22:07 Edelwen [ Rovine ] Il cielo si nasconde fra quelle soffici nubi. Giocano a nascondino, celando la falce di luna che timidamente vuol apparire da dietro queste. E' freddo, ma la quiete di quei giardini rilassa in parte l'animo della Kaldar. Si trova in una zona pi? appartata di quei giardini, ove un sentiero poco battuto ma non inesplorato conduce ad una struttura diroccata. Delle rovine, probabilmente appartenenti ad un tempio di qualche epoca addietro. Diversi gli alberi che adornano la zona, alcuni dei quali sostituiscono in parte il tetto ormai inesistente. La sua figura si trova la, esterna a quella struttura. E' seduta su di una delle gigantesche pietre abbandonate li, in quella zona. Un lungo mantello scuro copre dalle spalle in gi? la sua figura. Il cappuccio ? abbassato e riverso sulle spalle, lasciando cos? libero il viso. Una cascata di capelli del colore del mare in tempesta circonda il viso affilato ed appuntito. La carnaggione non ? comune a quelle terre, ricorda in parte il colore dei lill?. Un rosa scuro, tendente al violaceo, su quell'epiderme liscia e priva di alcuna imperfezione. Ma non ? solo questo a renderla unica. Occhi candidi come le stelle che si celano sopra di lei. Non per cecit?, ma per rarit? del suo popolo e stirpe. Bianchi come la neve, fissano le stelle sopra di lei. L'arco ? armato, pronto, appoggiato contro la roccia al proprio fianco sinistro. La faretra anche, ma al fianco destro. Fisso verso l'alto ? il proprio viso, le mani poggiate sulla roccia, «---»
22:07 Edelwen [ Rovine ] «---» poco pi? indietro della schiena. Ammira la volta celeste, tendendo l'orecchio sui giardini.
22:15 Raphael [ ???- Rovine ] ..chiss? come mai gli rifilano sempre di sistemare e consegnare quei dannati oggetti arcani e di indubbia fabbricazione sempre nelle ore pi? disparate della giornata, sar? che il loro contenuto ? segreto e sconosciuto ai pi? (a lui stesso in primis) , sar? che valgono un occhio della testa per quanto suo nonno gli fa pagare a fine riparazione, sar? mille milla cose..ma ? proprio per uno di questi che il nostro giovane ? stato richiamato ancora una volta al lavoro e dopo aver restaurato e riportato su nuova pergamena quella che gli era stata consegnata, lo ritroviamo nella zona dei giardini questa sera, intento a camminare lungo il selciato di questi , seguendo le indicazioni che il committente ha dato lui per quanto riguarda la ri-consegna del tutto..Avvolto in un nero mantello che lascia accuratamente chiusi sul davanti, cappuccio calato lungo la schiena, lascia che quel crine dai colori insoliti, a mezzo tra un castano chiaro e il rosso cremisi del sangue, vada a ricadere dolcemente lungo la parte sinistra del suo viso, cosi da nascondere in un perfetto gioco di luci e ombre, la cicatrice che deturpa quel viso d'angelo dalla fronte, fino a circa met? guancia, cecit? dell'occhio annessa...passo lento quello dell'umano, fiero, elegante , che lascia cosi danzare nel silenzio che avvolge la sua figura il proprio mantello dai bordi logori che sembra esser animato di vita propria, animato, seducente come il movimento di un cobra che incanta la sua preda..sopra di lui le stelle -»
22:16 Raphael [ ???- Rovine ] -»sono l'unico baluardo di luce che si staglia contro la notte, contro l'oscurit? mentre via via quel sentiero non pu? che portarlo sempre pi? nella zona delle rovine, nella zona di Edelwen insomma..
22:30 Edelwen [ Rovine ] Fissa il cielo. Conta le stelle che riesce a osservare da li, da quella pietra, quando le nubi non le celano. Gli occhi candidi sono distanti, freddi come la neve di cui portano il colore. Anche il viso ? serio, come se il sorriso fosse raro su quelle labbra. I pensieri vagano, ondeggiano in quella mente. Pensieri volti altrove e non a quella provincia. Forse, alla sua citt?, al suo popolo.. O forse a nulla di tutto ci?. Il respiro si condensa sulle labbra piene, in quel particolare viola, per poi disperdersi nell'aria. Inclina appena il capo, facendo scivolare qualche morbida ciocca sulla spalla. Lunghi, lunghissimi sono quei capelli, morbidi come seta e privi di una reale piega. Diverse sarebbero le lanterne che illuminano quei giardini. Una, forse due, concedono alla Kaldar il dono della vista, che il cielo le ruba a causa delle nubi. Un passo viene percepito. Poi un secondo. Umani, ibridi.. Chi altro potrebbe avvicinarsi in quella zona? Gli occhi bianchi si scostano dal manto celeste, la schiena si raddrizza e le mani vanno a spostarsi per poggiarsi sulla roccia ai propri fianchi. Posta di fronte alle rovine, come in attesa di qualcuno, andrebbe a cercare con lo sguardo chiunque sia in avvicinamento. Tende l'orecchio per decifrarne la direzione. Silenzio ancora da parte sua. Solo lievi movimenti misurati. La mano sinistra andrebbe ad avvicinarsi alla faretra, andando a sfiorare il piumaggio nero di una delle frecce. Attende.
22:38 Raphael : [ Rovine ] ..il suo incedere non vacilla, la sua anima non riserva alcun pensiero oscuro o altro, solo malinconia nell'unica iride visibile di quel colore che riprende lo stesso dei capelli, solo pi? vivo con quelle strane venature dorate che andrebbero a manifestarsi laddove la luce lo permette, lasciandogli scintillare di un mistero e malizia..come Zallen continua a ripetergli quelli come lui devono stare ben attenti a manifestarsi per quello che sono, additati spesso e volentieri come stregoni..[mah..vallo a capire quel ragazzino..]sogghignando tra se e se per poi finire di passare lungo il sentiero in salita, portandosi cosi sulla discesa..e solo ora andrebbe a scorgere in lontananza le rovine indicate nella missive e proprio innanzi a queste, anche se ancora avvolta nella penombra, una figura che si staglia silenziosa...[mh? ] un semplice mugugno prima di aumentare il passo verso quella direzione, lasciando che le parti finali del mantello vadino a danzare alle sue spalle ancora una volta, rivelando cosi un paio di pantaloni di foggia comune, scura, stivali borchiati comodi e l'inizio di una blusa stretta in vita da un semplice cinturone di cuoio lavorato..mani avvolte in guanti senza dita che vengon mostrate dalla brezza che soffia intensa, e nella quale dritta ? possibile vedere una pergamena sigillata da una cera lacca..non una parola, non un movimento, fino a fermarsi a circa quattro metri dalla fanciulla..[ Lady Aslot? ] cosi si era presentata la donna al negozio..
22:53 Edelwen : [ Rovine ] La mano rimane a sfiorare la freccia, mentre la figura in avvicinamento si delinea sempre di pi?. Non vede bene chi sia, ma dal canto suo non tenta nemmeno di provare a capirlo. Sa solo che non si tratta dell'elfo, del Valdar. E questo ? abbastanza palese semplicemente dal passo che lo conduce li. Umetta le labbra, inumidendole per far passare il freddo che le attanaglia. La voce poi la raggiunge. Quand'ecco che la pioggia decide di far il proprio corso. Una goccia, poi un'altra, andrebbero a bagnare il capo dell'elfa. Ella non sembra scomporsi minimamente. Si solleva da quella seduta, nei suoi due metri e poco pi? di altezza. Spalle dritte, mento alto, alle parole dell'umano non risponde subito. Con calma, recupera sia la faretra che l'arco corto. Quest'ultimo, dall'impugnatura in modo da trasportarlo facilmente. «Credo che abbiate sbagliato» La voce riecheggia, chiara e soffice ma al tempo stesso contiene una nota esotica, tipica di chi non appartiene a quel regno. Gli occhi candidi si fissano ancora un momento su di lui. «Penso troverete la vostra dama altrove, davanti ad un focolare» Risponde poi, e senza troppo affanno, si avvia verso le rovine alle proprie spalle con la chiara intenzione di ripararsi li. Non si volta per vedere se la seguiva n? attende una risposta al suo dire. Le frecce emetto un suono ritmico, legnoso, ad ogni passo che viene mosso.
23:03 Raphael : [ Rovine ] ..attende nel silenzio pi? totale una risposta da quella figura che arriva ora , mostrandosi cosi si, una donna, ma non colei che era giunta alla bottega alle prime luci dell'alba con quella dannata pergamena tra le mani..[ uhm? mah sinceramente non ne ho idea milady...] inizia con calma e attenzione la sua risposta, aprendo le braccia verso l'esterno cosi da mostrarsi privo di armi verso di lei..il tono della voce permane caldo, profondo , gentile come una carezza di primavera nel giorno di maggio sulla pelle..[ mi han detto che l'avrei trovata qui..non so altro, quindi nel caso vi stia dis..] ma di colpo si blocca, sente dapprima una goccia, poi un'altra, poi un'altra ancora iniziare a baciare le sue labbra, il suo viso, la sua fronte..[dannazione..] e senza pensarci due volte andrebbe ad avvicinarsi a sua volta nella zona delle rovine, al riparo , cosi da proteggere se stesso e il suo lavoro, che ora verrebbe accuratamente nascosto all'interno di una tasca interna del mantello...[ certo che questo tempo..? davvero assurdo..]una risata lieve, cristallina quel giovane che or andrebbe a spostarsi col capo verso la sconosciuta...la osserva, per quel che pu? vedere dalla scarsit? della luce, ma ci? nonostante non perde la sua galanteria e raffinatezza...[spero di non avervi disturbata...non volevo infastidirvi...] chinando lentamente il capo verso di lei...
23:16 Edelwen : [ Rovine ] Il passo mosso dalla Kaldar ? lento, misurato. Non imprime alcuna fretta al suo avanzare verso l'entrata del tempio. Le parole dell'umano la raggiungono, ma ella non se ne cura minimamente. La piogga continua a cadere, su lei e nei giardini, ed infine sull'intera Kirial. I capelli catturano quelle prime gocce di pioggia, come a voler ricreare il manto stellato. Sente poi lui muoversi verso le rovine. Attraversa il grande arco, entrando cos? in quella zona solitamente isolata dal resto della citt?. La pioggia si abbatte anche li, ma le alte fronde degli alberi concedono un riparo solido contro quelle interperie. Compie qualche passo al suo interno, voltandosi poi verso l'umano. L'osserva, l'ascolta, ma non commenta. Muove il porprio passo verso una delel pietre pi? rialzate, forse la base di una qualche statua svanita da secoli, e vi poggia contro nuovamente l'arco corto e la faretra. «Capisco.. Tuttavia, non comprendo..» Una risposta vaga la sua, mentre si staglia in tutta la sua altezza. Freddo ? il tono che riserba, cos? come l'espressione su quel viso particolare, inusuale fra le genti di Kirial. Un viola che or diviene pi? scuro a causa delle tenebre che riserbono quei luoghi freddi ed umidi. «Dovreste tentare con le teche pubbliche.. Venir qui, a tentativi.. Rischierete di non incontrarla mai.» Sentenzia dunque, a mo di consiglio. Disinteressata, si avvicina ad una finestra che da sui giardini. «Per ora, non mi avete disturbata pi? di questa pioggia.»
23:29 Raphael : [ Rovine ] ...lascia che il proprio corpo vada ad appoggiarsi ad una roccia o comunque ad un qualche rudere abbastanza grande da poter essere usato come sostegno al proprio corpo, mentre lascia che un profondo sospiro venga liberato dalla sue labbra cosi da condensarsi in una nuvola di vapore che via via andrebbe a dissiparsi nell'aree...[mh? ] un semplice mugugno, un semplice commento a quelle parole, prima di voltar lentamente il capo verso di lei, cosi da donarle la parte del corpo, il fianco e il viso, cosi che il proprio occhio possa inquadrare la figura..che ora, alla fioca luce del loco ma che per lo meno no ha l'impedimento della pioggia, appare in tutta quell'elegante e oscura bellezza, fascino misterioso..[ non comprendete? ] domanda ancor curioso mentre la destra verrebbe portata al mento cosi da prenderlo tra pollice e indice ed iniziare cosi a massaggiarselo con calma, chiaro segno e avvertimento di un inizio di ragionamenti mentali abbastanza contorti...alla precisazione delle pubbliche teche..be...solo allora un lieve sogghigno andrebbe a manifestarsi dalla sua figura , capo che verrebbe lentamente scosso [ non credo che chiunque mo abbia commissionato il lavoro passi per le pubbliche teche..? qualcosa di fino e che ? meglio non mostrare e far sapere ai pi?..]facendo spallucce come se nulla fosse...[siete per caso la guardiana di questo posto? ] domanda curioso prima di portarsi verso di lei ed inichinarsi profondamente e abbastanza teatralmente..[perdonamente -»
23:30 Raphael : [ Rovine ] -»*perdonate la mia poca gentilezza e garbo...sono Raphael...] niente di pi?, niente di meno..
23:51 Edelwen : [ Rovine ] Non dona sguardo a lui, si concentra maggiormente sui giardini e sulla pioggia che continua a cadere e con maggiore intensit?. Le parole dell'umano riecheggiano in quel luogo spoglio, privo di vita, che acquisisce maggiore misticismo grazie alla notte e alla pioggia. Annuisce appena al suo dire, ma non risponde. La mano destra, vicino alla finestra, si allunga col palmo rivolto verso l'alto. Sente le gocce di pioggia cadere, picchiettare la pelle con la loro freddezza. La raccoglie cos?, senza troppa fretta. Non commenta oltre su quella dama misteriosa, come se la cosa non la tangesse pi? di tanto. La mano destra, dopo qualche attimo, viene ritratta e portata al viso. Lascia scivolare quelle gocce raccolte verso le labbra, inumidendole. Non ricerca il ristoro di una bevuta. E' un gesto come un altro, dettato da una sua consuetudine. Alla sua domanda, si volterebbe verso di lui. Dona le spalle alla finestra ed alla flebile luce lo fissa. «No» Risponde con tono basso, calmo ed altrettanto freddo «Sono un ospite fra queste mura.» Rimane vaga, non specificando esattamente quali mura. Il suo inchino poi la lascia un momento in silenzio. Lo fissa, da capo a piedi, ascoltandone il nome. Attimi di silenzio, in cui sembra pensarci sopra. Forse a recepire quel nome. «Il mio nome ? Edelwen.» Sentenzia infine, chinando appena il capo. Non aggiunge titoli, o famiglie. In fondo, non ne aveva.
00:04 Raphael : [ rovine-?? ] ..permane in quella posizione, con la gamba destra all'indietro rispetto alla posizione della sinistra, ginocchia leggermete flesse e busto chinato in avanti, mano destra vicino al petto e sinistra che vien aperta verso l'esterno con il braccio teso...e finalmente ecco che la sconosciuta par donargli un qualcosa, un informazione, che andrebbe semplicemente a far comparir un sorriso enigmatico, ma divertito e compiaciuto su quel viso d'apparente angelo..[ molto piacere Lady Edelwen..] ritornando con calma in posizione retta ora, portando nuvoamente le mani a sistemarsi il mantello sul corpo cosi da celarlo alla vista della fanciulla..[ che non foste di queste terre...be...lo avevo anche notato..] un sorriso mellifluo verso di lei, chinando rispettosamente il capo [ ma state tranquilla..lo sono anche io, quindi di certo non sono uno che giudica o altro..] facendo spallucce prima di tornare a voltarsi in direzione della zona fuori da quelle rovine, cosi da scrutare nell'ombra e nella pioggia ogni movimento..ed un bagliore, una luce lontana ma che via via si va ad avvicinarsi...occhio che si assottiglia di quel tanto che basta da mettere a fuoco quella figura che or riconosce come colei che aspettava [per gli dei alla fine si ? degnata di manifestarsi..]sospirando profondamente per poi voltare il cpao in direzione della donna [ scusatemi..ma a quanto pare il vero appuntamento di lavoro ? arrivato..]abbozzando un sogghigno sommesso[ ? stato un piacere discorrere con voi milady-»
00:05 Raphael : [ rovine-?? ] -» a presto...e state attenta..anche se..]voltandosi e dandole cosi le spalle [ credo che in questi luoghi vi sentiate come a vostro agio..] una semplice sensazione e congettura la sua prima di mettersi la mano destra sul cappuccio cosi da calarlo sul viso, ed infine uscire..[end]
00:12 Edelwen : [ Rovine ] L'osserva nel rimettersi a posto da quell'inchino. Non esprime le medesime emozioni, rimanendo impettita e distante. Come se osservasse quel mondo da una finestra e non vi appartenesse. Non ricambia il sorriso, muovendosi ora lungo la linea che la separa dalla pietra su cui ha abbandonato le sue armi. Non risponde, come se non stesse ascoltando. Come se tutto ci? non la sfiorasse minimamente. Con delicatezza ed innata eleganza, va a sedersi sulla pietra, cos? come aveva fatto fuori da quell'edificio prima che si mettesse a piovere. Lo sguardo si sposta su di lui, alla sua esclamazione. L'osserva, forse non comprendendo o forse non volendo commentare. China semplicemente il capo in sua direzione. «Naamarie.» Saluta, usando la propria lingua, poco curandosi se quel saluto sia o meno conosciuto. L'osserva avviarsi, ritornare sotto la pioggia. FIno a quando non svanisce dalla propria vista. E' solo allora che andrebbe a distendersi lungo la pietra, poggiando la schiena e facendo aderire per bene le spalle. Gli occhi andrebbero a socchiudersi per qualche attimo. Non ricerca il proprio riposo. Non deve dormire. La notte ? ancora giovane. Ascolta semplicemente il suono della pioggia all'esterno e quello delle gocce che cadono all'interno delle rovine. Lascia che la musicalit? della natura l'accompagni e che sia l'unico suono a riecheggiare fra quelle mura.