18:15 Malawe : [ agrumeto ] [di nuovo a fare cose che non dovresti fare, eh, Malawe? Se ne sta non troppo lontano dall'agrumeto che sorge all'interno dei Giardini Incantati. L? dove crescono alberi di arance e limoni. Probabilmente pi? propenso dove ci sono le arance, che i limoni. Odia il sapore dei limoni. Piove, quindi non dovrebbe esserci nessuno all'interno dei giardini -o almeno cos? dovrebbe essere. Ha mollato Sasha dicendogli che sarebbe tornato prima del calar del sole, perci?, sta cercando pure di fare veloce. Vuole raccogliere quante pi? arance possibili, cos? da portarsele indietro ed avere anche per stasera un po' di cena. Si ritrova, quindi, a guardarsi attorno con aria un po' furtiva, i piedi infilati in un paio di stivali completamente sporchi per nascondere il fatto che siano nuovi -e quindi rubati. Vestito di stracci, come sempre, si allunga di qua e di l?, saltando ogni tanto, per poter afferrare una delle arance, troppo in alto. ]stupida arancia..![ sbuffa, facendosi ovviamente sentire probabilmente da Niriel. ]andiamo![ commenta, cercando di saltare per l'ennesima volta e sfiorandola per la fantastilionesima volta. ]accidenti ai rami e chi li ha inventati![ s?h, va bene. ]argh![ e, stavolta, dovrebbe riuscire ad afferrare l'arancia, finendo per? per scivolare a terra e battere una romba assurda. Fortuna che le altre le ha messe momentaneamente per terra, cos? non gli volavano via nel mentre.]
18:22 Niriel [ Gazebo ] Non passa molto tempo da quando fissa i giardini a quando una voce o forse qualcos'altro di inusuale e diverso dalla pioggia cattura la propria attenzione. Sbatte le palpebre pi? volte, come se non si aspettasse al momento qualcosa di simile. Guarda a destra, poi a manca. Ma niente. Tende allor l'udito, ascoltando il frastuono che il mezzodrow sta compiendo per cercare di acciuffare un'arancia. Si scosta quindi dal parapetto, voltandosi dalla parte opposta. Si muove lentamente, andando ora a fissare la zona in cui crescono i grandi salici piangenti, accanto alla zona in cui sorge l'agrumeto. «Che succede?» Mormora con tono basso, sussurrato ed inudibile se non a qualcuno vicino a lei. Si affaccia dunque dal gazebo, andando ad osservare la figura del mezzosangue arrancare per qualche arancia. I gomiti vengono puntellati sulla marmorea balaustra, mentre permane in silenzio.
18:34 Malawe : [ agrumeto ] [finisce a terra, battendo ovviamente il fondoschiena e la schiena, ma pure la nuca, rischiando quasi di mordersi la lingua ed accucciandosi a terra, raccogliendo le gambe verso il busto e mostrando i piedi all'aria. ]ohhhhssantiddei.[ sibila, reggendosi la nuca con le mani, l'arancia che ? finita chiss? dove, probabilmente qualche metro pi? in l?. ]sstupido albero![ esclama, cercando di mollare un calcio ad uno dei rami che crescono verso l'alto, di quelli che affondano nel terreno. Non sono alberi molto grossi, gli aranci. ]cheddoloreeee[ si lamenta, tirandosi su a sedere e massaggiandosi la nuca, ora scoperta dal cappuccio, a mostrare i capelli neri e la pelle grigia, sporca, insozzata dal rimescolio di sangue Drowish ed Umano. Gli occhi verdi sono celati da un paio di palpebre accigliate, strette, mentre il ragazzo, con tanto di lacrimuccia per il dolore, si ritrover? ad aprire gli occhi, non sentendo n? potendo vedere Niriel -la quale rimane pure distante..- perci?, si ritrover? a coprirsi di nuovo la testa, ancora a gattoni, allungandosi qua e l? per afferrare le arance e farle convergere fra i propri stracci, cos? da racimolarle. Sei. Tre per s? stesso e tre per Sasha. Cos? potranno riempirsi la pancia, assieme a qualcosa comprato al mercato, coi soldi racimolati con l'elemosina e quelle mere monete prese a Noor.]
18:44 Niriel : [ Gazebo ] «Osserva la scena, rimanendo in totale silenzio. Un mormorio di dissenso esce dalle labbra della mezzelfa, nel vederlo comportarsi a quel modo. I lamenti sopraggiungono, ben udibili al fine udito della mezzelfa. Un sospiro esce dalle labbra rosate, mentre queste vengono schiuse.» Vi siete fatto male? «Un deja vu, il suo, avendo gi? posto questa domanda al mezzodrow. Appare tranquilla, pacata. Un sorriso lieve dipinto sulle labbra rosate. La voce, che risuona in quel silenzio rotto solo dalla pioggia, ? mantenuta abbastanza alta per potersi far sentire a quella distanza. E continua ad osservarlo, a fissare quello che combina, nella speranza in cuor suo di non averlo allarmato. Umetta le labbra, rimanendo ora di nuovo in silenzio. Inclina appena il capo alla propria destra, mentre la dritta mano va a far da appoggio alla guancia liscia e priva di imperfezioni»
18:56 Malawe : [ agrumeto ] [sta ancora afferrando l'ultima arancia quando la voce di Niriel lo fa saltare un po'. Solleva gli occhi verdi in direzione della ragazza, fissandola come solo un animale la fisserebbe. Circospetto, attento, diffidente. E probabilmente nemmeno la riconosce -non subito, almeno. Si acciglia. Con tutte le persone che vede tutti i giorni, tutte quelle a cui scrocca da mangiare.. storce le labbra, arcuando un sopracciglio e corrugando la fronte. ]no, sto benissimo.[ risponde, scontroso e scorbutico come sempre. In realt? gli fa male la nuca, ma sono dettagli, per non parlare del fatto che i glutei sono stati i primi ad impattare contro il terreno. Afferra le varie arance e se le infila sotto al mantello, arrotolandole in uno dei tanti strati di stoffa che ha addosso -s? e no, sono tre, ndr- e tenendosele strette al petto. ]e comunque, che t'importa?[ domanda, sempre attento, fissando Niriel con aria abbastanza stranita. Che vuole questa, ora?]
19:04 Niriel : [ Gazebo ] «Eccolo, che esce quel caratteraccio da animale selvatico. La mezzelfa scuote il capo, lasciando che un sorriso esca dalle labbra rosate. Ascolta le parole che l'altro le rivolge, ed alla domanda raddrizza semplicemente la schiena. La mano abbandona la guancia ed entrambi i palmi ora si sollevano verso il cielo.» Colpevole. Avete ragione. Non mi interessa. «Abbassa quindi le mani posandole sulla balaustra. Picchietta per qualche attimo sul marmo, fissando di rimando la figura dell'altro. E nessun'altra parola viene pronunciata dalla mezzelfa. Lo fissa ancora qualche attimo per poi scostarsi dalla balaustra. Aveva forse perso le speranze ed in fondo poteva solo capirlo. Distoglie infine lo sguardo, andando a sedersi su di una delle panche poste al di sotto del grande gazebo.»
19:30 Malawe : [ agrumeto ] [continua a fissare Niriel, prima di roteare gli occhi al cielo e notare che, ormai, si sta facendo realmente tardi. E lui, quando il sole cala, non vuole finire minimamente con l'imbattersi in persone che non vorrebbe vedere. Storce le labbra. ]ecco, s?.[ ribatte al dire dell'altra, quando quella gli dice che no, non le interessa. Meglio per tutti e due. Lei non deve mentire a nessuno, lui non deve fare partacce a nessuno per scoprire quella semplice falsit?. Storce le labbra e comincia a correre, sempre mantenendo le arance fra le proprie braccia, attento a non inciampare o chiss? che. Ora che ? notte, seppur ci veda meglio di molti, non si fida ugualmente delle ombre. Quasi gli viene l'ansia, ogni volta che arriva l'oscurit?. Come se, nemmeno in tutti i buchi in cui s'? andato sempre a rintanare, possa essere effettivamente al sicuro -e non lo ?, con tutta probabilit?.] _end
19:39 Niriel : [ Gazebo ] «Sospira sommessamente, producendo quella lieve nuvoletta di vapore. Si stringe nel mantello, avvolgendolo ancor di pi? intorno al proprio corpo. Il freddo ? pungente, l'aria carica di umidit?. Ma il pensiero ritorna sempre su quel mezzodrow. A poco potevano servire le sue parole. Ed in fondo, che importanza aveva. Sente i passi del mezzosangue muoversi sull'erba, in allontanamento da quei luoghi. Non lo avrebbe fermato, perch? tanto a nulla sarebbe servito. La mano destra sale al viso, andando a sistemare alcune ciocche di capelli. Nasconde con cura le orecchie appuntite. Un vizio il suo, sin da quando era bambina. Rimarrebbe li, ancora qualche attimo, ad ascoltare il suono della pioggia, prima di decidere di avviarsi per raggiungere il proprio apprendista che, nel mentre, era a sbrigare alcune commissioni. Un sospiro la muove, mentre ritorna sotto la pioggia che continua a cadere»