16:26 Belial [ Giardino ] Una giornata fredda ed uggiosa, dopo il temporale del giorno passato. Vento che taglia le guance e possibilit? ben presto di neve o altri rovesci. Eppure, in quella citt? c'? ancora un posto dove il verde la fa da padrone; tra i giardini incantati tutto ? verde e lussureggiante. Arance e limoni in fiori, roselline e rovi, un canneto che si sposta e fa rumore al ritmo del vento e lo sciabordare del fiume. Il passo dell'uomo ? lento, scandito in maniera poco udibile, leggero, accompagnato dallo strisciare del mantello da viaggio con tanto di cappuccio calato sulla testa. Gli occhi scuri squadrano le piante, in particolare una magnolia e si tira la barba con la mano sinistra. Sembra pensare a qualche cosa ma cosa non ? dato sapere. Veste, da quello che si pu? capire, con abiti pesanti e stivali ma niente di ricercato, tantomeno costoso. Un viandante che se ne va in giro con aria trasognata, tutto qui.
16:57 Niriel [ Gazebo ] Cupe nubi grigie coprono il cielo azzurro. Una pesante foschia ricopre quei verdeggianti giardini, donando un'aria ed un sentore surreale al paesaggio. Lunghe ombre si disegnano li, dove si trovano gl'alberi o i cespugli. Il gorgoglio del fiumiciattolo accompagna il silenzio della natura. Par che il vento non respiri quel pomeriggio, circondando il luogo in un alone misterioso. Un'alta e grossa struttura di eleva al centro dei giardini. In pietra bianca, di base esagonale e dal tetto spiovente rivolto verso il cielo. Un gazebo, le cui colonne sono cinte dall'edera. Una figura stanzia al di sotto di questa. Seduta ad una delle tante panche, avvolta in un lungo mantello nero. Il cappuccio ? abbassato, non copre il viso dall'incarnato chiaro ed una cascata di capelli castani scivola sulle spalle minute ricadendo in morbide ciocche. Un paio di occhi chiari, celesti e screziati di un profondo blu, sono posati su di un libro ch'ella sta leggendo. Un piccolo tomo, molto simile ad un taccuino. Gl'abiti che indossa sono nascosti, cos? come il ciondolo catalizzatore. E' visibile solo l'anello portato al dito indice della mano destra. Una fascia in oro rosso rappresentante una piuma su cui brilla un opale giallo.
17:01 Belial : [ Giardino ] «Ancora per lungo tempo rimane a controllare qualche cosa sulla magnolia, la mano che prima arricciava la barba ora si protende verso uno di quei fiori accarezzandolo come a volerlo saggiare, neanche fosse un miscredente che vede qualche cosa che non esiste.» Splendido. «E' l'unica parola che dice, con un tono sostenuto, forse convinto di essere da solo o forse semplicemente un elogio lanciato a tutti e a nessuno. La mano ricade al fianco, sparendo all'interno del mantello marrone scuro, liso e logoro, riprendendo a camminare tra le nebbie con passo pesante. Avanza verso il centro del giardino, non conscio della presenza che legge seduta sulla panca; ignaro muove il passo diretto non proprio verso di lei, con gli occhi scuri che si spostano da una pianta all'altra, per quanto gli ? possibile vedere.»
17:10 Niriel [ Gazebo ] Continua a leggere, come se quel tempo non la disturbasse. Il freddo sfiora la pelle scoperta, ma v'? poco oltre le mani ed il viso a non essere protetto. Gli occhi cerulei, quel d? tendenti al grigio, ancora seguono la frase che stava leggendo, quando il suono soffuso dei passi raggiunge il fine udito che ha ereditato dal genitore elfico. E' distante, appena percettibile. Non solleva lo sguardo, poco interessata per il momento a chiunque si stia avvicinato a quel luogo di pace. Sempre e comunque se ? quella struttura l'obiettivo. Le parole scorrono davanti ai suoi occhi, insieme ad alcune antiche figure. Non par un libro impegnativo. Forse pi? di favole e miti che qualcosa di serio. Una ciocca di capelli scivola sulla guancia. Un'onda morbida, castana. Le orecchie appaiono nascoste, al di sotto della folta chioma, come se fosse una cosa voluta.
17:16 Belial : [ Giardino ] «Raggiunge infine la struttura bianca al centro dei giardini, sollevando il mento per inquadrare meglio la sommit? del tutto ma pare che della ragazza - ancora - non si sia accorto. Gli stivali affondano un po' in quell'erba fangosa madida di nebbia e l'orlo del mantello a fargli compagnia. Eppure non sembra disturbarlo; continua a camminare fin quando non ? davanti alla costruzione facendo fuoriuscire di nuovo la mano per pizzicare la barba, probabilmente un tic che possiede da parecchio tempo o forse poco. Difficile dargli un'et? precisa. Subito dopo sposta lo sguardo verso un piccolo cespuglio di rose a cui s'accovaccia. Le studia con interesse, gli occhi scuri di legno d'ebano sembrano tentare di guardare qualche cosa di pi? che la mera pianta in s? per s?.» Mmh... «Mugugna, la voce bassa e roca.»
17:23 Niriel [ Gazebo ] Ascolta i passi, ancora in avvicinamento. Distratta, non riesce pi? a seguire quella frase. Ormai la star? rileggendo per la quarta o quinta volta. Sospira, sommessamente, sollevando gl'occhi chiari dalle pagine del libro. Entrambe le mani si muovono alla base del libro e con un movimento leggero andrebbe a chiudere quelle pagine con un tonfo. Non imprimerebbe troppa forza, poich? non avrebbe senso. Ma il tonfo, in quel silenzio rotto solo dal suono del ruscello, parebbe abbastanza udibile. Segue un lieve sospiro, mentre solleva il viso ad osservare il tetto del gazebo. Si fissa in uno dei fiori del rampicante che sale dalla colonna pi? vicina. Ormai distratta, decide di prendersi una pausa da quella lettura. Il libro viene posato alla propria destra, sulla panchina. Abbassa lo sguardo davanti a s? e con movimenti lievi ed aggraziati andrebbe a sollevarsi dalla seduta, in un morbido fruscio di vesti e di mantello. Ancora v'? silenzio sulle sue labbra, ignorando volutamente chiunque si stia aggirando in quella zona. In fondo, era un luogo pubblico.
17:29 Belial : [ Giardino ] «Un tonfo ? il primo rumore che il suo udito umano ode, in contrasto a tutti quelli che fino ad ora ha sentito. Rimane immobile, fermo, rannicchiato sulla sua posizione in avanti a guardare quell'unica rosellina che sembra aver tanto attirato la sua attenzione. Un sospiro leggero, praticamente impercettibile seguito da un ennesimo frusciare di vesti che non sono sue. Lui ? fermo. Solleva la testa con ancora il cappuccio calato, lo sguardo scuro che si sposta in direzione - ipotetica - del rumore ed infine si erge anche lui nella sua altezza. Un'altezza nella totale normalit? umana, cos? come il fisico. Si sposta di due passi in direzione del gazzebo, guardandovi all'interno.» Oh. «E' l'unica cosa che riesce a dire osservando la figura all'interno, porgendo ad ella un lieve inchino del capo, senza dire null'altro per il momento.»
17:38 Niriel : [ Gazebo ] Una volta in piedi, entrambe le braccia andrebbero distese verso il tetto nell'atto di stirar i muscoli intorpiditi dal freddo. Un lieve mugolio esce dalle labbra della mezzelfa, mentre stende le dita delle mani verso l'alto. Uno sbuffo poi andrebbe ad emettere. Una sillaba raggiunge il suo fine orecchio, a seguito di nuovi passi a cui non aveva fatto molto caso. Gli occhi incontrano la figura dell'umano, che or si inchina. Le braccia ancora distese verso l'alto, vengono lentamente abbassate, andando a ricercare una postura un p? pi? signorile. Le maniche tornano a coprire entrambe le mani. Un abito blu oltremare adorna la figura, molto semplice nel complesso, in una stoffa relativamente pesante visto le temperature sempre pi? basse. «Salve..» Saluta, chinando il capo, cercando di nascondere un p? di imbarazzo. lo sguardo viene rialzato su di lui. Ella rimane li, sistemando le pieghe del vestito e del mantello. La catenina le sfiora la pelle del collo, ed il ciondolo ? nascosto sotto la scollatura quadrata dell'abito
17:43 Belial : [ Giardino ] «Gli occhi scuri sono due luccichii nell'ombra del cappuccio che non tenta minimamente di abbassare e non solo guarda con insistenza la figura in tutta la sua totalit? ma ad un tratto, con un gesto ampio della testa, quindi senza nasconderlo, osserva sia a destra che a sinistra. Solo quando l'altra parla, pronunciando un saluto, si gira di nuovo verso ella. Lui fuori dal gazzebo, poco pi? in basso dell'altra. Per questo percorre gli scalini, rimanendo per? distante, sull'orlo dell'ultimo gradino.Le mani nascoste di nuovo nel mantello che cade pesante, adorno di nulla. Niente gioielli, niente metallo, niente di niente se non vestiti di una fattura oltremodo semplice.» Mi auguro di non avervi disturbato. «Piega di nuovo il busto in avanti, il capo e nient'altro, una riverenza di scuse adatta ma non sontuosa. Ma neanche da semplice plebeo.»
17:54 Niriel : [ Gazebo ] Gli occhi chiari permangono su quella figura. Al contrario suo, non si guarda intorno. Le basta tender l'orecchio verso la natura, in taluni casi. Alle sue parole, scuote gentilmente il capo. Le mani vanno ad unirsi davanti al proprio grembo, le braccia rilassate cos? come anche le spalle. In piedi, quasi statuaria in quella sua posizione, segue con lo sguardo le movente dell'umano. «No, non vi preoccupate. Non avete disturbato nulla.» China a sua volta il capo, lasciando che un sorriso di circostanza si disegni sulle labbra rosate. Fa attenzione alle sue movenze, osservandolo quasi con la medesima insistenza. Intanto, le luci del giorno iniziano a calare per lasciare spazio ad un nuvoloso tramonto. Le prime stelle della sera iniziano ad apparire, fra una nube e l'altra, mentre la nebbia par diradarsi man mano che i minuti trascorrono. Decisa ancora a sgranchirsi un p?, muove alcuni passi. Va per avvicinarsi alla balaustra pi? vicina. Scosta cos? lo sguardo da lui, donando solo il profilo per il momento.
18:02 Belial : «Annuisce sommessamente un paio di volte l'uomo alle parole della ragazza, tornando a guardarsi un'attimo intorno prima di dedicarle la giusta attenzione e risponderle.» Lieto dunque di non essere stato d'ostacolo a qualche cosa. «Ma non sorride, il tono ? ben disposto ma non sorride minimamente rimanendo fermo in quella posizione. A differenza di lei che sembra volersi spostare - cosa che fa tra l'altro - lui rimane fermo su quell'ultimo gradino ma sposta lentamente la testa, tanto lentamente quanto lentamente lei si sporge verso la balaustra del Gazebo. L'oscurit? cala e nel farlo la nebbia sembra per un momento diradarsi, i colori del rosa e dell'arancio si mescolano a quelli plumbei della volta solitamente celeste.» ... «Si sposta semplicemente, passo sempre pesante da umano, accompagnato da quel frusciare continuo delle vesti, adagiando le terga alla balaustra pi? vicina, senza avvicinarsi all'altra. Incrocia le braccia sotto al mantello, continuando a guardarla di tanto in tanto per poi spostare l'interesse ad una pianta di limoni, ora d'arance.»
18:12 Niriel : [ Gazebo ] Raggiunta la balaustra pi? vicina, entrambe le mani si scioglierebbero dalla precedente morsa per sollevarsi. Pallide, quasi bianche quanto quel gazebo, vengono posate sulla pietra fredda che lo compone. Gli occhi chiari si sposnano un momento sui giardini, osservandoli da quella posizione. V'? silenzio, rotto solo da una frase da parte dell'umano. «No, non preoccupatevi.. Niente di cos? importante..» Risponde con medesimo garbo. Non si volta, questa volta, fissandosi su un particolare salice che adorna i Giardini Incantati. Rimane diversi istanti in silenzio, mentre le ombre intorno a loro iniziano ad allungarsi per l'avanzare della sera. Sente su di s? l'insistenza dell'umano, come se qualcosa le pizzicasse la nuca. Lentamente, volge lo sguardo verso di lui. Si volta quel tanto da farlo rientrare nel suo campo visivo. Ma lui stava guardando altrove in quel momento. Un sospiro esce dalle labbra della mezzelfa, mentre volge gl'occhi verso il cielo pumbleo. Invero, non trova parole per il momento. Rimane in silenzio per lunghi attimi, lasciando che alcuni pensieri le sfiorino la mente. La mano destra sale all'altezza del collo, iniziando a giocherellare con la catenina che l'adorna.
18:17 Belial : [ Giardino ] «Sembra meditare un momento sulle parole dell'altro, l'espressione del volto sembra non essere propriamente convinta. Entrambe le mani si sollevano al cappuccio che viene reclinato. Un uomo, forse trentacinque inverni, capelli corti senza stempiatura ma tutti rigorosamente tra il bianco e pochissime ciocche grige. Le rughe solcano il volto, rughe di un invecchiamento precoce.» Dipende. «Principia l'uomo tornando su di lei, gli occhi scuri che oramai si confondono con le varie ombre che si tendono alla sera.» Magari ora non ? importante, forse un giorno lo sar?. Devo dunque presumere che qualcosa ho pur fermato. «Ed istintivamente lo sguardo si poggia sulla panca dove la donna era ferma poc'anzi; ivi posizionato il libricino non pi? grande di un taccuino. Porta l'indice alle labbra, attraversandole entrambe, dritto.» Mmh... Magari una buona lettura. «Niente pi? che una supposizione. Improvvisamente sembra aver trovato la favella.»
18:28 Niriel : [ Gazebo ] Lunghi attimi di silenzio si fanno avanti fin quando la parola dell'umano non inizia a prender piede. Un discorso viene mosso ed ella ascolta, in silenzio. Poich? ? vers'ella che parla, torna a voltarsi nella sua direzione. Rimane appoggiata contro la balaustra, voltandosi quel tanto da concederle di osservare meglio l'umano in quelle prime tenebre. La luce della luna si rifuggia dietro le nuvole. Ma v'? ancora un lieve tremore di luce, gl'ultimi raggi prima che il sole cada definitivamente oltre l'orizzonte. Muta permane, fin quando lo sguardo dell'altro non va a sfiorare il proprio libro, abbandonato per ora sulla panchina occupata poco prima. «Nulla di vitale importanza..» Torna a sorridere. E' lieve il riso sulle sue labbra, pi? di cortesia che sincero. «Si, quello si.. Ma conosco quasi a memoria ogni parola di quel libro..» Fa un piccolo cenno verso il tomo. «Quindi.. Davvero.. Non avete interrotto niente. Avevo deciso di prendere una pausa.» Aggiunge quindi, mantenendo un tono cortese.
18:33 Belial : «Assottiglia un po' lo sguardo permanendo con quel dito premuto sulle labbra, osservando la donna davanti a se che si sposta, in quel lieve frusciare di vesti dall'aria sicuramente pi? costosa delle proprie. Respira ed il respiro ? calmo, lento, posato mentre ascolta le parole che la mezzosangue - cosa di cui non si ? assolutamente avveduto - sciorina dalle labbra. Emette un basso mugugno con la gola, un suono che sembra testimoniare un pensiero che circola tra le meningi del suo cervello.» Dovete averlo letto... quante? Almeno cento volte per ricordare ogni passaggio a memoria? «Una curiosit? lanciata forse in maniera meno delicata di quanto il suo comportamento dimostri. Le sopracciglia si sollevano un poco, qualche cosa che ? rapportabile allo stupore.» O magari ? un libro davvero molto, molto interessante. «Ammette anche questa possibilit?, rimanendo adagiato al gazzebo.» Permettetemi prima di presentarmi, sarebbe scortese continuare qualsiasi altro discorso senza che uno dei due si presenti. «Porta la mano al petto, tornando dritto ed inchinandosi un poco.» Il mio nome ? Belial... Lieto. «Per poi riassumere la posizione di prima.»
18:41 Niriel : [ Gazebo ] La mano destra continua a tormentare la catenella che tiene intorno al collo. Distrattamente, senza realmente farvi caso. E' sull'umano la propria attenzione, sulle parole ch'ei le dona. «Mh..Non credo cento volte..» Mormora lei, pensierosa. Come se stesse effettivamente contando tutte le volte che l'aveva terminato. «Sicuramente, ? un libro che m'appassiona. Altrimenti non lo avrei riletto.» Ammette abbassando lo sguardo sulla copertina. «Ho avuto modo di rileggerlo diverse volte, nel corso della mia vita..» Risolleva su di lui gli occhi chiari, ascoltando infine la sua presentazione. Si scosta dunque dalla balaustra, abbassando entrambe le mani. Queste vanno a ricercare un lembo della lunga gonna blu, sollevandola di pochi centimetri. Piega le ginocchia, ed abbassa lo sguardo ed il capo, esibendosi in una piccola riverenza. «Piacere mio. Niriel Haevir, della casata dei Dyfoon.» Si presenta, completa di casata d'appartenenza. Rialza dunque su di lui gli occhi cerulei, mentre ormai le tenebre stanno calando intorno a loro.
18:48 Belial : [ Gazzebo ] «Piega appena il capo verso la sua destra nell'ascoltar le parole che la donna proferisce, assottigliando ancora un po' lo sguardo durante il dialogo, probabilmente un movimento che sovente fuoriesce quando si concentra in maniera particolare.» Mi spinge a chiedervi quale ? il titolo di questo capolavoro letterario, sia mai che potr? leggerlo in un futuro. «Sbuffa in maniera divertita, gli angoli delle labbra sono appena rivolti verso l'alto in un tenue sorriso, nulla di che, semplicemente sembra apprezzare la piega del dialogo. Osserva infine la riverenza e ne acquista non solo il nome, ma anche la casata d'appartenenza. Si passa una mano distrattamente - quella che prima con il dito tagliava le labbra a met? - sulla barba, annuendo.» Quindi non sarebbe neanche sbagliato appellarvi "aquila"... «Un pensiero che forse fa fuoriuscire dalle labbra, senza neanche preoccuparsi di correggersi o mascherarlo.»
19:09 Niriel : [ Gazebo ] Le mani abbandonano la stoffa dell'abito, che or ritorna mordidamente al proprio posto. Ascolta quella domanda indiretta in merito al titolo e senza troppi preamboli, rispone in tutta onest? «E' una vecchia storia di fantasia. Se chiedete in Biblioteca della storia di Tinuviel e Beren sono certa che vi sapranno indicare il tomo.» Risponde con cortesia. Corruga appena la fronte poi a quelle parole. «Credo di si.. In fondo, non ? sbagliato..» Mormora in risposta, scrollando appena le spalle. Si scosta cos? dalla balaustra, avvicinandosi alla panchina. «Ora tuttavia, devo salutarvi. Ormai il tramonto sta terminando e mi attendono..» Si china quindi per raccogliere il tomo che poco prima stava leggendo, per portarlo verso il proprio petto e stringerlo con entrambe le mani, quasi a proteggerlo.
19:13 Belial : [ Gazebo ] «Annuisce un'ultima volta quando acquisisce il nome del tomo che stringe tra le mani, spostandosi dalla balaustra senza troppi convenevoli; gi? le mani si adoperano a rimettere il cappuccio sul capo con silenziosa meticolosit?, gettando di nuovo quell'ombra sul volto, lasciando spazio praticamente solo alla parte bassa del viso.» Bene. «Ammette, sorridendo questa volta in maniera un po' pi? aperta, solo con le labbra, senza mostrare i denti. Ascolta di nuovo la giovane, a cui compie un inchino.» Indunque qui ci separiamo Niriel; sono sicuro che non vi accadr? nulla di male ma... vi intimo comunque di tenere ogni senso attivo. Oggi ? il Giorno dei Morti... «Detto questo, riportando entrambe le mani al mantello, conclude.» Buona serata, Aquila. «E cos? come ? giunto, con passo pesante se ne va, diretto verso luoghi pi? oscuri. Oggi ? il Sabba d'altronde.»
19:18 Niriel : [ Gazebo ] Ricambia l'inchino, chinando il capo in sua direzione. «Vi ringrazio. In fondo, non si ? mai troppo cauti, nemmeno nei giorni normali..» Un lieve sorriso compare nuovamente sul viso chiaro della mezzelfa, mentre l'osserva iniziare ad allontanarsi. «Buona serata..» Uno strano senso, nel sentirsi appellare a quel modo, si solleva nell'animo della mezza. Stretto il libro contro il proprio petto, andrebbe a spostare lo sguardo dalla figura in allontamento ai giardini che ha intorno. Umetta le labbra, mentre il respiro si condensa per il freddo. Un passo viene poi mosso. Seguito da un secondo. Imitando l'umano, anch'ella si avvia verso l'uscita del gazebo. Fra le quattro vie che si intersecano in quel punto, decide di avviarsi verso est, seguendo cos? il viottolo che ben conosce per uscire dai Giardini ed avviarsi nelle strade tortuose, ma illuminate, di Kirial.