16:59 Niriel [ Gazebo ] Sussurra un lieve venticello quella tardo meriggio. Spesse nubi coprono il cielo, e non solo. Alti alberi circondano quella zona. Alcune fronde sfiorano l'alto gazebo di pietra bianca sotto cui stanzia la figura della mezzelfa. In piedi, da poco giunta li probabilmente, avvolta in un nero mantello muove piccoli passi. Il cappuccio ? calato sul viso chiaro. Gl'abiti sono nascosti alla vista, sebbene dei lembi di seta bianca sfuggono e si rivelano insieme a qualche accenno del broccato blu. Il ciondolo catalizzatore ? nascosto sotto le pieghe del lungo mantello chiaro, celato e protetto vicino al proprio cuore. I lunghi capelli castani discendono sulle spalle minute, sfiorando con alcuni morbidi ricci le guance arrossate dal freddo ricadendo sul petto. Si guarda intorno, avvolta nel proprio silenzio. Porta con s? una borsa di cuoio portata a tracolla sul fianco destro. Par ispezionare e controllare una delle colonne che sostengono il gazebo. L'attenzione e gl'occhi chiari sono quasi totalmente rivolti a quella che si rivolge verso nord.
17:08 Maharet [ Giardini ] Verde, finalmente c?? del verde l? in mezzo alla civilt?, come potrebbe Maharet non bearsene? Ed ? ci? che f?, annusa a destra e a manca, mentre il suo olfatto capta odore di ogni tipo: la neve caduta il giorno precedente, copre tuttavia buona parte delle zone pi? interessanti, giusto forse il sentiero, pi? battuto la neve ? spiaccicata o sciolta. Maharet sta ripercorrendo questo, curiosa quanto un bambino davanti la prima volta che vede nevicare.. Per quanto riguarda lei ? la prima volta che v? in quei giardini, tutto a quello st? il suo stupore. Continua a camminare su due zampe..cio?, due gambe, facendo oscillare le braccia avanti e indietro, addosso tiene delle rudimentali calzature improvvisate con pelliccia, idem per quanto riguarda gli abiti, pelle di diversa origine con tanto di contrasto di tipo di materiale, manto scuro che contrasta contro pelo che pare di volpe.. Sicuramente ? ben coperta e non prende freddo, gli manca solo un teschio in testa e sarebbe il perfetto ritratto della selvaggia. Ma comunque sia, lei imperterrita cammina, avanzando nei giardini convinta, inconsapevole di quanto il suo abbigliamento possa risultare stravagante.
17:18 Niriel [ Gazebo ] Sta li, al di sotto di quella grande struttura. Andrebbe a proteggerla dal freddo pungente e dall'umidit? che dai giardini si alza. La mano destra si solleva, per avvicinarla in direzione di uno dei tanti fiori bianchi che affacciano dal rampicante. Un tocco lieve, atto a sfiorare uno dei petali pi? vicini. Non ode ancora i passi della mannara, lasciando che il silenzio e la natura la circondino. Distante, si sente il rumoreggiare dolce del fiumiciattolo che attraversa i giardini. Le fronde degl'alberi si lasciano sospingere dal vento, creando una musicalit? atta a distrarre la mezzelfa. Umetta le labbra, mentre un'aria particolarmente assorta si dipinge sul viso chiaro. Qualcosa viene sussurrato, ma rimane inascoltato poich? ella stessa non part sentire la propria voce. Inclina appena il capo castano, lasciando cos? ricadere il cappuccio sulle spalle, rivelando interamente il profilo della mezzosangue.
17:27 Maharet [ Gazebo ] Avvicinandosi inconsapevolmente al gazebo, l?odore della mezzosangue dovrebbe essere la prima cosa che viene percepita dalla mannara, andrebbe quindi a direzionarsi verso quell?origine. Il passo si sveltirebbe anche, senza un motivo preciso, velocizzando quindi i tempi per arrivare a quella costruzione umana atta a riparare un minimo le creature dal tempo atmosferico. Una volta che la mannara vi sar? davanti, attirata dall?odore della donna, guarder? quell?affare per alcuni istanti, prima di concentrarsi sulla ragazza. Non sa bene cosa dire o fare a riguardo, sembra pi? che altro studiare la giovane, mentre andrebbe con passo ben poco delicato e femminile a dirigersi all?interno del gazebo. Non parla, guardandosi intorno in silenzio.. Cercando di captare pi? movimenti possibili e odori possibili, circospetta e sospettosa.. Di cosa, non si s?. Si fermerebbe quindi praticamente al centro dello stesso, standosene praticamente immobile e in silenzio.
17:37 Niriel : [ Gazebo ] I polpastrelli della man dritta sfiorano il petalo bianco. Par studiarlo con profonda attenzione e raccoglimento. All'indice destro, il piccolo opale cattura la luce del sole morente. Il tramonto par avanzare, tingendo le nubi di rosso ed arancio. Sono dei passi che nell'erba s'odono a distrarla. Li ascolta, rimanendo in silenzio a fissare per qualche altro attimo il fiore. E' solo quando li sente iniziare a salire sul gazebo, per poi fermarsi, ch'ella si scosta dal fiore. Come a rimettere al proprio posto la sua figura, andrebbe a voltarsi verso il nuovo giunto. O, in questo caso, la nuova. Inclina appena il capo. Gl'occhi cerulei si fissano sulla ua figura, osservandola da capo a piedi un p? come stava facendo con quel candido fiore. «Salve..» Saluta, accennando un lieve sorriso sulle labbra rosate. Le mani vengono entrambe abbassate ed incrociate all'altezza del basso ventre. I lunghi capelli lasciano appena intravedere le punte delle orecchie.
17:47 Maharet : [ Gazebo ] Il naso ? quello che in certo senso, si muove di pi?, annusando odori provenienti da destra e a manca, alla ricerca, probabilmente di niente in particolare. Alla fine, pure questo si concentra sulla mezza, dove si concentrano infine anche gli occhi ambrati della donna, i capelli biondi tutti scombinati, si muovono appena nel girare il capo della donna. «Salve..?» non ? un saluto molto convinto, mentre l?altra pare invece tutta tranquilla. «Questi sono i giardini di Kirial, giusto..?» chiede, come ad avere conferma che non sia una mera illusione ci? che vede e ci? che ha visto. Il capo della giovane si china lievemente di lato, guardando la mezzosangue nel suo complesso, i vestiti, l?aspetto fisico e quant?altro, insomma la sta studiando tutta, prendendo le misure. «Qual?? il vostro nome?» chiede, guardandola ancora con sufficiente insistenza da poter apparire inopportuna o forse, lievemente ritardata. E? evidente che attende e pretende delle risposte, al momento.
17:54 Niriel : [ Gazebo ] Rimane cos?, vicino la colonna. Vi si appoggia con un lieve movimento, con la spalla destra. Le braccia verrebbero sollevate all'altezza del petto ed incrociate fra loro in un gesto lento e misurato. La squadra a sua volta, incrociando pi? volte lo sguardo con la mannara. Sorride. E' una lieve smorfia sulle labbra della mezzelfa. Pazienza, tanta, par essere dipinta su quel viso chiaro. «Si, sono i Giardini di Kirial. Siete nuova della citt??» Domanda a sua volta, ascoltando l'altra sua domanda. Non risponde subito, rimanendo per un momento perplessa dalla domanda schietta. Corruga appena la fronte, andando poi a poggiare anche il capo contro quella colonna di pietra bianca. «Mi chiamo Niriel Haevir, della casata dei Dyfoon.» fa una breve pausa, senza scomporsi da quella posizione. Gl'occhi si posano sull'abbigliamento, sulla stazza della mannara, ritornando sempre e comunque all'altezza del viso per incrociarne lo sguardo. «Posso esservi utile?» Chiede infine, con tono interrogativo.
18:01 Maharet : [ Gazebo ] Scuote il capo alla prima affermazione dell?altra, si guarda ancora intorno, distogliendo finalmente lo sguardo dalla giovane per puntare la vegetazione intorno ricoperta dalla neve, sta in silenzio sulle prime, facendo ordine probabilmente nei propri pensieri. Alla fine decide ad aprire bocca e dare una risposta a parole «Non esattamente..» spiega..o meglio, dice! Visto che risponde ma non d? una spiegazione all?affermazione appena concessa «Casata Dyfoon..» come se sapesse cosa significhi «Io sono Maharet.» beh, almeno ha la cortesia di dire il proprio nome. Quando l?altra f? quella domanda, quell?ultima domanda nei confronti della giovane, la mannara la guarda, ancora una volta, esplorandone l?aspetto e dopo quell?occhiata scoccata va a rispondergli «No» beh, almeno ? una tipa sincera.. Per quanto poco loquace e probabilmente scortese per la vista di colei che ha di fronte. «Perch? siete qui da sola?» chiede ancora, guardando la mezzosangue solo alcuni istanti mentre ? sui dettagli che occhi e naso vanno a concentrarsi, non perforza dettagli inerenti a Niriel, ovviamente.
18:09 Niriel : [ Gazebo ] Ancor poggiata contro la colonna, continuerebbe a studiare la donna. Le appare trasognata, come se non avesse idea del perch? era li e soprattutto.. Come c'era arrivata. Continua a sorridere, permanendo tranquilla in quella sua posa. «Piacere di conoscervi, Maharet..» Risponde con garbo e cortesia. A lungo rimane in silenzio, ascoltando le poche parole che quella le rivolge. Si scosta infine dalla colonna, sciogliendo le braccia da quell'abbraccio per farle ricadere lungo i fianchi. «Non v'? in realt? un motivo.. Vengo spesso qui, a ricercare un p? di pace dalla citt?..» Scrolla le spalle minute, muovendo adesso il passo. Prima il destro, poi il sinistro, andrebbe per avvicinarsi alla panca pi? vicina. «Voi.. Vi siete persa invece?» Chiede con lieve riguardo nei suoi confronti, pi? di quello che si darebbe ad uno sconosciuto come loro sono in effetti. Andrebbe cos? a cercar posto sulla panchina, sedendosi con movimenti lenti e misurati.
18:16 Maharet : [ Gazebo ] Rimane in piedi, pugni chiusi, mentre torna a focalizzarsi sulla donna, smettendo alla fine di guardarsi intorno, ne guarda i movimenti e l?espressione. Ascolta l?altra con attenzione, scuote il capo all?ultima domanda «No, non mi sono persa: sono ai giardini incantati di Kirial, esattamente dove volevo andare.» spiega «Voi piuttosto mi sembrate persa: non sapete perch? siete qui, seppur sapete dove sia il ?qui?. E non avete nessuno con voi che ha deciso di condurvi qui..» strane concezioni dentro la testa di Maharet pi? che discorsi filosofici. Attende che l?altra dia una.. Giustificazione..? A ci? che lei ha appena affermato, mentre continua a fissarla. Sembra un p? pi? convinta ora che ? sicura di dove si trovano, meno dispera nella nebbia e pi? presente sul ?pezzo?. La mano destra andr? a sollevarsi, iniziando a grattare la zona del collo, probabilmente infastidita da un qualcosa incastrato nei capelli che, intricatamente scompigliati sono appoggiati in quella zona.
18:26 Niriel : [ Gazebo ] Trova posto. Le mani inizialmente corrono a sistemare il mantello, per mantenerlo chiuso al suo posto. Non vuol gelare, in quel tardo pomeriggio. Il sole continua a calare, morendo oltre l'orizzonte con i suoi ultimi raggi. L'ascolta, con molta attenzione. Ancora non fa caso al freddo pungente che le sfiora le orecchie, che sbucan da sotto i lunghi capelli. Sua, la mania di nasconderli. Ma forse la ragazza l'ha particolarmente distratta, quel giorno. «Non esattamente..» Risponde, fermando le mani all'altezza delle gambe, sopra la stoffa morbida. «Sono qui per cercare un p? di pace. Non c'? qualcosa che devo far nello specifico.. Solo questo..» Scrolla le spalle minute. Ed ? solo allora che le mani si scostano dalla stoffa per risalire fino al proprio viso. I polpastrelli vanno a tastare la folta chioma, sistemandola in modo tale da nascondere le punte delle orecchie. E' in quel frangente che lo sguardo si scosta dalla figura della mannara. «Non capisco perch?.. dovrei avere qualcuno..» Esprime cos? quel dubbio, abbassando le mani e ritornando su di lei.
18:37 Maharet : [ Gazebo ] Lascia che l?altra si accomodi, senza che quel gesto le sfugga dalla vista, rimane taciturna ma curiosa come ? stata fino ad ora. «Non ha molto senso..» opinione sua alla fine «Ma comprendo che forse, togliere i piedi dalla cittadina per entrare nel verde, potrebbe risultare salutare e sensato.» annuisce, mentre va a sistemarsi appena le pellicce che indossa, guarda ancora l?altra e alla sua ultima affermazione il capo volta di lato, guardandola di conseguenza come farebbe un cane perplesso. «Perch? sei una donna.. E non mi sembri particolarmente forte: le donne deboli si portano dietro sempre qualcuno. Io lo farei..» dice convinta, mentre lo sguardo va a scollegarsi dalla donna, la ragazza torna a camminare sui propri passi ritornando all?ingresso, per cos? dire, del gazebo. «Si sta facendo buio..» una constatazione, prima di guardare nuovamente la mezzosangue, ancora insicura se dire altro: si zittisce nel fissarla..risultando forse ancora pi? strana per quel modo di fare piuttosto che unicamente per il modo di vestire.
18:42 Niriel : [ Gazebo ] Sorride, cordiale. «Me lo chiedono spesso.. Ed in fondo, come darvi torto?» Chiede retoricamente. «Sar? forse una mia credenza.. Ma non mi ritengo cos? debole da dover avere una scorta al mio seguito..» Commenta, andando quindi a sollevarsi dalla panchina su cui aveva trovato posto. «E rimarrei chiusa in casa.. Poich? non ho qualcuno..Che mi farebbe compagnia in queste passeggiate.» Scrolla cos? le spalle, spostando lo sguardo da lei verso i giardini. Alla sua constatazione, annuisce piano col capo. «Si, il sole sta calando rapidamente.. E a breve caler? la notte..» Mormora lei, umettando le labbra. Ritorna cos? sulla mannara, mantenendo quel tono calmo e pacato, col sorriso sulle labbra. «E per quanto temeraria possa sembrare, di questi tempi ? meglio tornare a casa prima che faccia buio.. Girano brutte voci, di questi tempi.» Aggiunge infine, spostando l'attenzione verso le scalette che conducono al gazebo.
18:50 Maharet : [ Gazebo -» Altrove ] Annuisce alle parole dell?altra, trovandosi d?accordo almeno su alcuni punti sembra intenzionata a sua volta ad andarsene, cos? come la mezzosangue.. Ma prima di ci?, spiccia qualche parola «La notte mette in pericolo anche i lupi e non solo le pecore.» annuisce ancora, continuando imperterrita su quella convinzione «La notte porta brutte cose sempre, non solo di questi tempi..» convinta ancora una volta, mentre anche lei andrebbe a direzionarsi altrove. «Che la mia guardiana vegli su di me anche questa notte e per le prossime..» nessun augurio per Niriel, complimenti a Maharet e la sua maleducazione..ma non facciamogliene una colpa. Andrebbe quindi lungo il sentiero precedentemente percorso, tornando quindi sui propri passi senza preoccuparsi nemmeno di concedere un saluto all?altra: dannata palla di pelo.
18:56 Niriel : [ Gazebo ] Sulle parole della mannara rimane qualche istante. Le coglie, annuendo appena col capo. «La notte non porta mai cose belle..» Commenta, scrollando appena le spalle. L'osserva dunque, iniziare ad allontanarsi. Ne ascolta l'augurio e non sente alcun saluto. Sospira, sommessamente, rimanendo un p? perplessa dal comportamento della mannara. Gli occhi chiari si spostano nuovamente sui giardini, quando di questa ormai si son perse le tracce. E' sempre pi? distante il suono dei passi della donna. Senza attendere molto altro tempo, si avvia a sua volta. Scende dal gazebo, avviandosi lungo il sentiero che conduce verso est, nella zona residenziale della citt?. Le mani salgono alle spalle, andando cos? ad afferrare il cappuccio del mantello nero. Con un gesto, andrebbe a sollevarlo per proteggere il viso dal freddo pungente di quella sera.