21:11 Theia [ piazzetta/portici ] Nevica imbiancando la citt?,rendendo quel semplice luogo magico alla vista di chi non ha mai posato lo sguardo su Kirial. Sorride nel suo vestito femminile,ha imparato che ? scomodo ma questa scomodit? la fa sentire stranamente bella. La grezza lana verde ricade sino alle caviglie,e la veste si stringe nel punto vita mostrando una figura longilinea dalle forme morbide. Le maniche lunghe coprono i sottili polsi ma ancora trema nonostante il mantello di pelli di coniglio dal pelo grigio. [?.]si diverte a lasciar piccole nuvole di vapore nell?aria,come fumo che si fonde con l?etere. I lunghi capelli dai toni pi? scuri del rosso sono raccolti in una treccia spessa dai fiorellini bianchi sistemati un po? ovunque. Occhi neri,in cui ? difficile distinguere le pupille dalle iridi si spostano veloci oltre il porticato dove lei cammina. Lo scoiattolino l?ha seguita oltre il bosco e sosta sulla sua spalla destra impaurito dai rumori che come lei,non conosce?.
21:20 Askold : [ piazzetta/portici ] segue con estrema calma la donna divertito da quell'atteggiamento curioso avido di scoprire e conoscere nuove cose. Nonostante sia palese dal suo stupore che non ? pratica di quel mondo non sembra affatto a disagio «Ti piace» domanda semplicemente riferendosi alla citt? o meglio alla parte di citt? che i due possono scorgere con la loro vista. «Questi sono i boschi dove solitamente vivo io, e pi? o meno sono tutti cosi» riferisce con sicurezza alla donna, visto che anche egli ? nuovo di quella citt? ma poco male la trova simile alle altre viste durante i suoi viaggi «stai molto bene» aggiunge poi notandola vestita come una normale donna di citt?, e difatti se probabilmente l'avesse conosciuta in tal frangente non l'avrebbe mai ricondotta a quell'elfa dalla natura selvaggia e fuggevole.
21:26 Theia : [ piazzetta/portici ] «si ? bianca!»ovviet? che per? fa sembrare il tutto pi? naturale e meno mosso dalla mano umana. Sorride scorgendo i pochi passanti e si ferma ad osservare la neve che cade posandosi sul manto bianco che avvolge quel luogo «sei andato via» dice,iniziando a prendere dimestichezza con quella lingua che conosce quanto basta per farsi capire,infatti proferisce quelle tre parole i n modo dolce e melodioso,quasi fosse elfico «credevo perso tu» si c?? molto da apprendere ancora ma gli sorride fermandosi per osservarlo meglio «ti piace?»rigira la domanda al muscoloso uomo
21:36 Rhys : [ Piazzetta/ Portici della sfiga ] La neve cade, forte, violenta. La gente cerca di proteggersi da quel vento e quegli schiaffi innevati che arrivano da un bullo invisibile. Il Maestro alchimista sta uscendo da quello che sembra un emporio di erbe. «Grazie, grazie, lieta serata, si, e salutatemi vostra sor?no ho sbagliato emporio!» dice poi chiudendo subito la porta dietro di se. Un respiro profondo osservando ora l?ampolla che si trova tra le mani. All?interno si trova un rametto di qualche pianta. Si morde il labbro inferiore facendo un sorriso divertito « Finalmente ho tutti gli ingr?» e si blocca alzando lo sguardo e notando quell?ondata di maltempo «Perfetto, perch?? Perch? doveva andare tutto bene oggi?» dice poi sbuffando sonoramente. No non ci pensava nemmeno a muoversi fuori da quel porticato. Attaccandosi al muro, muovendosi lateralmente cerca di non farsi colpire dalla neve. Alla fine addosso ha solo una maglia blu, un paio di pantaloni chiari e degli stivali di cuoio. Al collo, in bella mostra ha il suo Tiaimil, il suo catalizzatore in oro bianco con al centro, incastonata, una pietra di Diaspro Rosso. Si umetta ancora le labbra guardandosi a destra ed a manca. Non notando nessuno che conosce si muoverebbe sotto quel tetto, avvicinandosi inavvertitamente ad Askold e Theia che si trovano proprio in quel loco.
21:37 Askold : [ piazzetta/portici ] Continua a passeggiare incurante della neve che cade. Figlio di una trib? nordica ? abituato a sopportare temperature decisamente pi? pungenti, inoltre i vestiti fatti di pelli e cuoio svolgono bene la loro funzione. Difatti sono strategicamente indossate per coprire le parti pi? utilizzate da un guerriero. I polsi, cinti da filamenti di rigido cuoio, i piedi racchiusi da pesanti stivali e una casacca che copre giusto il torso per tenere caldo quella parte del corpo bisognosa di protezione. Tutto il resto ? di dominio pubblico lasciando chiaramente ben visibile il fisico forgiato dai numerosi inverni e dal duro lavoro di lotte combattute pi? che altro a mani nude, visto che l'arte delle armi ? maggiormente praticata in eserciti regolari e non in trib?. «Si, ? piu bella di quelle che ho visto fin ora» replica in modo semplice come sempre in modo che la donna possa comprenderlo «Sono andato via da un altra citt? e ho trovato te nel bosco» spiega evitando di raccontare alla donna la sua storia, sia per non tediarla, sia perch? ? estremamente difficile raccontare minuziosi particolari utilizzando poche semplici parole acquisite dalla donna nei pochi giorni passati al bosco.
21:46 Theia : [ piazzetta/portici ] Sguardo nero si porta su Rhys,lo osserva pochi istanti incuriosita,poi torna a guardare Askold «non avere freddo?»lei in tutta risposta trema come una foglia sospinta dal vento ma sorride ancora annuendo alle sue parole «si bella ma nessun albero vicino »spiega a suo modo quella lontananza da casa «cosa cerchi qui?»aggiunge andando a nascondere le mani nel manto. Le mezze puntute sono nascoste dalle ciocche che sfuggono alla treccia andando ad incorniciare il pallido e delicato viso di lei. Nuovamente si sporge andando ad incontrare la figura del mezzelfo che cammina nella loro direzione,solleva la mano in un saluto fanciullesco quanto efficace
21:52 Rhys : [ Portico ] Fa un respiro profondo ed ecco una nuvoletta di vapore condensarsi davanti alle sue labbra. In mente gli viene un Cerchio alchemico. Un mezzo sorriso immaginando i suoi nuovi esperimenti ed ogni altra scoperta sensazionale che potrebbe fare. Continua a camminare lateralmente chinando la testa di lato nell?osservare quella ragazza salutarlo con la mano «La conosco? Non la conosco? Salve!» nel dubbio. Alza la manina e saluta con il suo solito sorriso sornione, mentre socchiude gli occhi nel farlo, osserva ora anche l?Omone. Deglutisce ora pensando a quanto potrebbe fargli male se lo prendesse. «E?lieta giornata anche a voi messere?» Essere educati, essere educati a volte salva la vita. Rimane vicino ai due, giocherellando con l?ampolla tra le mani. Nevica troppo forte per permettergli di passare il ponte sul fiume e tornare in Accademia. No, avrebbe dovuto aspettare che almeno si plachi un poco la tempesta. « Bella giornata vero?» dice poi verso all?umano ed alla pari, stringendosi nelle spalle. No non riesce proprio a stare zitto. Si morde il labbro inferiore mentre si va a toccare il suo Tiaimil, strofinando con l?indice ed il pollice della dritta quella pietra rossa, Ricordo della madre e sua fonte di potere. Un lungo sospiro alzando gli occhi verdi come un prato estivo verso le nuvole e la neve che scende gi? inesorabilmente.
21:54 Edelwen [ Piazza ] Cade la neve in forti raffiche, senza avere il tempo di depositarsi sulla pavimentazione. Viene scossa quella figura. Le nuvole coprono il cielo, ma ? solo grazie alla fioca illuminazione umana composta da lanterne schermate che alla Kaldar viene concessa un minimo di luce per sfruttare le proprie capacit?. Il mantello copre interamente quell'alta figura che raggiunge e supera i due metri di altezza. Sfuggono al suo controllo i lunghi capelli, che le sferzano il viso. Nasconde fra le pieghe del manto abiti molto tradizionali, tipici della propria stirpe. Una lunga casacca blu notte, dal colletto alto e dai fini ricami argentei. un paio di pantaloni scuri, attillati intorno le gambe. Una cintura stringe la vita al di sopra della casacca, in cuoio nero e dalla fibia argentea. Ma nulla di tutto ci? ? visibile ad un prim'occhio poich? celato da quel mantello che vuole proteggerla dal freddo. A tratti, ? visibile la pelle. Non ? chiara, diafana. Al contrario, tende ad essere violacea, un colore intenso, insolito da quelle parti. I capelli sono di un blu scuro, simile alle profondit? marine. Ma gli occhi. Sono quelli che catturano maggiore curiosit? o timore dall'umana stirpe. Bianchi, lattei, eppur vivi. Chiaro segno ch'ella non ? cieca ? l'andatura rigida e marziale. Le braccia sono strette intorno al corpo. S'? persa. Nel bosco questo non sarebbe successo. Reca con s? un arco, smontato e riposto all'interno della faretra che porta a tracollo sulla schiena.
22:01 Askold : [ piazzetta/portici ] sorride al dire della donna «Freddo solo nella tua testa, il corpo si adatta a tutto» risponde dapprima alla domanda alla quale ? pi? semplice dare una risposta successivamente dopo una breve pausa aggiunge «Ci sono molti alberi guarda» replica portando il dito indice ad indicare le case «sono tutte fatte con alberi, ma trattengono molto meglio il calore , le chiamano case, o capanne» successivamente va a portare una mano nella tasca dei pantaloni e ne estrae un pezzo metallico scintillante «sasso scintillante, mia trib? uccisa per questo pezzo lucente, non puoi trovarlo nei boschi, ma nonostante non sia buono da mangiare, con questo sasso tu puoi avere tutto quello che trovi in bosco, pelli, cibo, una casa fatta di molti alberi, e anche un posto dove dormire... pi? sassi lucenti hai pi? cose puoi avere, tieni prova» replica allungando quella moneta trovata chi sa dove verso la donna. «Io non so cacciare come te, ma so utilizzare molto bene una spada, e in queste citt? danno molte monete a chi sa utilizzare spada capisci?» cerca di spiegare pi? o meno come funziona la politica in una citta finch? non viene interrotto da Rhys «Nel mio paese bel tempo, freddo si sente appena. Dove possiamo trovare sassi lucenti per comprare pelli e cibo, Theia ha freddo» chiede senza scomporsi piu di tanto andando subito al sodo, evitando quelle che dovrebbero essere le inutili convenzioni umane di presentazione e insulse domande di rito atto a conoscersi.
22:05 Theia : [ piazzetta/portici ] Askold parla e lei arriccia il naso contrariata «alberi hanno foglie e frutti?.qui non vedere foglie e sassi fanno male,inutili non puoi mangiarei?..strani?.»termina quell?ennessimo responso criptico .Ed ecco sopraggiungere verso di loro Rhys a cui dona un ingenuo sorriso. Sguardo che si porta sull?ampolla «a cosa serve?»chiede indicandola,ignorando ogni umana convenzione «ah io sono Theia e lui ??beh lo dice lui?»i grandi occhi neri vengono spalancati quando vede il ciondolo «io visto gi?,mia madre aveva uno bianco?.»stesso ciondolo pietra diversa,e il caso vuole che quella pietra sia gelosamente conservata da lei ma solo la pietra tondeggiante,avendo perso tutto il resto nel bosco «si bello,neve ? bella?.e dentro mura ? bello» dolce e delicato il tono ma le parole sono scelte un po? a caso,quanto basta per farsi comprendere. Zittisce alla vista dell?elfa e arretra facendosi idealmente scudo con la figura di Askold che la sovrasta per altezza e mola «elfa?.»mormora seccata
22:16 Rhys : [ Portico ] Rimane fermo ad osservare la neve. La voce dei due entra all?interno delle mezze puntute di Rhys. Inarca un sopracciglio guardando Askold, si umetta le labbra rimanendo un poco intorpidito dal suo strano modo di parlare « Cosa scusate?» Poi, l?ultima frase ha senso ed annuisce?« Ah, Theia siete voi?» E la riposta giunge proprio dalla ragazza. Annuisce prendendo la mantella che porta sempre con se « Copritevi con questa?» le dice poi porgendo quel capo alla ragazza. Poi ridacchia alle sue parole « Ah si? Mi spiace ma non pu? essere come questa qui! » China la testa di lato. Sa bene che alla morte del Mago anche la pietra con la collana spariscono diventando polvere? Lo vide con la madre tempo fa.. per? poi si ferma, non pu? essere stata rubata, anche perch? la collana stessa se toccata da qualcuno a parte il proprietario quella persona viene paralizzata all?istante, e, infine, non pu? essere sua in quanto non ci c?? nessuno scritto riguardante una maga sparita con una pietra bianca. Continua comunque a sorriderle quando giunge la figura di Edelwen. Alza lo sguardo, verso quella figura che Theia riconosce come ?Elfa? e gi? questa parola non gli sta molto a genio. Ma cos? alti non li ha mai visto. La lingua saetta sul labbro superiore attendendo che ella faccia qualche gesto o presenti qualche parola ai tre?
22:20 Edelwen [ Piazza ] Procede. Nulla e nessuno potrebbe interromperla in quel suo avanzare. Il passo marziale continua, come se nulla potesse interromperla. Non cade lo sguardo sulle figure che si apprestano su quella piazzetta. Chi va, chi viene. Chi incrocia il proprio cammino o semplicemente coloro cui lei passa davanti. Mento alto, spalle dritte, in quella posa che ha un che anche di altezzoso. Voci la raggiungono. Voci che ella ignora poich? poco le importa. Una volta al riparo al di sotto di quei portici, volgerebbe le spalle al muro per rivolgersi verso l'area della piazzetta. Stringe le labbra, carnose in quel viola intenso, in un'espressione contrita, di disapprovazione. Torce probabilmente illuminano la zona, o lanterne che concedono alla propria razza il dono di poter vedere con la minima fonte di luce. Come se la luna brillasse in alto nel cielo. La voce della mezzelfa cattura parzialmente la sua attenzione. Sente quell'unica parola, pronunciata con astio. L'iride bianco latte viene posato a osservare quelle tre figure. Attenta, guardinga, ma non priva di un certo risentimento per quell'atteggiamento. Umetta le labbra, rimanendo immobile come una statua, lasciando che il vento scosti il mantello intorno la sua figura. Si intravedono le vesti attillate, che corrono ed avvolgono quel corpo scattante, atletico, proporzionato a quella bizzarra altezza. Sbuffa appena, scostando lo sguardo da lei. Il cappuccio, in una folata di vento, scivola dal capo, lasciando cos? visibile i capelli «...»
22:20 Edelwen [ Piazza ] «...» blu notte, la pelle viola come quei fiori selvatici, gli occhi attenti e candidi come la luna, e quelle lunghe e affusolate orecchie, che la rendono una Kaldar in tutto e per tutto.
22:29 Askold : sbuffa spazientito «sassi lucenti!» la vena del collo si contrae odia non essere compreso, d'altronde ? stato sempre compreso chiamando quegli strani oggetti rotondi in tal modo «questi!» mormora allungando la moneta che Theia non ha preso verso Rhys «dove trovo uomo che da questi in cambio di protezione?» viene poi distratto dal nascondersi di theia e lo sguardo volge verso quell'alta ma esile figura «Non sembra forte, perche ti nascondi?» proferisce ignorando ovviamente le reali motivazioni del gesto della mezza «Lei potrebbe capire la tua lingua, e la mia, utile per comunicare» esordisce alzando il tono della voce che ora viene rivolto verso la figura che li ha completamente ignorati «Orecchie a punta!» cosi la appella trovando quella diversit? fisica che non lascer? nessun dubbio a coloro che potrebbero brulicare la piazza, cosi l'elfica figura potr? essere certa di essere il soggetto designato di attenzione «Avvicinati!» tono imperioso che chiaramente non ammette diniego di alcun tipo. Attende seppur il piede destro cominci a picchiettare, spazientito della mancata risposta di Rhys e di quella scarsa comunicazione che sta decisamente facendo perdere tempo a tutti gli interessati.
22:33 Theia : [ portici ] Annuisce alle domande del mezzo e sorride quando pone la sua mantella a riscaldarla «grazie»risponde austera,ha appena imparato a dirlo e difatti lo scandisce con perizia,beata dal suono di quella semplice parola. Non risponde a nessuno,ma fissa la sua attenzione sull?elfa ingoiando a vuoto visibilmente spaesata. Una mano richiama l?attenzione di Askold «elfi non vogliono Theia» gli sussurra prima di rivolgersi a Rhysb«molto simile,io ne volevo una ma avuto solo pietra da madre?elfa» e si intuisce che ? a disagio quando Askold richiama l?elfa e scuote il capo nervosa spostandosi per andar ad affiancare Rhys «testa dura!»gli mormora contro sbuffando «io non voglio parlare con lei» ammonisce stringendo le spalle e corrugando la fronte
22:42 Rhys : [ Portico ] Ascolta il tono di Askold cambiare. China la testa di lato e pone le mani in avanti « Piano piano! Ho capito! Ho capito!» immaginandosi gi? quel pugno farlo sprofondare nel terreno. Deglutisce sonoramente facendo un mezzo sorriso all?uomo « Vi ci porto io?» Ora non nevica pi? ma c?? pioggia che, forse, ? anche peggio. Il rumore delle lacrime del cielo scendono gi? e colpiscono il portico come in una lontana nenia. Vede il dire di Theia e le sorride cercando di darle un buffetto sulla testa. «Ah, una simile? Interessante»Le dice prima di vederla avvicinarsi ancora di pi?«Non vi preoccupate. Tenete, giocate con questa?» e dicendo questo le darebbe l?ampolla. No, non la sta ritenendo una bambina ma vedendola cos? terrorizzata e cos? non incline a parlare ha cercato un modo per farle pensare ad altro « ? un rametto magico, questo pu? fare tante cose.» Conclude poi in un sussurro. Gli occhi verdi osservano l?Umano e poi si girano verso Edelwen. Se avesse fatto qualcosa di strano lo stesso Rhys avrebbe fatto qualcosa. Il nostro Maestro Alchimista rimane comunque con quel sorriso stampato in volto. Come si dice? Buon viso a cattivo gioco? Beh, sicuro il Mezzo ce l?ha. Ha visto tante cose strane nella sua vita, magari questa volta ha incontrato un Elfo, o Elfa in questo caso, che ? contro l?epurazione o, anche meglio, non ? per niente Razzista nei confronti della sua razza.Ancora non parla verso la Kaldar attendendo che sia lei che dimostri di essere interessata ad un dialogo
22:45 Edelwen : [ Piazza ] Dona loro il profilo. Li ignora. Le parole vagano nell'aree e lei lascia che scorrano come il fiume che percorre il Bosco. Il vento intanto diminuisce d'intensit?. Le temperature sembrano alzarsi appena. E' qualcosa di appena percettibile. La neve muta, non riuscendo pi? cristallizzarsi in quei fiocchi. Inizia cos? a piovere. Lo scenario muta, e sembra pi? malinconico, triste, come se una musica di sottofondo si levasse, fra quelle abitazioni e solo lei potesse sentirlo. Sembra estraniarsi dal luogo. Appena prossima al perimetro della piazzetta, allunga la mano. Anche questa ? viola, di un colore che nonostante tutto sembra naturale. Il palmo ? rivolto verso l'alto, in modo tale che le gocce di piogga cadano sulla sua mano. Attende, in silenzio, lunghi attimi, prima di portare la mano verso il viso. Le punte delle dita vengono avvicinate alle labbra, in modo da saggiare quelle gocce d'acqua. Socchiude perfino le palpebre, dimentica per il momento delle tre figure. Le ignorerebbe bellamente, se non fosse per le parole pronunciate prima dall'umano e poi dalla mezzelfa. Gli occhi permangono chiusi. «Perch?.. pensate che io desideri colloquiare con Voi?» La voce ? bassa e ferma. Presenta un accento strano, diverso da quello del popolo di Kirial. Esotico. Lentamente risolleva le palpebre. «Non chiamatemi nuovamente.. Orecchie a punta.» Fa una piccola pausa, osservando Askold da capo a piedi, per poi risalire sulla sua figura «Umano.» Sprezzante il tono, facendo un cenno su di «..»
22:45 Edelwen : [ Piazza ] «...» facendo un cenno su di lui. Lo sguardo carezza poi i due mezzelfi. Lunga pausa. Non dice nulla tuttavia e come se non esistessero torna a osservare la pioggia.
22:56 Askold : [ piazza ] «Bene!» esclama solamente quando finalmente rhys decide di collaborare o comunque comprende finalmente il cruciale punto della situazione. Il volto per? precedentemente pi? rilassato si increspa nuovamente alla successiva saccente risposta dell' elfa, che non solo comprende le sue parole, ma continua a ignorarli volutamente «Orecchie lunghe inutili» esclama verso i due, attribuendo quella mancata collaborazione forse a un difetto fisiologico. «Resta qui vado a prenderla e te la porto» Senza ovviamente attendere risposta si appresta a incamminarsi verso l'elfa poco distante che decide di fissare la pioggia. Avanza chiaramente minaccioso in tutta la sua mole, poco propenso alle buone maniere o all'utilizzo della parola «Orecchie a punta dico a te!» intima nuovamente per sincerarsi che la donna non abbia volutamente deciso di ignorarli , ma sia stata solo una mancata comprensione dovuta alle diversit? di lingue.
22:59 Theia : [ piazza ] La neve smette di cadere ed ? una fastidiosa pioggia che scende a bagnare la piazzetta. La osserva,ascoltandone la nenia e afferra l?ampolla donatale da Rhys,il suo nuovo tesoro. La osserva distraendosi accogliendo il colpetto del pari razza che fissa senza parlare. Espira piano quando l?elfa le rivolge parola ma in riposta solleva appena il mento voltando il viso altrove. Mancina si allunga tirando Askold per le braghe «non parlare» gli intima stranamente marziale,il tono da dolce diviene serio,a tratti acido e infastidito. La sente ma non risponde forzandosi per imporsi di non girar il capo verso di lei. Sgrana le iridi quando il nordico si sposta nella sua direzione ed ? ora che la stizza diventa troppa e piedini punta a terra «no!» stridulo e soffocato e arretra tra i porticati poggiandosi ad una colonna restando tuttavia con lo sguardo su Rhys verso cui scandisce «andare via»?..
23:08 Rhys : [ Piazza ] Ascolta le parole dell?uomo e vede la ragazza divertirsi con il suo nuovo tesoro, poco male sarebbe andato a comprarne di nuovo. Sente le parole di Edelwen e fa un respiro profondo di sollievo. «Ecco, vedete, perch? dovrebbe? Lasciamola tranquilla, magari ha altro a cui pensare!» cerca in questo modo di distogliere l?attenzione di Askold dall?elfa ma invano. Continua a percepire i suoi dei due e la cosa non gli piace. Stringe il catalizzatore nella mano destra cercando di riflettere e poi vede Theia scandire quelle parole. I passi del Mezzo diventano veloci cercando di intromettersi tra il bruto e la splendida Kaldar cercando di mettere le mani in avanti per fermarlo « Ha detto di non chiamarla cos?, non chiamatela cos?, lasciamola in pace!» Direbbe poi verso Askold per cercare di farsi ascoltare. Non vuole vedere diatribe, discussioni, litigi, ma soprattutto non con un Elfo. Bene, cosa poteva andare peggio in quella giornata?« Ma se andiamo da qualche parte a mangiare qualcosa?» Non sa come bloccare l?uomo nella sua traversata verso Edelwen cercato anche di essere aiutato da Theia sebbene siano in difficolt?. Rimane in silenzio infine cercando di fissare Askold e tentare di fermarlo.
23:12 Edelwen : [ Piazzetta|Portici ] La pioggia cade. Intensa, priva di alcuna logica. Produce quel suono magnifico per la Kaldar, che vorrebbe solo ascoltarla, lasciarsi cullare. Ma le note vengono interrotte nuovamente dalla voce rude dell'umano, che stridente va a infastidirle le orecchie con la sua lingua grezza, rude. «E allora.. Par che io non abbia verbiato?» Chiede verso di lui, senza voltarsi. Ne sente i passi, la grossa mole che vuole avvicinarsi a lei. E' istintiva nei suoi movimenti. Il passo, come una danza, andrebbe a spostarla al di fuori dei portici, li dove la piogga sferza la piazza. Si muove agile, con l'intenzione di distanziarsi da lui. Come se stesse giocando. Come un predatore a caccia, che vuol attirare la preda. La mano destra, le lunghe dita affusolate, salgono verso il viso, spostandosi tuttavia dietro la nuca, a sfiorare il pennaggio nero di una delle frecce che carica la propria faretra. «O forse sei cos? ottuso da non comprendere le mie parole? Eppur mi pareva di parlare la tua lingua?» Sprezzante, continua a muovere la lingua dando volontariamente del Tu all'umano, mentre le dita tenterebbero di afferrare infine la freccia per estrarla. Non esce l'arco. Non era pronto per incoccare freccie. La punta catturerebbe le luci, riflettendosi in quel metallo. «Io non voglio avere nulla a che fare con Voi.. Men che meno con la vostra concubina. «Lle n'vanima ar' lle atara lanneina» "Sei ridicolo". La voce par pi? melodiosa, ore che le parole vengono pronunciate nella sua lingua natale. «--»
23:12 Edelwen : [ Piazzetta|Portici ] «...» Nota poi il mezzelfo «Io non voglio nulla da voi.» Sentenzia infine, sentendo la pioggia rigarle ora il viso, contrito in una maschera seria, ferale.
23:24 Askold : [ piazza ] Le parole di theia chiaramente non lo scalfiscono per nulla, difatti come un treno procede nella sua avanzata verso la donna che non dista poi molti metri, probabilmente trascinerebbe la piccola mezza con se, qualora si attaccasse alle sue brache come leggero fardello da portare, ma ella desiste e si va a nascondere lontano. I toni accesi dell' elfa sono come color porpora negli occhi di un toro che ora emette fiato dal naso «Allora lo fate apposta» sibila iniziando a far roteare il braccio destro come un mulinello pregustando gi? una bella amichevole rissa per far amicizia con l'elfa decisamente timida finch? non si trova davanti il povero rys che appiattisce le mani sul suo petto «avete detto mangiare qualcosa?» mormora dando la precedenza allo stomaco vuoto, come ogni guerriero che si rispetti, prima i bisogni pi? impellenti e poi l'aspetto ludico, inoltre un pasto caldo di quei tempi non si rifiuta mai «fai strada ti seguiamo e poi mi porti dall'uomo che regala sassi scintillanti in cambio di protezione» par essersi convinto infatti desiste e resta fermo in attesa che Rhys si muova «tu aspetta qui orecchie tappate» ecco che le ha dato ascolto, difatti ha gi? mutato il soprannome rivolto verso l'elfa «faremo amicizia pi? tardi»
23:27 Theia : [ piazza ] Assiste alla scena seguendo Rhys per fermasi a pochi passi da loro. Arriccia piano il nasino osservando l?elfa ne percorre i tratti del viso e del corpo espirando appena per nulla infastidita dalla pioggia che la bagna «concub??» non conosce quella parola,del tutto priva di malizia. Ma avanza quando la sente rivolgersi verso l?uomo che nonostante tutto rientra tra i suoi affetti. Labbra si schiudono in risposta ed ? molto pi? fluida ora che parla quella che nonostante tutto considera la sua lingua [E]« Antolle ulua sulrim» (Moolto vento fuoriesce dalla tua bocca) dolce e melodiosa la voce eppure rigido il tono. E ancora aggiunge [E]« Lle tela?(hai finito?) si avvicina ad Askold infastidita non poco «andare via io?» un cenno del capo verso Rhys prima di voltare le spalle e allontanarsi stringendo la piccola ampolla tra le candide mani. Sente il cuore battere pi? forte,tanti anni a fuggire dagli elfi ma non ? mutato il loro modo di farla sentire invisibile?Non si cura di ci? che accade dopo,continua per la sua via?
23:42 Rhys : [ Piazza ] Finalmente l?omone si ferma. Si umetta le labbra facendo un respiro di sollievo. China la testa di lato « Si vi porter? dove vi pagheranno, per? ora andiamo?» Dice poi notando Theia gi? allontanarsi con la sua boccetta. Un cenno di diniego con la testa prima di indicare la strada ad Askold. Ode infine le parole dell?Elfa, non si gira, le da le spalle « Io neanche voglio qualcosa da voi.» Lapidario nel parlare come se non ci fosse nessuna emozione in quelle parole « Non voglio problemi nella mia citt??» le dice soltanto girandosi verso di lei con la testa e mezzo busto. Le mostra un leggero sorriso socchiudendo gli occhi « intesi?» Non attende una risposta tornando a parlare con l?omone « Andiamo in locanda, offro io?» Poi l?avrebbe portato al Bordello, dove un buttafuori in pi? non avrebbe mai fatto schifo alla sua Vicaria, neppure uno come lui. Si blocca per? nel camminare girandosi questa volta completamente verso Edelwen « Ah, non mi sono presentato, Rhys, Rhys moonshadow, Maestro Alchimista del Regno di Kirial» Non favella poi attendendo le reazioni dei due, cercando comunque la figura di Theia sperando che non sia sparita del tutto.
23:50 Edelwen : [ Piazzetta|Portici ] Sembra che nessuno abbia notato la freccia, che or tenta di far agilmente scorrere e ruotare fra le dita della mano destra fino ad afferrarla con una presa che vuol essere salda. Fissano i suoi occhi bianchi le tre figure. Inizia seriamente a non comprendere quella razza. Ottusi, stupidi umani. «Io lo faccio apposta?» Chiede, alzando la voce di un tono. Solleva il mento, facendo cos? cenno sull'umano. «Insulti, pretendi.. E sono io che lo faccio apposta?» Domanda con quel tono retorico. Sbuffa poi, emettendo una nuvola di vapore. Le orecchie vengono solleticate dalla voce della mezzelfa, che parla in quel che dovrebbe essere la propria lingua natale. La schiena si raddrizza. «Non ho nemmeno iniziato» Risponde, lasciando che un sorriso si dipinga sulle labbra viola, divertita ma non bonaria. Si passa la freccia fra le dita, tornando a farla roteare. Indice, medio, anulare.. Poi ripete, facendola saltare con un ritmo preciso, misurato. «Elandili» Si rivolge a Rhys, chiamando "mezz'elfo" nella propria lingua. «Non desidero creare problemi.» Sentenzia, fredda come il ghiaccio, come la notte che sta trascorrendo. Afferra saldamente la freccia, per riporla nuovamente nella faretra «Dovreste dire ai vostri amici» Calca quell'ultima parola «allora di non crearvi problemi nella vostra citt?.» Fa un cenno del capo verso loro «Volevo essere lasciata in pace. Non mi hanno ascoltata. Questa, a casa mia, ? istigazione.» Gli occhi bianchi sono ora fissi su Rhys. Ne scorge il viso, «...»
23:50 Edelwen : [ Piazzetta|Portici ] «...» , i lineamenti tipici di quegl'abomini. Non c'? alcun velo di allegria in quel volto, marmoreo, serio. «Io non ho fatto nulla.» Sbuffa quindi dalle narici, sollevando il mento in un gesto altezzoso. Si volta dunque, senza aggiungere altro. Inizia semplicemente a camminare, con passo veloce al di sotto della pioggia. Il cappuccio ? ancora calato, il vento la sferza. Ma il calore dell'adrenalina ancora l'attraversa. Chieder? a qualcun altro, come tornare al Bosco. [E] «Sapevo... Che Quel Valdar era un folle.» Borbotta poi nella propria lingua, lasciandosi alle spalle il barbaro ed i due mezzosangue. Non un saluto, non un gesto. Torna a ignorarli, tornando nel proprio mondo.
00:05 Askold : [ piazzetta ] Le parole dell'elfa cosi come lo stuzzicadenti che tiene nella mano vengono totalmente ignorate e non per maleducazione o disinteresse ma per la meravigliosa frase detta da Rhys, che ha trovato il punto chiave. Quell' "Offro io" lo riporta a grandi abbuffate , tali pensieri vengono tradotti con un semplice sfregare le mani con aria compiaciuta e un lieve fiotto di bava che esce dalle pronunciate mascelle, abituate a mangiare tutto crudo o semicrudo senza troppi convenevoli o artifici di arte culinaria «Cosa aspetti signore della citt?, devi avere molti pezzi luccicanti per permetterti tutto questo» seppur conosca la lingua ? chiaro che non comprende appieno metafore , titoli nobiliari , o aggettivi possessivi inerenti ad un contesto pi? ampio di quello che ? il semplice significato letterario. Similmente non si rende minimamente conto che l'appellativo usato verso l'elfa ? per ella volgare e insidioso insulto. Differenti modi di fare e abitudini che si mescolano in una miscela esplosiva, gestita per? abilmente dall'alchimista che ha saputo con abile intelletto separare i componenti « Donna strana, in mio paese noi uscire per combattere o bere assieme, non per restare soli» spiega con semplicit? all'alchimista l'assurdit? dello strano modo di fare dell'elfica figura, apprestandosi chiaramente a seguirlo nel giro che egli ha gi? predisposto.
00:15 Rhys : [ Piazza ] Ascolta le parole dell?elfa ed a lei che si riferisce « Infatti parler? anche con questo mio ?amico?» e sottolinea quella parola ad Edelwen « ma voi avete anche alimentato la situazione, quindi non dite che non avete fatto nulla?» poi si blocca vedendola andare. Un brivido dietro la schiena per il freddo e la pioggia. Troppo elfico ha sentito quella sera « Comunque vi auguro una lieta notte » Come educazione impone. Si volta verso Askold cercando di dargli una pacca sulla spalla « andiamo, ho tanta voglia di un poco di birra» Conclude poi entrando alla fine quasi sicuramente nelle grazie del Barbaro. Theia non si vede pi?, ed ? andata via con la sua radice. Poco male, l?importante ? che la situazione si sia calmata. Dovr? parlare con Askold, dovr? dirgli certi modi di comportarsi e cercare di renderlo meno ?pericoloso? « Provenite da fuori vero?» domanda poi verso di lui, una domanda prettamente scontata ma che lui gli dona lo stesso mentre inizia a camminare. «Questa situazione cambier??» sussurra poi a se stesso cercando con gli occhi Edelwen. Forse si sarebbero incontrati, forse avrebbero anche parlato. Ne dubita il Mezzo che mette le mani nelle tasche dei pantaloni. Se solo ci fosse una soluzione per tutto?
00:35 Askold : [ Piazza ] Rimane perplesso alle parole del mezzo elfo «Fuori?» scuote la testa « No io provengo dal bosco signore della citt?» cosi lo appella associando ad ogni persona un soprannome «quanti uomini avete ucciso per avere tutto questo?» mormora guardandosi intorno mentre cammina a destra e a sinistra «eppure non sembrate cosi forte come dovreste» replica associando logicamente la citta al denaro, il denaro all'uccidere gli uomini, e chiaramente l'uccidere gli uomini ad una notevole prestanza e resistenza fisica, e l 'alchimista non sembra possedere nulla di quelle virt? , cosi prosegue quella passeggiata sotto la pioggia che per il nordico umano non ? altro che una tipica giornata comune, visto che da dove proviene le temperature raramente si aggirano al di sopra dello zero.