10:46 Edelwen [ Rovine ] Pallida cade la neve. Un manto bianco ricopre i giardini, soffice e freddo. Il vento spira, facendo volar via i fiocchi in turbini pi? intensi. L'aria ? satura di un pungente odore che gela l'olfatto.I giardini sembrano immersi in uno stato immobile. Poche le persone che con quel gelo si aggirano e passeggiano. Il fiumiciattolo che lo percorre scorre tranquillo e le fronde degli alberi sono sospinti dal vento, creando morbidi fruscii. Ella stanzia li, in una zona dei giardini in cui pensava fosse raro trovar qualcuno. Le rovine di un piccolo tempio sorgono alle sue spalle ed ella ? seduta su quella che ? una vecchia pietra, forse era un piedistallo, una volta. Un lungo mantello scuro, in netto contrasto con la candida neve che fiocca, copre la sua figura nel tentativo di proteggerla dal freddo. Il cappuccio ? tirato sul capo, nascondendo le lunghe orecchie e in parte celando i capelli blu notte. Alcune ciocche ricadono sul petto, rivelando la natura della Kaldar. La pelle ? di un intenso rosa, tendente al viola. Ma non ? questo quel che pi? la caratterizza. O, almeno, non solo questo. Occhi dalle iridi bianche come quella neve che sta fioccando. Non privi comunque di pupilla, osservano distrattamente il moto dei fiocchi cadere su quei giardini. V'? silenzio intorno alla sua figura, totalmente assorta in pensieri che trascendono lo spazio ed il tempo. Accanto a s?, poggiato contro la pietra, c'? la propria faretra carica di diverse frecce dal nero piumaggio. Ed un arco corto,
10:46 Edelwen [ Rovine ] «..»la cui corda ? al momento riposta in una tasca della faretra.
10:56 Delenik [ Rami ] La Kaldar scruta la neve e il niveo paesaggio nei pressi delle rovine del tempietto, il suo lento e sereno incedere verso il terreno che quest'oggi si sovrappone a quella precedentemente caduta durante la notte. Si, finalmente la neve si ? posata a terra e la pixie pu? finalmente giocarci! Corre, salta, scivola e si rialza, si appende ai rami e insegue i poveri uccelletti travolti dal suo entusiasmo. «Ihih!» indosso ha un completino di stoffa umana, bianco e verde, un busto che si tiene con un unico, enorme bottone al centro e maniche strette e aderenti sino al polso, cos? come le calzette che la vestono e le coprono le gambe, infilandosi in un paio di scarpe che somigliano a quelle di origine del piccolo popolo, arricciate sulla punta sebbene anch'esse di stoffa. In testa ha un cappellino a punta che si ripiega all'indietro, si lega per mezzo di un legaccio sotto il collo a fiocco e dai lati spuntano le nivee puntute orecchie della bambina. Le manine sono coperte con guantini che non aderiscono a tutte le dita, come quelle di molti alti, ? possibile vedere solo i pollici distinguersi dalle altre. Corre velocissima, pu? vantare questo vantaggio rispetto a molte altre razze e una destrezza superiore alla media dei pixie.. si ? allenata duramente per andare dove vuole, dato che non ci sono ali per farlo. Corre.. e fa cadere la neve dai rami dietro s?, mostrando a chiunque sia a terra una scia del proprio passaggio. Non ? distante dalle rovine vicino cui si trova Edelwen.
11:08 Edelwen [ Rovine ] La neve risiede alcuni attimi sulla pelle e sul mantello, prima di sciogliersi per il calore del corpo dell'elfa. Nonostante appaia come una statua, immobile nella sua bellezza. Umetta le labbra, sentendo un fiocco di neve caderle sul labbro inferiore. Ne assapora il gelo, lasciandola cos?.. A bearsi di quella natura impervia nonostante si trovi fra le mura di una citt?. Sembra in attesa, di chiss? cosa o qualcuno. Un luogo in cui aveva deciso di incontrare lui, sempre. Almeno fin quando non avesse deciso di spostarsi, allontanarsi da quella zona. Sente cos? la neve. Non ? il fioccare e il suono del vento. Cade a terra, con pesantezza. Forse i rami carichi di neve? L'espressione sul viso della Kaldar rimane immutata, mentre si volta ad osservare in silenzio la zona in cui la pixie sta facendo cadere la neve. Ci sono alberi nella sua zona, che fungono con le loro fronde fitte da tetto alle rovine. Ed ella stessa si trova al di sotto di uno di quei alberi, per evitare che troppa neve ricada su di s? e le prenda qualche malanno. La fronte distesa, viene un momento corrugata da una linea che ne disegna perplessit?, su quel volto solitamente inespressivo.
11:17 Delenik : [ Rami-»Suolo ] Gli animali non fuggono dalla pixie... non hanno paura di lei, solo si spostano infastiditi forse dalla sua irruenza. E la piccina salta, corre, scivola e si appende. I fiocchi di neve sembrano molto pi? tranquilli di lei, nel loro lento moto. «Che bello! Che bello!!» gongola la piccina, come fosse emozionata, facendo ancora cadere la neve dietro di s? a causa delle vibrazioni dei propri passetti sul terreno. L'irruenza ? tale che... salta per raggiungere un ramo poco pi? in basso ma il vento lo fa dondolare su e gi?... e lei non riesce a prenderlo «Kyah!!» esclama, con sorpresa, non ritrovando pi? niente su cui salire o aggrapparsi. Edelwen assister? alla buffa scena di una pixie che cade a terra e sparisce nella neve con un tonfo. «Ough!!» esclama, pi? per sorpresa che per dolore dato che la neve ha attutito la caduta... ora per? si ritrova dentro un buchetto di neve a due passi dall'elfa che ancora non ha notato, dato che ? impegnata a constatare le proprie condizioni «Noo il livido sul culetto non lo voglio!» sbotta infine.
11:26 Edelwen [ Rovine ] La neve continua a cadere. E non con la naturalezza con cui dovrebbe farlo. Nemmeno fossero cos? pieni di neve, i rami. Lentamente, muove la propria figura. Da seduta su quella sorta di piedistallo, si alza facendo cadere alcuni fiocchi di neve che si erano appena poggiati sulla sua figura. NOn desiderava che, qualunque cosa stesse facendo cadere la neve a terra, smuovesse il ramo anche sopra di s?. Non sarebbe stato appropriato. Poi eccola, una vocina sottile e acuta, che sembra in qualche modo divertirsi un mondo. La linea sulla sua fronte si fa ancor pi? accentuata. Muove appena un passo, quasi volesse a scansare qualsiasi cosa poteva cadere da quei rami. Una sagoma, pi? piccola di uno scoiattolo, appare dal nulla. Si protende verso il vuoto. E poi.. Beh, poi cade inesorabilmente nella neve. E lei, la Kaldar, osserva con attenzione e perplessit? tutta la scena, rimanendo immobile al suo posto.Spalle dritte, mento sollevato ed un'espressione che non lascia alcun dubbio sul suo volto: non se l'aspettava. Non corre, si muove lentamente, cauta. Inclina appena il capo, osservando il terreno in cui la neve soffice aveva attechito, facendo da materasso di fortuna per la pixie. Non parla ancora. Rimane in silenzio, posando lo sguardo sul piccolo buco nella neve creato da quella creatura.
11:36 Delenik : [ Suolo ] La manina viene portata ad una delle due chiappette della piccina, massaggiandosela con espressione dolorante, prima di sbuffare e alzarsi in piedi. Le mani poi si muovono sul vestitino, togliendosi di dosso la neve in eccesso mentre un'ombra, lenta come la neve, comincia ad oscurarle la vista sui rami sopra di s? «Uh?» alza poi lo sguardo dapprima sui piedi, poi sulle gambe e sempre pi? in alto, sino a raggiungere il volto apparentemente vagamente stranito dell'elfa della notte. Anche la pixie batte i grandi occhioni alla sua vista, sorpresa, poi li sgrana e una manina viene portata verso lei, additandola «Signora gambe lunghe, ma tu sei malata!!!!» non ? un insulto nei suoi confronti, sembra pi? che altro un'affermazione allarmata. «Che hai la pelle tutta scura scura, si si!! Ma stai sentendo freddo?? Che oggi fa freddo e...» e resta in silenzio qualche istante, drizzando poi le puntute orecchie verso l'alto come se stesse in ascolto. «No, non stai sentendo freddo!» poi aggrotta le sopracciglia, perplessa come non mai. Gli occhioni sono grandi e curiosi adesso nei suoi confronti e, sebbene la differenza di altezza ? abissale la bambina non sembra avere alcuna paura di lei.
11:47 Edelwen [ Rovine ] Si ferma appena prossima al buco creato dalla caduta della pixie. Gli occhi del medesimo colore delle stelle fissa ora la figura minuscola della piccola, minuscola, bambina in miniatura. Sbatte le palpebre un paio di volte, sorpresa probabilmente di trovar qualcuno di quel popolo li, fra quelle mura. Ma forse, neanche tanto. Lentamente, va a piegare le ginocchia, accovacciandosi vicino a lei. Il ginocchio destro va a toccare il terreno, inumidendosi per la neve. La vocina la raggiunge, senza problemi. Imperscrutabile, seria come spesso la si vede quando non ? in compagnia del Valdar, continua a fissarla nel suo immenso silenzio. Inclina appena il capo alla sua destra, non risponde. Sta valutando, forse cosa dire. «Mae govannen..» Opta quindi per un saluto, quello del proprio popolo. E di nuovo cala il silenzio. Poi schiude di nuovo le labbra, tornando a parlare. «No, non sono malata, mellon.. Sono una Kaldar.» Il tono di voce ? basso, tranquillo. Possiede una cadenza ed un accento estraneo a quei luoghi. Pi? esotica e marcata, ma non perde quella melodia tipica dell'elfica razza. «Vi siete fatta male?» Chiede infine. Nella voce non imprime molte espressioni. Rimane stoica, ferma e fredda, ma non per questo evita di essere gentile.
12:14 Edelwen [ Rovine ] La piccola pixie sembra essere infreddolita. Ed in fondo, potrebbe essere ben comprensibile. Con un gesto lento e misurato, atto a non farle del male, andrebbe a raccoglierla. Inizialmente la farebbe adagiare sul proprio palmo, portandola poi all'altezza del petto. Per evitare che la neve continui a cedere su di lei, e soprattutto evitare un malanno per entrambe, muoverebbe il proprio passo con lentezza ma decisione. Ritorna al piedistallo, andando a recuperare la faretra con frecce ed arco con la mano sinistra. Mantenendo cos? la pixie in una mano e la faretra nell'altra, si inoltra all'interno delle rovine. Non ha alcuna intenzione di segregarla li dentro e se lo desiderer? la lascer? andare via. Ma, quanto meno, al momento desidera farla riparare sotto un tetto e smettere di tremare. Il silenzio ritorna sui giardini. Almeno per il momento. E nessuno per il momento sembra disturbare la quiete in quella zona imbiancata.
15:44 Edelwen [ Rovine ] Erano passate poche ore e la neve aveva lasciato il posto ad un temporale. La neve, con molta probabilit?, si stava ormai sciogliendo ed i tuoni risuonano ora distanti, ora vicini. Aveva trovato riparo, come spesso faceva in quel periodo, all'interno di quelle rovine. Il tetto, in molti punti, ? ormai inesistente. Ma le fitte fronde degli alberi che crecono in quella zona sono stati in grado di concedere un tetto naturale. Le fronde vengono scosse, sospinte dal vento burrascoso, filtrando fra le pietre ed entrando dalle finestre. E' in una zona pi? riparata che la Kaldar aveva raccolto alcune piestre, componendo cos? un cerchio non troppo grande in cui aveva accumulato un p? di legna secca ed aveva acceso un piccolo fuocherello. Siede davanti a questo, lasciando che le lingue di fuoco si riflettano sul volto violaceo della Kaldar. Il cappuccio ? calato dietro la schiena, i capelli liberi ricadono sulle spalle e raggiungono senza alcun problema la base del bacino, ricadendo anche sulla pietra su cui aveva trovato posto. Il silenzio alberga fra quelle mura, interrotto solo dal crepitio della legna, dai tuoni che si alternano e dalla furia del vento. Umetta le labbra, osservando distrattamente le fiamme. Indossa un lungo mantello scuro, aperto sul davanti in quel momento lasciando cos? in vista gli abiti che indossa. Di pelle scura, ? vestita con pantaloni ed una pesante casacca. A completare il tutto, un paio di stivali di cuoio alti fino a met? polpaccio.
15:56 Delenik : [ -»Rovine ] Fortunatamente per la pixie manca poco per raggiungere le rovine dove ha incontrato quella strana elfa dal colore inusuale per i gambe lunghe, ? riuscita a ripararsi tra le fronde dei rami che avvolgono la parte superiore delle rovine evitando dunque di inzaccherarsi di acqua. Indossa lo stesso completino verde e bianco di quella mattina, indossando in pi? anche una graziosa mantellina bianca con il cappuccio calato sulle spalle. I nastri che le avvolgevano i fianchi stanno reggendo qualcosa... un paio di mandorle secche sgusciate con la buccia. Zompetta tra i rami pi? bassi dell'albero, mentre vede le rovine farsi sempre pi? diroccate man mano che sale «C'?? C'??» domanda tra s? e s?, con occhietti incuriositi mentre, infine, si ferma proprio sopra il foro delle rovine. Le orecchiette vibrano nel sentire il crepitare di un fuocherello e un sorriso si spande sul niveo visino. Infine ? facile riuscire a vedere Edelwen che si scalda al fuoco, cos? come per l'elfa ? facile udire la propria presenza dato che la piccina non si sta nascondendo «Eccola!» esclama vivacemente verso lei, buttandosi gi? dai rami per atterrare sul bordo del soffitto bucato.