01:28 Malwie : [ Sala Mortuaria ] Le luci della sala mortuaria sono accese, la porta ? accostata ed una lama di luce, soffusa, falcia la notte. Non c'? nessuno, i membri dell'ordine in turno lo hanno aiutato a portare il corpo della mannara qui dopo di che, concedendo loro il tempo per salutare la loro collega, compagna, amica...l'elfo ha chiesto di essere lasciato solo. E cos? ? stato. Forse sar? l'espressione distrutta che ha in viso, lui, l'algido ed austero Primo Cerusico, con il volto rigato da lacrime silenti e l'espressione infranta. Dolore, palpabile e ben visibile sui suoi lineamenti. O forse il suono rotto della sua voce, appena bisbigliata, pregno d'una emozione senza nome. O il suo aspetto, ancora. Sporco di fango per essersi abbandonato ad un suolo dove aveva piovuto di fresco, una treccia composta solo per met? della lunghezza dei suoi capelli dorati, scarmigliata, spettinata, come mai prima. Lui ? all'interno, il corpo ? stato disposto ordinatamente, un secchio d'acqua pulita, con qualche goccia di tintura d'agrimonia, ed un panno di lino. Ha lavato il corpo, l'ha coperto con un lenzuolo candido fino alle spalle. Poi ha lavato il viso ed ora, con delicatezza, quasi cerimoniale, sta sfiorando il capo della mannara, per sistemare il danno fatto alle sue ossa, almeno un poco, almeno quello, visto che non la ha potuta salvare. Almeno che, nella morte, sia intera.
01:36 Edelwen [ Verso Lazzaretto ] Non soffia un filo di vento. Una pallida mezzaluna fissa la citt? dall'alto, in un manto punteggiato di stelle. La citt? ? silente, avvolta in un magico silenzio. La figura dell'elfa si staglia in tutta la sua altezza, svettando contro quel cielo scuro. Non indossa mantelli, ma gl'abiti sono abbastanza scuri da farla passare inosservata per i vicoli buii. Lunghi capelli blu notte ricadono morbidi sulle spalle, sfiorando le guance e le spalle, ricadendo fino alla base del fondoschiena. La pelle ? violacea, dalle tenue tonalit? dei lill?, liscia e morbida come i suoi petali. Una casacca scura, di pelle e cuoio nero, avvolge il busto, disegnando le linee morbide della donna. Un paio di pantaloni del medesimo colore fasciano le gambe, circondandole in un abbraccio di stoffa di pelle attillata ed al contempo morbida per consentirne i movimenti. Una cintura ed un paio di stivali completano il tutto. Il passo ? marziale, possiede una sorta di ritmicit?. Non c'? espressione sul volto dell'elfa, se non quando raggiunge la struttura che compone il Lazzaretto. Quel d?, infatti, non aveva trovato nessuno al Capanno ed era di passaggio per un saluto qualora il Valdar non fosse troppo occupato. La faretra si trova come sempre dietro la schiena, alla quale ? agganciato l'arco corto in modo tale che sia a portata di mano.
01:45 Malwie : [ Sala Mortuaria ] Gli occhi sono chiusi, non necessita di vedere per ricomporre uno scheletro nel suo assetto ordinario. Il tatto gli ? sufficiente e, comunque, non riuscirebbe a vedere oltre il velo di lacrime. Non ? nemmeno chiaro come abbia la forza di stare in piedi e fare quello che fa, se non per il dolore che comporterebbe il non farlo. Almeno quello, almeno quel poco. Passi all'esterno? Flebili, se fosse, ma forse ? solo immaginazione. L'elfo lascia scivolare le dita, preme, una pressione precisa, delicata, quasi una carezza insistente che rimette a posto le ossa. Una ad una, lentamente, con meticolosit?. Movimenti automatici, vuoti, ed al tempo stesso pieni di tutto quello che ha perduto...in modo cos? stupido e insensato. ?E [Non doveva essere cos? presto, Anaea. Non era questo il tempo. Non era questo il modo..] ? appena un sussurro il suo, sempre che sussurro si possa chiamare. Non sono molto comprensibili quelle parole, rotte, come membra legnose di burattini cui sono stati recisi i fili.
01:55 Edelwen : [ Ingresso ] Il passo prosegue. E' lieve ed appena percettibile per elfici sensi. Figuriamoci per orecchie umane. Scivola in quelle tenebre, seguendo le grandi ombre che si allungano. Uno sguardo viene rivolto in direzione del Lazzaretto ed ? in quel frangente che nota che nella struttura piccola vi sono le luci accese. Insolito che lo siano, a quell'ora della notte. O, almeno, nelle sue sporadiche visite non le aveva mai viste accese. Umetta le labbra, lasciando che un barlume di perplessit? si dipinga sulle labbra dell'elfa. Il passo viene cos? rivolto in direzione della camera mortuaria. Non possiede alcun permesso per girare per le strade, in quell'ora della notte. Ma ella non sembra curarsi troppo del coprifuoco, non in quel momento almeno. Si stringe nelle spalle, avvicinandosi man mano alla struttura pi? piccola, alla sinistra del Lazzaretto. Non nota ci? che pu? essere accaduto qualche ora fa. Non pu? presagire ci? che si trover? innanzi. Il passo viene rallentato, fin quando non si ritrova davanti l'uscio. La mano destra va gentilmente a scostare la porta. «Malwie..» Il tono parrebbe interrogativo, come se fosse incerta di trovarlo li dentro. Non entra ancora nella struttura, rimanendo sull'ingresso, il battente appena scostato, quel tanto da richiuderlo eventualmente con velocit
02:05 Malwie : [ Sala Mortuaria ] L'elfo ? di schiena all'ingresso della sala, la pettinatura scarmigliata, le vesti sporche, l'aria rotta di un giocattolo abbandonato. Spezzato. E per una volta, privo di qualsiasi tipo di controllo elfico, o regalit? d'antico retaggio. L'elfo muove la mancina in direzione del panno, afferrandolo e portandolo al secchio, intingendolo nella fresca acqua con diluita la soluzione d'agrimonia. Con esso poi andrebbe a ripulire il viso della mannara. Dalle tracce di sangue seccato, quello stesso sangue che comincia a coagularsi, in quel corpo ormai freddo e privo di vita alcuna. Delicato, estremamente delicato. E' una carezza la sua, non un semplice gesto con il fine di pulire le carni da ci? che le sporca. La voce di Edelwen si manifesta in un irrigidirsi e incassarsi della sua postura, un gemito appena accennato, quasi boccheggiante. Si appoggia al tavolo e chiude gli occhi, traendo un respiro profondo, o per lo meno provando a farlo. ?E [Non dovreste essere per strada dopo il coprifuoco, Edelwen.] la sua voce ha decisamente qualcosa di storto.
02:14 Edelwen : [ Ingresso ] La mano rimane sull'uscio, lasciandolo scostato quel tanto per intuire che in effetti c'? qualcuno all'interno. Non v'? grossa curiosit?. Attende solo che qualche voce le risponda per eventualmente scivolare nuovamente nelle tenebre. Ma ? l'elfo a risponderle, con un tono di voce che non gli aveva mai sentito. Corruga la fronte, perplessa da tali parole. E? «Sul serio, Malwie?» Chiede con tono basso e perplesso, spingendo la porta quel tanto che le basta per poter far scivolare la propria figura. La porta viene abbandonata, in modo tale che possa chiudersi con un leggero tonfo dietro di s?. La luce all'interno ? sufficiente da poterle concedere di vedere la posizione dell'elfo che le dona le spalle. Nota che c'? qualcosa, o meno qualuno sul tavolo. Ma da quella posizione non pu? capire di chi si tratta. E? «Onestamente, credo di essere abbastanza in grado da riuscire a passar inosservata per queste vie. Specie quando io vedo, e loro no.» Aggiungerebbe, mentre il passo viene lentamente mosso in sua direzione. La voce appare leggermente dura, in risposta a quel tono che le era stato riservato improvvisamente. E? «Ho interrotto il vostro lavoro? In tal caso, vi lascio solo e non vi disturbo oltre.» Non c'? un tono preciso nella voce. E' distante, deliberatamente.
02:24 Malwie : [ Sala Mortuaria ] L'elfo ripulisce il viso della mannara, quasi con dolcezza. Una dolcezza che traspira dai suoi gesti, che non si cura di nascondere, assieme allo sconfortante peso che essa comporta. Non tanto perch? sia nuova, o sia stata nascosta, quanto perch? ? rivolta ad un corpo incapace di riceverla e, per tanto, gli torna indietro come un sasso gettato per la lapidazione. Cambia il panno, un panno pulito e asciutto con cui tampona il viso della mannara prima di chinarsi a posare un bacio leggero al centro della sua fronte. Una sensazione fredda, da dargli nausea. Non risponde al richiamo, n? tanto meno risponde all'ultima frase. E' alla considerazione centrale, quella notte, il coprifuoco, a farlo scattare. Qualcosa, dentro di lui, che ? ancora fuori dal controllo solito. La sua voce si alta, pesante, secca e colma di rabbia. Una rabbia che non ? rivolta specificatamente ad Edelwen, in realt?. ?E [NO INVECE.] la sua compostezza..scomposta, tanto da dimenticare i suoi modi. ?E [Non lo sei. Nessuno lo ?. LEI...avrebbe dovuto esserlo, pi? di chiunque. NON E' BASTATO.] si appoggia al tavolo, piegandosi e portando la fronte contro quella della mannara, incapace di andarsene.
02:32 Edelwen : [ Ingresso ] Quando la voce dell'elfo improvvisamente si alza, il passo viene fermato. La figura del VAldar copre in parte la visuale del corpo della mannara, non concedendole spazio per riconoscerla. Ed ella, dal canto suo, non cerca di scorgere di chi si tratta anche per rispetto verso la salma. E' su Malwie che concentra la propria attenzione. Gli occhi bianchi, candidi, sono freddi e distanti, come un eco di lontani ricordi. Schiude le labbra per controbbattere, ma poi le serra nuovamente. Non comprende a conti fatti quale sia il problema e ci? deturpa la maschera che solitamente porta su quel viso. Il passo riprende, muovendosi nuovamente verso di lui con la chiara intenzione di osservare la salma. E' un silenzio glaciale quello dell'elfa, incapace ora di non riconoscere il volto della mannara. E? «Venite via da li.» Si ferma alle spalle del Valdar, spostata leggermente alla propria destra. Tenta ora di sollevare la mano sinistra per posarla sulla spalla dell'elfo. Il tono della voce non vuole essere autoritario, ma ? glaciale come l'aria che si respira in quel momento.
02:42 Malwie : [ Sala Mortuaria ] L'elfo ha lasciato andare ogni freno che gli fosse rimasto, con quello sfogo. E' come se, dirlo a voce alta, avesse in qualche modo reso pi? vero ci? che gi? ha sotto gli occhi, sotto le mani. Non si alza, restando accovacciato contro il volto della mannara, le mani ai lati del viso che ha ricomposto poco fa, cos? da cancellare lo scempio che era stato fatto del suo cranio. Certo, qualcosa non ? del tutto in rodine, avrebbe dovuto aprirla per poterla risistemare a modo ma..non ci sar? autopsia su questa salma, non solo perch? non serve, ma perch? non potrebbe sopportare di permetterlo. ?E [No..] non ? un capriccio, o qualcosa di simile. E' l'espressione di un'impossibilit?. L'elfo si lascia scivolare con le ginocchia al suolo, potendo tranquillamente rimanere con il proprio volto all'altezza del capo di Maharet, per via della propria altezza non indifferente. Leggere le carezze, movimenti del pollice, ripetitivi, quasi autistici. ?E [Non di nuovo..] Lo libera, quel pianto che fino ad ora ha lasciato scorrere in silenzio, o quasi, ora rompe gli argini, riempiendogli i polmoni e la gola, partendo dall'addome e propagandosi con forza. ?E [E' ancora troppo presto..] non ? chiaro "cosa".
02:52 Edelwen : [ Sala Mortuaria ] La mano rimane sulla spalla, sentendo l'elfo crollare sulle proprie ginocchia. E' la parvenza di uno spavento, a quel movimento improvviso che sembra farlo crollare definitivamente. Gli occhi scivolano sulla salma della mannara, ancora una volta. L'espressione sul volto della Kaldar ? incomprensibile. V'? quella insolita nota di malinconia che la prende, quando i ricordi riaffiorano alla mente. Nessuna parola viene emessa ora. Socchiude gli occhi per un istante, per poi riaprirli ed abbassarli sull'elfo ora in lacrime. Tenta di controllare le emozioni, cos? come era solita fare. La mano sinistra libera momentaneamente la presa, e con la destra va a sfilarsi la faretra e l'arco. Queste vengono lasciate cadere senza troppa cura, per una volta, dalla Kaldar. Sono solo le poche parole sconnesse dell'elfo ed il pianto che si libera nella camera, a occupare i suoni che vengono ascoltati dalla Kaldar. Non nota nemmeno che fuori si ? alzato il vento. Con pi? gentilezza, andrebbe ad accostarsi a lui. Non si china per il momento. La mano sinistra viene sollevata verso il capo dell'elfo, andando a donargli una lieve carezza. Rimane li ora, al fianco destro dell'elfo, carezzandolo lentamente. Lo sguardo ? su di lui, con una nota di tristezza che tuttavia non riesce a farla piangere. Non c'erano pi? lacrime in quegl'occhi. Non chiede, non parla pi?.
03:03 Malwie : [ Sala Mortuaria ] Anche lui non parla, non ha parole per esprimersi, sono del tutto inadeguate, inadatte. E' semplicemente qualcosa di incomprensibile, semplicemente non pu? essere. Non se ne capacita. Sarebbe morta, presto, lo sapeva. Troppo presto per i suoi canoni elfici...lo sapeva. Ma non cos?, a questo moto innaturale, cos? tanto prima del dovuto anche in termini umani. ?E [Non c'? la mano di Illyalis..qui.] no, oggi, come allora, ? l'intervento arbitrario di una creatura senziente. Sente la mano sul suo capo ma non si rialza, n? smette di sfiorare quel volto innaturalmente freddo. Una delle due mani, per?, la destra, viene staccata dalla salma e portata alla ricerca di quella della Kaldar, per stringerla con forza...quella che ha. ?E [Edelwen...ho bisogno di chiederti qualcosa.]
03:15 Edelwen : [ Sala Mortuaria ] Rimane al suo fianco, come una presenza immobile. Non fosse per la mano che continua a lisciare delicatamente il capo dell'elfo. Vuol calmarne i singhiozzi. La consolazione non era un'arma che ella poteva sfruttare in quell'occasione. E? «Illyalis ha lasciato questa citt? da tempo..» Sussurra appena, scuotendo piano il capo blu scuro. La mano destra viene poi afferrata dall'elfo. La sinistra smette di accarezzarlo. Parole pronunciate con quello che ? il Tu, invece del solito Voi. Un tono pi? informale e diretto, che non scompone l'elfa. Schiude le labbra, senza per? parlare. Piano, delicata, si lascia scivolare sul pavimento, inginocchiandosi di fianco all'elfo. E?«Chiedetemi, Malwie..» Il tono della voce ? delicato, tipico di quello della propria razza. Scaccia la freddezza e la malinconia del suo animo, sebbene l'espressione sia grave. Non lascia mai la mano dell'elfo, una volta che gliel'ha afferrata. Poche parole escono ora dalle sue labbra, quel giusto per dar spazio al dolore.
03:21 Malwie : [ Sala Mortuaria ] L'elfo stringe la mano della Kaldar quasi fosse un'ancora di salvezza, per non annegare e perdersi. Gli occhi si chiudono, i singhiozzi si calmano ma il pianto non si placa, n? il dolore. Ma vi sono cose da fare, e non solo personali. Per?, adesso, il tempo che si prende ? proprio per esse. ?E [Al capanno..] comincia, una richiesta che contraddice le sue stesse, iniziali, parole. Dettate probabilmente pi? dal dolore, dalla rabbia e dalla paura, che da un vero intento razionale. ?E [..c'? una bambina, e c'? Delenik. Ti prego, veglia su di loro fino al mio ritorno.] pi? una supplica, che una richiesta vera e propria.
03:33 Edelwen : [ Sala Mortuaria ] China su di lui, osserva il viso rigato dalle lacrime. La mano non viene abbandonata, almeno fin quando non sar? lui a farlo. Delicatamente, la mano sinistra si leva sul viso dell'elfo andando ad accarezzarlo con gentilezza sulla guancia. I polpastrelli tenterebbero di asciugare alcune lacrime, sebbene di nuove verranno a sostituirle. Ascolta le sue parole in assoluto silenzio. In altre occasioni avrebbe avuto molto da ridire, ma quella notte ogni cosa era concesso: perfino urlarle contro. Annuisce piano col capo. E? «Me ne occupo io..» Commenta delicatamente. E? «Vi lascio solo, per stanotte. Ma promettetemi di non fare pazzie..» Il tono si fa pi? serio, mentre gli occhi bianchi si posano ancora sul suo volto. E' leggermente pi? alta di lui, anche in quella posizione. Stringe con intensit? la mano del Valdar, per poi affievolire la presa.