22:28 Malwie : [ verso il tempio ] Miracolosamente non piove, n? fa tempesta. L'elfo cammina con passo tranquillo nei giardini, seguendo il serpeggiante sentierino che porta al tempio abbandonato. Indossa il mantello, chiuso sulla spalla sinistra. Quel bel mantello pregiato, dal colore del crepuscolo. Ha sciolto i capelli, lasciandoli liberi di essere sollevati dall'intensa brezza che accarezza la sua elegante e slanciata figura. Ancora indossa gli abiti ?da lavoro? che tiene al lazzaretto, se cos? vogliamo definirli. Sobri e dalle tinte chiare, perfettamente pratici ed al contempo raffinati. Le lunghe orecchie fremono leggermente, ai lati del suo capo, ascoltando i suoni della notte e del vento leggero. Ha l'aria pacifica, serena e s?, anche stanca. Di lavoro ce n'?, fin troppo. Le braccia non sono mai a sufficienza, nonostante ora siano aumentati di nuovo.
22:29 Edelwen [ Rovine ] Il temporale era cessato. Sulla via del ritorno, era passata in quell'agrumeto che si trova nei giardini della citt?. Ne aveva raccolte un paio, portandole con s? nelle rovine in cui ? solita stanzionare al calar della sera o quando il tempo non ? magnifico. Era tornata in una zona pi? riparata del tempietto in rovina, dove aveva sistemato delle pietre in circolo e della legna secca al suo interno. Un fuocherello arde allegro, disegnando lunghe ombre lungo le pareti delle rovine. Delle arance ormai v'erano solo le bucce, un piccolo mucchietto raccolto alla propria sinistra. E' seduta davanti al fuoco, il nero mantello le cade sulle spalle ed il cappuccio non le copre il viso. Una cascata di capelli blu notte scivola sulle spalle, incorniciando un viso affilato e lievemente allungato. L'epiderme ? di una particolare gradazione rosa acceso, molto pi? simile al viola. Gli occhi bianchi sono fissi sul fuoco davanti a s?, osservando le lingue di fuoco salire verso il cielo, pretendere l'aria sopra di loro. Fra le mani, stringe una delle bucce di arancia che aveva consumato. La sminuzza, distrattamente, assorta nei propri pensieri. Fuori ha smesso di piovere, ma il vento continua a soffiare sulle rovine, fra gli spiragli.
22:39 Malwie : [ rovine ] Si avvicina in silenzio, con quel leggero passo abituato a percorrere le strade della foresta. E' difficile non scorgere in lontananza il fioco bagliore di fiamme allegre, nei pressi delle rovine. Il suo passo, che gi? era l? indirizzato, si fa un poco pi? sostenuto. Non affrettato, semplicemente pi? svelto. La sua figura scivola elegante e sottile, il capo scoperto con in lunghi capelli color del grano che vengono smossi alle sue spalle. Con s? non ha nulla, se non un piccolo tascapane legato alla fusciacca, in vita. Contenente davvero poche cose, le pi? degne di nota sono qualche moneta, le meno degne qualche fiore, qualche foglia, qualche erba trovata per caso e particolarmente interessante dal suo punto di vista. Si avvicina alle rovine, seguendo la luce, cercando di indovinare la sagoma che giace l? vicino. Non dovrebbe essere difficile riconoscere il blu del crine e, sebbene il volto sia coperto, per il momento ? l'unica Kaldar di cui lui sappia la presenza in citt?. E i Kaldar, si sa, non sono certo i primi ad avventurarsi, normalmente, fuori dalle loro foreste. [Mae govannen] la sua morbida voce si alza, cercando di vincere il fischiare dell'aria senza la necessit? di parlare troppo forte, mantenendo il suo consueto tono pacato.
22:49 Edelwen : [ Rovine ] Sussultano le fiamme davanti a lei, controllate a sufficienza grazie anche alle pietre che circondano quell'area. Non vuol sicuramente far appiccare il fuoco alle rovine, o addirittura ai giardini. Un pezzetto di buccia di arancia viene strappato e rigirato fra le proprie mani. Sente il forte odore di arancia spandersi nell'aria intorno a s?. L'odore ? agre, pungente, ed al tempo stesso piacevole. Con un gesto semplice, andrebbe poi a lanciare il pezzetto di arancia nel fuoco. Scoppietta, le fiamme lo lambiscono facendolo raggrinzire velocemente. All'odore di legna che arde, si aggiunge cos? anche quello della buccia di arancia. Respira profondamente, voltandosi quando i passi ed in seguito il saluto, fanno palesare l'elfo. Gli occhi del color delle stelle si levano sulla sua sagoma. Il volto affilato si volge in sua direzione. L'espressione del volto ? serena, pacata, sebbene rimarchi come sempre la durezza e la freddezza del suo animo. Come il ghiaccio che non vuol sciogliersi e lascia che solo una goccia alla volta scivoli. «Mae Govannen, Malwie..» Saluta rompendo il silenzio a sua volta. Il tono ? melodico, la voce bassa, e mantiene quel particolare accento che non appartiene alle terre di Kirial. [E] «State bene?» Chiede con tono calmo, rimanendo seduta di fronte al fuoco. Giocherella ancora con la buccia, strappandola lungo un'immaginaria linea.
22:58 Malwie : [ rovine ] Si avvicina pacato, placido e tranquillo. Rallenta, nel riconoscerla, a muove i passi in modo da portarsi nei pressi del fuoco, alla destra della Kaldar. L'austerit? del suo volto si ammorbidisce impercettibilmente, come se l'elfo, in presenza della pari, si trovasse finalmente a proprio agio. Al contrario di ogni altra ora del giorno in cui, per sua stessa scelta, si ritrova gomito a gomito con creature..diverse. ?E [Stanco ma soddisfatto..] ? la sua pacata risposta alla domanda della Kaldar. ?E [Sono contento di trovarvi..E voi? Come state, Edelwen?] Fi fermerebbe a due passi dal fuoco, tenendo lei alla propria sinistra, per l'appunto. ?E [Il vostro fuoco ha un buon odore..] commenta, con un leggero sorriso sulle labbra sottili. ?E [Posso?]
23:08 Edelwen : [ Rovine ] Rimane seduta, osservandolo mentre le si avvicina con la sua delicatezza ed eleganza, tipica dell'elfica stirpe. Umetta le labbra, sentendo l'odore dell'arancia spandersi. Getta un nuovo pezzetto nelle fiamme, in modo che quell'odore non svanisca subito. [E]«Sto bene, grazie..» China il capo scuro. Una ciocca di capelli passa sul viso, scivolando dal lato sinistro verso il destro, fermandosi distrattamente sul naso appuntito. [E]«Ho conosciuto una creatura del piccolo popolo.. Una certa Delenik..» Mormora lei, pensierosa, riportando alla memoria quel piccolo esserino iper attivo [E]«Mi ha detto di conoscervi e di avervi aiutato..» Commenta, lasciando che un lieve sorriso si disegni sulle labbra, divertita in parte. L'espressione non ? mai eccessiva. Il sorriso ? lieve, ma riesce a rendere pi? luminoso quel viso violaceo. Alla sua domanda, si scosta appena da quel piedistallo su cui aveva trovato posto. [E]«Prego..» Mormora lei, scostandosi alla propria sinistra per lasciargli spazio per sedersi. Il calore ? piacevole. Probabilmente non come in una locanda, ma per lei andava pi? che bene, specie in una serata meno ridiga del solito. [E] «Siete molto impegnato, ultimamente..» Una constatazione, la sua, visti i giorni in cui non si erano pi? incontrati. Ma non v'? nota di rimprovero, nella voce.
23:18 Malwie : [ rovine ] Si avvicina, sedendole accanto con opportuna discrezione, dove lei gli fa posto. Le mani si ancorano ai lati del corpo, sostenendo la schiena bella dritta. Una gamba si accavalla all'altra, aggraziato anche nel semplice atto di sedere, composto allo stesso tempo. Il volto si orienta leggermente a portare quel suo pacato sguardo grigio sulla Kaldar, con quell'ombra di placido sorriso. ?E [Delenik..? molto rumorosa..] ? la prima cosa che gli viene da dire e..b? se l'ha conosciuta sapr? benissimo che si tratta della pura e semplice verit?. ?E [E' una piccola luce in questa citt? di ombre..] sorride, ricordando a cosa si riferisse l'aiuto. ?E [Si pu? dire cos?, dopotutto conta l'impegno e..davvero non vedo come avrebbe potuto aiutarmi a lavare i panni del lazzaretto..] la trova buffa e divertente, o per lo meno questo sempre dire la piega leggera della sua bocca. ?E [Dove l'avete incontrata?] domanda, curioso. Ben sapendo che quella piccolina pu? saltare fuori dai posti pi? impensabili. All'ultimo commento sposta lo sguardo oltre il fuoco, sui giardini che si espandono davanti a loro. ?E [S?, lo sono..] ammette. ?E [C'? sempre una gran mole di lavoro e...b? solo la quantit? di incarichi che ho ricevuto oggi fa impallidire i secoli che ho innanzi al mio cammino.] ovviamente esagera, per? ? verso che ? stato sommerso. Diciamo che ? un'iperbole, ecco. ?E [Ma sono contento di tenermi impegnato e, in questo modo, posso togliermi di dosso la polvere e la ruggine accumulata.]
23:31 Edelwen : [ Rovine ] Gli lascia spazio a sufficienza da far in modo che possano star seduti entrambi su quel piedistallo, di fronte al fuoco che arde allegro e dal lieve aroma di arancia. Uno sbuffo, lievemente ironico, esce dalle sue labbra [E]«? un eufemismo, considerarla rumorosa...» Commenta con divertimento insolito nella voce [E]«E' come un bambino.. Si ? incantata ad ascoltare le storie sulla mia citt?..» Gli occhi sono fissi sul fuoco davanti a s?, lievemente nostalgici e distanti. [E]«L'ho incontrata qui, ai giardini... Giocherellava con la neve..» Mormora piano, distratta da chiss? qual pensiero che risiede nella propria mente. Ascolta le sue parole, annuendo piano col capo senza rispondere inizialmente. La buccia viene continuamente sminuzzata ed a intervalli regolari ne getta un pezzetto nel fuoco, al centro, ove arde la fiamma pi? intensa. [E]«Immagino..» Commenta con delicatezza. [E]«Sono lieta che abbiate infine trovato modo di adempire alle vostre mansioni..» Solleva quindi il viso, andando a cercare lo sguardo argentato dell'elfo. Gli occhi candidi si levano su di lui, in un'espressione pacata. [E]«Sono lieta che siate passato a trovarmi.» China infine il capo, pronunciando quelle parole con tono calmo e una schiettezza unica nel suo genere.
23:42 Malwie : [ rovine ] Distende le gambe, intrecciando tra loro le caviglie, una sull'altra. Il busto viene raddrizzato ed il volto sollevato al cielo nuvoloso. Il sorriso si accentua lievemente, una variazione davvero minima che, per chi non appartiene al suo popolo, potrebbe passare del tutto inosservata. Piccole espressioni le loro, cesellate nella compostezza e grazia.?E [Chiunque s'incanterebbe ad ascoltarle..il raccontarle ? un dono prezioso..] la osserva, con fare gentile, consapevole della discrezione degli elfi e ancor maggior riservatezza della stirpe di lei. Quanto alle proprie mansioni..si limita ad annuire. ?E [Sono contento anche io di essere venuto..staccare fa bene e la vostra compagnia ? sempre piacevole.] le sorride delicatamente. ?E [Sta trovando un senso, a questa citt??] domanda, ricordandosi che ci si perde spesso nell'intrico delle strade.
23:58 Edelwen : [ Rovine ] Da quella sua posizione seduta, lentamente va a distendersi sulla base del piedistallo su cui spesso si ritrovava durante il giorno. La base ? ampia, forse apparteneva ad una statua, ma ormai non c'era pi? nulla sopra. La superfice ? lievemente irregolare a contatto con la schiena ed un p? di polvere va ora ad attaccarsi al mantello scuro. Ascolta il suo dire, mentre gli occhi candidi vanno a celarsi dietro le palpebre violacee. Le due punte di lancia dipinte sul viso ora sono complete. Dalla fronte, si uniscono alla base della guancia in un colore simile alla propria pelle, ma diverse gradazioni pi? scure. [E]«Vi ringrazio..» Mormora lei, ricordando ancora quei paesaggi magnifici, distanti ormai nel tempo. Era passato un secolo, forse qualche decennio in pi?, da quando aveva abbandonato la casa dei suoi genitori. L'espressione sul suo volto ? indecifrabile ora che gli occhi sono chiusi. Ascolta il suono del vento che spira fra le fronde e le pietre. Ascolta il suono della legna che arde e le ultime bucce che si accartocciano. [E]«Temo che un senso non lo trover? mai..» Commenta con lieve ironia, andando a posare le mani sul grembo, la sinistra sopra la destra. Appare rilassata di fianco all'elfo, l'unico in grado di distendere quell'unica ruga che si dipinge sulla sua fronte. [E]«Non ci sono molti spazi qui, per noi..» Commenta poi, con tono pi? basso.
00:12 Malwie : [ rovine ] La osserva in silenzio, con quello sguardo delicato e discreto, lasciandola parlare con i suoi tempi. Sposta indietro le mani, a sorreggere il busto leggermente in obliquo. La segue con lo sguardo ma non si stende a sua volta, preferendo rimanere un poco pi? dritto. Al ringraziamento annuisce solamente, accantonando il discorso per un momento. ?E [B?..sar? contento se continuerete a cercarlo..cos? avr? la mia piccola oasi in questi giardini, cui tornare..] sposta lo sguardo al cielo coperto, per qualche attimo. ?E [No..non ve ne sono.] concorda. ?E [Tuttavia siamo entrambi qui.] commenta, un dato di fatto alla fin della fiera. Lascia trascorrere qualche attimo di silenzio, prima di riportare nuova voce al primo argomento. ?E [Sapete..ho conosciuto una Kaldar, un tempo. Non sono mai, mai riuscito a farmi raccontare alcunch? sulle terre della sua stirpe.] vie ? una dolce malinconia nella sua voce, molto molto remota, lenita dagli anni e dalla nuova serenit? che ? scesa sul suo cuore, da quella notte di ?incubi? che ha lui ha voluto regalare un sogno di quiete. Quella notte in cui, stravolto, si addorment? proprio qui, nelle rovine, con una violeta fra le dita.
00:24 Edelwen : [ Rovine ] Ascolta le sue parole, rimanendo distesa sulla schiena. Gli occhi permangono chiusi, mentre il vento spira e sospira fra i suoi capelli. Il respiro ? lento, tranquillo, come se stesse riposando. Ma quello era il momento in cui la sua stirpe era pi? sveglia ed attiva. [E] «Avete ragione..» Commenta semplicemente, lasciando che un breve e lieve sorriso le increspi le labbra. Le sue parole risuonano con una malinconia che ben conosce. Quella di qualcuno che ha perso una persona cara. [E]«Come si chiamava?» Chiede con delicatezza, porgendo quella domanda con fare disinteressato per non voler pesare troppo sul Valdar. Le palpebre vengono sollevate. Scosta lievemente il viso, andando cos? ad osservarlo da quella posizione. I lunghi capelli blu sono sparsi intorno a lei, creando come l'effetto di un cielo stellato nella notte, grazie ai granelli di polvere bianca. Non dice altro, osserando la sua schiena, salendo poi verso la nuca ed il viso, cercandone lo sguardo. Appare calma e pacata, come sempre. Attende una risposta ma non sembra impaziente di conoscerla. Gli lascia spazio, non vuole invadere quella che per lui potrebbe essere qualcosa di doloroso. Sa bene, come ci si sente.
00:32 Malwie : [ rovine ] Lo sguardo ?, al momento, rivolto al cielo. Dietro di lui i lunghi capelli dorati ricadono quasi a sfiorare la pietra di cui ? composto il piedistallo. E' tranquillo, rilassato, e nonostante la malinconia leggera e morbida della sua voce comincia ad esservi serenit? sul suo volto, al ricordo. Alla domanda della Kaldar gli occhi si spostano, scendendo sul suo viso, sulle iridi candide dell'elfa. [Naira..] risponde semplicemente. Cinque lettere, che racchiudono tante cose, non ultimo il suo essere qui, oggi. Glielo consegna senza pesi, in un qualche modo rappacificato con il ricordo di lei. Un ricordo immortale che per?, grazie a quello che doveva essere uno scherzo di cattivo gusto, ha ritrovato il suo candore, ? stato ripulito e risanato.
00:45 Edelwen : [ Rovine ] Ascolta quel nome. Non lo conosce, ma comprende l'importanza che ne traspare da quella voce. Rimane in assoluto silenzio, ricambiando ora il suo sguardo. Impassibile il viso, lascia che la luce delle fiamme brilli nei suoi occhi, regalandole un effetto molto simile alla luce delle stelle. E' fredda l'espressione, come il gelo della neve. Ma altrettanto misteriosa e magnifica. Schiude le labbra, andando cos? a pronunciare ella stessa un nome. [E]«Maen..» Pronuncia anche lei un nome. La voce vibra. Erano secoli che non pronunciava il suo nome ed una lieve nota di malinconia si dipinge nuovamente su quel volto violaceo. Socchiude gl'occhi, spostando poi il viso per rivolgerlo verso il soffitto. Foglie e rami lo adornano, ed al contempo le concedono si osservare stralci di cielo sopra di loro. Rimane in silenzio. Quei nomi non avevano detto nulla, ma al contempo avevano spiegato molto del loro animo. Quella nota di malinconia che solo qualcuno che ha perso una persona pu? comprendere. [E]«Il tempo sana ogni ferita, dicono gli umani. Voi.. Siete riuscito a guarire?» Chiede con tono basso, lieve, colmo ancora di una nota malinconica che non vuol abbandonarla. Non lo guarda pi?, fissa una foglia che sopra di lei danza ancora attaccata ad un ramo. Il vento vuol tirarla via con s?, ma lei.. lei fa resistenza. Perdura, stoica, al suo posto.
00:53 Malwie : [ rovine ] Questa volta si distende anche lui, intrecciando le dita dietro la nuca, a fare da cuscino contro la fredda e dura pietra. Anche il suo sguardo va in alto, mentre ascolta quel nome cos? diverso e cos? uguale. Rimane in silenzio, lasciando che sia lei a romperlo nuovamente, con quella sua domanda. ?E [No.] semplicemente. Non ? una negazione brusca o secca, la sua voce ? morbida e dolce, come miele sul pane tostato. ?E [No, non guarir? mai del tutto..] lo sa, ne ? perfettamente consapevole. I sentimenti degli elfi sono qualcosa di preziosissimo, non vengono mai donati senza un profondo significato e, tirarli indietro, non ? mai possibile. ?E [Ma smetter? di sanguinare un giorno, questo s?. E' il motivo per cui sono qui.] sorride, confidando all'elfa qualcosa di piccolo e, allo stesso tempo, estremamente grande. Poi ruoa il capo contro il proprio braccio piegato, osservandola lateralmente, non in modo diretto; discreto. ?E [cos'? successo?] domanda, con la stessa paziente calma che ha avuto lei prima, lasciandole la libert? di decidere se rispondere o meno.
01:06 Edelwen : [ Rovine ] Lo sente muoversi sul posto. Le iridi candide tornano su di lui, osservandolo stendersi al proprio fianco. Le sue parole risuonano nel vuoto di quel tempio abbandonato, riecheggiando dolcemente fra le mura stesse, arrivando a lei con gentilezza. Ruota appena il capo, in modo da mantenere il viso dell'elfo nel proprio campo visivo. Le mani permangono sull'addome, mantenendo quella posizione distesa e pacata. [E]«In parte.. Anche per me ? lo stesso. Non posso tornare nelle terre del mio popolo. Ogni foglia, ogni fiore, perfino le stelle del firmamento sono legate a lui..Al suo ricordo.» Rivela, sentendosi in pace nel poterne parlare con qualcuno.. Con una persona che comprende il proprio animo. La sua domanda riecheggia. Gli occhi bianchi sono su di lui, chiari ed intensi, carichi di un'eternit? che solo loro possono conoscere e comprendere. Le iridi si spostano poi, il viso ruota verso il tetto di foglie. [E]«Drow» E solo questo basterebbe all'elfo per comprendere. Lunghi attimi passano, dopo quella risposta, come se stesse cercando le parole. La voce appare tranquilla, come sempre, rotta solo da una lieve nota di malinconia che si mescola al proprio accento diverso ed esotico. [E]«La nostra citt? un giorno venne attacca.. Chiamarono chi poteva combattere.» Fa una pausa lieve, stringendo per un attimo le labbra. [E]«Io tornai.. Lui no.» Le palpebre vanno a celare nuovamente gli occhi candidi, nascondendo quelle perle preziose.
01:18 Malwie : [ rovine ] Comprende, perfettamente. Torna a guardare anche lui in aria, restando fermo immobile, con il corpo rilassato e teso allo stesso tempo, in qualsiasi modo ci? sia possibile. Gli occhi grigi sono aperti su qualcosa che al momento non vede, perch? nella sua mente scorrono immagini rievocate da un passato lontano. Annuisce. ?E [Anche lei..un'imboscata.] sempre drow a quanto pare, sempre loro. Ma pi? che odio nella sua voce c'? soltanto un gran rimorso, un senso di impotenza infinito. ?E [e io non c'ero. Forse avrei potuto salvarla, ma non c'ero. Avrei dovuto provarci, invece ho solo sepolto un corpo irriconoscibile.] ? ancora l?, quel dolore profondo. ?E [Lascia il mio posto di cerusico la notte dopo.] racconta ?E [L'ho rivista per?..in un sogno. Integra di nuovo, come non ero pi? capace di ricordarla.] Sorride, un sorriso dolce e amaro. ?E [Mi addormentai qui, quella notte, e voi mi trovaste al mattino. Dovevo proprio essere malconcio..]
01:26 Edelwen : [ Rovine ] Li, l'uno di fianco all'altra, passano i minuti, trascorrono le ore. Il fuoco si affievolisce, ma la cosa non sembra preoccuparla al momento. Parlano, lasciano che il passato torni alla loro mente, condividendo quei momenti, comprendendo quel dolore e quella che ormai ? l'accettazione del lutto. Permane ad occhi chiusi, lasciando che le tenebre per un momento l'afferrino per poi trascinarla in quei paesaggi distanti e magnifici, in cui gli alberi erano in grado di riflettere la luce della luna e concedere loro la vista senza l'ausilio di fuochi e torce. [E]«Lascia anche io la mia casa, quel poco che possedevo..» Mormora piano. [E]«Non torno da allora.. E non credo vi torner? mai.» Umetta le labbra, aprendo cos? gli occhi. Il viso si sposta su di lui, quando le rivela cosa aveva passato quella notte. Il candore si posa su di lui, ne ricerca lo sguardo qualora si fosse voltato verso di lei. [E]«Giusto un p?..» Commenta ritrovando una punta di ironia nella voce ed un breve sorriso sulle labbra. [E]«Anche per questo, non ho desiderato svegliarvi quella notte. Sembravate bisognoso di riposo» Sentenzia infien, gentile.
01:35 Malwie : [ rovine ] Volta lo sguardo, su quella confessione. Lui non lo sa, non lo sa se mai torner?, nella sua casa nella valle delle selle. Incrocia i suoi occhi e le rivolge un mesto e lieve sorriso, leggerissimo e gentile. Si accentua un poco, al pizzico di ironia della Kaldar ma torna a sciogliersi sulle sue ultime parole. Contrae gli addominali, portandosi nuovamente con la schiena in verticale. Un agile balzo ed ? nuovamente in terra, ritto e alto sui propri piedi, flessuoso e aggraziato nella figura. Distende una mano verso l'elfa, se vorr? prenderla per aiutarsi. Non serve ovviamente, lo sanno entrambi. Forse ? solo un'offerta, una corda gettata all'annegato da parte di un altro annegato. ?E [E vi ringrazio per non averlo fatto. Ne avevo bisogno, ed era un bel sogno.] ammette. Non sempre qualcosa di triste ? necessariamente brutto. Non sempre qualcosa di bello ? necessariamente felice. ?E [vi ringrazio per la vostra storia. La terr? al sicuro nella mia memoria, il suo nome sar? ricordato da un elfo in pi?.]
01:43 Edelwen : [ Rovine ] Lo fissa ancora, seguendone poi i movimenti legiadri mentre si mette seduto e successivamente in piedi. L'osserva ed ella poi lo imita, limitandosi tuttavia al solo sedersi sul piedistallo. I capelli son un p? sporchi di quella polvere bianca che si nota particolarmente sui capelli blu notte. Una mano tesa nel buio le si pone innanzi. Pi? un simbolo che una reale necessit?. Lo sguardo si solleva lentamente verso di lui. La man dritta quindi si solleva, andando a farsi aiutare nel mettersi in piedi. I piedi sono solidi sul terreno ed il mantello scivola a coprire in parte il proprio vestiario. La mano rimane nella sua, stretta in una presa lieve. [E]«Ringrazio voi, per avermi ascoltata, Malwie.. » Mormora gentilmente, chinando il capo scuro in segno di ringraziamento. [E]«Immagino che per voi l'ora sia iniziata a divenire tarda..» aggiunge con gentilezza. Non che desiderasse che andasse via. Ma i loro ritmi erano diversi e per lei la notte era appena iniziata, come si suol dire. Lascerebbe andare la sua mano, per non voler apparire inappropriata.
01:50 Malwie : [ rovine ] Le sorride, delicatamente, lasciando scivolare la sua mano con una leggera stretta. Annuisce alle sue parole. ?E [S?..e ho bisogno di riposare ogni qualvolta ne ho la possibilit?.] non ? una giustificazione n? una spiegazione, solo l'esposizione della realt? dei fatti. ?E [lavorare al lazzaretto ? pi? estenuante di quello che potrebbe apparire.] Ma sul suo viso vi ? un'espressione di soddisfacimento e contentezza. E' il posto dove deve stare, ? il posto giusto dove cominciare a guarire. ?E [Namarie Edelwen, spero di riavere presto l'occasione di ritrovarvi.] Aspetterebbe il tempo necessario ad un'eventuale risposta, se vi sar?, prima di incamminarsi verso la locanda ed il giusto riposo. Domani sar? una lunga giornata.
01:59 Edelwen : [ Rovine ] Stanziano vicini, forse uno o due passi di distanza. Entrambi longinei, alti. Magnifici nell'elfica bellezza che si contrappone. Sole e Luna. Giorno e Notte. Annuisce a quel suo dire. Non aggiunge altro. La compagnia le ? piacevole, tuttavia non vuol essere un peso. I loro mondi si incontrano in quelle ore, ma arriva il momento di doversi separare. [E] «Naamarie, Malwie.. Spero in una bella serata, per tornare a passeggiare nel Bosco. Il mal tempo non da tregua a queste terre ed aggirarmi senza vedere sarebbe rischioso.. Mi troverete qui, spesso e senza difficolt?..» China dunque il capo, lasciando che il saluto venga rivolto e scambiato. L'osserverebbe poi avviarsi verso l'uscita del tempietto. Rimane in piedi, fin quando la sua sagoma non svanisce nelle ombre. Tornerebbe quindi a sistemarsi, a sedersi. I pensieri ritornano e chiss? come passer? il resto della notte, fino all'alba di un nuovo giorno.