23:43 Niriel [ Esterno ] Scivolano le gocce di pioggia in quella tarda serata. La luna calante si nasconde dietro il manto di nubi nere, che ne celano la luce. Sarebbe il buio pi? totale, se non fosse per le luci che solitamente illuminano le strade. Una dopo l'altra, le gocce cadono bagnando il selciato su cui si muove quell'esile figura. Alta, ma non troppo, magra ed avvolta in un semplice mantello grigio perla, cammina con passo celere in direzione della Biblioteca. Un cappuccio ? calato sul capo, andando a proteggere i capelli, e a mettere in ombra il viso dall'incarnato chiaro. Non par portare altro con s?, sebbene sia quasi tutto celato sotto quella stoffa chiara e pesante che serve a proteggerla dall'acqua che si riversa quella sera su Kirial.
23:57 Zehfir [ Esterno ] Le nari si dilatano. Un forte respiro a labbra serrate. Nulla di meglio dell'odore acre e cristallino della pioggia che inebria l'aria. Zehfir, grazie alla sua "mezza" natura, non pu? non sentire un richiamo insito nell'animo, una naturale predispozione all'apprezzamento di ogni odore, di ogni suono che non sia nato artificialmente. I suoi occhi bicromi, particolarissima caratteristica del suo essere, scrutano le strade. Quelle sue iridi sono la massima manifestazione del suo bivalente e bipolare animo. L'occhio destro, quello nero ? l'espressione pi? pura delle sue particolari "perverzioni"; quello color oro, il sinistro, indice visibile del suo animo pi? nobile e passionale. I passi si susseguono delicati, felpati sul selciato di una delle principali vie di Kirial.
00:13 Niriel [ Esterno ] Prosegue con quel suo incedere moderato. Chiara ? l'intenzione di volersi togliere da sotto la pioggia. La strada si snoda davanti a lei, aprendosi davanti ad un grande edificio relativamente anonimo. Pietre lo compongono, grigio scuro, quasi grezze. Prosegue, sotto la pioggia, un passo avanti l'altro. Non si avvede, per il momento, di chi come lei si sta dirigendo in quella direzione. Lentamente, sale i pochi gradini, rallentanto l'incedere per evitare di scivolare e rovinare. Entrambe le mani vanno ai lembi del mantello chiaro, andandolo a sollevare di qualche centimetro per non inzupparle ulteriormente. Ancora non accenna a smettere e quel tempo la inizia a infastidire. Gli occhi chiari, di un profondo celeste, si posano sulle porte che la separano dall'interno della Babilon. Un passo, ancora un altro, che risuona in quel silenzio fatto di solo di pioggia.
00:21 Zehfir [ Esterno ] Un enorme edificio svetta di fronte alla figura snella e signorile anche se non perfetta di Zehfir. Il mezzelfo solleva il suo mento affilato cosi da far vagare lo sguardo sull'intera struttura in pietra. Non si cura della pioggia, che continua a cadere dal cielo e bagnare i suoi capelli lunghissimi e neri, corvini e lisci come crini di un destriero. Le dita della mano dritta si levano, lunghe e avvilupanti come fusi, e i polpastrelli sicuri, sfiorano le pietre grigie e levigate ma dure che innalzano l'intero edificio. Una delle sue bizzarie, ? quella di voler costantemente "tastare" ogni elemento che lo circonda...la Conoscenza passa attraverso ogni senso, prima di potersi elevare oltre essi! Questo il suo pensiero praticamente da sempre. I suoi piedi incontrano i primi scalini che conducono alla Biblioteca, ancora come se fosse l'unico essere in quella zona.
00:28 Niriel [ Esterno-»Ingresso ] Il passo viene infine rallentato fino a fermarsi nei pressi del portone. Gli occhi celesti vengono sollevati ad osservare l'edificio che svetta dinnanzi a s?. Il viso viene rivolto verso il cielo ed in quel movimento, il cappuccio scivola sulle spalle minute. Una cascata di capelli color castano ricadono morbidamente lungo la sua schiena, raggiungendo le scapole in morbide onde. QUalche goccia inizia a cadere sul suo viso ed ella par ricordarsi dell'acqua e della pioggia. Ritorna l'attenzione dunque sulla porta. La mano destra si leva, andando a cercare la maniglia. Tenterebbe di abbassarla e successivamente di spingere verso l'interno l'uscio per poter entrare nella Biblioteca. Luogo ad ella gi? conosciuto e frequentato pi? volte, specie in quelle ore in cui il silenzio incombe solenne. Ancora non si accorge del mezzelfo o semplicemente, ignora ogni cosa che la circonda, come spesso le capita.
00:35 Zehfir [ Esterno -» Ingresso ] Dunque non ? solo. Una chioma castana come la corteccia di un salice si riversa fuori da un cappuccio caduto sulle spalle di una mezzelfa della quale per? non ne intravede ancora il viso. Ancora una volta inspira leggermente, cercando di assurgere un eventuale profumo emanato dalla nuova figura. Per ora ancora nulla di definito, ma un qualcosa di dolce si aggiunge all'aria fresca a colma di pioggia. Non preferisce alcun verbo, ma attende che ella compia il passo di varcare la soglia per seguirla all'interno, non per chiss? quale strana intenzione, ma semplicemente perch? per il momento entrambi sembrano condividere oltre che la razza, anche il luogo di destinazione.
00:50 Niriel [ Ingresso ] Schiude l'uscio di qualche centimetro, spingendo dunque la porta verso l'interno. Cigolano i cardini, riecheggiando nel totale silenzio della Biblioteca. Un passo viene compiuto, quando nel proprio campo visivo rientra un movimento. Solleva di scatto gl'occhi celesti, andando a notare solo in quel momento la figura del mezzelfo. La mano permane sulla maniglia ed anche le sue movenze si interrompono. Lo fissa in silenzio per qualche attimo, prima di riprendere i suoi movimenti. L'uscio viene infine scostato quel tanto da concederle di entrare nel luogo. «Lascio aperto, se dovete entrare..» Mormora con voce bassa, lievemente fredda e distante. Lascia quindi andare la porta, entrando finalmente in quel luogo. I passi lentamente la portano al chiuso, in modo da proteggersi dalla pioggia. Gi? gli odori dei libri inebriano i suoi sensi.
00:58 Zehfir [ Ingresso ] Ed ecco che le due figure, identiche nella razza, ma decisamente differenti nell'aspetto e forse, per non dire sicuramente, anche nel carattere, incrociano i loro sguardi, avvedendosi l'una dell'altro. Gli occhi nero e oro di Zehfir incontrerebbero quelli celesti della mezzelfa castana, che con voce comunque distaccata, si esibisce in un gesto che parrebbe gentile, cio? quello di lasicare aperto l'uscio dell'ingresso che conduce alla Biblioteca di Kirial. Il Lehorian china il capo leggermente di lato, come se fosse un cervo che ascolta l'ululato del vento, e con voce catatonica, quasi vibrante e monot?na, direbbe: « Vi ringrazio...effettivamente ? in Biblioteca che dovrei...» lascia in sospeso la frase. E' ovvio che desidera entrare nello stesso luogo che la stessa mezzelfa intende raggiungere.
01:09 Niriel : [ Ingresso ] Sente muovere i passi alle proprie spalle. Non cos? distante, in fondo, dalla figura del parirazza. Gli occhi celesti si posano a destra, poi a manca. Osserva le file di scaffali poggiati contro i muri di pietra. Alte volte si sollevano sopra di loro, sostenute da robusti pilastri della medesima pietra dell'esterno. Ampia, silenziosa, illuminata da una flebile luce in quell'ora della notte. «Non vi preoccupate.. Lo immaginavo.» Commenta con medesimo tono, senza voltarsi verso di lui. Non attende oltre, da parte del mezzelfo. Si avvia lungo quell'ampio stanzone. Il mantello ? ancora chiuso intorno alla sua figura, nascondendo da sguardo altrui gli abiti che indossa al di sotto di questo. Le scarpe, dal lieve tacchetto, calpestano il pavimento. Lascia dietro di s? una sottile scia di acqua, che gocciola dal manto color grigio perla. I lunghi capelli si smuovono appena, solleticandole con una ciocca la guancia sinistra.
01:17 Zehfir : [ Ingresso -» Biblioteca ] Zehfir si limita a sorridere, o sogghignare a seconda di come si potrebbe interpretare quella insolita smorfia sorta sul suo viso, rivolta alle mezzelfa. Nessuna risposta per il momento, ma solo un rapido e quasi impercettibile movimento che porta al figura del corvino mezzosangue ad affiancarsi alla giovane, e seguirla all'interno del salone principale della Biblioteca. I suoi occhi bicromi, come al solito, principiano con l'esplorare la zona, cosi come faranno le sue nari. Profumo di carta e legno, rilegature e quel tipico odore di polvere che sempre si accompagna con i tomi antichi. Un raggio lunare penetra da una finestrella posta in alto, e un cono di pulviscolo iridescente crea ghirigori vorticanti proprio davanti al mezzelfo, che dal nulla, senza preavviso, far? sentire ancora la sua particolarissima voce: « Semplice rparo per la pioggia...o mirata ricerca?! » chiede dunque alla sua improvvisata compagna in quel momento, alludendo alla di lei presenza nel loco.
01:36 Niriel : [ Biblioteca ] Piove. Continua a piovere. Le gocce si riversano sulle finestre, scivolando sul freddo vetro. Fanno da contorno a quello scenario in luce soffusa, in cui pochi suoni riecheggiano. I respiri, i passi, il morbido fruscio di vesti e mantelli. Ella continua a camminare verso uno dei tanti scaffali posti contro il muro opposto all'entrata. La voce del mezzelfo riecheggia in quel silenzio, apparendo quasi pi? forte di quanto non ? in realt?. Si ferma nei pressi della Biblioteca, senza voltarsi e senza rispondere per il momento. Gli occhi celesti scorrono sui titoli. La mano destra viene sollevata, andando a sfiorare i libri. Non ne prende nessuno per il momento, muovendosi alla propria sinistra. «Semplice diletto..» Risponde dunque al mezzelfo, continuando a dargli le spalle.
01:46 Zehfir : [ Biblioteca ] « Diletto...» sussurra Zehfir ripetendo il dire della mezzelfa. Riflette sulle implicazioni di quella semplice parola e del suo significato intrinseco. Le mani del mezzelfo sono tenute dietro la schiena, polso mancino nella man dritta, quasi fosse un maestro che scruta l'aula zeppa di discepoli. « Non sembrate essere una...giovane...» la epiteta semplicemente cosi non riuscendo a capir bene ancora a quale razza precisemente appartenesse l'interlocutrice «...avvezza alla conversazione...» la osserva intensamente per pochi attimi, non avendo per nulla timore di risultare scortese. La curiosit? per uno come lui, non ? mica un qualcosa di sporco e condannabile, tutt'altro, non v'? cosa pi? nobile del sano interesse. Ora attendendo una eventuale risposta lo stesso Lehorian si volta, dando leggermente le spalle all'altra, per osservare il dorso di alcuni tomi ben impilati negli scaffali.
02:01 Niriel : [ Biblioteca ] La mano si ferma, cos? come anche il lento passo che la faceva scorrere alla propria sinistra. Si interrompe dunque, in uno spazio vuoto. Aveva seguito l'ordine secondo cui erano riposti i libri. Un ordine che lei ben conosceva, essendo frequentatrice usuale di quell'edificio. Sbuffa appena, notando come ci? che stava cercando non era presente. Forse un prestito o forse qualcuno lo aveva mal riposto altrove. Ascolta ancora le parole del mezzelfo e con lentezza va a voltarsi verso di lui. Gli occhi celesti si posano sulla sua figura, che ora le dona parzialmente le spalle. «Non sono avvezza a dar confidenza agli sconosciuti..» Risponde semplicemente. La lunga chioma castana scivola sulle spalle minute, circondando quel viso dall'incarnato chiaro. Le orecchie appuntite sono nascoste sotto quella cascata di capelli, lasciando il dubbio sulla razza a cui appartiene. Gli occhi chiari si spostano dunque, andando a osservare verso i finestroni che si affacciano sull'esterno. Cade ancora la pioggia, nascondendo dietro quelle nere nubi la sottile falce di luna calante.
02:18 Zehfir : [ Biblioteca ] Passa qualche secondo lunghissimo, prima che Zehfir si volti cosi da rivolgere il suo viso affilato verso la mezzelfa. Nel movimento la lunghissima e fluente chioma liscia e nera, si scosta di lato, rivelando la punta dell'orecchio sinistro, scoprendo dunque in parte le origini della sua discendenza. Ma di questo il Lehorian non si cura...non ha nulla da nascondere circa i suoi natali. O si? Per il momento non ? dato saperlo. Il corvino mezzelfo, apprende la riluttanza della giovane nel voler concedere le sue attenzioni dialettiche, e per rimediare, da buon oratore e conoscitore di "uomini" si appresta a rimediare alla mancata conoscenza tra i due. Con un lieve cenno del capo in avanti, a mo di inchino, piega la fronte in avanti, sorrisino stampato in viso, e mano destra che si porta alla labbra, indice e medio uniti che le sfiorano, per poi lasciarle libere di pronunciare: « Zefir Lehorian...Saesa Omentien lle! E' un piacere fare la tua conoscenza...» si esprime in un tipico saluto elfico per poi tradurre nella lingua degli uomini.
02:28 Niriel : [ Biblioteca ] E' un attimo, un momento, in cui intravede le orecchie a punta. I tratti elfici sono piuttosto evidenti, sebbene vi sia qualcosa che "sporchi" la sua figura. Un p? come lei. Ne osserva le movenze, ne ascolta la voce. In particolare, si sofferma su quel saluto. Lascia che quei metri ancora li separino, senza dar l'impressione di volersi avvicinare. La disinvoltura con la quale poi le rivolge un saluto pi? confidenziale, la lascia perplessa e la rende ancor pi? cauta, se possibile. «Salute a Voi..» Risponde marcando l'ultima sillaba. Un gesto lieve e cortese la porta a chinare il capo in segno di saluto. «Mi chiamo Niriel Haevir..» Una lunga pausa viene presa, come se fosse indecisa sul come continuare. Umetta le labbra rosate, schiudendole poi per tornare a rivolgersi a lui. «Lieta di far la vostra conoscenza.» Aggiunge infine. Le labba si schiudono appena in un sorriso di circostanza.
02:43 Zehfir : [ Biblioteca ] Nessuna mossa particolarmente espansiva da parte della giovane che ancora non rivela nulla di se, nemmeno le sue origini, se non il nome. Zehfir, come sua abitudine, prima di rispondere fra trascorrere del tempo, una serie quasi infinita di secondi. Uno come lui, uno della sua ibrida razza ? forse naturalmente portato a fare tutto con molta, forse eccessiva calma. Infine dopo aver scrutato il viso elegante e grazioso della Niriel direbbe: « Credo che le presentazioni per il momento siano sufficienti...ora se non vi dispiace vorrei dedicarmi ad una particolare ricerca...» fa per voltarsi, mani ancora dietro la schiena, per poi arrestarsi e volgere ancora il viso alla mezzelfa, orecchia appuntita ben in vista: « Ma nulla vieta che non lo si possa fare in compagnia...» accenna ovviamente a quella della giovane, per cortesia. « Qualora la solitudine sia per voi irrinunciabile...Namaarie! A presto...» sentenzia dirigendosi verso gli oscuri scaffali.
02:53 Niriel : [ Biblioteca ] Gli attimi di silenzio passano, nella quale i due parirazza si osservano, si scrutano, si studiano. Infine lui parla, ed ella ascolta con attenzione. Il sorriso lieve permane, mentre il passo ora viene mosso. La direzione par quella dell'ingresso, o in questo caso dell'uscita. «Come avete detto, per il momento le presentazioni sono sufficienti.» Pronuncia verso di lui. Mantiene un tono basso, gentile, ma al tempo stesso piuttosto distante e freddo. «Magari un'altra volta, quando l'ora non sar? cos? tarda.. Ed il mio giungere qui non sia a vuoto come questa sera.» Si ferma, pi? o meno alla medesima altezza di dove si trova lui. Sospira, muovendo le mani verso il cappuccio che prima era scivolato sulle spalle. «Vi porgo i miei saluti.. E vi auguro un buon proseguimento.» China dunque il capo, salutandolo cos?. Le mani poi si muovono, andando a sollevare il cappuccio per farlo nuovamente ricadere sul capo. Va a proteggerlo dalla pioggia incombente, che fuori ancora cade. Si avvia verso l'esterno, senza nessun'altra parola. Solo una domanda, mentre cala il sipario per questa notte. Chi mai sia quella strana figura.