carnil : [ Scogliera | F.A ] Sorride in sua direzione «Nessuna offesa» china il capo verso di lei sorridendogli serena, mentre la mano destra va a sorreggere il granchietto che va a osservare divertita guardandolo fare le bolle e agitare le Chele rosse e grosse. «Kaldar...»mormora tranquillamente «...normale se venite dall'entroterra, ma alcuni della vostra razza cooperano anche con noi in alcune zone. La mia famiglia, prima di esser spazzata via, aveva un stretto rapporto con alcuni di voi.»tranquilla, spiega ed ? noto a chi conosce le sirene, specialmente chi conosce Carnil, a volte ? una chiacchierona sia da calma che in fase criceto sotto adrenalina. «Per un momento ho temuto che foste un essere umano» sorride in sua direzione, ma se si pu? dire una cosa su Carnil che il sorriso non abbandona quasi mai il suo volto femmineo. China il capo di lato, sistemandosi meglio pi? vicina alla riva e in modo da poter veder meglio Edelwen. «Io sono Calimon» una semplice presentazione in sua direzione, mentre con la coda arancione smuove un poco le acque accanto a lei, come se fosse un vizio come quello di giocherellare con i capelli.
17:22 Edelwen : [ Scogliera ] Le braccia rimangono distese lungo i fianchi. Il mantello era come se non esistesse. Svolazza dietro di s?, mentre il vento lo sferza donandogli vita propria. Annuisce piano col capo alle parole dell'abissale. «Capisco.. In fondo posso immaginare.. Come avete detto voi, abbiamo scopi molto simili, sebbene gli ambienti non siano i medesimi..» Conviene, mantenendo dal canto suo quella sorta di distacco emotivo. La freddezza tuttavia trova uno spiraglio, una lieve incrinazione all'ammissione della sirenza. Le labbra si piegano in un lieve sorriso. E' una curva appena accentuata, che dona tuttavia un'aria meno selvaggia all'elfa. «Posso comprendere che cosa intendete.. In questa citt? ho potuto notare come gli umani siano.. Strani..» Parl? quella che vive fra delle rovine. «Ma non diversi da come potessi immaginare. Sono come dei bambini ed ancora hanno tanto, troppo da imparare.» Sospira sommessamente, producendo una lieve nuvoletta di vapore dalle labbra. Distoglie per un momento lo sguardo da lei, levandolo verso l'orizzone. Il cielo iniziava a tingersi di quel che sarebbe diventato il tramonto. Le nubi spesse di pioggia rendono pi? veloce l'imbrunire. «Il mio nome ? Edelwen» Risponde alla presentazione, riportando gli occhi candidi, brillanti come stelle, sulla figura dell'abissale. Non si ? mai abbassata, mantenendosi a quei due metri da lei e rimanendo spesso e volentieri attenta al mare e alle onde che potrebbero sollevarsi.
17:39 Carnil : [ Scogliera | F.A ] «Gi?, voi lottate per la madre che proteggere la terra... io per la mia. Ma molte volte c'? un piccolo aiuto da una delle parti per poter proteggerle entrambe.»scrolla il capo e ispira affondo e poi passarsi una mano al lato del collo dove vi sono le branchie. Per poco si lascia scivolare in acqua in modo da riempire d'ossigeno il corpo e dipender poco dall'ossigeno che non ricava dal mare. Poi riemerge, riavvicinandosi, ma sentendo comunque bene quello che dice. «Bambini..»ridacchia a quel paragone«...non trovo parola pi? appropriata per definirli. Distruggono la loro stessa casa, altri la vogliono proteggere... sono cos? strani» si fa un momento seria«..a volte anche troppo pericolosi. Come fanno a cercar di distruggere un mondo cos? meraviglioso, come le nostre madri?» scuote la testa sconsolata «bambini» ripete confermando le sue parolee sorridendole divertita «E non hanno tutti i nostri anni per imparare e la nostra cultura»annuisce alle proprie parole«un nome adatto a una creatura antica come voi»sorridendogli serena, non conosce molto l'elfico solo pochissime parole, dato che da dove proveniva elfi e sirenidi lottavano contro un stesso nemico.
17:50 Edelwen : [ Scogliera ] L'osserva avvicinarsi nuovamente. L'acqua scorre lungo il viso violaceo, percorrendolo lungo il sottile collo. Il viso ? affilato, come se fosse stato intagliato, scolpito in un freddo e duro materiale. Non lascia che le espressioni corrompano la propria figura, mantenendola composta come si conf? ad un membro della sua razza. Due mondi cos? simili ed al tempo stesso cos? differenti. La risata della sirena risuona nell'aria, mescolandosi al vento che sospira con la sua insistenza. «Avete ragione.. Costruiscono senza ritegno e distruggono ci? che potrebbe dar loro molto pi? che un tetto sopra la testa..» Scuote il capo blu scuro, mentre il sole ancora avanza, lasciando che le tenebre inizino ad avanzare. Quella notte, sembrava nuovamente priva di luna. «No, non li hanno.. Piuttosto, rifuggiano in dicerie e superstizioni.. Per spiegare ci? che non comprendono..» Sospira sommessamente, emettendo una nuova nuvoletta di vapore. Lo sguardo va all'orizzonte, ancora una volta. Controlla, veglia. Non conosce bene la razza degli abissale, ma ella sa bene di non poter molto contro la furia del mare. «La sera avanza..» Mormora lei, mantenendo quel tono tranquillo. «E la Luna questa notte temo non star? a vegliare su di me, ad indicarmi la via.» Torna su di lei, mantenendo un tono tranquillo, quella lieve piega sulle labbra ad indicarne un remoto sorriso «Non ? distante la citt?, ma la via del ritorno ? impervia, se la Luna non pu? guidarmi.» Criptica forse, nelle sue parole.
18:01 Carnil : [ Scogliera | F.A ] L'acqua la culla, mantenendola calma in quella mente semplice nella sua complessit?, sar? la calma pioggia e la brezza intensa a tenerla quieta oppure ? la stessa calma di Edelwen a farlo, non si sa cosa passa per la testa della nostra abissale... ma per ora meglio non svegliar il cane che dorme. «Le loro dicerie e superstizioni portano alla morte di molte mie sorelle o fratelli, trofei e la scusa pi? ovvia ? la loro ignoranza» storce le labbra disgustata e poi scuote la testa scoprendo il seno dalle ciocche e il lieve tintinnio delle conchiglie che cozzano tra di loro. «Seguite il mare, tenendolo sulla destra... alla fine della spiaggia troverete delle scale, vi riporteranno in citt?» alza il braccio sinistro a indicare alla sua sinistra «proprio difronte alla Locanda»spiega in sua direzione sorridendogli divertita «La notte vicino al mare ? pericoloso, lasciate che siano gli umani ad avvicinarsi.»l'avvisa«anche tra noi ci sono cacciatori a cui non dispiace della carne di creature terrene» finisce la frase per poi darsi una piccola spinta verso l'acqua pi? alta «Spero di incontrarvi»le sorride pi? gioviale allungando poco dopo, la mano destra, in direzione del granchio sistemandoselo sulla spalla. Si fa pensierosa «Forse dovreste far visita al Lazzaretto, credo che qualcuno vi stia cercando» sorride in sua direzione per poi incominciar pian piano a darsi delle lievi spinte con le braccia, le cui mani palmate non fanno fatica a fare il loro "lavoro"
18:16 Edelwen : [ Scogliera ] Annuisce al suo dire. «Purtroppo, ci? che non si conosce spaventa.. E questo ? il risultato..» Scrolla le spalle, abbassandole. Ne osserva i modi di fare, il muoversi per immergersi nuovamente nelle acque che, per l'elfa, saranno gelide. Annuisce nuovamente, chinando con maggiore reverenza il capo «Si, conosco la via.. Ma vi ringrazio.» Gentile appare, come poche volte da quando ? giunta a Kirial. Fa per muovere un passo per distanziarsi dalla riva, quando le ulteriori parole della sirena la bloccano. Uno sbuffo, probabilmente divertito, esce dalle labbra dell'elfa. «Vi ringrazio..» Ripete con tono basso, trattenendo una lieve risata. La pixie aveva la bocca larga. China dunque il capo in segno di saluto. «Naamarie, dama degli abissi» Saluta cos?, con tono reverenziale. Muove dunque il passo destro, spostando su quella gamba il proprio peso. Si volta in direzione della scalinata su cui pocanzi era seduta. La pioggia continua imperterrita a bagnarla ed ella non sembra voler posare il cappuccio sui propri capelli. Lascia che la natura la bagni, rigandole il volto. La luce stava affioevolendosi sempre pi?, il tramonto era volto alla fine ed ella doveva iniziar a fare maggiore attenzione alla risalita, ora che la Luna aveva deciso di continuare a nascondersi.
18:34 Carnil : L'osserva andare via sorridendo tranquilla «Bello.. mi piace. Naamarie...»un po di vanto c'? la, ? sirena che ci volete fare? La guarda andare via sorriendo serena e poi con delle spinte si muove contro corrente usando la coda sta volta, scivolando tra gli scogli fino ad arrivare in mare aperto, a giocherellare con qualche bell'onda enorme«end»