10:44 Malwie : [ tempio abbandonato/panca ] C'? temporale su Kirial. C'? sempre temporale su Kirial. Fortunatamente ha trovato riparo in questo piccolo tempio abbandonato. Dentro fa freddo, ma lui ? ben avvolto nel mantello, e troppo esausto per preoccuparsi pi? di tanto della propria comodit?. E' disteso lungo una panca, girato su un fianco, con le spalle all'ingresso. E' tutto avvolto nel mantello, cappuccio compreso tirato bene in capo per mantenere il calore corporeo. Gran cosa i mantelli, all'occorrenza sono letto, coperta, e riparo da pioggia, sguardi, sole. Oggetti intelligenti. Il suo ? di un colore blu notte ed, al momento, ? tutto stropicciato. Al di sotto indossa abiti invernali e chiari, pantaloni e tunica, alti stivali marroni. Il braccio destro ? piegato sotto al capo, il sinistro ? posato vicino al petto e, tra le dita della mano, tiene vicino al volto una violetta che comincia a dare i primi segni di appassimento. Dorme. Un respiro leggerissimo, l'espressione placida. C'? qualcosa di triste nella sua figura, nella sua espressione, come se sul suo volto si fosse da non molto asciugato un silenzioso e segreto pianto.
10:46 Edelwen [ Pressi Rovine ] Il vento sospinge le nubi, con l'irruenza della natura. Le fronde degl'alberi producono suoni melodiosi. Quando ecco che il primo tuono della giornata rompe quel silenzio e quella pace. Violento, riecheggia con furore sulla citt?. Si riscuote dal suo sonno la Kaldar. Aveva ricercato un posto riparato, ma quella mattina s'era decisa di rimanere un p? al sole, a lasciare che la propria pelle venisse scaldata dal calore raro del sole in quella stagione. Sussulta appena, a quel forte rumore. Un occhio si apre, sollevandolo verso il cielo. L'iride ? bianco, non troppo innaturale sebbene molto particolare e strano ai comuni abitanti di quella citt?. Lunghi capelli scuri circondano il viso affilato e appuntito. Blu come il mare, di un profondo e scuro colore che richiama la natura. La pelle invece ? tutto fuorch? comune. Liscia, levigata come marmo e priva di imperfezioni, si presenta nel colore dei lill?. Le prime gocce di pioggia iniziano a cadere sul viso, e nonostante tutto il vento si placa un p?. Qualcosa viene mormorato dalle labbra piene, violacee. Si ridesta dunque, in quel sonno interrotto bruscamente. Scosta la schiena dal tronco dell'albero sotto cui aveva deciso di riposare. Si mette seduta. Non ha visibilmente fretta, abituata alle interperie, forgiata dalla natura. Lentamente, si andrebbe a sollevare quindi da terra, lanciando un occhio alle rovine del tempio, contro cui poggiava quel tronco.
10:54 Malwie : [ tempio abbandonato/panca ] Gli abiti hanno l'aria di essere di pregiata fattura, si direbbe curato nell'aspetto se..se solo la stoffa non fosse tutta spiegazzata malamente. Sembra che, con quegli abiti, ci abbia dormito la notte, e non solo. I lunghi capelli sono morbidamente legati in una lunga treccia, abbandonata dietro la sua schiena, contro la panca. Lunga fino ai lombi, serpeggiante in quel suo riposare contro il legno del suo duro letto improvvisato. A guardarla bene, per?, questa ? tutta sfatta. In effetti l'elfo ha l'aria di aver passato una nottataccia, eppure nonostante ci?, nonostante la stanchezza e la malinconia che il suo volto sembra emanare, vi ? nel profondo qualcosa di estremamente sereno e placido, come se fosse stato, in qualche modo pacato. Ci? ? visibile solo da vicino, ovviamente, sul suo volto dormiente, parzialmente coperto dal cappuccio ma non del tutto nascosto. Vento e tuoni coprono la gran parte dei rumori e lo fanno oscillare dentro e fuori dal dormiveglia. I suoi occhi per? rimangono chiusi, il piccolo fiore tenuto vicino al naso.
11:02 Edelwen : [ Pressi Rovine ] Le mani si posano sull'erba. Con un gesto lieve e morbido, si fa forza sulle ginocchia per rimettersi in piedi. Il viso viene sollevato verso il cielo, lasciando che alcune gocce vadano a bagnarlo. SOcchiude gli occhi, sendendo il freddo e la natura sulla pelle violacea. Un sospiro, prima di ritornare a muoversi. Le palpebre si dischiudono, lasciando che gl'occhi del colore della luna si posino sulle rovine. Si volta e con cautela si avvicina verso l'ingresso diroccato. Era li che lo aveva lasciato, il suo arco. Protetto dalle interperie. Cos? che aveva lasciato dormire il Valdar, lei che la notte non aveva bisogno di farlo. Lo aveva visto scosso. Talmente tanto, da non avvicinarsi, da lasciarlo dormire rimanendo nell'ombra, senza farsi vedere. Umetta le labbra, sentendo il sapore della pioggia sulla lingua. Un piede viene mosso, portandolo su di una di quelle pietre, sollevando la sua gi? alta figura. La mano destra va quindi a poggiarsi sull'arco, su di una delle pietre. Uno sguardo al Valdar, che nonostante tutto sembra continuare a dormire. Un sorriso lieve si dipinge sulle labbra. «Malwie». Tenterebbe di chiamare, con voce bassa e melodiosa, tipica del suo popolo. Non vuole farlo sobbalzare, non come aveva appena fatto lei. Rimane in equilibrio su quella pietra, vestita di abiti semplici composti da una casacca blu notte ed un paio di pantaloni scuri. Il mantello ? poggiato sulle spalle, aperto. La pioggia si abbatte ancora su di lei, ma il tocco ? piacevole sulla pelle.
11:11 Malwie : [ tempio abbandonato/panca ] E' come se non volesse svegliarsi, se rifiutasse categoricamente di tornare del tutto al mondo della coscienza. Non vuole dar retta ai tuoni, al forte vento. Il viso si muove un poco contro il braccio ripiegato sotto al capo, il naso sfiora delicatamente quei petali che ormai cominciano a sentire il bacio della morte. Inspira a fondo, quel profumo di violetta, ed un leggero sorriso distende le labbra, rilassando l'espressione sul suo volto. Pu? ignorare il mondo finch? vuole, finch? si tratta della voce di Illyalis, che siano tuoni o sia il canto degli uccelli, ? un sottofondo che non turba il suo animo. Infatti, a convincerlo ad uscire da quel suo rifugio della coscienza, ? una voce che chiama il suo nome, non la furia che il cielo scatena al suolo. Gli occhi si aprono, passando da un buio ad una luce fioca, una luce di sole coperto e neri nuvoloni, una luce da temporale che di tanto intanto sfavilla di lampi. La sagoma, da informa che era, si mette a sedere sulla panca. La mano tira via il cappuccio dal capo rivelando, nel suo voltarsi verso l'ingresso, la treccia un po' scompigliata ed un volto di chi si ? appena svegliato. ?E [Edelwen? Cosa ci fate qui?] Una punta di sorpresa in quella sua voce calma e controllata, leggermente modificata dal risveglio. Si guarda un po' attorno, cercando di farsi un quadro. Numi, era davvero sfinito.
11:21 Edelwen : [ Pressi Rovine ] Un nuovo tuono riecheggia. Gli occhi candidi si soffermano sulla figura dell'elfo. Attende che si desti, senza ancora avvicinarsi. Rimane in silenzio, lasciando che la mente vaghi distante per alcuni attimi. Torna alla sera precedente, sentendo nuovamente la rabbia per com'era stata trattata. Sul viso, una lieve smorfia. Il destarsi poi dell'elfo, la riporta alla realt?. Entra all'interno del tempietto. Alcune gocce di piggia cadono al suo interno, gocciolando copiose. Ma le fronde degli alberi creano un fitto tetto di foglie e rami. Sorride a quelle sue parole [E] «Ero venuta a cercarvi, in citt?.. Ma non vi ho trovato» Inizia col dire, col narrare l'accaduto. Si avvicina piano ad una delle pareti, lasciando una certa distanza fra lei e la panchina [E] «Diciamo.. Che non sono riuscita a ritrovare la strada per il Bosco, con quel mal tempo.. E sono capitata qui.» Solleva lo sguardo verso gli alberi [E] «Cercavo un luogo per ripararvi ed evitare che altri umani interrompessero la mia notte.» Il commento ora ? pi? duro e freddo [E] «Vi ho trovato che riposavate e non volevo disturbarvi. Sebbene credessi che avevate una dimora qui, o un qualcosa di simile..» Commenta un p? titubante, cercando di non essere troppo scortese. Inclina appena il capo, lasciandogli il giusto spazio per riprendersi e destarsi dal suo sonno.
11:29 Malwie : [ tempio abbandonato/panca ] La mancina non lascia andare il fiore, continua a stringerlo con delicata attenzioni fra le sottili dita. La destra invece viene fatta passare sul volto, come un panno con cui asciugarsi dall'acqua. Si alza in piedi, un movimento fluido e sciolto, elegante ed aggraziato come ci si aspetta di vedere in un elfo. Il mantello oscilla alle sue spalle e l'elfo si prende un istante per darsi una ramazzata agli abiti stropicciati. ?E [Numi, devo sembrare stravolto.] Sospira con voce delicata che, nell'essere nuovamente riutilizzata, torna ad essere morbida, sebbene riservata. Si appende la violetta ad un'asola della tunica, come la scorsa notte. Cambia solo che ora i petali sono scuri e cominciano ed essere cadenti. ?E [Avreste dovuto svegliarmi. Vi avrei aiutata.] Non ? un rimprovero il suo. Le dita di allungano alla treccia che, delicatamente, viene sciolta nel tentativo di dare un senso alla propria figura, tornare il distinto elfo di sempre. ?E [S?..In effetti sono momentaneamente alloggiato alla locanda del drago blu.] Si getta dietro la schiena i lunghi capelli, con le braccia allargate e ripiegate dietro la nuca mentre ancora districa il peggio. ?E [Ma ? stata una lunga notte e..non volevo passarla fra mura di pietra.]
11:40 Edelwen : [ Pressi Rovine ] Gli concede il giusto spazio, andando ad appoggiare la schiena contro il muro del tempio in rovina. Le bracia vanno ad incrociarsi al petto. Li, in quella zona, sono pi? riparati dall'interperie del vento e della pioggia. Sebbene il suono dei tuoni non pu? essere in alcun modo filtrato. Mantiene un lieve sorriso sulle labbra. [E] «Non vi preoccupate. Sembravate a pezzi..» Commenta al suo stato, scuotendo appena il capo. [E] «Mi domando come possiate fare a rimanere qui, in mezzo a questi...» Ricerca una parola, ma forse ce ne sono troppe [E] «esseri rozzi..» Ed ? stata cortese, lei [E] «Ieri una mezzosangue che ha iniziato ad additarmi, come se le avessi fatto qualcosa... Come se non bastasse il fatto che esista..» Commenta, abbassando la voce, pi? contrita e fredda. [E] «Un umano che voleva a tutti i costi che parlassi con loro.» Fa quindi una pausa, sbuffando [E] «Per essere lasciati in pace, cosa bisogna fare fra queste mura?» Chiede con sommo sarcasmo e fastidio per il trattamento che le era stato riservato. Gli occhi tornano a studiare l'elfo, mentre sistema la propria figura, rendendola impeccabile come ogni volta vi si ? posato lo sguardo della Kaldar. [E]«Capisco.. Siete sembra un p? scosso ieri..Nel sonno..» Come ad intendere che era li, forse a vegliare su di lui, nella casualit? del loro incontro. [E] «Che vi ? successo?» Domanda infine, fissandolo con maggiore intensit
11:48 Malwie : [ tempio abbandonato/panca ] L'elfo lascia ricadere liberi i lunghi capelli. Ora che non sono pi? legati nella spettinata treccia nemmeno si nota pi? che hanno l'urgente bisogno di un pettine. Sono perfettamente lisci e ordinati, all'apparenza setosi e morbidi, come in effetti sono. La differenza ? che al tatto potrebbero notarsi mille minuscoli nodini che, alla vista, sono nascosti. Si liscia nuovamente gli abiti e, infine nuovamente se stesso, compie pochi passi verso l'elfa. Non la avvicina del tutto, rimanendo ad una discreta ed educata distanza. ?E [Avete detto altri uomini. Vi hanno disturbata? Cos'? successo?] Sembra prendere nota con approvazione dell'arco, annuendo tra s? e s?. Con tutte queste cose strane che sembrano accadere in questa citt?.. Solleva poi lo sguardo, con una leggerissima nota di stupore. Lascia un po' andare la rigidit?, davanti alla parirazza, mantenendo sempre un certo contegno e controllo, ma permettendo a qualche leggerissimo accenno di espressione di comparire sul suo volto. Probabilmente un umano non noterebbe la differenza, sempre esagerati loro, in ogni cosa. ?E [Da quanto siete qui?] Domanda, prima di fare un sospiro leggero e abbassare lo sguardo sul fiore, con un sorriso delicato e distante dal retrogusto amarognolo, mentre le sfiora con delicatezza. »
11:48 Malwie : [ tempio abbandonato/panca ] »?E [Non lo so con esattezza. Qualcosa di strano, bello e triste. Qualcosa che sembrava vero ma che non poteva esserlo.] Torna ad osservarla, con un mesto sorriso appena accennato. ?E [In realt? quello che mi ha sfibrato ? stato portare un umano incosciente fino al lazzaretto, dai quartieri poco a nord di qui.]
12:00 Edelwen : [ Rovine ] La mano destra sale al viso, andando a sfiorare e giocherellare con una ciocca blu in modo distratto. [E] «Un umano e due mezzisangue..» Usa quel termine, poich? per ella non dovrebbero nemmeno essere concepiti esseri simili. Mezzelfi sarebbe elevarli ad un grado fin troppo alto, nella comunit? a cui appartiene. [E] «Ho chiesto di esser lasciata in pace, ma l'umano credo che non capisse nemmeno la sua stessa lingua.» Ironica nel suo dire. lo sguardo va ad accarezzare le frecce, il piumaggio nero che le contradistingue. [E] «Alla fine uno di quei mezzelfi se l'? portato via, promettendogli cibo..» Indecifrabile la sua espressione. Doveva essergli grata? Rialza lo sguardo alla sua domanda, sbattendo un paio di volte le palpebre. [E] «Eravate gi? qui quando sono giunta.. Sono rimasta fra queste mura fin quando non ? apparsa l'alba e non ha smesso di piovere.» Fa poi una pausa, ristudiando la domanda [E] «Se intendete qui in citt?... Comunque, da ieri sera.» Non molto, dunque. Umetta le labbra, ascoltando poi le parole dell'elfo, or pi? vicino ma sempre ad una distanza educata. Come se entrambi non potessero fare a meno della propria natura. Perlepessa ? l'espressione che andrebbe a dipingersi sul viso. [E] «Questa citt? ? strana...» Sentenzia infine, scuotendo il capo [E] «e le persone che la abitano.. lo sono anche di pi?..» Non sa se mantenere un tono grave, divertito.. E' ancora perplessa.
12:07 Malwie : [ tempio abbandonato ] Non s'inoltra in spiacevoli discorsi sui mezzosangue, si limita a darle un'occhiata intensa ed approfondita, come se scandagliasse il suo intero corpo alla ricerca di qualcosa di fuori posto. Ma sembra essere illesa, pertanto lui di rimando pare rilassarsi un poco sebbene mantenga quella postura eretta. Gli occhi tornano su di lei con maggior calma, soffermandosi su lineamenti che sono fin troppo familiari. Annuisce alle sue parole, gravemente. ?E [Se qualcuno vi provoca noie andate dalle guardie cittadine. Purtroppo le leggi degli umani...non sono paragonabili alle nostre tradizioni. Ma fate comunque attenzione, non ? un posto sicuro e tranquillo come la casa del nostro popolo.] Sembra concordare con il suo punto di vista, a proposito della stranezza del luogo e degli abitanti. ?E [Intendevo entrambe, credo.] risponde pacatamente, spostandosi verso una grossa pietra caduta al suolo, sedendovici sopra. ?E [Davvero, avreste dovuto svegliarmi.] Le sorride gentilmente per?, come se in realt? stesse ringraziando per non averlo fatto.
12:17 Edelwen : [ Rovine ] Ne ascolta il dire. Un tuono risuona nuovamente, in quella furia degli elementi. Non sembra rispondere subito, come se stesse in effetti pensando. Stringe le labbra, scostandosi infine dal muro. Le braccia ricadono lungo i fianchi, con morbidi e molli movimenti. Muove il passo, avvicinandosi e sorpassando il masso su cui si era seduto l'elfo. Va a ricercare una di quelle che un tempo erano delle finestre. Osserva da li i giardini. [E] «Lo terr? a mente.. Sebbene non confido sulla loro velocit? di reazione.. » Fa una pausa, scrollando le spalle minute. [E] «E per come l'avrebbero raccontata.. Sarei passata io dal lato del torto.» Sbuffa appena. In fondo, era lei ad aver estratto per prima l'arma. Per? era anche vero che l'umano era almeno il triplo di lei in quanto muscoli. Un sorriso va a disegnarsi sulle labbra della Kaldar, che per il momento dona le spalle all'elfo. [E] «Ed ora sareste pi? stanco di prima.. » Scuote il capo, voltando quindi le spalle alla finestra per tornare indietro sui propri passi. Si ferma nei pressi della roccia, senza abbassarsi. Alta, longinea, perfettamente proporzionata in ogni suo punto, non appare stramba per quella natura che ha reso i Kaldar differenti dai cugini. [E] «No, non era il caso..» La mano sinistra tenterebbe ora di posarsi sulla spalla dell'elfo, con un gesto lieve. [E] «Vi avrei tenuto sveglio, con le mie lamentele.» Commenta con gentilezza ed una nota di divertimento.
12:26 Malwie : [ tempio abbandonato ] Puntella i piedi sulla pietra, piegando le ginocchia al petto in modo da posarvi sopra le braccia. Le dita si intrecciano fra loro, innanzi al busto. Dita delicate ed affusolate, non vi ? traccia di calli sui suoi palmi. Sebbene come ogni elfo che si rispetti sappia tirare d'arco ? evidente che non ? un maestro dell'arte, n? del combattimento o della caccia. Le sue dita servono altri scopi. L'interno del tempio ? come un piccolo paradiso, un'isola serena circondata dalla furia della tempesta. E' fastidioso, ma di tempeste ne ha viste miliardi nei secoli di vita, questa non ha nulla di diverso. Non conosce i dettagli dell'incontro-scontro, quindi si limita soltanto a dirle ?E [Se ne avste necessit? potrete cercare l'ambasciatrice Ithil, al palazzo nobiliare. O la sua guardia personale.] Le sorride., prima di proseguire pi? serio. ?E [E fate bene ad essere diffidente ma..con i tempi che corrono non si pu? mai essere certi.] Il suo sguardo pacato la segue, nel suo andirivieni. ?E [Acuta osservazione.] Commenta all'evidente ragionevolezza delle parole di lei. Lui, fra tutti, ? proprio l'ultima persona al mondo a poter reputare strambi i Kaldar. Alla fine annuisce semplicemente, lasciando che la sua mano si posi, prima di tornare con lo sguardo sugli occhi candidi dell'elfa. ?E [E' piacevole la vostra presenza in questa citt
12:40 Edelwen : [ Rovine ] La mano permane ancora qualche attimo sulla sua spalla. E' un tocco lieve, leggero, atto a voler confortare il parirazza che in quella notte aveva ricercato la pace in quella piccola oasi all'interno della cacofonica citt? di Kirial. [E]«Ithil... Comprendo..» Annuisce piano col capo. [E] «Qualora, far? il suo nome.. O la cercher?. Vi ringrazio.» Un sorriso si dipinge sul viso violaceo. Ricambia il suo sguardo, rimanendo alcuni istanti a fissarlo. Come se non provasse vergogna o pudore. L'espressione sul suo viso ? pi? serena, meno truce e fredda di com'? solitamente. [E] «Vi ringrazio, Malwie.» China il capo, scostando infine la sua mano. Sembra esser una cacciatrice fra le sbarre. Non riesce a star ferma in un solo punto. Or si muove, scandendo un passo lieve e morbido, appena percepibile ad elfico udito. Si avvicina verso la faretra e l'altro lasciati in un angolo vicino al muro. [E] «Non mi sarei avvicinata nemmeno, a questa citt?.. Se non avessi incontrato voi.» Commenta con somma sincerit?, senza la minima vergogna. Ferma, diretta, senza peli sulla lingua. Spalle diritte, portamento fiero, di chi invece ha passato la vita a cacciare, a sopravvivere. Si china dunque, andando ad afferrare la faretra per la tracolla. Lieve ? il suono delle frecce che si muovono a quel gesto, toccandosi fra loro. Al suo interno, v'? anche l'arco che aveva smontato prima di riporlo. [E] «Verr? a trovarvi, sebbene preferisca venire qui, piuttosto che in altri luoghi.» Si volta quindi verso«..»
12:40 Edelwen : [ Rovine ] «..» verso di lui, facendo passare la farestra a tracolla, diagonalmente. Movimenti lenti, per evitare che le frecce dal nero piumaggio cadano e si perdano in quel pavimento sconnesso.
12:46 Malwie : [ tempio abbandonato ] Rimane pacatamente seduto, fermo come se fosse scolpito nella pietra, ma non rigido come questa. Piuttosto la sua postura sembra rilassata, l'espressione placida e tranquilla. La osserva in silenzio, separarsi e prepararsi ad andarsene. ?E [Sarebbe bello se tornaste, s?.] Si guarda attorno, quel posto abbandonato e decadente che ? stato per gli elfi un riparo ed un'oasi nella tempesta, non solo atmosferica. ?E [E' un buon posto..bader? a tornarci di sovente.] Le sorride, prima di aggiungere. ?E [Se dovessi passare per il bosco di Erendyl far? in modo di farvelo sapere.] Dopotutto, chi se non gli elfi hanno modo di comunicare facilmente? Baster? chiedere ad un uccellino di cantarle all'orecchio, dopotutto. ?E [Grazie. Per la veglia e le parole dell'altro giorno.] Non accenna ad alzarsi, evidentemente ha intenzione di restare nel tempio ancora qualche tempo.
12:54 Edelwen : [ Rovine ] Sistema al meglio la faretra dietro la schiena. Il cappuccio poi viene tirato sul capo, in modo da nasconcere i capelli blu notte ed in parte il viso violaceo. V'? un sorriso gentile. Annuisce alle sue parole con palese calma [E] «Sono certa che ci rivedremo, Malwie. Farebbe piacere anche a me, se passasse dal Bosco.» Un p? a testa, in fondo. [E] «Naamarie..» Saluta, chinando il capo coperto. [E] «E.. Non ringraziatemi» Scuote infine il capo, con quel gesto secco e morbido al tempo stesso. Con lentezza poi inizia ad avviarsi, allontanarsi. Attraversa quell'arco che fa da ingresso alle rovine. L'acqua va quindi a bagnare il cappuccio del mantello. Leva lo sguardo bianco, candido come le soffici nuvole estive. Per nulla strano, in tutto il complesso che la compone. Si lascia alle spalle l'elfo, rincuorata da quella presenza, risanata dalle sue parole. Il passo inizia a muoversi lungo il sentiero che conduce li. Spalle dritte, mento alto. Lascia che il vento la sferzi, senza piegarsi. Si allontana, proseguendo lungo i giardini, per perdersi nuovamente nelle strade o forse per trovar di nuovo la via per il Bosco.
13:02 Malwie : [ tempio abbandonato ] Annuisce, con l'ombra di un sorriso sul volto, seguendo i suoi movimenti sicuri e morbidi. [Naamarie] Risponde, osservando la sua sagoma scivolare fuori dal tempio, sotto il temporale. Si alza in piedi poi, dopo qualche attimo di fermo silenzio, e si avvicina ad una delle finestre, la stessa che prima era occupata da lei. Lo sguardo si perde all'esterno, assorto, nuovamente neutro e placido. Rester? qualche attimo qui, ancora un po'. Nel silenzio e nella solitudine, nel ricordo di quel piccolo fiore che lentamente gli avvizzisce al petto. Lo osserva qualche istante, sfiorandone i petali cadenti, poi torna a guarda la tempesta che infuria fuori da quel piccolo tempio abbandonato.