22:56 Niriel [ Gazebo ] Sussurra un lieve venticello quella tarda sera. Spesse nubi coprono il cielo, e non solo. Una coltre spessa d'umidit? copre e lascia poco vedere cosa si cela all'orizzonte. Alti alberi circondano quella zona. Alcune fronde sfiorano l'alto gazebo di pietra bianca sotto cui stanzia la figura della mezzelfa. In piedi, da poco giunta li probabilmente, avvolta in un bianco mantello muove piccoli passi. Il cappuccio ? calato sul viso chiaro, mettendolo maggiormente in ombra di come sarebbe in quella notte di luna crescente. Gl'abiti sono nascosti alla vista, sebbene dei lembi di seta bianca sfuggono e si rivelano insieme a qualche accenno di broccato blu. Il ciondolo catalizzatore ? nascosto sotto le pieghe del lungo mantello chiaro, celato e protetto vicino al proprio cuore. I lunghi capelli castani discendono sulle spalle minute, sfiorando con alcuni morbidi ricci le guance arrossate dal freddo ricadendo sul petto. Si guarda intorno, avvolta nel proprio silenzio. Porta con s? una borsa di cuoio portata a tracolla sul fianco destro, mentre la mano sinistra regge una lanterna, la cui luce illumina fiocamente la zona intorno a s
22:58 Zehfir : [ Giardini ] Il Mezzelfo ovviamente non ? abituato a simil bellezza. O almeno non ? abituato a vederla cosi frequentemente...ad un mezzosangue di solito non ? concessa tanta maestosa e rigogliosa vegetazione. « Non pu? essere semplice frutto della natura...qui qualcosa o qualcuno sembra aver esaltato ancor pi? la preziosa opera della Grande Madre...» commenta Zehfir passeggiando per i Giardini avvolti dalle tenebre della notte, e rischiarati dai pallidi raggi lunari che conferiscono al tutto un'aura misteriosa e magica...come se gi? forse, non lo fosse di per se. Mani dietro la schiena, passo delicato e quanto pi? misurato possibile, capelli nerissimi tirati indietro e pettinati con estrema cura come al solito, nel tentativo di raggiungere quella perfezione concessagli solo per met?.
23:09 Niriel [ Gazebo ] Il braccio sinistro viene sollevato e teso al tempo stesso davanti a s?. Va ad illuminare la zona davanti a s?. Ricerca la panchina su cui ? solita trovare riposo. La mano destra, libera da ogni oggetto, viene lentamente portata al viso, scostando cos? il cappuccio dal viso. Chiaro, pallido come i raggi della luna che ora rischiara la notte. La nebbia, diradata, lascia spazio a quel che pare un ancor pi? bel paesaggio. Si guarda intorno, avvedendosi solo in quel momento come quella luna quasi piena le sia sufficiente. Umetta le labbra, decisa tuttavia a mantenere una luce vicino a s?. Lentamente, si muove verso la balaustra che circonda il gazebo, anche questa in pietra bianca. Nessun suono per ora viene percepito dal fine udito della mezzelfa. Solo un leggero vento che spira sui giardini. Andrebbe ad affacciarsi, posando infine la lanterna sulla pietra della balaustra per evitare di continuare a mantenerla.
23:19 Zehfir [ Giardini ] Il Lehorian continua con la sua marcia tranquilla e senza meta. La mancina ancora serrata nella destra, dietro la schiena. Mento in su e veste color avorio con bordature color oro e nere, tenuta in vita con una fascia di pelle di ottima fattura, che svolazza alla leggera brezza della notte. I suoi occhi bicromi, il destro color della pece, e il sinistro color dell'oro scrutano i dintorni, fino a venire catturati da una lontana luminescenza galleggiante. Non ne vede ancora la fonte, ma per la seconda volta in poche notti, una lanterna e la mano che la regge attirano la sua attenzione.
23:28 Niriel [ Gazebo ] La lanterna ora rimane ferma, posata sopra la balaustra del gazebo. Ampia a sufficienza per poterla reggere, la lascia li. Gli occhi chiari si spostano per osservare con lieve curiosit? uno dei rampicanti che circonda la colonna pi? vicina. Grazie alla luce della luna e a quella della torcia, non dovrebbe essere difficoltoso per una mezzelfa qual'? osservare i candidi fiori che fra le foglie compaiono timidi. Distante ? lo sguardo della mezzosangue. Lascia andare i pensieri, catturati da quel singolo fiore. Tanto da distrarsi e non far caso ad una eventuale figura che si delinea in lontananza od a un qualsiasi rumore che la notte porta con s?. Umetta le labbra, mentre la mano destra si avvicina per sfiorare uno dei petali del fiore pi? vicino. Ella ? visibile, illuminata dalla luna ed affacciata dal gazebo.
23:35 Zehfir : [ Gazebo ] La lanterna, quella fonte luminosa, quasi unica nel giardino ? finalmente vicina. Una figura serafica ma non perfetta se ne sta li affianco ma lo sguardo di Zehfir ne scruta solo i contorni, tanto per definirne le forme, preso com'? a mirare le colture floreali che ne adornano la scena. Una mano cosi delicata, dita affusolate, quelle dell mezzelfa ne accarezzano i petali. « Vedui'...» saluta con la sua solita voce cantilenante e piatta il Lehorian, non curandosi di far avvertire alla giovane, la sua presenza prima di annunciarsi. I suoi occhi unici rimarrano dunque sul fiore fino a quando una giusta luce non dar? senso al suo sguardo curioso e desideroso di bellezza e particolarit?.
23:43 Niriel : [ Gazebo ] «La mano sta per sfiorare il fiore, quando una voce improvvisamente irrompe nel silenzio. Trasale, quasi spaventata, e ritrae improvvisamente la mano. Gli occhi saettano, andando cercare l'origine di quel saluto. E lo ritrova li, quel mezzelfo incontrato settimane fa. Gli occhi di quel particolare celeste screziato dal blu marino si posano sulla sua figura. A lungo lo scruta, notando che per il momento non ? su di lei che si ? concentrata la sau attenzione.» Salute a Voi.. «Saluta, sentendo ancora il cuore battere forte per l'improvviso spavento. Un profondo sospiro si schiude dalle labbra, generando una pallida nuvoletta di vapore. La mano che stava per sfiorare il fiore si abbassa, posandosi distrattamente sulla balaustra. Rimane affacciata, fissando la figura del mezzelfo.»
23:50 Zehfir : [ Gazebo ] Zehfir non pu? sapere con certezza se il suo fare ha spaventato o meno la mezzelfa, ma garbo vuole che, avendola vista leggermente forse, trasalire, senta il bisogno di scusarsi: « Chiedo scusa se la mia voce vi ha spaventato...non era mia intenzione destarvi dal vostro fare, ma a quanto pare...» beh si lo ha fatto. Cala nuovamente il silenzio poi, cosi che gli occhi del Funzionare, o ancora aspirante tale, si possano lanciare in quelli turchesi e iridescenti alla luce della lanterna.
00:00 Niriel : [ Gazebo ] «La voce irrompe nuovamente nell'aria. Seria, imperscrutabile come l'ultima volta.» No, son io che non ho prestato attenzione. Dovrei farlo, vista l'ora. «Solleva gl'occhi celesti, distogliendo cos? lo sguardo da lui. Va a ricercare la gibbosa, chiara e luminosa in quel cielo privo di nubi.» Cattura anche voi, questo paesaggio? «Chiede con tono distante e con una lieve malinconia. L'espressione sul viso non ? ben definito. Lo sguardo perso nel vuoto per il momento dimentica la persona con la quale sta parlando. Un nuovo sospiro sommesso, mentre si scosta dalla balaustra. Abbassa lo sguardo, verso il mezzelfo.» Salite, se volete.. Potete sedervi.. O preferite il prato? «Chiede con tono gentile ed un lieve sorriso sulle labbra. Calma l'espressione, pacato ? il tono di voce, come se per il momento nulla temesse.»
00:12 Zehfir : [ Gazebo ] Zehfir lascia terminare ogni singola sillaba alla sua simile, rimanendo comunque impassibile. Una bella voce, non v'? dubbio, e che per giunta perfettamente si intona con l'atmosfera del luogo. Si appresta cosi a rispondere alle sue domande, sollevando il mento appuntito verso la figura delicata ma comunque fiera della mezzosangue: « Oh si...la Grande Madre sa sempre come deliziare gli occhi sei suoi figli...» commenta con un accento di rammarico nella voce, quasi del tutto impercettibile, alludendo al fatto che secondo il Lehorian, come ogni divinit?, pu? essere considerata in parte responsabile della condizione di mezzosangue. « Non credo di poter rifiutare il vostro invito...nonostante gradisca il prato, sono curioso di vedere com'? il tutto da una posizione differente...» si avvia dunque verso la balaustra sulla quale se ne sta Niriel « Permettete? » chiede il Funzionario prima di ridurre del tutto le distanze.
00:22 Niriel : [ Gazebo ] «Lo ascolta, stavolta rimanendo lei in quel religioso silenzio. Qualcosa attira la sua attenzione. Una scia sottile e distante che improvvisamente passa in quel nero cielo. Milioni di stelle brillano, argentee e distanti. Le luci chiare donano a quella sera di inizio d'autunno un'aria magica e al contempo malinconica.» Vi chiedete mai.. Cosa c'? su ogni stella?.. «Chiede con tono distratto, mantenendo il viso sollevato verso la volta celeste.» Cosa si nasconde.. E quanto noi siamo piccoli.. «Mormora ancora, abbassando il tono. Non si avvede subito del suo avvicinarsi. E' alla sua domanda, che riporta l'attenzione in quel giardino, ricercandone la figura.» Fate pure.. «Commenta, annuendo piano col capo. Le braccia vengono dunque incrociate all'altezza del petto ed appoggiate con disinvoltura sulla balaustra. Un atteggiamento meno nobile, forse, di com'? solita muoversi. Ritorna quindi a sollevare gl'occhi, beandosi della pace che regna sovrana in quei giardini.» Fate attenzione alla lanterna.. «Mormora solamente, donandogli il fianco senza spostarsi dalla precedente posizione»
00:32 Zehfir : [ Gazebo ] Ed infine la raggiunge. Ne segue lo sguardo alto che punta al cielo terso e cariche di stelle e nebulose che adornano quel naturale soffitto come un infinito lampadario iridescente. Un lieve sorriso tirato compare sul viso di Zehfir che appoggia le mani sulla balaustra, assumendo quindi una postura poco consona al suo lato "immortale" e molto pi? invece vicina al suo lato umano. La sua voce per?, le sue parole e il tono in maggior forza, ne esaltano invece le nobili origini: « Me lo chiedo...alle volte! Molti forse...di sicuro non tutti, vorrebbero capire come il mondo decide di essere. Tuttavia ritengo che qualcosa di cosi lontano non necessiti, per il momento, di una nostra cosi ossessiva attenzione. Ammirazione forse, in quanto creazione della Grande Madre, ma nulla pi?...dubito che risolveremmo i problemi di Kirial, scoprendo cosa nascondono quei gassosi cumuli luminosi, non trovate?! » il suo capo si inclina cosi da poter puntare il suo occhio dorato su di lei.
00:40 Niriel : [ Gazebo ] «Schiena lievemente curva per via della posizione, braccia incrociate e viso rivolto verso il cielo terso. Ascolta le sue parole, senza scostare gli occhi di quell'intenso celeste simile al cielo diurno. Chiari, brillanti, richiamano la nobilt? dell'animo che batte all'interno del petto della mezzelfa.» Voi.. Ponete la Vostra vita nelle mani della Grande Madre? «Chiede con lieve curiosit?. Una domanda come tante, la sua, portata spesso a parlare di teologia da terzi.» Credete in una entit? superiore che ci osserva? «Sospira sommessamente, abbassando ora lo sguardo sui giardini.» No, non risolveremo i problemi.. Non ritroveremo il Patriarca dei Dyfoon, in questo modo.. «Socchiude gl'occhi, per qualche istante, chiudendosi nel proprio silenzio.» io... «Schiude le labbra, nuovamente» Non credo ad entit? superiori.. Non credo a qualcuno che muove dei fili.. Siamo noi.. e solo noi a possedere la nostra vita. «Riapre gl'occhi dunque, risalendo lungo il profilo del mezzelfo per ricambiarne lo sguardo.»
00:53 Zehfir : [ Gazebo ] Il sorriso, quella smorfia che compare sulle sue labbra si increspa leggermente. Interessante la piega che sta prendendo la conversazione. Non muta per? la sua posizione, e il suo occhio sinistro, quello dorato, rimane fisso, sui contorni di Niriel: « Non affido la mia esistenza nelle mani della Grande Madre, ne nelle mani di qualunque altra divinit?! » sentenzia subito per chiarire immediatamente il punto della questione. Poi le mani abbandonano la balaustra e la figura di Zehfir si volge di qualche grado cosi da poter fissare intensamente la sua simile: « Mi limito semplicemente ad osservare...» lascia la frase in sospeso sperando che l'altra favorisca il suo nome « ...nessuno che non sia una divinit? pu? essere in grado di creare...questo! » commenta allargando le mani come ad indicare il magnifico Giardino Incantato che si spande sotto e intorno a loro « Il Mondo e stelle...» accenna all'argomento precedente « Le stesse razze che popolano Kirial, sono troppo complesse per essere frutto del caso. La creazione nasconde in se un Chi...» si ferma qualche istante « Ma per quel che mi riguarda...tutto finisce qui! Gli Dei non si curano di noi...hanno creato il mondo e i suoi abitanti per semplice diletto...per noia! Se ne stanno immobili ad osservare le nostre sorti, come burattinai invisibili che non si curano nemmeno di muovere i fili che ci sorreggono! » questo il suo complesso pensiero. Poi come ama fare arricchisce il tutto con una metafora piuttosto intuitiva: « Vi curate
00:54 Zehfir : [ Gazebo ] « Vi curate forse degli insetti che strisciano invisibili sotto i vostri piedi?! »
01:01 Niriel : [ Gazebo ] «Vicini a sufficienza da potersi scrutare senza difficolt? grazie al bagliore della luna. La luce bagna i loro visi con quella chiara luce, donando un colore pallido, quasi latteo. Privi di imperfezioni ? il viso della giovane, come a voler sottolineare che sangue elfico sporca le sue vene.» Io credo.. «Mormora, quando quello ha finito di parlare» Credo a qualcosa di superiore. Un'essenza che.. «La mano sinistra si scosta ora, andandola a sollevare verso quei fiori che prima avevano catturato la sua attenzione. I polpastrelli andrebbero a sfiorare uno dei petali, il pi? vicino e candido.» forse ha creato tutto ci?, ma che sono certa risiede in ognuno di noi... In ogni creatura che solca e respira in questo mondo.. V'? qualcosa di pi? grande e vero.. Molto pi? delle divinit? si dice abbiano generato il mondo. Qualcosa di tangibile.. Vero.. «Scosta cos? lo sguardo dal fiore, riportando gli occhi celeste su di lui, seri e malinconici al medesimo tempo» Nessuno si cura di noi. Solo noi stessi e chi ci sta accanto.. E certe volte, non basta per farci sentire al sicuro.. «Sentenzia infine, mantenendo un tono relativamente basso.»
01:12 Zehfir : [ Gazebo ] Dunque molto pi? vicino e simile di quanto si potesse pensare le loro idee sul mondo e coloro che lo avrebbero creato e abitato. Zehfir ne scruta i lineamenti del viso, e per pochi istanti lunghi come anni umani, il mezzelfo si diverte a seguire le figure geometriche create dalle striature nere, quasi impercettibili, negli occhi chiari e malinconici di Niriel. E dopo aver quindi assecondato e dimostrato pensieri concordi con le idee espresse dalla mezzosangue, Zehfir ne sussurra il nome, riaffiorato dalla memoria: « Niriel...» spera di non aver sbagliato «...solo noi siamo gli artefici del nostro destino...»
01:19 Niriel : [ Gazebo ] «Sente il proprio nome pronunciato dal mezzelfo. Attimi di silenzio, in cui quel nome non sembra per il momento appartenerle. Appare diverso, pronunciato da lui. Sorride, a quelle sue parole.» Solo noi.. «Conviene alle sue parole, annuendo piano col capo. RImangono li, dunque. L'uno di fianco all'altra. Il silenzio dei giardini li accompagna in quella sera in cui la Luna si avvicina alla sua pienezza. Cielo limpido, nero come l'inchiostro e puntellato di argentee stelle distanti. Poche altre parole voleranno in quei giardini distanti dalla citt? e dai suoi rumori. Poche, poich? entrambi conoscono il valore del silenzio e del suono della natura. Si chiude il sipario, quella sera, in quei giardini che per una volta appaiono davvero Incantati.»