| Nome Corporazione: Statuto di Harin | Allineamento: |
| Tipo: Clan | Campo: Società umani Hariniani |
| GDR: Herenill |
Artiolo 1. Diritti e doveri:
Ogni cittadino di Harin è tenuto a sottostare alle leggi ed agli ordini emanati dal Concilio, che ancora oggi rappresenta lo Shogun.I cittadini devono il massimo rispetto alle caste nobili essendo i clan superiori ai semplici Hemin. Ogni cittadino si deve arrangiare come meglio crede per portare prosperità ad Harin stessa.
I clan sono considerati una sorta di grande alleanza composta da membri di famiglie differenti, che fanno capo ad unico Daimyo (il signore a capo del clan) figura indiscussa. Ogni hemin ambisce ad entrare a far parte di uno dei clan.
Articolo 2 - Servizio militare:
Non a tutti è concesso l'onore di divenire parte delle guardie dei Clan, e alle donne è precluso il diventare Samurai. Solo coloro che acquisiscono tale privilegio entrano a far parte delle guardie del singolo Clan.
L'essere Samurai comporta grandi sacrifici e non solo dedicarsi alle arti combattive, ma il percorso dei pochi eletti, consiste nello studio delle dottrine filosofiche e nel servire correttamente il proprio Daimyo in tutto e per tutto, anche a costo della vita. I Samurai hanno il Bushido, un loro codice d'onore da rispettare, e al momento della nomina il Daimyo donerà ad ogni Samurai il daisho (coppia di spade formata da katana e wakizashi) che rappresenterà il loro simbolo di fedeltà al proprio signore. Questa è una concessione enorme che eleva il semplice civile ad una casta superiore, e può avvenire solo qualora l’individuo in questione giuri fedeltà , obbedienza e devozione al Daimyo fino alla fine dei propri giorni.
Articolo 3 - i cittadini:
Ogni cittadino, nominato Heimin, identifica chi non appartiene alle caste nobiliari. I cittadini devono ai nobili massima obbidienza e non possono godere dei diritti e privilegi che vengono concessi agli appartenenti dei Clan. Ogni Heimin vive alla giornata, lavorando per sostentare non solo sé stesso ma anche l'intera Harin.
La società hariniana è ben distinta nelle seguenti categorie: il Concilio che attualmente rappresenta lo Shogun, i Clan con a capo i Daimyo ed infine gli Heimin, i popolani. Come feccia sono considerati gli Hinin, ovvero coloro che rappresentano le non-persone per tutta Harin.
Le donne non sono messe sullo stesso piano di un uomo, in quanto una donna che si rispetti dovrebbe vivere in funzione di soddisfare appieno l’uomo un giorno, diventando la moglie perfetta; sin dalla tenera età viene insegnato dalle famiglie il corretto comportamento che la figlia dovrà tenere, prefissando come primo obiettivo l’apprendimento di un’educazione impeccabile. Vi sono casi in cui le donne non ricevono tali insegnamenti, ad esempio se orfane in tenera età e sopravvissute in solitudine anziché sotto un’altra famiglia, ma si tratta di circostanze rare.
D’altra parte un uomo non apprezzerebbe una donna senza disciplina, ed essendo il fine di quest’ultima sposarsi il prima possibile e provvedere alla famiglia e tutte le questioni ad essa attinenti – e sposarsi possibilmente con un uomo influente – ciò sarebbe stato a dir poco un fallimento. Anche e soprattutto le donne nobili sono tenute a mantenersi ligie all’etichetta perché, pur paventando uno status sociale superiore, a maggior ragione dovranno assumersene le responsabilità , fra cui l’impeccabile apparenza ad occhi altrui.
Articolo 4 - i crimini:
I crimini sono considerati tali quando un comune Heimin manca di rispetto ad un samurai o rango superiore, è punibile con la morte seduta stante senza possibilità di appello alla legge.
Gli altri crimini vengono puniti secondo la volontà del Daimyo nel cui territorio il crimine si è svolto, mentre se svolto ad Harin come città , dal Concilio visto che la città non appartiene a un solo Daimyo. I crimini vengono spesso puniti con la morte o l'esilio a seconda della gravità .
Articolo 5 - il matrimonio:
Il matrimonio è il vincolo col quale un uomo ed una donna si uniscono per il resto dei propri giorni, ma spesso tale vincolo non è guidato dall'amore, ma dalla convenienza.
Infatti i matromoni sono praticamente svolti tra le caste nobili, previa sempre l'approvazione del Daimyo della femmina.
I matrimoni vengono svolti nel tempio di qualche sacerdote o sacerdotessa di Dinrres. Ma se si parla dei popolani esso è un'usanza praticamente inesistente, in quanto l'offerta economica da sostenere è sempre troppo elevata per loro.
Articolo 6 - L’educazione dei giovani:
Sono pochi i cittadini in grado di leggere e scrivere, infatti l'istruzione è concessa solo alle nobili caste. Sin da bambini i nobili, vengono istruiti nei vari studi e avvicinati alla fede. Il popolo non appartenente alle nobili caste, è praticamente ignorante e analfabeta. I bambini dei comuni contadini o semplici commercianti, iniziano da subito a lavorare nell'attività di famiglia, per aiutare i genitori a sostentarsi.
Articolo 7 - La magia:
Ad Harin c'è un forte legame con l'entità mistiche e gli spiriti, portavoci legate al culto di Dinrres. Per quanto la magia non sia proprio vista di buon occhio, non viene diffusa la conoscenza verso tali discipline. E' difficile infatti trovare maghi o stregoni ad Harin e spesso un Hariniano è costretto a dover raggiungere la capitale umana per poter apprendere le dottrine arcane. Harin però è punto nevralgico del misticismo, con i suoi templi dedicati a Dinrres. Grazie ai monaci o le sacerdotesse che hanno fatto del culto di Dinrres una vera e propria filosofia di vita.
Articolo 8 - Gli stranieri:
Gli Hariniani sono tra quelli che meno vedono di buon occhio altre razze, semplice diffidenza.Certamente un umano ha sempre le porte aperte verso chi e' interessato a contrattare per affari, ma tendenzialmente accettano ospiti solo su invito.
Come Kami o spiriti spesso vengono nominati anche le stesse creature silvane, gli Yosei, per quanto appunto agli occhi dei mortali sono difficili da vedere; le leggende narrano di incontri con queste entità capricciose che badavano bene a non mostrarsi ai loro occhi, e da qui nasce la credenza che la foresta fosse popolata da spiriti naturali. Gli Hariniani tendono a portare un rispetto verso queste entità , considerandole sacre alla divinità di Dinrres, più che alla stessa Shoundra.
Articolo 9 - La religione:
Ad Harin il culto principale è quello di Dinrres, ovvero la divinita' che rappresenta il ciclo della vita e della morte. Gli hariniani credono molto nell'importanza degli spiriti, portavoci della divinita', tanto che questi spiriti vengono nominati come Kami nella lingua Hariniana. Come Kami o spiriti spesso vengono nominati anche le stesse creature silvane, gli Yosei, per quanto appunto agli occhi dei mortali sono difficili da vedere; le leggende narrano di incontri con queste entità capricciose che badavano bene a non mostrarsi ai loro occhi, e da qui la credenza che la foresta fosse popolata da spiriti naturali.
Articolo 10 - Assemblee e meccanismi di voto:
Ad Harin non esiste un meccanismo di voto, i cattidini non hanno diritto di voto. La decisione spetta unicamente ai Daimyo.
Articolo 11 - Le cariche:
Shogun: un solo Daimyo può ottenere il titolo di Shogun, per nomina diretta da parte dell'Imperatore. Questa carica, attualmente vacante e sostituita dal Concilio dei Daimyo, è ambita da questi ultimi in quanto rappresenta il coronamento dell'ascesa politica al vertice della società ; lo Shogun è colui che promuove le leggi, decide sulle tasse, gestisce gli equilibri dell'intera Harin ed è l'individuo più a stretto contatto con l'Imperatore, che spesso ne viene influenzato ed assoggettato. Un Daimyo nominato Shogun non abbandona la guida del proprio Clan, ma dovrà occuparsi anche della società al completo. Lo Shogun ha diritto di parola anche sull'operato di Clan diversi dal suo, sebbene non possa ordinare il seppuku ai suoi membri (cosa che invece può fare l'Imperatore, uno dei motivi per il quale ogni Shogun desidera sfruttarlo). Questa carica garantisce il massimo prestigio personale, secondo soltanto al Divino Figlio del Cielo, ma soprattutto molti privilegi ed ingenti introiti per le casse del proprio Clan.
Daimyo: ve ne sono pochi, e ciascuno di loro è impareggiabile nelle arti del proprio Clan. Il tipo perfetto per ogni ideale fra i Clan presenti ad Harin. Capita raramente d'incontrare di persona un Daimyo, la cui presenza perciò è ritenuta un fatto eccezionale. Hanno la possibilità di richiedere udienza all'Imperatore, ed il loro parere è da lui ascoltato; trattasi di un fatto d'importanza quasi religiosa, che conferisce a queste figure estremo prestigio. I Daimyo sono a capo dei Clan ed hanno sempre l'ultima parola su qualsiasi scelta inerente lo stesso; possono ordinare il seppuku ai propri sottoposti, dichiarare guerre e girare con scorte anche ingenti. Sono soliti comunque servirsi sempre di consiglieri fedeli e specializzati in differenti arti, così da poter trarre sempre il meglio da ogni situazione. I Daimyo dei Clan maggiori godono di rispetto leggermente superiore a quello dei Daimyo dei Clan minori, ma questa è una cosa che traspare più che altro dai rapporti fra loro stessi.
Karo: coloro che brillano nell’arte della guerra o della dialettica possono venire eletti quali Karo. Si tratta di un onore enorme, in quanto il Karo è un consigliere personale del Daimyo, e generalmente conosce tutte le faccende inerenti il Clan; funge anche da portavoce diretto del proprio signore, e da amministratore supremo in sua assenza. Di norma viene scelto tra Hatamoto dalla squisita dialettica o dalle notevoli capacità tattiche o duellistiche, messisi in ottima luce agli occhi del Daimyo; può assumere quindi ruoli di corte come compiti di difesa personale del proprio signore, o direzione del suo esercito in battaglia. Gli ordini del Karo possono essere contestati solo dal Daimyo in persona. Tale status è detenuto al massimo da cinque componenti.
Hatamoto: qualora un Bugyo abbia compiuto qualcosa di rilevanza notevole per il proprio signore, merita il ruolo di consigliere onorario. Gli Hatamoto conoscono sufficientemente il proprio Clan da poter essere chiamati in causa, eventualmente, da superiori che intendano ascoltare il parere di un ceto inferiore e, per tal motivo, molto spesso più a contatto con la sudditanza. Un Hatamoto è comunque un importante membro di Clan, ed il Daimyo si muoverà per difenderlo nella maggior parte dei casi.
Bugyo: Samurai che hanno dimostrato sufficiente prontezza di mente e fedeltà al Clan, oltre che talento bellico, per meritare di prendere parte in esigua misura alle vicende politiche del Clan. Il loro peso all'interno dello stesso è ancora scarso, tuttavia in società senza dubbio godono di rispetto. Si tratta comunque di magistrati spesso usati come portavoce di Clan, qualora il compito di cui debbano trattare non sia sufficientemente importante da essere assegnato a qualcuno di status superiore.
Samurai: coloro che hanno superato la prova del Gempukku sono degni di portare un wakizashi, e quindi essere elevati alla casta nobile; se bushi, tali guerrieri saranno dotati anche di una katana abbinata al wakizashi, coppia che comporrà quindi il daisho. Un Samurai giura di servire il proprio Daimyo con la vita quando richiesto, senza alcuna esitazione. Allo stesso modo un Samurai accetta sempre le sfide di altri Samurai quando avanzate, a meno che questi ultimi non siano di rango inferiore (capita comunque, seppur raramente, che qualcuno scelga di "insegnar loro" il giusto comportamento). Il Samurai può scegliere di prendere sotto custodia alcuni Ji-Samurai del proprio Clan, ed è sempre immune dalle accuse di qualsiasi crimine (anche l'omicidio) contro gaijin, hinin ed heimin (purché questi non servano un Clan. In tal caso, ucciderne anche un solo contadino equivarrebbe a compromettere, sebbene minimamente, la produzione economica).
Ji-Samurai: un Ashigaru che dimostri una buona disciplina può essere scelto da un Samurai per servirlo. In cambio sarà iniziato non solo al Bushido vero e proprio dal punto di vista concettuale, ma gli verrà anche insegnato l'utilizzo delle armi leggere; potrà infine cominciare a fregiarsi del cognome di Clan anziché il proprio, cosa non concessa agli Ashigaru. Il termine vuol dire "mezzo Samurai", ed indica l'avanzamento della volontà del soggetto verso il fine ultimo di servire il proprio Daimyo. Alcuni Ji-Samurai sono già guerrieri estremamente ambiziosi.
Ashigaru: popolani che scelgono di provare a servire un Clan, venendovi ammessi ed elevandosi quindi dalla classe heimin. Non è una casta particolarmente rinomata, anzi, anche semplici individui ignoranti di Bushido possono farne parte. Tuttavia il ruolo di Ashigaru inizia ad appartenere ad una gerarchia marziale, malgrado sia alla base di essa. Possono disporre di un'armatura leggera, rappresentando quanto di più simile ci sia ad un fante semplice appiedato. Sono quelli che, per intenderci, in caso di guerra vengono utilizzati spesso e volentieri come carne da macello.
Heimin: le "mezze persone" di Harin, la classe lavoratrice senza la quale, inevitabilmente, la civiltà dell'est non potrebbe continuare a sopravvivere. Le mansioni degli heimin, dalla meno alla più nobile, sono quelle di mercante, artigiano e contadino. Quest'ultimo è visto come superiore rispetto agli altri heimin, poiché senza il cibo da lui prodotto, e senza le coltivazioni, Harin diverrebbe una landa desolata abitata solamente da ladri e saccheggiatori. I mercanti invece vengono visti con maggiore disprezzo giacché hanno a che fare col denaro, cosa reputata sporca dalla società hariniana; al di fuori di essi difficilmente gli altri maschi toccano le monete con le dita, assegnando la gestione economica delle faccende familiari alle femmine.
Hinin: le "non persone" di Harin. Criminali, ronin, artisti, ciarlieri, giocolieri e Geisha fanno tutti parte della casta degli Hinin; anche gli Eta fanno parte di questa sgradevole categoria. Pur esistendo nell'Ordine Celeste gli Hinin sono tuttora considerati e trattati come oggetti di poco conto, la cui vita può dipendere in qualsiasi istante da un solo capriccio di un componente dei Clan. Gli Eta sono invece gli Hinin che hanno a che fare con la carne morta, che è visto come lavoro disgustoso ed abominevole ad Harin. Ciò include anche torturatori, conciatori di pelle, e chiunque debba toccare i corpi dei defunti. Gli eta sono disprezzati dalle altre classi, poiché le loro mansioni sono così orrende da non permettere loro di elevarsi ad una casta superiore; detengono questo status anche i Ninja. Solo i gaijin, ossia gli stranieri, si trovano al di sotto degli Eta.