16:13 Silverwolf [ Sentiero ] Cammina lungo il sentiero a passi lenti, silenziosi ed una grazia tipica degl elfi. Indosso porta una camicia a maniche larghe verde scuro, con ricami floreali argentei, seguiti da neri pantaloni di pelle, cos? come di pelle e neri sono gli stivaletti che calza ai piedi. In cinta giusto una scarsella, un falcetto ed un corno. Tutto intorno regna la pace e la quiete, e questo sembra essere un vero e proprio piacere per l'elda che continua il suo incedere verso i giardini incantati, respirando profondamente ed alternando lo sguardo a destra e manca in cerca di chiss? che cosa
16:14 Niriel [ Gazebo ] Cupe nubi grigie coprono il cielo azzurro. Una pesante foschia ricopre quei verdeggianti giardini, donando un'aria ed un sentore surreale al paesaggio. Lunghe ombre si disegnano li, dove si trovano gl'alberi o i cespugli. Il gorgoglio del fiumiciattolo accompagna il silenzio della natura. Par che il vento non respiri quel primo pomeriggio, circondando il luogo in un alone misterioso. Un'alta e grossa struttura di eleva al centro dei giardini. In pietra bianca, di base esagonale e dal tetto spiovente rivolto verso il cielo. Un gazebo, le cui colonne sono cinte dall'edera. Una figura stanzia al di sotto di questa. Seduta ad una delle tante panche, avvolta in un lungo mantello grigio perla. Il cappuccio ? abbassato, non copre il viso dall'incarnato chiaro ed una cascata di capelli castani scivola sulle spalle minute ricadendo in morbide ciocche. Un paio di occhi chiari, celesti e screziati di un profondo blu, sono posati su di un libro ch'ella sta leggendo. Un piccolo tomo, molto simile ad un taccuino. Gl'abiti che indossa sono nascosti, cos? come il ciondolo catalizzatore. E' visibile solo l'anello portato al dito indice della mano destra. Una fascia in oro rosso rappresentante una piuma su cui brilla un opale giallo.
16:24 Silverwolf [ Prezzi gazebo ] Le smeraldine continuano a spaziare in lungo e in largo continuando a godere del paesaggio, solo dopo alcuni istanti le iridi si posano su una figura non troppo distante dall'elda, sotto ad un gazebo.«hm...sento puzza di mezzosangue» sborbotta tra s? mentre avanza i passi in direzione del gazebo stesso cercando di focalizzare meglio la figura al suo interno «senza ombra di dubbio» un altro respiro profondo allarga le narici dell'elda, seguito da un leggero sorriso accompagnano cos? Silverwolf a pochi metri dal mezzosangue, senza pronunciare ancora verbo si limita a scrutarne meglio i lineamenti, anche se ? difficile che sia una figura a lui conosciuta visto l'arrivo nel regno dell'elda da pochissime lune
16:29 Niriel [ Gazebo ] Continua a leggere, come se quel tempo non la disturbasse. Il freddo sfiora la pelle scoperta, ma v'? poco oltre le mani ed il viso a non essere protetto. Gli occhi celesti ancora seguono la frase che stava leggendo, quando il suono soffuso dei passi raggiunge il fine udito che ha ereditato dal genitore elfico. Non solleva lo sguardo, poco interessata per il momento a chiunque si sia avvicinato a quel luogo di pace. E' il sospiro a distrarla. Termina la frase e lentamente solleva gl'occhi dalla pagina. Ricerca l'autore di quel suono. Le palpebre vengono battute un paio di volte, fissandolo con aria distratta e distante. Non un suono esce dalle labbra rosate, come serrate. Fredda, distante, osserva l'elfo palesatosi nel luogo, prima di ritornare alla propria lettura.
16:35 Silverwolf : [ Gazebo ] «osserva il fare del mezzo ed un piccolo sorriso rimane palese sul suo volto mentre cerca un posto dove sedersi e riposare qualche istante nel gazebo»Illyalis sia con voi«stranamente il tono ? cortese seppur torni a regnare il silenzio poco dopo, magari non vuole disturbarla, e lui stesso magari ha altro a cui pensare» aaaah«un ultimo sospiro per assaporare l'aria fresca del luogo per poi sedersi lentamente guardando con lieve curiosit? l'esterno di quella lettura da parte del mezzo»
16:39 Niriel : [ Gazebo ] «La copertina del tomo ? poggiato sul mantello della mezzelfa, celando cos? qualsiasi titolo vi possa essere scritto. Le parole scritte appaiono rinfuse e con molta probabilit? scritte in chiss? quale lingua tramite un carboncino. Quando gl'occhi tornano a guardare quelle strane parole, la voce dell'elfo risuona nel silenzio creato da Madre natura. Lentamente, rialza gl'occhi celesti su di lui, questa volta studiando meglio la figura dello sconosciuto. Al sospiro, la mano destra va a chiudere il libro, lasciando che un lieve tonfo riscuoti l'aria.» Buon pomeriggio. «Saluta, raddrizzando la schiena da quella posizione un p? scomoda che aveva assunto. Umetta le labbra, senza scostare lo sguardo da lui.»
18:18 Niriel [ Gazebo ] Stanzia ancora li, nel gazebo, la figura della mezzelfa. L'elfo, che pocanzi l'aveva raggiunta, ? ormai svanito da un p?. La pace ? ritornata in quel luogo, mentre la nebbia continua insolente a giocare con le ombre degl'alberi. Il tramonto inizia a farsi avanti. La luce si fa pi? soffusa e con quella foschia anche leggere si rende impossibile. Un lieve tonfo va ad indicare che il libro che stava leggendo, molto pi? simile ad un diario vista la scrittura che contiene, viene chiuso. Indossa ancora il lungo mantello grigio perla che nasconde in parte la tunica dell'Accademia. Il ciondolo catalizzatore risiede anch'esso sotto di questo, celato dalla spessa stoffa. I lunghi capelli castani scivolano sulle spalle, ricadendo morbidamente in morbide onde. Occhi celesti si sollevano ad osservare la foschia intorno a s?, freddi e distanti come un cielo d'inverno.
18:25 Oswald : [ Pressi Gazebo ] Ennesima serata nebbiosa qui a Kirial, ennesima giornata che si pu? vedere quest?uomo camminare ai giardini incantati, proprio l?, non molto lontano dal gazebo del loco. Quest?oggi fa fresco, molto fresco e l?uomo ? attrezzato con un mantello marrone scuro, dai bordi sgualciti, il cappuccio ? calato sulle spalle, lasciando cos? il capo scoperto, mettendo in mostra il pelo rasato, dal colore castano, come quello della barba che adorna il proprio muso, un muso che non esterna emozione alcuna, le labbra sono distese, rilassate, le sopracciglia sono piatte e gli occhi sono divaricati normalmente; al di sotto del mantello vi ? una camesa longa di colore nero dagli ornamenti color oro, rispettivamente grigiastro e ocra per via dell?usura del tempo, alla vita vi ? una cintura e alle gambe: un paio di pantaloni in panno morbido che riprende il colore della camesa, ai piedi ha un paio di stivaletti marroni. Sembrerebbe disarmato
18:26 Darius : [ Gazebo ] E si ritrova di nuovo li, in quel giardino incantato, dove il glaciale sembra aver eretto ad oasi personale. Avanzando senza una meta, per il puro gusto di passeggiare in quel luogo, butta un'occhio qua e l? con aria distratta e pensierosa, dimostrato da come contrae la mascella. Gli occhi azzurri come il ghiaccio, rendono il suo volto molto pi? freddo di quanto non sembri, come a mostrare alla gente la propria origine nordica. Come poco tempo prima, indossa i soliti abiti, che ormai si porta dietro da giorni, un mantello nero invernale, una casacca del medesimo colore, cos? come i calzoni e gli stivali; tuttavia non porta armi con se. Giunto nei pressi del gazebo, una figura costringe a volgere lo sguardo verso quest'ultima « sembra quasi un dejav? » esclama a voce alta, con un sorriso sghembo, con chiari intenti di attirare l'attenzione di Niriel « dove avr? gi? visto questa scena » aggiunge con un tono ironico, passandosi una mano sul mento.
18:33 Niriel : [ Gazebo ] «Inizia cos? col sistemare le proprie cose. Chiuso il tomo, tirerebbe a s? una piccola borsa di cuoio, iniziando ad armeggiare con i lacci. Passi provengono al di fuori di quel gazebo. Passi che, essendo umani, vengono colti dal sottile udito di cui ? provvista. Con la mancina, andrebbe a riporre il piccolo libro all'interno della borsa, chiudendone poi successivamente i lacci con entrambe le mani. Una voce la coglie, quasi se l'aspettava dopo i passi. Una volta sistemato il libro, gli occhi celesti vengono sollevati. Rimane ancora per qualche istante seduta, catturando con lo sguardo la figura dell'umano.» Chiss? che non vi sia anche il piccolo folletto, messere.. Quello si che sarebbe un dejavu.. «Risponde, con tono cortese e pacato. Entrambe le mani vengono posate sulla panca in cui sta seduta, dandosi una lieve spinta per mettersi in piedi. Come sempre, la mano destra mette in mostra un anello d'oro rosso, simbolo della propria casata. Non si avvede ancora di Oswald, sebbene con molta probabilit? i suoi passi li raggiungeranno presto, soprattutto all'udito fine della mezzelfa.»
18:46 Oswald : [ Gazebo ] Le mani scoperte vanno a intrecciarsi all?altezza dell?addome, il passo dell?uomo lo porta finalmente a palesarsi al gazebo, lo sguardo grigio di lui non dice nulla, ? freddo e neutro, le labbra si increspano verso sinistra, un lungo attimo e poi niente, deglutisce. oramai le figure umane o meno si possono vedere, le labbra si schiudono un attimo, la mano destra si protende verso le figure«buona sera»china il capo in loro direzione, ma non aggiunge altro, si avvicina ulteriormente a loro, senza commentare o fiatare. Le iridi grigie osservano coloro che hanno appena disquisito, ma non sembrano essere molto interessati a coloro, ma noi?che ne sappiamo?
18:55 Darius : [ Gazebo ] Ad occhio pi? attento, il glaciale ? alto 180 cm di altezza, con un fisico altetico ed irrobustito attreverso anni di allenamento, con un peso-forma di 85 kg. Un nuovo sorrisetto si delinea sul volto coperto da una barba ispida, vecchia di tre giorni, tanto da farla sembrare " carta vetrata " « gi?...» esclama in direzione di Niriel, raggiungendola e fermandosi a pochi passi di distanza. Si passa una mano sui capelli rasati, di colore nero e sta per aprire bocca, quando una voce lo interrompe, costringendolo a volgere la sua attenzione verso l'uomo « buonasera » riponde con un tono neutro, squadrando costui dalla testa ai piedi, prima di tornare a focalizzarsi su Niriel, come se niente fosse « come mai da queste parti ? » domanda, come per iniziare una discussione.
19:05 Niriel : [ Gazebo ] «La nebbia inizia a diradarsi, lasciando spazio a nubi che solcano il cielo. Il tramonto lentamente lascia spazio alla sera. Ella ? ancora in piedi, vicino alla panca su cui ha trovato riposo in quel pomeriggio. Gli occhi celesti sono ancora puntati sulla figura di Darius, seguendolo nei suoi movimenti e nel suo avvicinarsi. La voce dell'altro umano le fa distogliere cos? lo sguardo. Su Oswald sposta l'attenzione.» Buona sera a voi.. «Risponde con tono cordiale ed un lieve sorriso sulle labbra. Ritornando cos? su Darius, scrolla appena le spalle.» Leggevo.. Almeno fin quando non ha iniziato a tramontare. «Fa un lieve cenno verso il cielo, che ormai sta diventando scuro.» Voi? «Chiede di rimando con lieve curiosit?. Lentamente torna a muoversi, per chinarsi a recuperare la piccola borsa che ha con s?.»
19:10 Oswald : [ Gazebo ] L?uomo non fa altro che andare a posizionarsi contro uno dei quattro pali di sostegno del gazebo, che par proprio sostenerlo senza problema alcuno. Osserva Darius, un?altra rapida occhiata in sua direzione«non pensavo che con questa nebbia vi fosse altra gente in questo posto»placido, mentre lo sguardo si assottiglia sulla figura della giovine donna, le labbra si schiudono nuovamente«effettivamente, la pace di questo luogo fa bene per la vostra lettura»commenta con fare regolato, un tono mantenuto basso, affinch? non risulti di troppo o fastidioso, di compagnia, ma neanche troppo
19:20 Darius : [ Gazebo ] « Allora deve essere proprio interessante il libro che state leggendo » esclama con voce pacata, accennando un sorriso sghembo « di cosa tratta ? » aggiunge, incrociando le braccia sul petto per poi spostare gli occhi in direzione di Oswal, facendo spallucce come tutta risposta alla sua affermazione, prima che si chiuda in un mesto silenzio, assumendo uno sguardo vacuo, fisso su un punto vuoto davanti a se con aria pensosa.
19:28 Niriel : [ Gazebo ] «Gli occhi celesti si spostano sulle due figure. Prima sullo sconosciuto, poi su colui di cui conosce il nome. Cauta, pacata, con quel suo atteggiamento distaccato, andrebbe a rispondere al primo.» Di fatti.. Poche persone girano quando v'? nebbia.. E questi giardini sono spesso isolati.. Ancor pi? ideali, certe volte, della Babilon stessa.. «Commenta con quel suo tono di voce basso. Ritorna dunque su Darius, sollevando gli occhi ed appena anche il viso, vista la differenza di altezza.» Oh.. Nulla di cos? importante.. Una sorta di diario.. «vago il tomo, mentre posa la tracolla della borsetta viene posata sulla spalla destra. La mano dritta va a posarvisi sopra. come a proteggerne l'entit? sebbene sia gi? nascosto. Mantiene la calma, ed un lieve sorriso sulle labbra, di circostanza.»
19:34 Oswald : [ Gazebo ] Nota lo sguardo nel vuoto dell?altro umano, viene visto con aria neutrale, le spalle vengono issate per un istante«che c???»domanda, forse incuriosito, ma ? una domanda retorica, probabilmente. Pi? attenzione viene prestata alla donna che ora gli parla, colui che si tiene contro il gazebo sospira«che cosa bella, n?evvero?»chiede con un mezzo sorriso«adoro questo posto per la pace che si pu? trovare la maggior parte delle volte»aggiunge, digrignando i denti poi«venite qui spesso?»incalza con un?altra domanda, andando poi a chiudere le labbra, attendendo risposta, facendo balenare lo sguardo da un corpo all?altro, lentamente, molto lentamente
19:44 Darius : [ Gazebo ] Sposta gli occhi in direzione dell'uomo, rivolgendogli un'occhiata fredda per poi alzare un sopracciglio alla sua domanda « niente... » risponde con un tono neutro, ma pacato « capisco » esclama in direzione di Niriel per poi inspirare ed espirare lentamente, facendo alternare lo sguardo da Oswald a Niriel e viceversa, spostando lo sguardo, poi, altrove, storcendo le labbra, trovando l'affermazione di Oswald un po' troppo smielata « scusatemi, ma ora devo andare » dice ai presenti, ritrovando la voce pacata di poco prima « buon proseguimento » esclama con un tono malizioso ed un sorriso sghembo sul volto, accompagnato da un inchino del capo, prima di allontanarsi verso l'uscita del giardino.
19:50 Niriel : [ Gazebo ] «Rimane cos?, ad assistere a quella lieve tensione che nell'aria si fa avanti. Gli occhi si puntano sull'uno e sull'altro, attenzionandone le reazioni ed ascoltandone le parole. Il lieve sorriso di circostanza permane ed alle ultime parole di Darius, china il capo castano.» Buon proseguimento a voi..«Risponde con tono pacato ed ancora quel sorriso sulle labbra. L'attenzione si sposta dunque su Oswald. Le sue parole attenziona adesso, cogliendole.» Adoro anche io, questo posto.. Quando piove.. V'? uno scenario unico.. «Mormora lei. Alla domanda non risponde subito. Sposta lo sguardo, distogliendolo dall'umano.» In realt?.. Abbastanza da ritenerlo uno dei miei luoghi favoriti fra queste mura.. «Risponde con garbo e con tono tranquillo, riportando gl'occhi su di lui.» Temo di non avervi mai incontrato.. Ser..«Lascia in sospeso la frase, ch'egli la completi o meno.»
19:55 Oswald : [ Gazebo ] Grugnisce al dire dell?uomo che ora gli rivolge la parola, ma non aggiunge altro, anzi, quando va via china il capo in sua direzione«a poi, uomo»saluta cos? in modo totalmente generico, essendo che il nome di lui ? ancora ignoto. Lo sguardo chiaro segue il movimento dell?altro fino a quando questo non si allontana abbastanza dalla posizione di loro. le spalle vengono appena issate«se posso permettermelo?»guarda la donna ora con uno sguardo placido«io preferisco questo posto quando il cielo ? coperto dalle nuvole, anzi, adoro sempre gli scenari coperti dalle nuvole»spiega tranquillamente«hm, lasciatemi dire che allora ? il posto preferito da entrambi»alza il capo e lo abbassa una sola volta«questa vostra paura, se cos? vogliamo chiamarla non ? falsa»schiocca la lingua contro il palato, compie un passo avanti e cerca di avvicinarsi quindi a Niriel«scusate la mia maleducazione, il mio nome ? Oswald»quindi china il capo in sua direzione, come un lieve inchino
20:02 Niriel : [ Gazebo ] «Un ultima occhiata viene rivolta in direzione di Darius, che svanisce dopo poco da quel luogo. L'attenzione ? ora totalmente rivolta verso Oswald, unico avventore sotto quel gazebo. Ne ascolta il dire con fare sereno, lasciando che quel lieve sorriso di circostanza rimanga sulle labbra rosate.» Immagino di si.. «Risponde a quelle parole, chinando lentamente il capo castano.» Sebbene.. L'odore della pioggia appena caduta.. Rendi tutto cos? diverso.. «V'? quella nota poetica e malinconica che, incosciamente, imprime della propria voce. Inclina appena il capo alla propria sinistra, notandone poi i movimenti. Come a volersi muovere all'unisono, al suo breve inchino ella esegue una breve riverenza, cos? come le ? stato insegnato anni orsono. Elegante ma semplice in ogni gesto che non viene mai lasciato al caso. Raddrizza la schiena ed il capo, schiudendo nuovamente le labbra.» Niriel Haevir, della casata Dyfoon. Lieta di conoscervi. «Si presenta dunque»
20:14 Oswald : [ Gazebo ] Non segue neppure lo sguardo di lei, impegnato ad osservare il di lei corpo e poi volto, con una flemma inaudita, come se la stesse attentamente studiando per chiss? quale motivo«non posso darvi torto, invero, ma odio la sensazione dell?esser bagnato dalla pioggia, quindi mi lascio la sensazione dell?odore dopo che la pioggia concluda»annuisce lentamente. Quando nota l?inchino di lei, lui issa il proprio capo e cerca nuovamente il volto di lei«avete un?abitazione in citt??»chiede«perch? Milady Niriel, oramai devo assicurarmi che torniate a casa sana e salva»china nuovamente il capo, rimanendo comunque con un?espressione neutra, forse troppo seria per il momento che sta passando in questo preciso istante
20:27 Niriel : [ Gazebo ] «Incrocia lo sguardo dell'umano, pemanendo pacata ed educata.» E' vero.. Dopo la pioggia, v'? meno rischio di bagnarsi.. «Scrolla le spalle minute, lasciando scivolare quelle parole.» Tuttavia, non rinnego mai una giornata di sole ed una passeggiata sulla spiaggia. «Annuisce appena, distogliendo ora lo sguardo. Cade l'attenzione nelle ombre della notte, su di uno di quei rampicanti che tentano la scalata sulle colonne. I fiori, di un lieve biancore, catturano un momento lo sguardo della mezzelfa. Sono le ultime parole dell'umano a distoglierla. Corruga la fronte, lievemente sorpresa.» Oh.. «Sbatte un paio di volte le palpebre» Beh.. Vi ringrazio. Ma non vorrei disturbarvi.. «Scuote il capo, un p? spiazzata da quelle inusuali parole. Distoglie lo sguardo, nuovamente, ma stavolta forse per un lieve imbarazzo.»
20:32 Oswald : [ Gazebo ] Lo sguardo di lui non ? scalfito da emozione alcuna, almeno cos? pare: i suoi occhi sono sul corpo della donna, sul suo viso poi, lentamente, vengono spostati verso l?orizzonte, sicuri«meh?»sbuffa«la spiaggia? un posto solitamente visitato da diverse persone, marinai e non»annuisce lentamente«un luogo che, secondo mio modesto parere, merita di meno di questi giardini»annuisce lentamente«comunque?»si schiarisce la voce guardando la giovane«vorrei dirvi che?»deglutisce«?se vi offro io un qualcosa del genere, accettare non ? un disturbo?»le fa presente con aria totalmente neutra e tranquilla«siete sicura di voler rinnegare l?offerta?»chiede«non vi sto comunque dicendo in alcun modo che necessitate della mia presenza, essendo giunta sin qui questa volta, probabilmente lo farete ancora e ancora»annuisce, giusto per puntualizzare
20:40 Niriel : [ Gazebo ] «Rialza lo sguardo. Per il momento lascia decadere il discorso sulla Spiaggia, sui Giardini o su qualche altro luogo che affascina la mezzelfa. E' volta su altro la propria attenzione. Su quelle sue ultime parole.» Va bene.. «Annuisce piano col capo.» In questi giorni, ho affittato una camera al Drago Blu.. Potete accompagnarmi l? «Accetta dunque quell'invito a farsi scortare.» Ma.. Non per il momento.. «Scuote il capo castano. Sorridendogli, si sposta allontanandosi di qualche passo verso il perimetro del gazebo. Inspira l'aria che profuma di fiori e di vegetazione.» E ancora e ancora... «Fa da eco alle sue ultime parole.» Mi troverete qui, spesso.. Come se fossi il fantasma di questo luogo. «Sorride, divertita dalle sue stesse parole. La mano destra viene posata sulla balaustra che circonda il gazebo, per poi voltarsi appena per osservare il suo interlocutore.» Di che vi occupate, Ser Oswald? «Domanda con lieve curiosit? nella voce.»
20:56 Oswald : [ Gazebo ] Fatte le presentazioni e ricevuto l?assenso all?offerta, l?uomo trova nuovo riposo a posarsi contro uno dei quattro sostegni del gazebo«capisco, allora sar? l? dove vi accompagner?, ma non ora?come volete voi«annuisce, sospira, quindi socchiude gli occhi chiari, miranti il paesaggio che lo circonda, che li circonda»uhm, siete una poetessa?«chiede con fare flemmatico, ma tranquillo nel complesso. Alla sua domanda, l?uomo schiocca la lingua contro il palato«ora come ora, di niente, cerco il lavoro del giorno, do una mano a chi posso?il mio obiettivo ? divenire maestro d?armi»spiega con fare placido, seppur lento«pi? di questo non posso dirvi, perch? non v?? niente da dire»conclude, annuendo
21:22 Nathan : [ Disperso ] Una serata abbastanza freschina, le nuvole ricoprono il cielo nascondendo di tanto in tanto la luna crescente, che altrimenti regnerebbe incontrastata come sempre. Il verde regna invece in questa porzione di terra, e l'atmosfera sembra proprio romantica, raggi di luce argentea che bucano i cumuli nembi irradiando la vegetazione dei giardini incantati, ed ? forse proprio questa visti ad aver conferito loro tale nome. «Uhm... No... Credo che la strada non fosse nemmeno questa.» La voce di un uomo dai lunghi capelli canuti, vestito con una semplice tunica di colore marrone che gli arriva fino alle caviglie. La mano destra che si gratta la nuca con espressione confusa dipinta in volto, mentre la mano opposta regge un'otre piena di sidro, che ? forse la causa del rossore sulle di lui gote. «E adesso dove vado... Ma si, se sono giardini incantati, ci penser? la magia a guidarmi!!» Il passo un po' traballante, ma con determinazione nel cuore, l'uomo riprende il suo incedere lasciandosi guidare solo dal suo istinto, sebbene questo al momento sia forse un po' annebbiato.
21:24 Niriel : [ Gazebo ] «Ascolta la sua domanda, lasciando che la mano rimanga posata sulla balaustra. Statuaria permane, simile ad una di quelle colonne che sostengono l'alto gazebo. Gl'occhi si perdono verso i giardini, osservandoli con sguardo vuoto, perso. La voce dell'umano risuona alle proprie spalle, senza tuttavia disturbarla.» No, a dir il vero.. Sebbene io legga molto.. Non ho mai provato, sinceramente.. «Lo sguardo si scosta dai giardini, voltandosi nuovamente per osservare l'umano che or ? tornato alla propria postazione. Un p? come se la stesse sorvegliando.» Capisco.. Certe volte in noi c'? pi? di quello che crediamo.. Sta al tempo vedere cosa ci attende. «Lascia ora che il silenzio ritorni in quel luogo. La natura alberga nei suoi suoni e con la sua musicalit?. La notte par tranquilla. Ancora la mezzelfa non si avvede di chi o cosa stia giungengo. I suoni sono ancora distanti, ed ella rimane affacciata al gazebo, osservando di fronte a s?.»
21:32 Oswald : [ Gazebo ] Lentamente l?uomo si lascia cadere con le natiche contro il terreno«io aspetter? qui»deglutisce scuotendo il capo, muovendosi di lato, dando le spalle alla donna«comunque, siete interessante, non fraintendete, ora per??»socchiude gli occhi«quando volete andare, basta chiamarmi? le gambe sono oramai stanche»tace ora, in silenzio rimarr? l? ad attendere la chiamata
21:39 Amalia [ Sentiero ] Proviene dalla piazzetta a est dei Giardini Incantati, verso i quali si incammina baldanzosa e lesta. Ha l'aspetto di una ragazzina smagrita e non particolarmente alta, le cui membra sottili sono coperte da strati di vestiti di fattura semplice e povera. Il rossore sulle gote, tuttavia, dona all'insieme un aspetto piuttosto sano. Ha lunghi capelli rossi e ricci, lasciati sciolti a ricadere fin sotto le spalle. Indossa un paio di braghe marroni di stoffa pesante, infilati dentro degli stivaletti di foggia povera. Il busto ? coperto da una casacca verde marcio, un gilet di cuoio ed una pelliccia spelacchiata adagiata sulle spalle. Gli strati di vestiti sono tanti da coprire le forme quasi inesistenti e, aiutati per nulla dai tratti del viso spigolosi e acerbi, non rivelano pi? di tanto che si tratta di una ragazza. Legata in vita ha una cintura rovinata in pi? punti, che regge un fodero da cui spunta l'impugnatura di una spada di legno.
21:40 Nathan : [ Disperso ] Un passo dopo l'altro, trovandosi a costeggiare un fiumiciattolo sulla propria destra. Lo sguardo viene tenuto vigile davanti a s?, scrutando qualunque cosa la luna riesca a illuminargli facendo breccia tra le nubi. In effetti il cielo sembra quasi volerlo ostacolare, ma il sangue dei Rahl che gli scorre nelle vene non gli permette di arrendersi per cos? poco. Si porta l'otre nuovamente alle labbra per prendere un sorso di sidro, ma nota con non poco disappunto che ormai il contenuto ? stato interamente prosciugato. «Ahh! Dannazione ci mancava anche questa!» Sbotta rallentando la velocit? del passo, ma comunque senza accennare ad arrestarlo. «Quel tipo al regine di cuori mi ha imbrogliato... Le mie ultime monete d'oro e non ho dato manco cinque sorsate... Era meglio se li spendevo tra le braccia di Ann...» Commenta a voce alta, infondo da quando ? arrivato in paese non ha certo fatto segreto il suo particolare interesse per quella precisa dipendende del locale. Ma anche con un po' meno di determinazione in corpo data dalla mancanza di "carburante", la marcia prosegue verso la propria meta, ovunque questa si nasconda!
21:47 Niriel : [ Gazebo ] «Ascolta le parole dell'uomo dietro di s?. Annuisce piano, sorridendo e non mostrandolo direttamente. Fissa ancora i giardini.» Va bene.. Riposate. «Mormora con tono gentile verso il tipo di cui conosce a malapena il nome. Una voce, alta, sopraggiunge nei giardini. La luce della luna, flebile poich? di tanto in tanto si nasconde dietro le nubi, le concede di poter osservare meglio di un comune umano quei giardini che solitamente sono immersi nel silenzio. Curiosa, punta lo sguardo davanti a s?, notando come una figura stia ondeggiando e vagando per i giardini.» Giusto un barbone.. «Mormora con tono basso, poggiando anche la mancina sulla balaustra.» Vi siete perso? «Chiede con tono curioso e con voce non troppo alta. In fondo, non c'era nessuno per quei giardini. Non v'era tanto bisogno di urlare. Di Amalia ancora non si avvede. Rimane sotto al gazebo, al riparo dal freddo della sera e dall'umidit? dei giardini.»
21:56 Amalia [ Pressi gazebo ] Inoltrandosi lungo i giardini, segue il corso del fiumiciattolo che li attraversa, avvicinandosi nel contempo al gazebo. Man mano che si inoltra nella vegetazione del parco e che i raggi della luna faticano maggiormente ad illuminare il sentiero, la ragazzina rallenta il passo. Appoggia la mano sinistra al di sopra dell'elsa a forma di parallelepipedo della spada di legno, cingendo con il pollice l'impugnatura e lasciando penzolare le altre dita. La mano destra, invece, si appende alla cintura stretta in vita, di nuovo infilando il pollice e lasciando libere le altre dita. Ha un'andatura leggermente ondeggiante, piega pi? del dovuto le ginocchia ad ogni passo, sicch? la camminata appare priva di qualsiasi grazia ed un continuo sali-scendi. In generale, la postura e l'andatura appaiono piuttosto maschili. Quando Niriel e Nathan parlano, Amalia si trova a pochi metri di distanza dal gazebo, al quale si sta avvicinando dal retro. Socchiude leggermente gli occhi, guardando in direzione della struttura e continuando ad avvicinarvisi, tornando ad allungare il passo e quindi producendo sonori rumori di passi sull'erba umida e sulle foglie che iniziano a cadere dagli alberi.
21:57 Nathan : [ Pressi Gazebo ] Sembra un labirinto quel luogo, Nathan ha l'impressione di camminare per ore finendo col ritrovarsi al punto di partenza. «Chiss?... Infondo si tratta di un'accademia di magia, e se fosse circondata da qualche sorta di barriera? Una tela magica che ne nasconde la presenza, o addirittura porti la gente a prendere strade diverse... Uhmmm...» Continua a boffonchiare da solo a bassa voce, cercando di radunare tutte le possibili spiegazioni a quello strano evento. Ovviamente di dare la colpa all'alcol non se ne parla. I suoi pensieri vengono per? interrotti da una voce femminile che gli si rivolge da quello che sembra essere un gazebo, una struttura che in effetti prima non aveva notato. Che sia apparso magicamente? Si, il vecchio ne ? quasi certo! «Oh... Perdonatemi madamigella. Sono per caso finito nel parco del vostro maniero? Non era assolutamente mia intenzione irrompere nella vostra propriet?, non occorre che liberiate le guardie o i cani, me ne vado subito!» Le sue parole suonano come meccaniche, dando forse l'idea che una cosa del genere gli sia gi? accaduta in passato, e forse anche pi? di una volta. «Hem...» Aggiungerebbe poi tendendo il dito della mano destra verso l'alto, come a richiedere il permesso di parlare. «Forse farei prima se potesste indicarmi da che parte ? l'uscita.» Si, questo lo aiuterebbe non poco.
22:05 Niriel : [ Gazebo ] «Sbatte gl'occhi un paio di volte. Ascolta quelle parole, particolarmente incuriosita. E' palese che il tipo sia ubriaco. Sospira sommessamente, puntellando il gomito destro sulla balaustra. La guancia viene appoggiata sul palmo della mano dritta, come a ricercare una posizione pi? comoda.» Non ? il mio maniero.. «Risponde con tono tranquillo.» Questi sono i Giardini di Kirial. Non state infrangendo alcuna propriet?.. Sempre che non decidiate di rovinarlo.. «La voce par tranquilla, sebbene vi sia un lieve velo di minaccia.» Potete rimanere, comunque.. Non sono nessuno per cacciarvi da questo luogo. «Risponde infine. Altri passi paiono giungere. Li nota dopo un p?. Percepisce quelli di Amalia e per un momento l'attenzione si distoglie dal vecchio ubriaco. Raddrizza la schiena, voltandosi verso la direzione del rumore. Uno sguardo ad Oswald, che tuttavia par essere caduto in un sonno profondo. Silenziosa permane, rimanendo in attesa.»