| Nome Corporazione: Statuto di Shuron | Allineamento: |
| Tipo: Clan | Campo: Civiltà umana Shurita |
| GDR: Herenill |
Articolo 1 - Diritti e doveri:
Ogni cittadino di Shuron ha il preciso dovere di seguire gli ordini del Sultano e del suo seguito. Il Sultano farà rispettare la legge usufruendo delle Guardie della Porta Rossa, la sua scorta armata. I diritti dei sudditi sono ben definiti, tutti i sudditi di alto lignaggio hanno diritto ad un'abitazione, i cortigiani hanno diritto ad una rendita mensile che sarà decisa solo ed unicamente dal Sultano, i soldati di alto rango hanno diritto ad una rendita simile, sebbene non godano dei privilegi della nobiltà. Il resto dei sudditi si deve arrangiare come meglio crede.
Articolo 2 - Servizio militare:
Preciso dovere di ogni suddito, indipendentemente dall'estrazione sociale, è il servizio militare nell'esercito del sultanato. Sono tenuti a presentarsi all'arruolamento tutti i maschi di età pari o superiore ai sedici anni compiuti. Le assenze e le diserzioni saranno punite con la morte. Esiste la possibilità di riscattare la leva previo pagamento di un compenso al sultanato, pari a mille Hertell. Chiunque non è in grado di pagare tale cifra, viene prelevato per l'esercito. Il servizio dura dai due ai cinque anni, e chi supera questa prima fase, se non ha risparmiato i soldi durante gli anni per riscattare la sua posizione, viene incorporato permanentemente nell'esercito del Sultanato. I più crudeli e fedeli vengono selezionati per la Guardia della Porta Rossa, la guardia personale del Sultano. Per quel ruolo di norma si ricevono molte richieste da parte di volontari fedeli al regime.
Articolo 3 - i cittadini:
Cittadino, o meglio suddito, identifica chi non è nobile di nascita, e neanche nell'esercito. I sudditi del Sultano devono lui cieca obbedienza, e possono vivere entro i limiti dei diritti e dei privilegi che il Sultano concede loro. La società shurita è ben distinta in quattro categorie: Nobili, clero, esercito e popolo. Le prime tre classi vivono completamente separate dall'altra, anche se nell'esercito solo gli alti gradi, occupati da persone di nobili natali, hanno un tenore di vita paragonabile ai nobili o al clero, gli altri vivono come i popolani, con le briciole del banchetto. Uomini e donne, all'interno della società di Shuron, sono teoricamente allo stesso livello, anche se poi nella vita pratica vi sono distinzioni sostanziali tra cosa è concesso ad un uomo e cosa ad una donna. Un esempio su tutti, le donne non vengono prelevate per l'esercito.
Articolo 4 - i crimini:
I crimini nei territori del Sultanato vengono puniti secondo le leggi stilate dai giuristi di corte. Le condanne a morte nel Sultanato sono molto frequenti, così come la schiavitù anche per i crimini minori, poichè la società di Shuron vive grazie al costante lavoro di manodopera servile. Crimini verso le donne vengono puniti più lievemente, mentre invece rientra nella legalità qualunque atteggiamento e comportamento un uomo abbia con i suoi schiavi, visto che non sono più uomini, ma merce.
Articolo 5 - il matrimonio
Il matrimonio, come tutto nella società shurita, è diviso nelle varie classi sociali, nessun nobile sposerebbe una popolana, per esempio. Una pratica curiosa, ed aborrita dalla società dehiniriana, è la pratica, comune a Shuron, della poligamia, un uomo può contrarre matrimonio più volte, anche se di norma è solo la prima moglie a comandare, mentre le altre sono essenzialmente concubine mantenute. La pratica della poliandria, ovvero la pratica, per una donna, di avere più compagni, era comune a Shuron prima dell'avvento di Rusuf, che abolì tale pratica nelle caste più elevate, anche se è ancora comune tra il popolo. Siccome le caste sono chiuse, molto frequenti sono gli incesti, specialmente tra nobili.
Articolo 6 - L'educazione dei giovani:
Le scuole pubbliche nei territori del Sultanato non esistono, l'educazione dei giovani è affidata a tutori appositamente scelti, questo almeno per le famiglie nobili e ricche che possono permetterseli. Alcuni nobili hanno schiavi addetti a fare da tutori, e schiavi del genere sono molto ricercati e costosi. Nelle famiglie popolane di norma, quando possibile, i piccoli vengono istruiti nella lettura e nella scrittura, almeno un poco, anche se, la maggior parte delle volte, vanno a lavorare in età scolare, e quindi non possono proseguire gli studi come dovrebbero.
Articolo 7 - La magia:
la dottrina arcana è conosciuta e praticata a Shuron, ma solo da ristrette cerchie di nobili, una pratica comune tra i nobili shuriti è provare gli incantesimi da combattimento sugli schiavi inermi. Shuron è famosa per aver dato i natali ad alcuni dei più potenti stregoni che la storia ricordi, anche se, per motivi di costi e di impossibilità di vasto accesso alle conoscenze arcane, Shuron fa affidamento prevalentemente sulle enormi riserve di soldati che la leva obbligatoria procura al Sultanato.
Articolo 8 - Gli stranieri:
Gli stranieri sono accettati qualora portino vantaggio diretto agli interessi del Sultanato, e di norma vengono sempre e comunque guardati con sospetto. Per questo Shuron commercia solo con pochi, e coraggiosi, mercanti che osano attraversare la Sublime Porta Rossa. Di norma gli shuriti, indipendentemente dall'estrazione sociale, sono molto diffidenti e sospettosi nei confronti degli estranei.
Articolo 9 - La religione:
L'unico culto accettato nei territori del Sultanato è quello di Yassor e da poco tempo anche il culto di Deiana è stato accettato all'interno della comunità, altre divinità non sono riconosciute ufficialmente e non viene incoraggiata in alcun modo la creazione di templi dedicati a divinità diverse. Il clero, che sulla sottomissione a Yassor, al suo, e quindi al loro, volere, poggia tutto il suo potere, punisce con efferatezza ogni opinione contraria a quanto detto, tramite tribunali speciali, volti a scovare le eresie.
Articolo 10 - Assemblee e meccanismi di voto:
il Sultano è la massima autorità di Shuron, colui che è stato posto da Yassor in persona a guidare la popolazione, ogni sua decisione è irrevocabile. La carica di Sultano è ereditaria per via patrilineare, qualora il Sultano non dovesse avere figli maschi, ha due opzioni, cedere il governo ai quattro consiglieri, oppure adottare un nobile di sua scelta, per porlo sul Trono dell'Elefante. Il Sultano nel governo è aiutato e consigliato dal Gran Visir, dai due sommi sacerdoti. Ogni altra opinione fuori dal Consiglio non viene presa in considerazione.
Articolo 11 - Le cariche:
Sultano: Il Sultano è la massima autorità di Shuron, posto da Yassor in persona alla guida del popolo delle sabbie. Ogni sua decisione è legge, ogni suo desiderio un ordine, poichè Yassor parla per sua bocca. (max 1)
I quattro consiglieri consiglieri:
Gran Visir: : E' lo stregone, colui che gestisce la scuola entropica di Shuron degli stregoni,coordina i suoi allievi e li istruisce nel loro cammino. [Max 1]
Anuar: sono i luminosi. i sommi esponenti dei due culti. Capo indiscusso del clero di Yassor e la sacerdotessa indisussa del clero di Deiana, loro pongono il copricapo del Sultano sulla testa. Interrogano le loro divinità e ne interpreta il volere tramite riti e complicate cerimonie mistiche. Il potere dei due è grande sulla massa del popolo. Sono a capo del loro tempio, e l'ancella di Deiana gestisce il locale delle sette lune, dove le iniziate potranno fare la loro pratica.(max 2)
Hamza Amhad: la carica di Granleone è quella del generale dell'esercito, di nobili natali, decide promozioni e degradi, ed è quello che più di tutti conosce l'arte del combattimento e l'arte della strategia. Chiamato Granleone perchè anticamente la prova per accedere a questa carica, e così dimostrarsi degni di questo onore agli occhi del Sultano, era quella di sopravvivere ai temutissimi Felini di Zarin, senza uccidere le sacre bestie. (max 1)
Quais husam: Sono le guardie reali del sultano. Sono quei soldati che sono riusciti ad elevarsi e vengono scelte come le guardie personali del sultano. Essi acquisiscono nobili diritti, dopo aver prestato il giuramento di fedeltà al loro signore, lo rimarranno per tutta la vita. Solo ai prescelti viene data in dotazione armi e armature che indosseranno quando sono al servizio del loro sultano.[carica multipla]
Junaid: Sono i soldati che vengono arruolati e non sono riusciti a pagare per svincolarsi da tale dovere. Che siano costretti o per loro volontà, sono sia di estrazione povera ma anche nobiliare. L'addestramento cui è sottoposto è brutale, ma rende i soldati insensibili alla fatica, a questo contribuisce anche l'inclemenza del clima desertico nel quale si addestrano.
Ayman: Sono i fedeli sia di Yassor che Deiana, sono tutti i fedeli che decidono di intraprendere la via del misticismo, inizieranno il loro percorso verso la fede di Deiana o Yassor. Essi verranno seguiti dai due corrispettivi sommi sacerdoti.[carica multipla]
Iman: sono i sudditi. Coloro i quali non appartengono alle altre categorie, nobili, clero, esercito, fanno parte della massa di popolani comunemente definiti sudditi, Non hanno alcun diritto, e sono solo un gradino più in alto degli schiavi, in quanto uomini liberi, ed il cui unico scopo nella vita è spezzarsi la schiena per mandare avanti la famiglia, e far sopravvivere i propri cari con quel poco che le tasse sanguinarie del Sultano lasciano loro.
Abdel: Lo schiavo è essenzialmente una bestia da soma, senza alcun diritto, e senza alcun privilegio. L'unico suo dovere nella vita è seguire ciecamente gli ordini del suo padrone, pena la morte. Se un solo schiavo tantasse la fuga, tutti gli schiavi domestici verrebbero trucidati, e questo è un ottimo deterrente per evitare le fughe. Si può finire schiavi in molti modi, a Shuron, per debiti, come prigionieri di guerra, per nascita, per perdita di prestigio, o per puro e semplice capriccio del Sultano e dei nobili di alto lignaggio.
Ashab: considerati i ribelli. Gli esili a Shuron non sono frequenti, in quanto la pena di morte viene distribuita con sorprendente leggerezza. Va da se che quindi gli esiliati altro non sono che i pochi fortunati che sono riusciti a scappare dalle immonde prigioni del Sultanato, per avere un destino forse peggiore, braccati notte e giorno dai segugi del Sultanato, fino alla cattura, o alla morte.