19:25 Malwie : [ sentiero ] Quella dormita l'ha davvero rimesso in sesto. Certo, contribuisce il fatto che si sia lavato, cambiato, pettinato etc etc. Da bravo elfo un po' vanitoso, sotto sotto, lo ?. Ma non ? questione di vanit?, ? questione di presenza, ha la sua dignit? di elfo lui, quando non ? troppo in pezzi per dimenticarselo. Come ora ad esempio, tutto composto e serioso che scivola leggero nel bosco. Non ? proprio invisibile, non ? vestito da ?caccia?. Come al solito indossa varianti della stessa tenuta: stivali pantaloni e tunica, in tonalit? chiare. Ha una cinta legata in vita ed un pugnale infoderato sul fianco destro. Un vecchio pugnale, dall'impugnatura logora, che pare pi? un coltellaccio per l'orto che un 'arma di offesa. Il cappuccio non ? calato sul bordo, i capelli sono nuovamente legati in una morbida e pratica treccia, lunga fino ai reni. Ha chiesto ad un uccellino di cinguettare che sarebbe venuto nei boschi, verso il tramonto, visto che il cielo finalmente ha deciso di schiarirsi. Ed infatti ecco qui, placido che avanza lungo il sentiero nella luce arancione che sembra infiammare la foresta.
19:29 Edelwen [ Albero | Pressi sentiero ] Il sole volge oltre l'orizzonte. V'? ancora un che di aranciato, mentre le tenebre calano. Il silenzio del bosco ? piacevole. Fra freddo, ma l'assenza di nubi o vento rende il tutto pi? pacato. E' qui che l'animo dell'elfa si sente a casa. Seduta ai piedi di una grande e antica quercia, osserva sul limitare del bosco la citt? in lontananza. Le luci delle case iniziano ad accendersi, le vie vengono illuminate. E' lontana, distante, non riesce nemmeno a percepire i rumori. E' da quella distanza che potrebbe apparire anche piacevole alla vista. Peccato che sia di forgia umana, e non presentano la grazia e l'eleganza del suo popolo. Non si trova esattamente al bordo della foresta, ma in una posizione tale da permanere vicino al sentiero che si inoltra al suo interno. Era li, che attendeva. L'arco era pronto per quella notte, in cui sicuramente avrebbe cacciato. Risiede a terra, disteso, insieme alle frecce e la faretra. Dei passi poi le fanno sollevare le palpebre alla ricerca di chi l'aveva convocata. Lunghi capelli blu notte circondano il viso di un rosa scuro, violaceo. Occhi bianchi, simili alla luna, vanno a cercare il suono dei passi. «Malwie» Chiama, con voce passa, ben udibile da chi possiede un udito fine.
19:36 Malwie : [ sentiero ] Segue il sentiero, con passo svelto delle lunghe e agili gambe, nonostante non sia per nulla affrettato. Anzi, quasi calmo, rilassato. La violetta ? appassita nel corso della giornata e, per tanto, non l'ha pi? con s?. Che fin abbia fatto, boh..non si sa. Solleva lo sguardo in direzione della voce, drizzando le orecchie al suono di una voce familiare. [Edelwen, mae govannen.] L'espressione si distende debolmente in un sorriso. In modo discreto, come solito fare nel suo popolo riservato e pacato. ?E [Cominciavo a credere che vicino alla citt? degli uomini non splendesse mai il sole.] Commenta, forse addirittura serio, chiss?. Il tono ? come come sempre morbido, la voce dolce e melodiosa in quella lingua che sembra stata inventata per assecondare il canto degli uccelli. I suoi passi prendono a muoversi in direzione della Kaldar.
19:42 Edelwen : [ Albero | Pressi sentiero ] Il passo leggero dell'elfo si mescola con quello del sottobosco, come se solo loro potessero entrare in comunione perfetta con quella natura. Nel suo avvicinarsi ed al suo saluto, porta le mani vicino ai fianchi. Le posa sul terreno, palmo rivolto verso il basso. COn un movimento lieve e leggero, si da una spinta per mettersi in piedi. Calzoni scuri, cos? come la casacca, che fasciano interamente il corpo, aderendo alle forme proporzionate in quei due metri ed oltre di altezza. Il mantello cade lungo il corpo, ondeggiando appena per i movimenti. «Mae govannen, Malwie..» Saluta, andandogli incontro. Un'espressione curiosa ? dipinta sul viso della Kaldar [E] «Il tempo ? inclemente in questo periodo.. Ma presto cambier?, ne sono certa.. » ANnuisce piano, riferendosi al giungere della bella stagione. Si ferma, osservandolo nel suo avvicinarsi. [E] «E' accaduto qualcosa?» Chiede con una nota di curiosit? in quella voce calma, dallo strano accento.
19:52 Malwie : [ sentiero ] La avvicina, affiancandola ad un discreto passo o due di distanza. Ha voglia di camminare, di muoversi, per tanto con un semplice gesto la invita ad unirsi a lui. Sorride delicatamente, la sua serenit? ritrovata dopo questa lunga giornata. Si potrebbe dire, che ? tornata a fiorire in lui assieme al sole.?E [No, ma la mia mente ed i miei pensieri si sono lentamente schiariti.] con un cenno del capo indica il cielo terso. ?E [come il sole ha fatto con la giornata.] Prende un grosso respiro, come volesse inspirare a pieni polmoni tutto il profumo di questi boschi. Come volendoselo imprimere per bene nella mente fintanto che ? qui. ?E [Non avete trovato problemi lungo il ritorno, spero?] E' una domanda non domanda, una di quelle affermazioni inquisitorie.
19:58 Edelwen : [ Albero | Pressi sentiero ] L'avvicinarsi di lui si fa chiaro. Un paio di passi, insieme, in quei luoghi fatti solo per chi riesce ad apprezzerne la bellezza. Ritorna quindi verso l'albero. Afferra la faretra con la dritta, sollevandola lentamente per non far cadere le frecce dal nero piumaggio. La mancina invece va a cercare l'arco corto. Con la grazia donatale dalla sua razza, andrebbe a portare la faretra dietro la schiena, appoggiando la tracolla sulla spalla. L'arco invece viene mantenuto dall'impugnatura, braccio basso e teso, la corda verso l'interno a sfiorare la coscia. [E] «Ne sono lieta.» Risponde con un lieve sorriso sulle labbra andando cos? ad affiancarlo. Solleva gli occhi candidi su di lei, annuendo piano [E] «Nessun problema.. Sebbene quelle strade siano peggio di un labirinto..» Lamenta lei, con tono basso. Non avevano bisogno di urlare. Le voci si mescolano al suono melodioso del canto degli uccelli. Si zittisce infine, lasciando che la compagnia dell'elfo rilassi quell'animo da cacciatrice, che col calar delle ombre si desta.
20:07 Malwie : [ sentiero ] Ha l'aria rappacificata, non allegra n? felice, ma appare sereno, tranquillo, placido. Cammina sena fretta, con tutta la calma di questo mondo, volgendo il capo nell'ascoltare il dire altrui ed annuisce alla sua affermazione. ?E [Dite il vero.] Concorda con la Kaldar. Prosegue quindi in silenzio, riportando lo sguardo innanzi a s? nel salutare gli ultimi raggi del sole. Lui, al contrario dell'elfa, ? qui per salutare il giorno che se ne va, non la notte che cala. Sebbene oggi abbia un po' rovesciato i propri equilibri giornalieri lui infatti ? figlio del sole e del giorno, dei pallidi raggi dorati che scaldano questa terra. Ad un certo punto si ferma, volgendo lo sguardo al sole che ormai si ? ridotto ad una sagoma indistinguibile di luci rossastre dietro agli alberi e alle fronde. Lo sguardo sembra perdersi in quei colori, nuovamente equilibrato. Non del tutto limpido, ma privo del tormento che ha accompagnato il suo sonno nel tempio.
20:14 Edelwen : [ Albero | Pressi sentiero ] Ella appare pure tranquilla, come se nessun pensiero potesse scalfire quel viso marmoreo. Annuisce appena, volgendo lo sguardo davanti a s?. Gli alberi scorrono di fianco a loro. Si mantengono ad una distanza tale da non sfiorarsi nemmeno, seguendo dogmi imposti o semplice cortesia ed educazione. A lungo permangono in silenzio, fin quando l'elfo non interrompe il proprio incedere per volgersi verso il sole. Quella notte sar? priva di luna, inadatta anche sol per girare per la foresta. Ma ella non poteva farne a meno. Si avvicina, lo affianca sul lato sinistro. Volge anche lei quegl'occhi strani, bianchi come la luna, profondi come il tempo. Poi si volta ad osservare il viso dell'elfo. Studia il suo profilo, lasciando che per un momento lo sguardo ricada in quello suo sebbene non la stesse osservando. Nulla dice, ritornando sull'orizzonte distante. Il silenzio li avvolge, in quel tramonto che lentamente volge alla sera.
20:21 Malwie : [ sentiero ] Qualcosa su cui raramente l'umanit? coglie il tempo di soffermarsi. Solo quello, l'attimo, l'istante in cui il sole svanisce ed il crepuscolo prende dominio del cielo. Quante volte ? rimasto a guardare, eppure nei secoli non si ? mai stufato di questo spettacolo di luce celeste. ?E [Visto dietro le mura ? di una malinconia infinita.] commenta, senza distogliere lo sguardo dal punto dove, all'orizzonte, il sole ? scomparso oltre terra e fogliame. Con il sole non se n'? andata anche tutta la luce, l'aria rifrange i raggi dell'astro anche se esso si ? gi? andato a nascondere. Ancora deve passare il tempo del crepuscolo, dei crepuscoli per gli amanti del tecnicismo. Ma ? indubbio che, senza luce, sar? una bella impresa tornare indietro, crepuscolo o no. Dopo degli altri attimi in silenzio sposta il viso verso l'elfa, con quel sorriso appena appena accennato, discreto. ?E [Sono senza luce.] Non ? per nulla preoccupato il tono, in realt
20:28 Edelwen : [ Albero | Pressi sentiero ] Il cielo muta. L'arancio si tinge di blu, le prime stelle iniziano a comparire sul manto celeste. Ma non c'? alcuna luna. Quell'astro che accompagna la Kaldar sin da quando ? nata. Riposa, celata nelle tenebre, senza donare il suo candore alla figlia delle stelle. [E] «Anche quei giardini paiono tristi.. Sebbene la vita sia rigogliosa.. Non ? libera d'essere come desidera..» Commenta piano, in un sussurro lieve. Alla sya affermazione, scosta lo sguardo dal tramonto. [E] «E siete disarmato..» Commenta, come volergli fare un appunto. Il tono tuttavia ? calmo, pacato. Il sorriso ? ancor sulle sue labbra. [E] «Se desiderate, fin tanto che c'? luce vi accompagno verso la citt?.. Una volta li vicino, le luci vi guideranno.. Ma almeno non rischiate di incappare in qualche animale o malintenzionato..» Muove appena la mano che tiene stretto l'impugnatura dell'arco corto, smuovendolo appena. La sua non era una reale proposta. Lo avrebbe seguito comunque, da lontano. Era un modo per chiedergli il permesso, pi? che altro.
20:37 Malwie : [ sentiero ] Torna a guardare lo stesso punto da dove ? svanito il sole, con espressione mesta, perfettamente tranquillo. Sorride pacato, lieve, sentendola ingiungere anche sul suo essere praticamente inerme. ?E [In realt? non lo sono.] Specifica, il leggero peso del pugnale sul fianco destro. ?E [...ma la cosa non fa molta differenza. Non ho mai usato questo pugnale all'infuori di banali scopi quotidiani.] Praticamente un pugnale tramutato in coltello multiuso il suo. Dopotutto c'era da aspettarselo. Intreccia le mani dietro la schiena, con fare calmo, mentre accenna qualche attento passo, sfruttano il crepuscolo finch? questo dura. ?E [Davvero? Vi ringrazio.] Non sembra mortificato dalla proposta di essere eventualmente protetto o difeso dall'elfa. Dopotutto la loro ? una societ? paratiraria, lei ? una cacciatrice, lui coltiva piante medicinali.