17:20 Edelwen [ Pontile ] La neve continua a cadere, ma le temperature non sono tali al momento da far attecchire la neve. Qualche cumulo ristagna agli angoli delle strade, biancastra e sporca come quella citt?. Aveva trovato un ponte, nel ritorno dal Bosco. Aveva seguito la strada, e sembra che in quel suo girare, si sia ritrovata in una zona della citt? che sconosce. Urla a destra e a manca. Puzzo di pesce ed in alcuni casi anche di alchol. Alta nei suoi oltre due metri si staglia la figura della Kaldar che cammina lungo la banchina. Alcune navi sono ferme, attraccate e piene di marinai che scaricano o caricano di merci. Un cappuccio copre il capo dell'elfa, sebbene non vada a celarlo. L'epiderme ? ci? che spicca inizialmente all'altrui sguardo. E' di un forte rosa acceso, un insolito colore che tende molto verso il viola. Alcune ciocche di capelli scivolano lungo il viso, andando ad incorniciarlo con del crine color blu oltremare. Lisci e lunghi, cadono sul petto e raggiungono i fianchi. Il resto della chioma ? nascosta dal mantello che avvilupa la sua figura. Come due stelle invece sono gli occhi. Candidi come neve ed altrettanto freddi osservano a destra e a manca. Si intravedono appena gli abiti che indossa composti da pantaloni e casacca, mentre ? ben in vista la faretra sulla sua schiena, carica di circa una ventina di frecce dal nero piumaggio. Un arco corto ? assicurato in un incavo della faretra, per renderle possibile il trasporto senza esser intralciata nei movimenti. Passo lento, morbido
17:25 Moryn : [ Banchine ] La neve cade, il rum non si ghiaccia, gli uomini borbottano, il rum riscalda, di mille donne da bene non so che farmene, il rum riscalda, il mare chiama... [ Canticchia una canzone, l'uomo di mare, senza mai cambiare smorfia nei confronti delle onde. Non si accorge di Edelwen, da le spalle alla banchina e la presenza dei marinai ? fin troppa per poter avvedersi dell'Elfa. Nella destra ha un sasso, lo getta in acqua dopo aver contratto appena i muscoli di braccio e spalla ] Ce ne vorrebbe proprio un po', navi alla fonda... Troppe, mille sussurri e ancor pi? dicerie, bastardo folclore! [ Si lamenta, ora, stendendo le braccia indietro in un lento alzar gli occhi al cielo. Guarda la neve che cade e non sorride, anzi, quasi vi ringhia contro ]
17:40 Edelwen [ Pontile ] E prosegue con quel suo incedere. I passi donano alla sua figura una cadenza morbida ed elegante, come se fosse innato nella sua stirpe. C'? per? qualcosa un pi?. Il suo sguardo ? attento, guardingo. Non sono molte le espressioni che riescono a solcare quel volto, ma una in particolare sembra disegnarsi: perplessit?. E' li, a camminare lungo il pontile, cercando di evitare gli energumeni che si aggirano a destra e a manca. Cercando d'altro canto la via per ritornare indietro, fuori da quel luogo. Ma cerca di non donare troppe emozioni al proprio viso, che permane distante. Di Moryn non si avvede. E' uno fra tanti uomini e umani in mezzo in quel luogo. E' lei forse, che spicca di pi?. Forse la pelle, o gli occhi o i capelli di quel particolare colore. O ancora, l'altezza non propriamente comune. L'arco corto appare sopra la proria destra, diagonalmente sistemato nell'incavo della faretra. Prosegue con quel suo passo lento, voltandosi a destra e a manca.
17:44 Moryn : [ Pontile ] Al diavolo, alla bettola almeno non dovr? guardare... [ Bercia, e mentre lo fa si alza. Qualche pacca sulle cosce, una sistemata al tricorno e alla bandana ed ecco che si volta verso la citt?. Non appena lo fa, neanche termina il movimento, vede Edelwen. Ci mette ben poco a distinguerla dai marinai e, dopo averne spalleggiati un paio per aver sempre l'Elfa davanti al suo raggio visivo, stende entrambe le braccia e cerca di inquadrarla tra pollici e indici ] Mmm, ma tu guarda cos'ha risputato qualcosa di molto affascinante. Citt? o foresta, chi lo sa... [ Vede ancora poco dei lineamenti dell'Elfa, cos? le si avvicina esibendosi in un portamento fin troppo regale, chiaramente non suo ] Buon quasi tramonto a te, bellezza. Ti sei persa? [ Ficca le mani nelle tasche dei calzoni, e quando non dista che qualche passo da Edelwen la squadra da capo a piedi, spudoratamente, sorridendole a pieni denti ]
17:55 Edelwen : [ Pontile ] Il passo avanza, e nonostante tutto cerca di dar una parvenza di sicurezza nel suo modo di fare e di aggirarsi in quei luoghi. Sebbene sia tremendamente fuori luogo. Il tramonto avanza lungo il cielo, tingendo l'orizzonte d'arancio e giallo. I colori sfumano quelle grigie e peanti nubi, mentre il vento spira da nord ovest, scuotendole il mantello scuro. Non si avvede dell'umano che la nota, non subito almeno. Una voce vorrebbe catturare la propria attenzione e se non fosse per il passo che le avvicina avrebbe bellamente ignorato l'umano. Il passo rallenta fino a fermarsi. Le iridi del colore della neve si abbassano di poco andando a ricercare il viso che tanto vuol attirarne l'attenzione. L'espressione sul viso violaceo rimane distante e freddo. «No, non mi sono persa». Bugia, ma in fondo ? pur sempre un'elfa orgogliosa. La voce appare pungente e fredda, dipinta da un insolita tonalit? e accento che ? difficile da trovare. Straniera, parla fluentemente quella lingua sebbene sia palese che non le appartenga. I lunghi capelli vengono ancora sospinti con delicatezza, sfiorando il viola delle guance con il blu del proprio crine. Lo fissa, rimanendo ora in silenzio.
18:03 Moryn : [ Pontile ] Se non ti sei persa allora hai un amico che ti guarda le spalle a distanza. Voglio dire, siamo tutti brava gente qua, ma fino a che punto lo si scopre solo dopo che han cantato i coltelli [ Sorride a Edelwen, avvicinandosi ancora. Inizia a girarle attorno, o almeno ci prova, semprecon le mani in tasca e il sorrisetto che si fa beffardo, a mezzabocca ] O magari vuoi solo vedere il mare, annusarlo e godere un po' del sole rosso che si estingue all'orizzonte. Non ti guardo con occhi di giudice, bellezza, puoi anche rilassarti... [ Torna davanti all'Elfa, occhi negli occhi, scrollando appena le spalle; le tende la mano e si inchina come farebbe un cavaliere ] Bellmar Hoss, diciamo per servirti...
18:14 Edelwen : [ Pontile ] Ne ascolta il dire, senza rispondere inizialmente. «Ho il mio arco.» Risponde con palese tranquillit? e quando quello inizia a girarle intorno, lo segue con lo sguardo oltre la spalla destra, per poi voltarsi alla propria sinistra. Immobile, statuaria al proprio posto, lo scruta con attenzione. Era la prima volta, forse, che qualcuno in quella citt? tentava di abbordarla ed ella, in fondo, non aveva la malizia per comprenderlo. Inarca appena un sopracciglio alle sue parole, ricambiandone lo sguardo con palese attenzione. Non commenta tuttavia, cos? come rimane attenta ad ogni suo gesto. Non si fida, e questo ? palese. Lo sguardo si abbassa sulla mano che le viene tesa. Altra usanza che non conosce. La propria destra viene sollevata verso il cuore, palmo aperto, e lo adagia con gentilezza. China appena il capo, in segno di saluto. «Edelwen ? il mio nome.» Fa una breve pausa, scrutandolo ancora, come se cercasse di risolvere qualche interrogativo. «Ed in cosa.. Dovreste servirvi?» Domanda mantenendo quel tono in certi casi un p? bruschi e freddi. Non sembra effettivamente desiderare una risposta.
18:20 Moryn : [ Pontile ] Edelwen, nome da foresta, una bella conferma al vostro bel caratterino, Mia Signora [ Perfeziona un ennesimo inchino, ancora pi? sarcastico, e nel rialzarsi inizia cambia espressione, seppur senza rinunciare al suo sorrisetto d'occasione ] Sono frasi che si dicono, qui al molo, comprendo ora pi? che mai quanto non potresti mai trovare spunto per qualsivoglia conversazione, con uno come me [ Sorride, abbassa lo sguardo e lo rialza ] Conversazione, cinque sillabe, devo averti stupito da come mi guardi [ Un passo indietro, come a riportare le distanze, come a rispettare l'atteggiamento dell'Elfa ] Se non posso n? vuoi farti servire, allora te la chiedo io una cosa. Conosci qualcuno in citt?? Qualcuno che si intenda di navi, magari, o di occupazioni alla bettola?
18:32 Edelwen : [ Pontile ] Spalle dritte, mento sollevato, portamento elegante nonostante non ne abbia i natali. Le mani fremono, forse per il freddo. Gli occhi si spostano verso il cielo per un momento. Vorrebbe posar lo sguardo sulle prime stelle, ma queste si celano dietro quelle grige nubi. Il tramonto avanza, mentre il sole va lentamente ad inabissarsi oltre l'orizzonte. Sembra dimenticarsi per un momento dell'umano. E' forse il grido di uno di quei scaricatori di porto a farle ricordare di lui. «Non ero in cerca di una conversazione, mi spiace» Semplicemente schietta, senza peli sulla lingua, pronuncia quelle parole senza pensarci troppo su. Alla sua domanda scrolla appena le spalle «Conosco qualcuno, ma dubito di potervi essere d'aiuto in tal senso. Non vivo qui. Dovreste tentare altrove.» Lo fissa nuovamente per qualche istante. Nella sua mente, intanto, tenta di ricordare il percorso fatto per raggiungere quel luogo. Aveva voltato a sinistra, invece che a destra, probabilmente. «Con permesso...» Parole distratte le sue. «Naamarie» Si ricorda di salutare. Il piede destro viene spostato all'indietro posando la punta sul legno del pontile. Con una lieve torsione, farebbe per voltare le spalle all'umano per poi incamminarsi. Distratta da qualcosa, forse ricordandosi la via che doveva intraprendere. Le frecce sbatacchiano appena dietro la propria schiena.
18:37 Moryn : [ Pontile ] Me ne sono accorto, Ed [ Si permette di chiamarla con un nomignolo, alzando e abbassando velocemente la destra in suo favore. Le da le spalle, tornando a sedere sulla banchina. Tende la mano e cattura qualche fiocco di neve, li stringe e scuote il capo chiudendo gli occhi senza riaprirli per qualche lungo istante ] Il rum riscalda, seppur la neve cade, il vento impazza, impone il suo dominio su terra e mare, io sono un pirata d'altro mondo... [ Sussurra appena, non ? pi? una canzone ma una frase inventata, sospirata a se stesso e a nessun altro ]
18:49 Edelwen : [ Pontile ] Sente le sue parole, ma queste si mescolano con il chiacchericcio presente al porto. Iniziava a sentirsi infastidita da tutta quella confusione, da quelle urla che non comprendeva. Storce appena il naso quando un fiocco di neve le cade sul naso all'ins?. Rabbrividisce appena a quel contatto, Si fa strada lungo quel pontile, percorrendolo ora al contrario. Si perder? nuovamente, in mezzo a quella folla di uomini sudaticci ed ubriaconi che andr? incrociando. Lascia dietro di s? quel pirata forse un p? Don Giovanni, non sentendo pi? le sue parole, dando per scontato che non la stia seguendo. Non si guarda indietro e dopo pochi passi gi? ? dimentica di quell'uomo. Umetta le labbra, prima di voltar al primo incrocio, avviandosi con quel suo passo lento e marziale. La neve intanto continua a cadere, facendo da contorno ad una citt? su cui iniziano a scivolar le tenebre. Unica sua speranza ? quella che le nubi si diradino, lasciando finalmente spazio alla magnifica Luna che vorrebbe osservare.