11:10 Niriel [ Gazebo ] Cupe nubi grigie coprono il cielo azzurro. Una pesante foschia ricopre quei verdeggianti giardini, donando un'aria ed un sentore surreale al paesaggio. Lunghe ombre si disegnano li, dove si trovano gl'alberi o i cespugli. Il gorgoglio del fiumiciattolo accompagna il silenzio della natura. Par che il vento non respiri quella tarda mattina, circondando il luogo in un alone misterioso. Un'alta e grossa struttura di eleva al centro dei giardini. In marmo bianco, di base esagonale e dal tetto spiovente rivolto verso il cielo. Un gazebo, le cui colonne sono cinte dall'edera. Una figura stanzia al di sotto di questa. Seduta ad una delle tante panche, avvolta in un lungo mantello grigio perla. Il cappuccio ? abbassato, non copre il viso dall'incarnato chiaro ed una cascata di capelli castani scivola sulle spalle minute ricadendo in morbide ciocche. Nascondono le orecchie appunta, donandnole un'aria pi? umana che elfica. Un paio di occhi chiari, celesti e screziati di un profondo blu, sono posati su di un libro ch'ella sta leggendo. Un piccolo tomo, molto simile ad un taccuino. Gl'abiti che indossa sono nascosti, cos? come il ciondolo catalizzatore. E' visibile solo l'anello portato al dito indice della mano destra. Una fascia in oro rosso rappresentante una piuma su cui brilla un opale giallo.
11:17 Koel [ Pressi Gazebo ] Giornata non particolarmente perfetta, per camminare nei giardini, dato il cielo nuvoloso, e anche la nebbia che ne limita i movimenti, rendendo il cammino non facile, costringendolo a tenere gli occhi cerulei quasi serrati, per potersi accorgere di qualcosa che arrivi contro di lui. Arrivato nei giardini come nemmeno lui sa come, si ? ritrovato a camminare, forse perfino in circolo, per poterne uscire, non essendo mai stato in quei luoghi, da quando ? arrivato. I capelli biondi, lunghi fino alle spalle, sono raccolti in una coda di cavallo, in maniera da non avere incespichi sul volto. Le labbra, il mento e le guance sono ricoperti da una rada barba bionda, lunga un paio di centimetri. Indossa un lungo mantello nero, sbrindellato verso il fondo da tarme ed usura del tempo, celando al momento i vestiti sottostanti, ben chiuso per potersi proteggere dal freddo del mattino, con una temperatura delle non pi? gradevoli, tant?? che quasi pu? vedere la condensa del proprio respiro, ogni qual volta le narici del naso si spandono e contraggono. La falcata ? larga, annessa alla stazza fisica, il passo ? calmo, calcando bene il terreno, lo sguardo che si perde attorno a s?, uno sbuffo dalle labbra, spazientito forse, per poter capire in quale punto si trovi. Lo scheletro di una struttura, a cinque metri da lui, sembra stagliarsi, la mente che vaga per poter capire in quale punto del posto fosse, iniziando ad incamminarsi verso il Gazebo, in maniera da poter raggiungere un punto preciso
11:18 Koel [ Pressi Gazebo ] -»e, da li, fare il punto della situazione. Non si preoccupa di non far rumore, calpestando qualche foglia o rametto secco, mantenendo il passo calmo, il volto ben scoperto all?altrui sguardi
11:26 Niriel [ Gazebo ] Continua a leggere, indisturbata. Il silenzio ed il suono della natura la cullano, lasciandola immedesimare, come spesso accade, in quei personaggi di cui legge le avventure. Una pagina viene voltata, quando il suono di alcuni passi inizia a raggiungere il fine udito. Il dito, che scorreva lentamente tra quelle righe, si ferma. Cos? come anche lo sguardo. Smette di leggere, ma non solleva ancora gli occhi chiari. Rimane in attesa ed in ascolto. Solo passi, per il momento, che si avvicinano al gazebo sotto cui stanzia la sua figura. Umetta le labbra, mentre una ciocca di capelli ricade morbidamente sul petto quando va a raddrizzare la schiena. Permane in perfetto silenzio, tornando poco dopo al proprio testo, ma tendendo l'orecchio ad altri suoni. Per un attimo l'attenzione scivola sull'opale dell'anello, distratta probabilmente da quei passi. Tenta dunque di ritornare alle parole. Ma le riesce difficile, molto, ora che l'attenzione inizia a vagheggiare ed a tornare pi? e pi? volte verso il rumore dei passi
11:35 Koel : [ Gazebo ] Il cammino rallenta nel momento in cui raggiunge quella struttura, riconoscendola come il Gazebo, una delle parti del giardino da cui, di solito, si pu? godere ottima vista, eccezion fatta forse per oggi; un pensiero che gli strappa un lieve sorriso amaro. Con passo pesante, calca il pavimento dello stesso, lo sguardo che si porta attorno a s?, gli occhi che si aprono maggiormente, non avendo fatica, dato il posto ristretto, a scorgere la figura di Niriel, intenta in una lettura, o almeno ? quel che pensa sulle prime. Fa un profondo respiro, le braccia che vanno ad aprire i lembi del mantello, mostrando al di sotto di esso abiti leggeri, una camicia bianca, lisa in alcuni punti, un paio di pantaloni scuri, sorretti da una cinta in cuoio, e un paio di stivali neri, con la punta oramai diventata bianca per via dell?usura del tempo. Fa un cenno di saluto verso Niriel, il capo che si china leggermente «Giornata magnifica, vero?» domanda, il tono ironico, la voce chiara, giovane, mentre s'appresta a dare le spalle alla giovane, portandosi davanti a lei, cos? da poter osservare il paesaggio, o quel che riesce a vedere in quel banco di nebbia
11:46 Niriel : [ Gazebo ] Il passo dell'umano, ben distinguibile anche per chi non possiede un fine udito come i mezzisangue, viene seguito dalla donna fin quando una figura non inizia a far la sua comparsa. Una sagoma, un'ombra, qualcosa che si muove. Lentamente, decide di abbandonare quella lettura. In fondo, quante volte l'aveva completata? Tre? Quattro. Aveva ormai perso anche il conto. La mano destra recante il Marchio dell'Aquila va a chiudere il libro, non troppo grosso e pesante. Gli occhi chiari, resi quasi grigi per il tempo atmosferico, si sollevano verso la figura dell'umano. Alla sua domanda, il cielo par prendersi gioco di loro. E' lento il processo. Una goccia, poi un'altra, fin quando non inizia a piovere lentamente sulla citt?. L'espressione del suo volto ? indecifrabile.« Non potrebbe essere pi? bella.. » Commenta, ricambiando l'ironia con un sorriso di circostanza. La schiena viene appoggiata contro la panchina sulla quale ? seduta. Solleva il mento, osservando l'alta figura dell'umano. «Vi siete perso?» Chiede con tono gentile, notando il modo in cui inizia a guardarsi intorno.
11:52 Koel : [ Gazebo ] Rimane a fissare il vuoto, lo sguardo perso in quel banco di nebbia, la mano destra che s'avvicina al mento barbuto, massaggiandoselo un poco, ascoltando intanto il dire di Niriel, percependo il rumore della pioggia che sta iniziando a cadere sopra di loro «Perso?» domanda, senza volgersi ancora su di lei, dando ancora le spalle «No, non mi sono perso» replica subito, scotendo il capo, smuovendo la coda dietro il capo «So esattamente dove mi trovo: sotto un gazebo nei Giardini Incantati» sicura ? la sua voce, spostando ora un poco la testa, per poter scorgere il volto di lei «Solo che, al momento, bench? sappia dove sono, non so come far a tornare in citt?...penso che sia differente dall'essersi persi no?» chiede, ruotando anche il resto del corpo, portando le mani contro i fianchi «Voi vi siete persa?» domanda a sua volta, indicandola con un gesto della mano destra
12:04 Niriel : [ Gazebo ] L'osserva in silenzio, permanendo in quella postura. La gamba destra va ad accavallarsi sulla sinistra, mentre entrambe le mani si posano sul tomo chiuso. Gli occhi chiari sono fissi su di lui, mentre alle proprie spalle la pioggia inizia ad intensificarsi. «Questa ? gi? una gran cosa..» Non v'? ironia questa volta, nella voce. Il sorriso rimane li, una lieve curvatura che dona un'aria tranquilla alla mezzelfa. La mano sinistra inizia a giocherellare con l'anello. «Io? No, non mi sono persa.. Vengo spesso qui, quando le mie giornate sono un p? noiose..» Risponde con garbo. Il piede destro inizia a dondolare nel vuoto. Un movimento ritmico e lento, dettato da chiss? quale melodia ha nella propria mente. Lo fissa. Si fissano a vicenda. E sono lunghi attimi di silenzio nella quale ella non esprime pi? alcun verbo. Lo studia, da capo a piedi, osservandone gl'abiti. Lentamente sale lo sguardo fino a soffermarsi sul viso. Ne incrocerebbe lo sguardo, prima di riprendere a parlare. «Siete di queste parti?» Domanda, senza girarci troppo intorno.
12:09 Koel : [ Gazebo ] Si porta le mani tra di loro, i palmi che vanno a sfregarsi, in maniera da poter sentire un p? di calore, dato che al momento quel che prova, fino alle punta delle dita, ? il freddo «Giornate noiose?» domanda, inclinando di lato il capo «Siete fortunata ad averne, com'? una giornata noiosa?» chiede, tra il serio e il faceto, sorridendole. Alla sua domanda, scuote un poco il capo «No, anche se mi piacerebbe, devo ammetterlo, vengo da fuori, da cos? lontano, che ci ho messo molto tempo, per arrivare in citt?» spiega con calma, senza sbilanciarsi troppo. Una volta scaldatosi le mani, torna con il mantello a stringersi ad esso, in maniera da non disperdere molto calore «Sono qui da poco, tant'? che ancora non conosco del tutto la citt?, i suoi pi? piccoli anfratti, e i suoi palazzi maestosi...cosa mi sapete dire, in tal proposito?» chiede con fare curioso, rimanendo fermo, distante da lei, per non apparire troppo invadente. Si guarda un attimo dietro di s?, per poi andare ad accomodarsi su di una panchina, nel mezzo d'essa, in maniera da potersi accomodare un poco
12:30 Niriel : [ Gazebo ] La sua figura permane immobile, simil ad una statua. Non fosse per i capelli mossi dal vento. Gli sorride di rimando, a quella domanda retorica. Non risponde per il momento, lasciando che sia lui a parlare. Le mani si muovono ora, afferrando i bordi del libro. Con gesti attenti, misurati, va a posarlo sulla panchina, alla propria destra. Una volta libera da ogni impiccio, andrebbe a sollevarsi dalla panchina in un morbido fruscio di stoffe. «C'? molto da vedere, in effetti.. Sebbene vi sconsiglio di aggirarvi disarmato nella zona ad ovest del fiume.» Fa quindi una piccola pausa, mentre le mani corrono a sistemarsi il mantello. «La citt? comunque sia ? grande.. Offre molto da vedere.. C'? una splendida Biblioteca, molto fornita.. Un Teatro..» Fa quindi un gesto verso i Giardini, andando ad indicare un'area non ben precisata. «Ma questo ? quello che preferisco.. sebbene non renda molto con questo tempo..» Un sospiro esce dalle labbra rosate. Le mani appaiono chiare, pallide, come se il gelo le stesse attanagliando. Ed in effetti, cos? ?. Ma non fa nulla per scaldarle e tenta di passar oltre a quel piccolo dettaglio. Torna su di lui, posando gl'occhi chiari sulla figura dell'umano.« Il mio nome comunque ? Niriel Haevir, dell casata dei Dyfoon..»
12:35 Koel : [ Gazebo ] Porta le mani contro lo schienale della panchina, accavallando la gamba destra sopra la sinistra, ascoltando il dire di lei, incuorisito e interessato a poterne sapere di pi? «Disarmato?» domanda con una nota ironica «Perch?, forse ora v'appaio armato?» chiede, scoppiando a ridere «Non ho problemi a girare disarmato ovunque...anche perch? non penso di rappresentare alcuna minaccia» aggiunge, scrollando le spalle. Al gesto di lei, si guarda attorno, osservando quello che ovviamente pu? «Capisco...anche se non mi considero molto tipo da Teatro» aggiunge, tornando su Niriel «Forse da Biblioteca, ma sono pi? avvezzo a cose come l'Arena, o laddove possa esservi divertimento». Fa un lieve sospiro, osservando nuovamente la donna, gli occhi che si aprono appena, nell'udire il nome della Casata «Una Dyfoon, una Casata di grandi guerrieri con onore, ho sentito dire» verba con tono deferente «E' un'onore per me incontrarvi, dunque, Lady Dyfoon, io sono Koel Aesir...di nessuna Casata» aggiunge dopo una breve pausa, sorridendo
12:50 Niriel : [ Gazebo ] Pacata permane nella usa posa. Annuisce appena a quelle parole. «Non sareste voi, li, il problema.. Non ? diciamo.. Una zona raccomandabile. Per nessuno.. » Commenta, senza proseguire oltre su quel discorso. La mancina viene portata al viso, come spesso accade, andando a sistemare la lunga chioma. Controlla, con un gesto quasi istintivo, che le orecchie siano ben celate. «L'Arena..» Annuisce piano, abbassando la mano. «Si trova a Nord di qui, vicino al Palazzo Nobiliare.» La mano destra si solleva ad indicarne la direzione. «Altrimenti, v'? una locanda non troppo lontana da qui..» Si volta, donandogli per qualche istante il profilo destro. «Il Drago blu» Aggiunge, ritornando su di lui. Muove qualche passo dunque, verso il centro del gazebo. Il lungo mantello ondeggia ad ogni movimento, accompagnandola. «L'onore ? mio, Ser Aesir..» China il capo in segno di rispetto e di gentilezza. Umetta le labbra, distogliendo infine lo sguardo. Si osserva intorno, ascoltando la pioggia cadere.
13:00 Koel : [ Gazebo ] Odora la pioggia, sempre che si possa dire di poterlo fare, l'umidit? che cade sull'erba bagnata, lo sguardo che si perde attorno, godendosi quei piccoli e brevi momenti «Non sono tipo che ama le zone poco raccomandabili» replica con fare sicuro verso di lei «Sono pi? per il...correre e lasciar correre, a meno che, ovviamente, non accada qualcoa di davvero orribile, allora in quel caso sono moralmente obbligato ad intervenire» spiega, osservando i suoi gesti, il suo alzarsi, avvicinandosi a lui che, per il momento, continua a rimanere seduto «Il Palazzo Nobiliare...se siete appartenente ad una Casata, venite da li dunque? Com'? essere nobili?» chiede, alzando lo sguardo dapprima verso il gazebo, e poi torcendo la testa all'indietro, volendo vedere la pioggia che cade «Il Drago Blu, ne far? memoria, sperando che abbia camere pi? confortevoli della stamberga in cui vivo» aggiunge con un piccolo ghigno
13:16 Niriel : [ Gazebo ] Ascolta il suo dire. Non si avvicina oltre, rimanendo al centro del gazebo. Le mani vanno ad incrociarsi fra di loro, intrecciandosi in una posa morbida. Lo ascolta, annuendo piano col capo. «Capisco..» Sorride, inclinando appena il capo. Un cenno di diniego poi va in risposta a quella sua domanda. «Non sono una nobile.. Non mi ritengo tale. Sono nata in una fattoria, ho vissuto nella povert?.. Da li provengo..» Fa una pausa, muovendosi nuovamente. Il passo viene portato verso la balaustra che circonda il gazebo, andando ad affacciarsi verso i giardini. «Una persona mi trov?.. E mi port? con s?.. Mi salv?, diciamo, da un destino non molto felice.. » Amare le parole che vengono prounciate. Non lo guarda pi?, per il momento, lasciando che lo sguardo si perda verso gl'alberi che circondano la zona. «Non mi ritengo una nobile, e non vivo al Palazzo Nobilare. Non fa per me.. Questo genere di cose mi.. stanno un p? strette, diciamo.. » SIncero il tono, mentre si volta in sua direzione con un sorriso. «Devo tuttavia molto alla Casata che mi ha accolta.. Di certo, la mia vita sarebbe stata molto diversa..» Abbassa dunque lo sguardo, riportando alla mente ricordi non molto piacevoli del passato. «Comunque sia.. La locanda ? ben servita.. E l'oste Osvaldo potr? sembrarvi un p? burbero, ma in fondo ? una brava persona..» Commenta, ritornando su di lui con un sorriso pi? fioco.
13:55 Koel : [ Gazebo ] Ascolta il suo dire, il suo racconto, con fare serio, attento, gli occhi che si socchiudono appena, bench? non possa essere visto, avendo il volto inclinato verso l'indietro «Non si ? nobili per nascita, ma per spirito, secondo me» replica poi, tornando a guardarla «Spesso, chi lo ? per nascita ? una persona arrogante, credendo che tutto gli sia dovuto...invece sono dell'idea che le cose vadano...sudate, per essere guadagnate, e chi meglio di qualcuno che, come dite voi, ? cresciuta nella povert??» chiede, indicandola con la mano destra «So cosa vuol dire, dover faticare per vivere...ma ogni tanto ? anche bello sognare, lo sfarzo, le armature, le dame...tutto ci? che pu? far sognare un bambino» ride sommessamente, ripensando al suo, di passato «Osvaldo...mi ricorder? questo nome, vi ringrazio...e ditemi, ? davvero come si dice, la vostra Casata? Davvero v'? onore, e forgiata dai guerrieri?»
14:06 Niriel : [ Gazebo ] Volta ora le spalle alla balaustra, poggiandovisi contro. Le braccia vengono incrociate all'altezza del petto. In quel gesto, il mantello si scosta lasciando ben vedere il lungo abito blu notte che indossa. Di semplice fattura, sebbene al tempo stesso le doni quell'aria per l'appunto nobile. «Non posso darvi torto..» Risponde con semplicit?, senza ancora volgere il suo sguardo su di lui. Gli occhi si perdono ad osservare il tetto del gazebo. Chiari, di un grigio che tende all'azzurro. In quella giornata di pioggia, catturano la poca luce che la circondando. «Certe volte lo sfarzo ? solo opulenza.. » Scrolla le spalle. «Ma da piccoli si sogna sempre di avere abiti magnifici e servit?.. Una vita pi? semplice ed agiata, anche solo per il proprio genitore.» Ritorna quindi con lo sguardo su di lui, con rinnovato sorriso. Annuisce piano alla sua domanda. «I pi? valorosi ed onorevoli. Invero, ci sono anche alcuni Maghi.. Poich? l'onore non si misura solo in punta di fioretto.» Fa quindi una pausa, tornando ora a muovere i propri passi. Uno dopo l'altro, li porta in direzione dell'umano. Non si avvicina mai troppo, come se la cosa potesse essere sconveniente.
14:17 Koel : [ Gazebo ] «Si, avete ragione, alle volte lo sfarzo non ? solo opulenza, alle volte pu? comunque far bene, sognare d'avere qualche abito e, perch? no, corteggiare una bella Lady» aggiunge con un sorriso, portando le mani verso l'alto, stiracchiandole, osservando l'abito che la donna indossa in quel momento; semplice, eppure allo stesso tempo elegante «Vi dona» verba, facendo un lieve cenno con il capo, per poi fare una smorfia «No, la servit? no...io non ho mai sopportato che qualcuno mi faccia quello che posso fare benissimo da solo!» esclama «Altrimenti si potrebbe diventare troppo pigri, fino a chiedere ai servi di imboccarti e di aprirti e chiuderti la mascella anche solo per mangiare» rabbrividisce un poco, per poi andare ad alzarsi con calma, sistemandosi il mantello attorno alle spalle «Maghi?» domanda sorpreso «Non me lo sarei mai aspettato...non che reputi male la magia, sia ben chiaro» aggiunge subito, alzando la mano destra a m? di monito «Ma non l'avrei mai detto, che vi sarebbero stati anche dei Maghi...su quel campo posso proprio dire d'essere negato!» esclama, ridendo con tono sommesso «Sono pi? un tipo che...misura l'ononore con la punta di fioretto, per riprendere le vostre parole»
14:31 Niriel : [ Gazebo ] Ascolta il suo dire, mantenendo le braccia all'altezza del petto. Sfiorano queste, il ciondolo catalizzatore che porta al collo. Di forma circolare, il cui decoro fine ed all'apparenza di oridini elfiche, racchiude una pietra di colore blu. Non ? tanto grande, il ciondolo, in linea con i colori che indossa. Abbassa lo sguardo, non comprendendo inizialmente di cosa stesse parlando. Gli occhi scivolano sul proprio abito per poi ritornare su di lui. «Gr..Grazie..» Mormora con un lieve rossore sulle guance. Scosta lo sguardo da lui, ascoltando il resto del discorso senza interromperlo. Schiude le labbra, notandone il movimento. «Non tutti sono portati alle armi.. Come non tutti sono portati allo studio. Ci? che ? importante, ? il chi si ?.. L'onore che si possiede..» La mano destra si apre, sollevandosi per posarsi all'altezza del proprio cuore, sopra il ciondolo «Ci? che abbiamo dentro di noi.. Che sia dimostrato poi con un incantesimo, una parola od un duello.. Ha poca importanza.» Sentenzia infine, sentendo ancora le guance appena arrossate per il complimento e le parole di poco prima
14:42 Koel : [ Gazebo ] Gli occhi guizzano appena verso il ciondolo che la donna sembra toccare, sorridendo a quel suo ringraziamento, dato apparentemente con timidezza, ma non pu? dirsene sicuro «Avete ragione, ovviamente» verba, annuendo con il capo «L'importante ? muoversi con onore,...senza per? farsi accecare da esso» aggiunge, indicandola con la mano destra «Sono dell'idea che chi muove battaglia in nome dell'onore, ha gi? perso ancor prima d'iniziare...s'io devo combattere contro un uomo, una donna, giovane o vecchio che sia, lo faccio al massimo delle mie capacit? e con il rispetto che serve, aspettandomi allo stesso tempo lo stesso rispetto!» esclama, andando ad incrociare le braccia al petto «Ma lo dimostro anche a parole, o nei gesti...poich?, secondo me, l'onore, e ci? che siamo, non si pu? imparare, ? invece qualcosa che abbiamo sin dalla nascita, che nessuna educazione pu? far comprendere». Fa una piccola pausa, osservando ora l'esterno del gazebo «Per questo sono venuto qui, sapete? Per trovare la mia strada, e mettere al servizio della citt? il mio braccio, dalla parte della giustizia, ovviamente» aggiunge con un sorriso mesto
14:59 Niriel : [ Gazebo ] China quindi il capo, lasciando che l'espressione sul suo viso sia pi? serena, addolcita da quel modo di verbiare e dalle parole dell'umano. «Sono poche le persone che parlano come voi.. Che siano del popolo o che appartengano alla nobilit?.» Fa una pausa, abbassando la mano che fino a poco prima si trovava sul ciondolo «Fa sempre piacere sapere che l'onore, in fin dei conti, non ? qualcosa che si ? perso e non ? una prerogativa unica dei Dyfoon.» Fa una pausa, seguendo il suo sguardo oltre il gazebo. Continua a piovere, inesorabilmente. Per qualche attimo, v'? solo quel suono a disturbare il silenzio assoluto. La voce dell'uomo ritorna ed ella sposta gli occhi chiari su di lui. Non ricambia direttamente lo sguardo, poich? per il momento lui sembra guardare altrove. «Capisco.. Vi sono i Guardiani dell'Ordine allora.. Conosco il Lord Comandante, Manwe Sul?mo. E' un brav'uomo..» Fa quindi una pausa. «Di questi tempi, uomini come voi sarebbero per noi una manna. Pare che ci sar? un attacco da parte dei Troll..E che il Patriarca ed il Vicario dei Dyfoon siano.. periti in combattimento.» Fa una pausa «In effetti, non siete giunto in un momento molto felice, per Kirial..» Commenta con un velo di amarezza. Si avvicina dunque alla balaustra, per andare ad appoggiarsi contro di questa.
15:07 Koel : [ Gazebo ] Rimane in silenzio, almeno fino alle sue prime parole, che accoglie con una risata «Sono solamente me stesso, Lady, non penso di essere migliore o peggiore di altre persone» replica, scrollando le spalle. Al sentire dei Guardiani, socchiude appena gli occhi, la mano destra che s'avvicina al mento barbuto, andando a tirarsi leggermente i peli, facendo una piccola smorfia per il dolore che volutamente si procura «Tempi disperati, richiedono metodi disperati, ma semmai dovessi fare domanda, spero che mi cacci via ritedendomi non idoneo, piuttosto che venire preso pur di fare carne da macello» replica con fare serio, tornando su di lei, stupito e sorpreso, per le ultime notizie «Troll? Volete dire...quelle creature orribili?» chiede, ancora sorpreso, tanto nel tono della voce quanto nell'espressione «Posso ben comprendere che non sia giunto in un momento felice...ci? non di meno, mi premer? davvero rimanere ancora di pi? qui» aggiunge, camminando dall'altra parte del gazebo «Non prendete ovviamente le mie parole per qualcuno che pensa d'essere potente, o la salvezza di chiss? quale regno...semplicemente, da come mi state dicendo, sembra che ogni cittadino, o straniero, dovr? essere chiamato a fare la sua parte»
15:18 Niriel : [ Gazebo ] Le braccia vengono poggiate sulla balaustra di marmo. Le mani accarezzano distrattamente la stoffa morbida delle maniche blu. Lunghi istanti in silenzio passano, mentre sente il vento freddo sfiorarle le guance. I capelli si scostano appena a quel lieve sospiro, lasciando intravedere le orecchie appuntite. Non se ne avvede, almeno per il momento, persa in chiss? quale pensiero. «Manwe.. No..» Dona lui le spalle, per ora, fissando i giardini. «Non mi ? parso quel genere di persona. Ho avuto modo di assistere per molto poco ad uno degli allenamenti che vengono svolti in Caserma. E lui.. Non mi ? sembrato il tipo da gettar le persone come carne da macello in una battaglia..» Fa una pausa, scostandosi quel tanto per voltarsi nella sua direzione. «E' pi? il tipo di Comandante che si pone in prima fila, al fianco dei suoi uomini. E spero di non sbagliarmi, sinceramente.» Commenta infine. Nuovo silenzio, fin quando lui non termina il suo dire. Annuisce piano. «Si, assolutamente.. Ognuno di noi far? la propria parte.. Ci? che ? in proprio potere fare.» Fa una pausa, chinando il capo per osservare la pioggia bagnare uno dei cespugli che circondano il gazebo.
15:28 Koel : [ Gazebo ] Si sofferma dall'altra parte del Gazebo, portando la mano destra fuori da esso, sentendo cos? le gocce di pioggia che gli battono sulla mano «Ho sempre adorato la pioggia» commenta, come se nulla fosse «Molto...poetica, e velo dice uno che a malapena sa leggere, scrivere, e far di conto!» esclama con divertimento, sicuro di farci ben magra figura «Manwe...da come lo state descrivendo, sembra un uomo retto...di certo ogni soldato di sente maggiormente galvanizzato, se il proprio comandante si pone al suo fianco nel combattimento». Agita poi la mano, cos? da togliersi le gocce in eccedenza «Sarebbe un'onore per me poterlo incontrare, prima o poi, ma penso che dovr? inizialmente farmi le ossa anche solo per poter vedere come muovermi in citt?» aggiunge, mordendosi il labbro inferiore «Prima m'avete parlato dei luoghi da non frequentare, e quelli di intrattenimento, quali sono, per voi, quei luoghi sicuri, cui una persona onesta pu? non fare incontri deprecabili?» chiede, gettando un occhio verso l'uscita del gazebo «Ora che sono qui, dovr? ben imparare a dove e, sopratutto, come muovermi, l'ultima cosa che voglio ? incappare in qualche rissa per strada, o divenir vittima di un qualche tagliaborse»
15:43 Niriel : [ Gazebo ] Continua a fissare quei fiori, di un intenso viola. Altri bianchi, che appaiono ne cespuglio come se non ne facessero parte. In silenzio, par contare le gocce di pioggia che cadono sui petali di uno dei tanti fiori. «Io ho sempre adorato il momento successivo alla pioggia, invece. Quando l'aria ? carica di umidit? e gl'odori di questo luogo si fanno pi? intensi..» Il tono par trasognante per un momento. RItorna in s?, quando una goccia scivola sul suo naso, facendola sobbalzare. Un lieve sussulto esce dalle labbra rosate, mentre si scosta dalla balaustra di pochi centimetri. La mano destra lascia andare la presa dalla manica, per risalire verso il viso, andando ad asciugare quell'unica goccia di pioggia. «I Sobborghi, di certo non sono bei posti.. Ci sono stati dei tumulti recentemente. Al Borgo rurale invece pare che siano giusti dei profughi..» Fa una pausa, voltandosi verso di lui. «Purtroppo, i malintenzionati li si trova ovunque.. Sia qui ai Giardini che nel vicoletto pi? buio.. Bisogna fare attenzione, soprattutto la notte..» Sorride, apertamente. «Ma mi sembrate sveglio abbastanza da non andare a ricercare una rissa o dei guai. Sono certa, che starete bene..» Annuisce piano col capo.
15:52 Koel : [ Gazebo ] Fa una piccola smorfia, nel sentire il discorso sull'umidit? «Ne ho avuta abbastanza quando lavoravo alla fucina» replica, scotendo il capo «Troppo tempo passato tra il caldo e l'umido dei vapori, credo di aver percepito tanta umidit? quanta ? lunga la vita di un Elfo» commenta con un ghigno sornione «Ma almeno sull'odori intensi, posso darvi ragione» aggiunge. Quando la vede sussultare, porta il piede sinistro istintivamente all'indietro, come a volersi preparare ad un attacco, per poi rendersi conto del vero motivo; soffoca alla bell'e meglio una risata, le guance che si ingrossano, la mano destra che si porta dinnanzi alla mano, ruotando il corpo per non farsi vedere, simulando quella risata che sta uscendo fuori, con della tosse. Si riprende dopo qualche attimo, tossicchiando ancora «Il freddo mi fa tossire spesso» vuole giustificarsi ovviamente, cercando di riapparire serio «Non cerco la rissa, sono tendente a farmi i fatti miei, ma come ho detto, non mi tiro indietro, se vedo qualcosa di ingiusto...e cerco di intervenire per come posso». Tossicchia ancora, il volto leggermente arrossato
16:10 Niriel : [ Gazebo ] Lo sente muoversi, e lo vede pi? vicino quando si volta verso di lui. Corruga appena la fronte, osservandolo tossicchiare e trattenere forse una risata. Inclina il capo, non sembra darvi troppo peso. L'aria fredda le sfiora le punte delle orecchie, pi? marcate e simili a quelle elfiche, tipiche della sua razza. Istintivamente, come spaventata dalla cosa, porta entrambe le mani al volto, cercando di celarle al di sotto dei lunghi capelli castani. Distoglie nuovamente lo sguardo da lui, come se la cosa per un attimo la vergognasse. «Gli elfi vivono anche troppo a lungo..» Commenta con lieve ironia nella voce. «Comunque sia.. Spero non vi stiate ammalando.. Fa freddo, in effetti.» Ritornano su di lui gli occhi chiari, mentre abbassa le mani per farle scivolare lungo i fianchi. Le mani vengono coperte dalla stoffa blu e dal mantello chiaro, ancor gelide per il freddo di quel pomeriggio. «Allora, sono certa che starete bene in questa citt?.. Con le dovute precauzioni..» Tornando a sorridergli nuovamente
16:20 Koel : [ Gazebo ] Si riprende del tutto, finendo anche di tossicchiare, schioccando la lingua contro il palato, prendendo a respirare con fare normale «Alle volte, invece, li invidio» replica con calma «Poter vivere cos? a lungo, assieme ai cari che possono fare altrettanto» spiega con un lieve sorriso «Vedere regni che nascono e che cadono, mentre noi umani...siamo vecchi quando i loro figli sono ancora bambini» sussurra appena, lo sguardo rabbuiato «Alle volte vorrei poter essere un Elfo, o una di quelle razze che comunque pu? vivere a lungo...mi piacerebbe poter cos? viaggiare per anni, se non secoli, scoprire nuovi territori, nuove citt?, e poi, semplicemente, tornare indietro». Si muove ora avanti e indietro, anche per resistere al freddo che sente incombente, essendo rimasto fermo fin troppo a lungo «Lo spero anche io...ho intenzione di vivere a lungo, sapete?» domanda con lieve ironia nella voce «E magari, farmi un nome, e una famiglia...sar? vanesio forse, ma non ho intenzione di diventare un signor nessuno»
16:31 Niriel : [ Gazebo ] Lo ascolta. Rimane in assoluto silenzio. Le mani si stringono fra di loro, torcendosi con fare pi? nervoso. «No.. Non dovete invidiarli..» Mormora con tono molto basso, appena percettibile in mezzo a quelle gocce di pioggia. China il capo, mentre un'ombra passa sul suo viso, rabbuiandolo. Muove un passo, indietreggiando. «Forse un elfo.. Fra la sua gente.. Ma non qualcun altro, che possa vivere cos? a lungo..» Mantiene quella voce bassa. Volge le spalle all'umano, andando ad avvicinarsi verso la balaustra, sul lato opposto al suo. Come a nascondersi, o a celare il proprio viso. Le braccia vengono sollevate, e nuovamente incrociate all'altezza del petto. Si stringe nel mantello, come se le mancasse improvvisamente il calore. «Non vorreste nascere, come un mezzo elfo.. Vivere e veder morire chi vi ? accanto solo perch? non ha la vostra longevit?..» Abbassa il capo, gli occhi vanno in direzione del cespuglio che adorna la base del gazebo, ma per il momento non sembra vederlo. «E' pi? una maledizione, che una benedizione.. Vi porta via tutto.. il tempo ? anche troppo, quando non si ? umani.» Le palpebre infine vanno a celare gl'occhi, lasciando che il silenzio porti via quelle ultime parole.
16:38 Koel : [ Gazebo ] «Questione di punti di vista» replica, inclinando di lato il capo «Posso capire, ? vero, che vivere al di fuoei della propria gente possa essere terribile, sopratutto se si hanno rapporti con altre razze che non hanno la fortuna di vivere per secoli» afferma, osservando l'avvicinarsi di lei alla balaustra «Ma per molti umani ? comunque una benedizione, poter vivere cos? a lungo; per un Elfo, forse anche un Mezz'Elfo, sessant'anni non sono nulla, per un Umano sono tutta la vita, e spesso e volentieri ? qualcosa di sprecato, ti guardi indietro e puoi vedere solamente errori, senza avere pi? il tempo, n? le energie fisiche e mentali, per poter risolverle». Rimane in silenzio per qualche minuto, avvicinandosi ora all'ingresso del Gazebo, andando ad osservar il cielo «Maledizione o benedizione che sia, pu? portare via tutto, ? vero, ma pu? anche donare altro, garantendo la possibilit? di vivere, di vedere cose belle e brutte, senza aver paura di ritrovarsi di colpo vecchi, ed essersi accorti che tutto ci? ? passato in un soffio»
16:49 Niriel : [ Gazebo ] La schiena viene incurvata, mentre il capo va ad appoggiarsi sulle braccia. La fronte va a sfiorare le mani, celando definitivamente il viso. Rimane cos?, per qualche lungo attimo, ascoltando le parole dell'umano. «Avrei voluto.. Che gli umani con cui vivevo.. Avessero la stessa vostra apertura..» Si stringe nelle spalle, sentendo il peso degl'anni passati. Le urla, le maledizioni lanciate contro la propria persona. «Ero solo una bambina.. Una bambina da troppo tempo.» Lentamente solleva il capo, andando a fissare il paesaggio. Una smorfia si dipinge sulle labbra, un'amarezza insita nel suo cuore. «Venni incolpata di stregoneria, sapete? Pensavano che avessi ucciso mia madre, portandole via la vita per rimanere giovane per sempre.» Gli occhi si sollevano verso il cielo pumbleo. «Per mia fortuna, un uomo mi salv?.. Ma probabilmente non sarei qui.. Sarei morta sul rogo il giorno stesso. Solo perch? ho sangue elfico e la loro longevit?..» La voce appare distante, un p? malinconica. «Ogni tanto vi invidio. Viviamo pi? a lungo, ma voi vivete pi? intensamente.» Scuote il capo. «Peccato non poter fare uno scambio, nevvero?» Chiede con lieve sarcasmo, dandogli ancora le spalle.
16:57 Koel : [ Gazebo ] Respira con calma, sta per aprire bocca, ma non parla, sentendo invece il dire di Niriel, le sue parole, mordendosi l'interno delle labbra, provocandosi un p? di dolore. Solo alla fine del discorso si pronuncia «Spesso, l'essere umano, o comunque sia, tutte le razze, hanno paura di ci? che non conoscono, e quella paura genera rabbia, e la rabbia odio...non tutti i villaggi hanno la...fortuna, diciamo, di poter conoscere il mondo intero, sono sicuro che l? fuori» e per enfatizzare la cosa, va a puntare il braccio verso l'esterno del gazebo «Vi siano villaggi e piccoli regni dove cose come Elfi, o la stessa magia, sono viste come leggende, se non vere e proprie stregonerie» parole serie le sue, le narici che si allargano appena «Da aff? mia s?, posso dire che ? un peccato non poter fare uno scambio, ma ? il vostro passato, e per quanto terribile sia stato, non penso che debba pregiudicare il vostro presente, tanto meno il vostro futuro, Lady» parla con tono deferente, facendo un piccolo chino con il capo «Ho sentito dire che anche alcuni Elfi mostrano peculiarit? come quelli del vostro villaggio, nei confronti di chi...beh, diciamo di chi non ? come loro...il male e la stupidit? sono insite in tutti»
17:08 Niriel : [ Gazebo ] Lo ascolta. Come un balsamo quelle parole forse un p? calmano quell'animo reso inquieto dal discorso. «Il mio passato, quello che ? successo, mi ha fatto diventare ci? che sono. Ma a nessuno auguro ci? che ho passato.. Poich? l'ignoranza, molte volte, pi? essere letale per i pi? deboli..» La mano sinsitra inizia a giocherellare con l'anello della casata. Il polpastrello segue la filettatura della piuma. In silenzio permane, mentre un sorriso poco divertito si dipinge sul suo volto. «Ci sono elfi che vanno a caccia e si dice che siano pi? spietati di alcuni clan drowish, nei confronti dei mezzelfi e degl'elfi che li hanno generati...» Mormora con tono basso. «Mia madre non mi disse nemmeno il nome, di mio padre. Temeva ci? che ci sarebbe potuto accadere, se una cosa simile avesse raggiunto orecchie indiscrete.» Smette di giocherellare. «La tolleranza, a certuni, ? sconosciuta purtroppo.» Raddrizza ora la schiena, andando a voltarsi verso di lui. Lo fissa, per alcuni istanti in silenzio. «Anche per questo, mi sono affiancata ai Dyfoon, abbracciando i loro ideali.» Le braccia si sciolgono da quell'abbraccio, scivolando morbidamente lungo i fianchi. «Voi, pi? di tutti, probabilmente meritereste di aver la possibilit? di vivere pi? a lungo.. Molto pi? di tante altre persone.» Sincere le parole, cos? come il sorriso che ora va a disegnarsi sulle sue labbra