14:53 Ithil : [ Salone ] Schiena dritta, portamento elegante ed al contempo sobrio. Gli occhi smeraldinei fissano la figura del mezzelfo, scrutandone maggiormente le fattezze or che le appaiono chiare: un sangue misto. Umetta le labbra, rimanendo al suo posto, alla destra della statua. Le orecchie dell'elfa sfuggono al di sotto del lungo crine biondo, risaltandone l'appartenenza a quella razza. Alta, fasciata nel velluto cremisi, fisserebbe con intensità il mezzelfo. Le labbra si stringono in un'espressione più rigida. «Quel Re a voi, Ser....» Saluta con tono più distante, inclinando appena il capo alla propria destra. Lascia appositamente la frasi in sospeso, attendendo che sia ei a presentarsi per prima. La mano destra viene posata sulla base dell'alta statua. Non porta anelli o bracciali. Solo una lunga collana con un medaglione circolare su cui sono incise alcune parole nell'antica lingua elfica. «Cosa attendevate, se posso chiedervi.. Se le guardie vi han fatto passare, immagino siate qui per incontrare qualcuno..» Rimane a fissarlo, studiandolo con lieve curiosità.
15:02 Zehfir  : [ Salone ] Non v'è dubbio! La donna non può che essere un'immortale. Solo gli elfi riescono a misurare a tal maniera i loro movimenti. Nemmeno un gesto fuori posto, non una parola o uno sgaurdo. Anche la ciocca che ricade davanti al viso, apparentemente casuale, sembra un gesto o un avvenimento perfettamente cercato e studiato. Zehfir ne ammira dunque la figura, irrigidito più del solito, diffidente e allo stesso tempo quasi ammirato da quella purezza di quella razza, la quale nel suo sangue può solo assaggiarne in parte. «Sono Zehfir Lehorian...saesa omienten lle! » ovviamente non dovrebbe necessitare di traduzione il suo saluto per questo, cercando a sua volta di misurare i movimenti, per evitare di risultare affrettato o irritato, si affretterebbe a dire: « Un appuntamento...se cosi si può chiamare, con la Granduchessa Ithil...» i suoi occhi vibrano sul suo sguardo diafano.
15:13 Ithil : [ Salone ] La mano rimane ferma li, lievemene schiusa, con le nocche a sfiorare il granito. La mancina invece è lasciata lungo il fianco, inanimata peri l momento. Ascolta il dire del mezzosangue, lasciando che una lieve espressione sorpresa si dipinga sul viso cesellato. Espressione che dura pochi attimi, prima di lasciar il posto ad un sorriso di circostanza. «Lle quena i'lambe tel' Eldalie?» Domanda, lasciando che per qualche volta la sua lingua riecheggi in quella sala e non il solito comune. Scosta la mano dalla base della statua, prendendo a camminare. Con la destra, fa un lieve cenno al mezzelfo, indicandogli una zona vicina alle pareti, su cui sono appesi arazzi e quant'altro ad innegiare la nobiltà di quel luogo. «Camminate con me, allora, mentre attendete.» Risponde con tono lieve. «Conoscete la Granduchessa?» Chiede, senza attendere molto. Gli occhi verdi sono fissi su di lui, mentre attende che lo segui. 
15:24 Zehfir : [ Salone ] Sembra che l'abbia sorpresa con la sua padronanza della Nobile Lingua. Un lieve sorriso si stampa sulle sue labbra violacee e fini, dure. Si appresta con garbo a seguirla mentre questa si muove per il Salone. « Parlo l'elfico da quando son venuto al mondo...in parte...» sottolinea suo malgrado «...mi appartiene! » poi si appresta con la solita calma serafica « Ritengo tuttavia che una scelta razionale e passionale allo stesso tempo, quindi quanto mai coscenziosa, sia decisamente preferibile alla casualità di una discendenza non voluta...» spiega in parte il suo pensiero sul mondo. « Non conosco di persona la Granduchessa...ma destino vuole che bisogna prima o poi farne la sua conoscenza a quanto pare, se si vuole avere un ruolo alla Corte di Kirial...come il sottoscritto...» più chiaro di cosi.
15:34 Ithil  : [ Salone ] Iniziano così a camminare, mantenendo il mezzelfo sulla propria sinistra. La lunga gonna scivola sul pavimento col suo strascico, nascondendo le basse scarpe che porta l'elfa. Ascolta il suo dire in silenzio, corrugando appena la fronte. «Capisco, ma voi.. Non le appartenete oserei dire.» Gli occhi verdi non si spostano da lui. «Non fraintendetemi. Mi par abbastanza chiaro che voi non siate un elfo.» Non v'è arroganza nella sua voce, semplice constatazione la sua. «Oh, capisco. Un ruolo nella Corte.. E quale, se posso chiedervi? » Domanda con tono cortese ed ancora quel sorriso di circostanza nella voce. «vi sono molti ruoli che si possono adempire al servizio del Regno. Se vi ritenete consono a tal ruolo, s'intende.» Passa di fianco a diversi arazzi rappresentanti alcune delle casate del Regno. 

15:45 Zehfir  : [ Salone ] Il sorrisino si blocca sul viso, tirato e forzato come ogni volta percepisce un lieve disprezzo nei suoi confronti e nei confronti della sua "sporcizia" razziale. Inutile dilungarsi oltre nel narrare come un mezzosangue sia un continuo lottare contro se stessi e le discriminazioni. Non ne dimostra fastidio dunque alla puntale specificazione dell'elfa. Continua dunque la camminata al suo fianco concentrandosi piuttosto su ben altre vicende. Le sue aspirazioni. « Reputo di avere abbastanza da dare a questa città e all'intero regno...non presunzione...ma semplice constatazione! » cantilena con la sua voce distante e musicale, velando minimamente una stoccatina alla Valdar, usando le sue stesse parole. « La carica di Funzionario...» si ferma cosi da lasciare sospeso il tutto...è quella la sua scelta, ma non prosegue cosi da lasciare l'iniziativa all'immortale.

18:33 Ithil  : [ Salone ] Proseguono, l'uno di fianco all'altra, lungo quella sala sfarzosa ma al contempo vuota. Non vi erano feste in programma e non sembrava effettivamente esservi molto da festeggiare in quei giorni, con un Patriarca disperso. L'attenzione, tuttavia, è tutta per il mezzelfo. Ricordava la lettera che le aveva scritto. Lo sta studiando, testando, senza rivelare la propria stessa natura. Passo dopo l'altro, calpesta senza alcun tipo di rumore il pavimento. «Funzionario..» Mormora con lieve enfasi, lasciando che un sorriso si dipinga sulle labbra rosate. Coglie la stoccata, lieve ed appena percettibile, dalle sue parole. Ma lascia correre. Lei superiore a queste cose. «Ovviamente, dovrete iniziare a frequentare maggiormente la corte.. Giusto anche per riconoscere un Granduca, quando lo si incontra..» Solleva gl'occhi verdi, rallentando l'incedere fino a fermarsi di fronte uno stendardo rappresentante una volpe bianca su sfondo rosso. 
18:44 Zehfir  : [ Salone ] Bene...la passeggiata all'interno del Salone prosegue secondo tipica etichetta aristocratica, o almeno lo saprebbe se cosi fosse o meno, se Zehfir ne avesse un minimo di conoscenza. E' cresciuto sempre da braccato e da fuggitivo e da disprezzato, ma nonostante non avesse mai condotto una vita agiata o nobile, si è sempre comunque saputo distinguere dai soliti emarginati. Per lui come spesso ama ricordare, non è importante la discendenza, quanto quello che si ha dentro, e per dentro oltre all'animo, intende soprattutto nella mente, e come lo si utilizza nel mondo e per il mondo! « La vita di corte sarà sicuramente una novità interessante...» commenta pacato senza volgere il viso verso l'elfa, camminando ritto con le solite mani unite dietro il fondo schiena. « Credo che la curiosità e l'interesse verso quello che di ignoto ci attende e quello che non conosciamo, siano i migliori motori di noi esseri viventi...» Questa volta però i suoi occhi balenano verso la figura "cristallina", cosi sembra al Lehorian: « Saprò riconoscere una Granduchessa e un Granduca a prima vista...spero che possa saper comunque prima chi essi siano...» commenta sospettoso che anche la li presente sia una di alto rango.
18:56Ithil  : [ Salone ] Ferma così il passo davanti quel che dovrebbe essere un arazzo rappresentante la casata degli Strauss. Ovviamente, ve ne sono diversi per tutto il salone, rappresentanti anche le altre casate. «Non ci si annoia, sebbene si pensi il contrario. Gli impegni sono molti, soprattutto per un Apprendista Funzionario.» Fa quindi una pausa, chinando appena il capo. «Ciò che dite, comunque sia, mi fa intendere che siete disposto ad imparare.» Entrambe le mani vengono portate all'altezza del grembo, incrociandosi fra di loro. «E questo è bene.» Annuisce piano col capo infine. No, non le andava molto a genio il fattore che lui fosse un mezzelfo. Ma lei non si fermava alle semplici apparenze. Più tollerante, in quel regno fatto prettamente di umani. Le mani scivolano lungo la stoffa di velluto rosso, andando ad afferrarne i lembi. «Vogliate scusare il mio fare, Zehfir. Sono stata molto scortese con voi.» China dunque il capo, esibendosi in una lieve riverenza. «Sono Ithil Tasartir, Granduchessa di Kirial ed Ambasciatrice del popolo elfico in questa città.» Ritorna in dritta postura, osservandone l'eventuale reazione.

19:07 Zehfir  : [ Salone ] L'elfa sembra apprezzare le parole del mezzelfo, e intuisce con piacere di quest'ultimo che si, è disposto anche ad imparare, nonostante si ritenga già di per se superiore alla stragrande maggioranza degli abitanti del regno. Ma questo è bene non farlo sapere. Alle volte sentirsi superiore, comunque, non è solo una propenzione arrogante del proprio essere, ma uno stimolo a protendere sempre più alla perfezione, quindi al continuo miglioramento di se...quindi si...c'è sempre qualcosa da imparare. Passo dopo passo, i due sfiorano il pavimento del Salone con la grazia che nell'una con elegantissima purezza, nell'altro con duro e imperfetto fascino misterioso. Ad un tratto la giovane Valdar si ferma, e con la schettezza degna di una freccia scoccata contro il nemico, manifesta il suo velato fastidio nei confronti della "impurità" del Lehorian. Ci è abituato e per questo come sempre ama fare, raccoglie il nasconsto insulto(?) con un sorriso educato ma che solo lui sa essere leggermente irrisorio e sprezzante, quasi divertito. Quand'ella si presenta, Zehfir però abbandona l'espressione tirata per accettare con piacere la presentazione educata e composta dell'elfa. A sua volta il mezzosangue abbozza un inchino senza parlare essendosi già presentato in precedenza: « Ora signora...» usa quel titolo un po controvoglia, ma con profondo rispetto dei ruoli « ...saprò riconoscervi come Granduchessa...un nuovo pezzo si quindi aggiunto all'infinito quadro della mia conoscenza...» si è capito che ama parlare per metafore?! Direi di si...
19:15 Ithil  : [ Salone ] Le mani lasciano la presa dell'abito, facendole morbidamente ricadere sui fianchi. Annuisce alle sue parole. «Ora saprete riconoscermi nella folla.» Risponde con tono cortese. Mantiene quella sua neutralità, senza voler apparire aspra o austera. E' gentile, nei toni e nei modi. Sebbene vi sia sempre qualcosa di elfico in lei, che sembra pesar sul mezzelfo. «Al momento, non abbiamo qualcuno che gestisce la Gran Loggia.. Motivo per cui, siamo noi Granduchi ad occuparci di questo genere di colloqui...» Fa una pausa, riprendendo quella morbida passeggiata. Non corre, non mette fretta ai propri passi. Lascia che l'altro la affianchi, qualora lo desideri. «DI conseguenza, farete capo a me o ad un altro dei Granduchi al momento.» mantiene una postura diritta senza risultare tuttavia troppo rigida. Ogni movimento, par essere quello di un passo di danza e la voce stessa par essere sul punto di cantare, tanto dolce e melodiosa. «Quali tipi di esperienze avete fatto, in passato?» Chiede ancor con quel tono gentile, riportando gli occhi verdi su di lui.
19:29 Zehfir   : [ Salone ] Zehfir assorbe ogni singola parole della Valdar come se fosse insostituibile linfa vitale. Ogni flebile sussurro proferito in quel momento dalla donna potrebbe decidere del suo futuro come Funzionario, qualora fosse ammesso all'apprendistato. Ne segue il passo sinuoso, quasi impercettibile, tanto che pare che ella volasse, sfiorando il pavimento del Salone marmoriato con le sole punte dei piedi. Rimane ancora qualche istante in sacrale silenzio prima di rispondere alla domanda fatta, come sempre a suo modo, con un tono nenioso e distante:« Personalmente ritengo che anche la semplice mungitura di una capra possa valere come esperienza, ma ovviamente non ritengo sia il caso di inserirla tra le cose necessarie da sapere per diventare un Funzionario di Kirial...» la osserva con la solita espressione per poi riprendere « ...o forse si...? » chiede dunque non provocatorio, ma con una punta di sano stuzzicare intelligente. Non sia mai che si perda l'occasione per tirar fuori il parere di un elfo. « Se non altro conosco perfettamente sia la vostra lingua che quella degli Uomini, e posseggo varie conoscenze teoriche se un infinito numero di cose...ma questo dovrete essere voi a valutarlo, in ogni caso! Se chiunque si basasse sulla valutazione delle proprie doti ed esperienze, ahimè, temo che avremmo un'infinità di re e nessun al di sotto di quel rango...» tira ancor più il suo sorriso, apprezzando la sua stessa spigliata battuta.

19:39 Ithil  : [ Salone ] Proseguono quella camminata, e nessun altro par davvero disturbare il Salone. Intanto, fuori il temporale si affievola. I tuoni vengono meno, lasciando che una lenta pioggia continui a disturbare. Picchietta contro i vetri della sala, fastidiosa e tediante. L'elda ascolta le parole del mezzosangue. Gli dona attenzione, più di quanta ha mai realmente donato ad un altro della sua specie. «Bene. Mi aspettavo una risposta simile. E ciò mi è sufficiente.» Annuisce piano col capo, fermandosi nuovamente, questa volta davanti alle effigi dei Dyfoon. «Non ho nulla in contrario a farvi tentare. Starà a voi riuscire a nuotare in questo mare impervio, senza affogare. Io posso solo tendervi la mano, all'inizio. Ma poi starà a voi camminare con le vostre gambe.» Fa una pausa, senza staccare gl'occhi smeraldinei su di lui. «Ne convenite?» Domanda infine, lasciando che il sorriso le increspi le labbra rosate.

19:48 Zehfir : [ Salone ] Tira un sospiro di sollievo quando l'elfa sembra contenta delle sue risposte e propensa a concedergli l'opportunità di diventare un membro importante del regno di Kirial. « Vi ringrazio signora...» commenta con garbo e rispetto, non più del dovuto ovvio, per non degenerare in inutile e stolta adulazione. La risposta verrebbe poi con solito tono: « Sarei più il tipo che piuttosto che nuotare preferirebbe dividerle le acque e passarci comodamente attraverso...» detto questo, attenderebbe un eventuale congedo per abbandonare quella sede. 
19:55 Ithil: [ Salone ] Lascia che il sorriso di circostanza rimanga dipinto sulle labbra dell'elfa. «Beh, lo spero per voi.» China dunque il capo in sua direzione. «Avrete presto nostre notizie.. ed istruzioni. Vi ringrazio a nome della Corte per esservi offerto.» UN gesto di congedo viene effettuato in sua direzione. «Naamarie, Zehfir Lehorian. Aa' lasser en lle coia orn n' omenta gurtha» Saluta infine, nella sua lingua, conscia che il mezzelfo conosca quelle parole. L'osserva per qualche attimo avviarsi, prima di allontanarsi lei stessa. Si inoltra nel Salone, svanendo senza alcun suono se non il fruscio della lunga veste che indossa. La pioggia prosegue, bagnando le strade. Ma all'interno di quelle mura ella ricerca il riparo dovuto.