16:47 Delenik : [ Albero/Casa ] Fuori piove, fa freddo, l'acqua scivola dolcemente lungo i rami e si posa gentilmente sugli steli d'erba, sulle rocce ed anche sulla superficie del fiume che scorre e che divide la citt? di Kirial in due, prima di raggiungere il mare. Dolci le acque, gelide ancor pi? dell'aria, i pesci corrono e nuotano, alcuni seguendo la corrente, altri battendo le pinne contro di essa. La pixie non ? visibile agli occhi dei pi? ma si pu? sentire un lento, delicato suono. Non sembra una melodia, sembrano echi di uno strumento a fiato, lunghe note suonate con la minuscola ocarina che stringe tra le altrettanto minuscole manine della creaturina. Il suono proviene da un albero nato direttamente sulla riva del fiume, alcune radici si immergono in acqua e altre si reggono saldamente a terra. Seppur il sole ancora brilli al di l? delle nuvole, illuminando tutto ci? che si trova sotto di esso, la fiamma di una lanterna brilla tra i rami dell'albero stesso, spoglio a causa dell'inverno che ha assopito tutto. La fiamma che brilla dentro la lanterna ha dell'incredibile, perch? ? violetta e lo stesso dicasi della luce che emana. Ecco, la pixie si trova dentro quest'albero, dentro il suo ventre vicino al foro posto sulla sinistra rispetto alla riva. Il secondo foro si trova poco pi? in basso, affacciato sulle acque del fiume stesso. Se si sbircia dentro il foro si possono vedere diverse piccole cose...tre sacchetti ammucchiati l'uno sull'altro da una parte, un lettino composto da foglie e stoffe --»
16:52 Delenik : [ Albero/Casa ] --» di vario tipo, piccoli pezzi di carta con su disegni ancor pi? piccoli che difficilmente gli occhi di un umano potrebbero comprendere, se sprovvisti di una lente d'ingrandimento. La bambina ? seduta a gambe incrociate su quella che sembra una presina piegata in quattro e ricucita lungo i bordi, indossa un abitino di cotone verde, viola e bianco, con un ampia gonna spaccata sui fianchi affinch? essa non ostruisca i propri scatenati movimenti. Lunghe calze maglie avvolgono le gambette, fatte apposta per lei dagli inservienti del teatro. Delle scarpette sono poste a terra poco pi? avanti, arricciate sulla punta nel tipico stile che contraddistingue il piccolo popolo. La piccola ha in grembo un foglio, uno spartito scritto da lei con delle note musicali in chiave di violino e il loro nome rappresentato sotto di esse. Gli echi non sono altro che queste note, con cui la nivea piccina sta imparando a giocare.
16:58 Edelwen [ Camminamento ] Plic. Plic. Cade la pioggia con ritmo costante sulla citt? di Kirial, bagnandone le strade e creando numerose pozzanghere ai bordi. Una di queste viene calpestata senza pensarvi molto. Passo inflessibile, movimenti marziali conducono la figura della Kaldar lungo il camminamento di legno che segue il fiume ingrossato dal tempo. L'acqua scorre con irruenza e non sembra volersi calmare. La figura della donna si staglia in tutta la sua altezza, longinea e relativamente magra, raggiunge poco pi? dei due metri. Un mantello copre da capo a piedi la sua figura, senza tuttavia metterle in ombra il viso. L'epiderme ? rosata, ma ha la particolare tendenza al viola. Due tatuaggi corrono lungo il viso, dalla forma di lancia rivolta verso il basso attraversano la fronte, le sopracciglia, passano gli occhi e terminano all'altezza di entrambe le guance. Labbra piene, di un vuola pi? scuro, palesemente non truccate. V'? qualcosa di selvaggio in quel viso. Forse l'assenza di un'espressione, che la rende pi? distaccata dal mondo che la circonda. Sulla propria schiena, si pu? notare una faretra dalla quale si affacciano alcune frecce dal nero piumaggio. Un arco corto ? stato sistemato in un'apposito incavo sulla faretra e fa capolineo oltre la spalla destra dell'elfa. Occhi candidi si posano sul mondo circostante, e una chioma bluastra sfugge al proprio controllo, ricadendo sul petto.
17:11 Delenik : [ Albero/Casa ] I passi della kaldar, leggeri e delicati, vengono certamente percepiti al finissimo udito della pixie del sentiero di pietra ma li confonde con l'altrettanto leggero suono della pioggia che si poggia sulla corteccia dell'albero dentro cui abita. Il sole comincia a tramontare, la giornata comincia a divenire sempre pi? scura ma certo ? ancora facile riuscire a guardare fuori senza l'aiuto della lanterna, che invece sta diventando pi? brillante nel buio che sta, molto lentamente, sopraggiungendo. Le note dell'ocarina si susseguono lentamente, molto lentamente, alcune sono vibranti e altre insicure, la pixie non cambia nota finch? non sente, con il proprio fine udito, il suono che cerca di esprimere. Continua cos?, suona la scala dal do al si, poi torna indietro allo stesso lento ritmo. Ignora dunque la presenza di Edelwen che, dal camminamento in legno su cui si trova, potrebbe facilmente vedere l'albero, ed altrettanto facilmente la lanterna che brilla di viola tra i suoi rami. Suona, suona e suona.. se non le piacesse suonare non lo farebbe, dopotutto ? una pixie.
17:19 Edelwen [ Camminamento ] E' acuto. Un suono che nel susseguirsi della pioggia viene captato dal fine udito dell'elfa. E' un suono che non appartiene alla natura che si sta riversando sulla citt?. E nemmeno appartiene alla citt? stessa. E' uno strumento musicale, o almeno questo le pare ad un primo approccio. Rallenta il passo, sollevando lo sguardo. Spalle dritte, portamento rigido e marziale. Il suono continua ed a quello si aggiunge anche la luce di una lanterna che brilla fra i rami di un albero. L'espressione solitamente rigida e assente, lascia spazio ad una lieve, breve perplessit?. Un qualcosa che non va a deturpare il viso marmoreo come invece farebbe un rozzo umano. Il passo riprende, direzionandolo verso quell'albero che ne aveva catturato l'attenzione. Il vento spira, facendole sferzare il mantello ad ogni passo. Il cappuccio ? bagnato, cos? come il resto del drappo, ma non sembra curarsi troppo di quella cosa. Il sole sta iniziando la sua traversata verso l'orizzonte. Il cielo si fa pi? scuro e grazie alla pioggia sembra che la notte abbia fretta di giungere. Chiss? se quella notte le nubi le concederanno di uscir col novilunio.
17:34 Delenik : [ Albero/Casa ] La luce sta venendo sempre meno, sempre meno, anche per quel giorno lasciando che la notte la sostituisca alla solita invernale ora. La pixie suona, ma ad un certo punto ? costretta ad interrompere perch? le note scritte su quel pezzettino di carta sono ormai difficili da leggere. Si alza in piedi e posa con estrema delicatezza l'ocarina sopra la presina su cui si trovava pochi istanti prima, zompettando dentro la sua vegetale casetta e lasciando che per qualche attimo la propria figuretta possa essere vista da Edelwen, qualora diriga lo sguardo verso il foro. Afferra un fiammifero, che ? grande la met? della propria altezza, di origine orientale. Struscia la punta superiore a terra, accendendo una fiammella che va ad appiccare allo stoppino di una candelina quasi consumata. Dentro la casetta si accende una luce di fiamma, una classica luce gialla e rossa. La fiamma non pu? bruciare l'albero, il soffitto ? troppo in alto affinch? possa essere appiccato. Zompetta ora verso il foro vicino cui si trovava, mettendosi in ginocchio e afferrando un fil di spago che pende all'esterno, a cui ? appesa quella che sembra della corteccia. Nel farlo una goccia di pioggia ticchetta sul proprio capino, sorprendendola col suo gelo «Buruburuburuburu!!!!» esclama, scuotendo il capino vigorosamente, alzando lo sguardo dapprima sopra di se e poi avanti... trovando qualcuno che si avvicina. Solo una creatura che lei conosce ? cos? alta... «Signora Ede gambe lunghe!!!» chiama, sorridente e vivace.
17:45 Edelwen : [ Camminamento ] Il passo la porta cos? nei pressi dell'albero in cui la pixie aveva creato la propria dimora, o pseudo tale. La sua alta figura scorge, senza troppi problemi, il buco dalla quale appare per un momento Delenik. La riconosce. In fondo, non c'erano molti pixie in citt?. Rallenta, fino a fermarsi al di sotto delle fronde dell'albero. Ne ricerca un parziale riparo, nonostante la pioggia riesca in parte a cadere attraverso i rami e le foglie. Gli occhi bianchi scivolano lungo la corteccia, come se stesse valutando il tipo di albero. La natura imposta dall'uomo a sorgere li, su quell'argine del fiume. Umetta le labbra, sollevando lo sguardo quando si sente chiamare dalla vocina della piccola. «Mae Govannen, piccola Delenik.» Saluta con molto garbo. China il capo coperto, facendo scivolare una ciocca di capelli blu scuro lungo il petto. E' visibilmente umida. Ma non sembra rabbrividire o altro. La figura della pixie ora ? pi? chiara, distinta. La scorge senza troppi problemi. «Vivete qui?» Domanda con tono tranquillo e basso. Per qualche passante, se la si osserva in lontananza, potrebbe apparire come a parlar da sola o, addirittura, con l'albero.
17:57 Delenik : [ Albero/Casa ] Edelwen non far? fatica, data la sua natura, a riconoscere la natura dell'albero, un ulivo che probabilmente ha da poco superato i cento anni di vita.. giovane, per lo standard di vita che certamente pu? raggiungere. Il foro da cui si affaccia la pixie si trova poco sotto il volto di Edelwen, dunque la pixie ? costretta ancora una volta a guardarla dal basso vero l'alto per riuscire a vederle i pallidi occhi. «Buona sera anche a te!!» esclama vivacemente, con molta pi? grinta rispetto a quella che l'elfa dimostra date le due nature completamente differenti. Batte gli occhioni nel notare immediatamente, alla luce della propria lanterna, degli umidi riflessi sui suoi capelli. «Ma non hai freddo, signora Ede gambe lunghe?» le domanda, aggrottando le sopracciglia e mostrandole uno sguardo preoccupato. Alla domanda che le rivolge apre un nuovo sorriso, orglioglioso e soddisfatto «Si!!» risponde immediatamente «La signora scoiattolo me l'ha fatta tenere, si si, ? andata a vivere con il signor scoiattolo in quell'albero l?!» esclama, additando uno dei tanti alberi posti al di l? del camminamento, senza indicare con precisione quale. Lo sguardo si illumina, quando un pensiero le solca la mente «Aspettaspettaspetta!!!» esclama con entusiasmo, alzandosi in piedi e saltellando verso la presina su cui stava, afferrando l'ocarina lasciata l? a riposare. La ripulisce dall'umidit? con la pezzuola, fatta apposta per essa, e poi torna verso Edelwen «Guarda guarda guarda!!» esorta, con gioia.
18:09 Edelwen : [ Camminamento ] Stanzia di fronte all'ulivo, al di sotto delle sue fronde, mantenendosi ad una distanza tale da darle la possibilit? di scorgere senza problemi la figura della piccola. Questa si trova ad appena poco sotto il proprio sguardo, in un pertugio all'altezza delle proprie spalle. Alla sua domanda, fa una breve negazione. «Da dove provengo, il freddo ? molto intenso.. quasi quanto qui. E la notte ? pungente ancor pi? di quella di questa citt?.» Umetta la labbra violacee, rivelando un nuovo particolare delle terre dalla quale proviene. Ascolta quella breve storia e gi? immagina cosa sia accaduto realmente, con gli scoiattoli. Quasi le dispiace che abbiano dovuto aver a che fare con la rumorosa pixie. Ma non commenta, annuisce solamente alle sue parole. Quando le chiede di aspettare, corruga appena la fronte, lasciando che l'espressione di lieve dubbio si dipinga sul viso. Gl'occhi dalle parvenze di due stelle si soffermano sull'ocarina. «Che bella..» mormora piano, senza apparente entusiasmo. Le iridi bianche si sollevano su di lei. Il tono ? gentile, pacato. «Eravate voi, quindi, a suonare pocanzi... Sapete come si usa?» Chiede, mantenendo quella cadenza pacata.
18:21 Delenik : [ Albero/Casa ] La spiegazione di Edelwen non ? abbastanza esaustiva... ma non per la pixie, che batte gli occhioni con meraviglia ricordando le descrizioni della terra d'origine dell'elfa «Aaaaah ho capito!» afferma, semplicemente, ritenendo pi? che soddisfacente ci? che da lei ? stato detto. Sta reggendo ancora la minuscola ocarina, sta facendo estremamente attenzione nel maneggiarla come se fosse un bicchiere di cristallo sottile. Ritira le braccia a s?, tenendo ancora lo strumento quando ascolta la domanda che l'elfa rivolge alla piccina «Ero io! Si si, ero proprio io! Mi sto esercitando perch? cos? divento brava! Mi sto esercitando, si si, perch? non sono brava, no no, per? lo voglio essere e quando lo sar? vieni ad ascoltarmi a teatro, vero, si??» gli occhioni adesso si fanno speranzosi, lucidi di gioia a quel pensiero che l'ha colta d'improvviso «Vieni a teatro e vedi Zallen gambe lunghe mentre balla o canta, e io che suono!! Quando sapr? suonare l'ocarina, dico, si si!! E allora mi devo esercitare di pi?, perch? cos? vieni, si si!!!» sembrerebbe realmente entusiasta di quell'idea, senza nemmeno aspettare una risposta da parte dell'elfa come se fosse certa di una risposta positiva da parte sua. «Poi voglio imparare a cantare, si si, come Zallen gambe lunghe! O Ashny!» si interrompe, abbassando lo sguardo verso le acque del fiume «Ma non so dov'?, Ashny, ora.» si ritrova a pensare ad alta voce, forse dimenticandosi che qualcuno la sta ascoltando... o forse no.
18:30 Edelwen : [ Camminamento ] Ed eccola esplodere nel suo solito entusiasmo. RImane immobile, mentre la sera cala lentamente sulla citt?. Le nubi sono spesse e non lasciano nemmeno spazio agli ultimi raggi di sole. Fortuna che la pixie ha quelle luci a donarle visibilit?. Le parla del teatro, le nomina persone che nemmeno conosce. Sbatte un paio di volte le palpebre, lasciando che la propria perplessit? per un momento si dipinga sul viso marmoreo. Mantiene un certo distacco emotivo, come se il suo stesso cuore fosse gelido e inattaccabile dalla carineria di quella pixie. «Il Teatro..» Mormora, ripetendo quel luogo. «Capisco..» Aggiunge poi, sbiascicando appena le sillabe a causa dell'accento particolare. Distoglie lo sguardo da lei, verso il fiume in piena. «Allenatevi a suonare.. Se desiderate, potete venirmi a trovare alle rovine dei giardini..» Rivolge a lei nuovamente le iridi candide. «E' pi? facile che mi troviate li.. Non conosco ancora molto bene le strade di questa citt?...» Ammette, almeno con la pixie, che non ? facile per lei orientarsi. Sar? per questo che quel di si trovava sulla riva di quel fiume? O forse era solo in giro a passeggiare.. «Non conosco le persone che nominate.. sono vostri amici?» Chiede con tono apparentemente curioso. «Oh.. a proposito.. Voi sapete mica dove si trova il luogo in cui lavora Malwie?» Chiede ora, ed un lieve interesse pi? intenso traspare nella voce
18:44 Delenik : [ Albero/Casa ] Edelwen non le fa intendere nulla che possa farle capire un rifiuto, da parte sua, di unirsi al pubblico del teatro e ancora la piccina fantastica su tale possibilit?, sull'esibirsi in pubblico con l'ocarina tra le mani e l'elfa tra le file ad ascoltarla. Quando poi ammette la sua difficolt? riguardo l'orientarsi in citt? la piccolina spalanca un enorme sorrisone, ridacchiando e esclamando «Ma ti dico io dov'? il teatro, si si, che io so tuuuuuutti i posti della citt?, si si, ma proprio tutti, sai?? So proprio proprio proprio tutto, pure dove stanno le tane degli enormi topoloni che ci sono sotto l'arena, ma... sssssh mica lo devi dire a qualcuno, no no, non lo devi fare perch? i gambe lunghe sono antipatici con i topoloni.» afferma la piccina, avvicinando una manina alle labbra per sottolineare quel che ha appena detto. «Si!! Zallen gambe lunghe studia con me a teatro, si si, per? lui balla, si si, fa cos?!!» e fa un'abile piroetta su s? stessa, due, tre... anche quattro e cinque, veloci piroette, prima che si fermi nuovamente di fronte a Edelwen con un ampio sorrisone. «Ashny ? la mia amica, si si!!» rimarca la parola "mia" con decisione, come fosse gelosa di condividere l'amicizia della suddetta sebbene il proprio sorriso non cambi affatto. Alla successiva domanda di lei annuisce, spostando alcune nivee ciocche sulla fronte, e dopo averle spostate con la mano sinistra risponde «Vuoi che ti accompagno, signora Ede gambe lunghe?»
18:57 Edelwen : [ Camminamento ] La ascolta ancora. Non pu? farne a meno. Quell'esserino era una delle poche creature in quella citt? ad averle strappato un sorriso. «Va bene, va bene..» Acconsente, sebbene ? ben conscia che difficilmente andr? in quello che ? il Teatro, spercialmente in qualche occasione lieta della popolazione. Non commenta sugli amici della piccola. Non li conosce, invero, sebbene in effetti l'abissale l'aveva gi? vista di sfuggita. «Oh, mi accompagnereste?» Chiede con tono curioso. «Mi basta vedere dove si trova..» Scrolla appena le spalle. «Non vorrei che vi prendiate qualcosa o che il vento porti via le vostre cose..» Aggiunge quindi, facendo un breve cenno all'ocarina e al resto. Sebbene, forse, erano riposte bene nel proprio riparo. La pioggia continua a cadere, fitta e senza sosta. «Vi riporterei comunque subito a casa.» Assicura con gentilezza, annuendo piano col capo coperto. In fondo, non bisogna mai rifiutare una gentilezza.
19:12 Delenik : [ Albero/Casa ] Nel sentire l'affermazione dell'elfa la pixie sembrerebbe soddisfatta, come spesso accade in effetti, ignara di quali siano i pensieri che le solcano la mente mentre sono limpidi i propri sui grandi e lucidi occhioni. «Si che ti accompagno!» afferma con espressione vivace «Che il signor Malwie gambe lunghe non lo vedo quasi mai, no no, ma io lo so perch? non lo vedo mai, si si, tu lo sai??» non aspetta la risposta di Edelwen mentre afferma «Perch? sta lavorando cos? tanto al lazzaretto che lo sta facendo pi? lucido del gioiello della corona del re! Cos? hanno detto gli altri gambe lunghe che lavorano l?, si si!» annuisce vigorosamente, mentre zompetta all'interno dell'abitazione. Se Edelwen guardasse all'interno troverebbe un sacco di abitini posti l'uno sopra l'altro, alcuni fatti di stoffe di origine umana e altri di foglie, petali e vegetazione... non ha un armadio in cui infilarli. Dal mucchio afferra una mantellina bianca e un cinturino di nastro, su cui si trova una piccola saccoccia dentro cui infila l'ocarina. «Io non mi prendo niente, prima di prendere qualcosa chiedo che io non sono una monella, no no!» si interrompe, riflette e inclina il capino, ammettendo «...quasi...» lo dice a bassa voce, tornando verso il foro mentre tira su il fil di spago a cui ? attaccata la corteccia. «Anche io voglio vedere il signor Malwie gambe lunghe, si si!!» afferma, ancora una volta, uscendo fuori dalla minuscola abitazione, chiudendo la "porta" che subito si confonde con la --»
19:15 Delenik : [ Albero/Casa ] --» corteccia dell'albero e, senza nemmeno chiedere, salta dall'albero cercando di finire all'interno del cappuccio di Edelwen, che oltretutto copre il suo capino. «E poi se gli dico che ci sei tu sorriderebbe di pi?, secondo me, si si! E pure tu sorridi se lo vedi, lo so, ne sono sicurissimissimissima!!» ? chiaro che alla pixie piace quando qualcuno sorride... in particolar modo chi ? di stirpe elfica, invero.
19:31 Edelwen : [ Camminamento ] Ovviamente, lei si riferiva ad un malanno e non ad un oggetto vero e proprio. Ma a quanto pare era stata presa alla lettera. La segue con lo sguardo, in ogni suo movimento. «Si, so che sta lavorando come Cerusico. Non ho intenzione di disturbarlo.. Forse lo attender? alla fine del turno di lavoro..» Commenta pacata. L'osserva chiudere la porta ed all'unisono con quel tonfo, andrebbe a sollevare la mano destra verso di lei. Il palmo rivolto verso il cielo, col chiaro cenno di volerle dare un passaggio. Ne ascolta il dire, interessata invero. «Sorriderebbe di pi?...» Ripete quelle parole in un soffio, perplessa invero da quella rivelazione. «Pu? essere..» aggiungerebbe piano, abbassando su di lui lo sguardo. Attenderebbe quindi che la pixie salga sulla propria mano prima di nasconderla al di sotto del proprio mantello, magari in una tasca interna, in modo tale da tenerla al caldo e all'asciutto. Nasconde quel che potrebbe essere un lieve rossore, dettato forse da un minimo di imbarazzo per tutta quella spontaneit?. «Andiamo..» mormora piano, tossendo appena per riacquistare la freddezza della propria voce. Se la pixie non ha dimenticato nulla, avvierebbe il proprio passo lungo i camminamenti, seguendo le indicazioni della creatura minuta che tiene con s
19:40 Delenik : [ Albero/Casa ] «Se lo aspetti tu allora lo aspetto anche io, si si.» afferma la piccoletta, e dato che Edelwen non fa nulla per fermare il proprio balzo o allontanarsi la piccina raggiunge senza difficolt? l'orlo del cappuccio, dentro cui si arrampica raggiungendo quindi il collo dell'elfica donna. Si accuccia a gambe incrociate vicino all'incavo tra la spalla e il collo, non ha notato affatto quella mano tesa su cui ha letteralmente volato, sorpassandola e ancora sospesa a mezz'aria. «Sorriderebbe di pi?!» esclama, di nuovo, come eco alle parole dell'elfa annuendo con sicurezza. Certo, Edelwen pu? facilmente nascondere il suo rossore ma non il cuore che le ha colorato le guance, che pulsa e passa proprio attraverso al collo... e la pixie riesce a sentirlo a tatto l'imbarazzo che l'elfa sta forse provando. «Uh?» la pixie appare difatti stranita da quella sensazione, la mano che resta a contatto con la pelle del collo di lei non le lascia dubbi... Qual che sia il suo pensiero, per?, non ? dato da sapere perch? oramai l'elfa e la pixie sono lontane dalla sponda del fiume, la prima a seguire le indicazioni della seconda. In quel luogo, solo la luce viola della lanterna illumina tutto in quella strana luce, quasi magica, e null'altro.