ID CARD

Nome: Nina Alyssa Cognome: Von Brandt
Età: 23 anni Razza: Vampira
Peso: 55 kg Altezza: 165 cm
Capelli: Corvini Occhi: Azzurro Ceruleo
Allineamento: Legale Malvagio Sesso: Femminile
Divinità: Tipo di Gdr: By Chat
Nome Gdr: Bridge of Blood Genere Gdr: World of Darkness | Vampire the Masquerade
Gilda: SharksCarica Gilda: Templare
Mestiere: PoliziottaCarica Mestiere:
Clan: Ventrue AntitribùCarica Clan:
Party:

Descrizione Fisica

Appare come una ragazza di una ventina d'anni circa, minuta, dai muscoli sviluppati ed il corpo tonico.
A spiccare sopra ogni cosa sono gli occhi cerulei, simili a grandi luci al neon, ed il costante ghigno nel quale le sue labbra sono piegate.

Pallida, di un pallore lunare messo in risalto dalle ciocche corvine, acconciate in un caschetto mosso che le sfiora a malapena le spalle. 

Sulla schiena è tatuata una torcia in fiamme(1), sul petto, ad altezza del cuore, una zampa d'orso(2); all'interno del polso sinistro un semplice disegno con come protagonista uno scorpione(3) e all'interno del polso destro un corvo(4). [Vedi tabella]

Solitamente veste principalmente con jeans e cappotto di pelle; ma da quando è stata abbracciata opta spesso per una mise più elegante. Ampio spazio quindi a camice e cravatte, completi dal taglio maschile e soprabiti lunghi fino alle caviglie, tassativamente neri.

 

I tatuaggi di Nina

La torcia
Significato

(Nina)

La zampa d'orso
Significato

(Nebel)

Lo scorpione
Significato

(Ilja)

Il corvo
Significato

(Yuri)

 

 

Tatuaggi Futuri

La scritta "Fuoco" in arabico alla base della torcia.

Affetti

NEBEL A. S. FALKSTEIN

Artio
Orso
/ór·so/
sostantivo maschile
  1. 1.
    Nome com. dei Mammiferi degli Ursidi, part. riferito all’ o. bruno e all’ o. bianco : il primo ( Ursus arctos ) vivente nelle foreste dell'America sett., dell'Europa e dell'Asia, il secondo ( Thalarctos maritimus ) nelle zone artiche. Ambedue di poderosa mole, il secondo più grosso del primo, hanno muso appuntito, collo possente, arti relativamente corti con dita armate di unghie arcuate e assai sviluppate, coda corta, pelliccia molto folta, di color bruno il primo, bianco il secondo.
    • Orso dagli occhiali, tremarcto.
    • Orso del bambù (o orso di padre David ), panda gigante (vedi panda).
    • Orso grigio, grizzly.
    • Orso labiato ( Melursus ursinus ), dell'India e di Sri Lanka; lungo ca. 2 m, ha fronte larga che continua con il muso lungo e stretto, labbra lunghe, tronco pesante, pelliccia folta e lunga, di color nero brillante, con una grande macchia bianca sul petto; è molto richiesto dai circhi in quanto è facilmente addomesticabile.
    • Orso malese, biruang.
    • Orso marsupiale, koala.
    • Orso nero americano, baribal.
  2. 2.
    fig.
    Simbolo di goffaggine e di sgraziata pesantezza ( camminareballare come un o. ) o anche di selvatichezza e scontrosità ( è un o.: non vuol mai vedere nessuno ).
    • Vendere la pelle dell'orso prima di averlo ammazzato, vedi vendere.
    • Nel gergo della Borsa (contrapposto a toro ), ribassista; estens., situazione di mercato tendente al ribasso.
 

 
 
Gente che pensa di poter combattere con una certa serietà...e invece...


«Dimmi il tuo nome, bambolina ipercazzuta.»
«...Nina. O Alyssa, se preferisci.»

«Molto bene, Nina Alyssa. Alexandra Sabine, tanto piacere di conoscerti. (...) Come premio, puoi scegliere. O offri tu, o prendo io. In entrambi i casi, hai da perdere e da guadagnare. Cosa ti dice l'istinto?»
 
Sai, l'ultima volta che ho controllato essere azzannata non era esattamente un premio.

«...non so se avercela con te o meno, dal momento che la prima volta che ci siamo conosciute mi hai azzannata e l'ultima volta che ci siamo viste mi hai salvata.»
 
«...secondo te perché l'ho fatto?»
«...non saprei. Potresti spiegarmelo tu.»

«Ragazza pigra, metti in moto il cervello. Perché ti ho morso ma non ti ho dissanguata lasciandoti alla mercé del primo necrofilo arrapato che fosse passato per la stazione? Perché ti ho aiutata sui piatti della bilancia dell'inferno, invece di lasciare che ti squarciasse come nel miglior film gore in programma per quest'anno al cinema? Pensaci, trova tu la risposta. »
 
«Lo farei, ma sono una ragazza pigra, e tu sembri sapere tante cose.~ Ci possono essere mille ragioni. Potresti volermi tenere come scorta per quando ti viene un certo languorino...ma questo non spiegherebbe perchè mi hai salvata da quei tentacoli orrendi. Un'altra ipotesi potrebbe essere che hai qualche progetto per me di cui non sono a conoscenza...oppure devo pensare che sei mossa da una buona dose di umanità. Posso andare avanti se preferisci.~»

«Oddio...umanità. Io. No, non ti ho uccisa quella notte perchè mi scoccia sprecare il cibo, e ti ho aiutata contro la Bilancia perché ognuno dovrebbe combattere per la propria vita e non solo accettare passivamente il giudizio divino.»
 
«La verità sta nel mezzo dunque...non ti facevo così romantica, Sabine.»

«Oh, credevo che farti sbattere come un cencio contro il muro per essere poi morsa a sangue ti avesse chiarito bene che sono tutto tranne che romantica. Ora chiediti...sei davvero sicura di voler passare un'altra esperienza simile?»
 
«Ho un concetto tutto mio di romanticismo, te l'ho detto che ho ancora qualche problema a classificare la violenza...parole della mia analista.»

E fu così che l'aggettivo "pigra" si unì alla schiera degli aggettivi con cui mi hai bollata.
Non sono un giocattolo. Non sono un modo per intrattenerti. Ma mi piaci, quindi penso di poterti dare corda...per ora.


«Coccolare?

Tu credi davvero che a me interessi coccolare un animaletto tiepido, quando posso aprirlo in due e rotolarmi nel suo sangue, per il solo gusto di farlo? Tu sei cibo. Non sarai mai niente di diverso dal cibo, il tuo futuro sarà contare i momenti che passano da un morso all'altro, come una puttana ribelle legata ad un letto che non può fare altro che aspettare il prossimo cliente che la farà strillare e contorcersi, fino al momento in cui la morte non sarà altro che una liberazione, ma non arriverà in tempo ad impedirti di avere il corpo sfatto e il cuore sbriciolato.  
Rantoli e strepiti, divorata dal desiderio, dal livore, ma tu non lo conosci davvero il desiderio puro, la nuda essenza della bramosia. Vuoi che ti morda, vuoi che ti faccia di nuovo sentire in paradiso, che ti trascini su questo ponte fatto di carne e pelle e ti beva fino a lasciarti urlante e senza fiato. E potrei farlo. Potrei prenderti adesso......me solo per aprirti la gola e guardarti affogare nel tuo stesso sangue, e non avrei gioia più grande di questa. Mi fate tutti schifo, piccoli patetici umani che scodinzolano per un morso, per un bacio, per essere sollazzati dalle attenzioni di un vampiro, come se una pecora potesse trovare piacevole il lupo che le azzanna il ventre e le divora il cuore mentre è ancora viva!

Cos'hai tu di diverso, da osare pretendere qualcosa di più da qualsiasi altro umano?

Non hai...niente...che faccia valere lo sforzo. Niente.»

 

Sie sind wirklich ein Monster.


«...le pensavi davvero le cose che mi hai detto nel Caos, vero?»
 
«Sei sicura di volerlo scoprire se ero sincera o meno?»
 
«...è solo per avere conferma di ciò che penso.»

«Ah, solo una conferma. Dimmi allora, sono curiosa: che cosa pensi?»
 
«...penso che tu sia un mostro...e che forse dovrei avere paura di te. Ma non ne ho.»

«Si, sono un mostro e non sai nemmeno quanto.»
 
 
Ho dovuto sperimentare la promessa del Paradiso per capire di essere nell'Inferno.
Ma non ho nessuna intenzione di starci. Anche se questo dovesse significare morire.
 
 
«Voglio che tu capisca cos'è la fiducia, Alyssa. Voglio che tu capisca quanto è orribile sentire qualcuno che ti muore addosso sapendo che nel giro di una manciata d'ore si muoverà di nuovo e avrà bisogno del tuo sangue, e voglio che il tuo sangue ed il tuo cuore ne abbiano paura e al tempo stesso lo desiderino. Voglio che tu te ne vada domani notte sapendo che...si, potrei stuprarti qui ed adesso, e me lo lasceresti fare, magari mi imploreresti di continuare, ma non è quello che cerco. Non è quello che nessuna di noi cerca.»
 
(...)
 
«...non so cosa sia la fiducia. Non me l'hanno insegnato. Ma sento di poterne riconoscere le sfumature attraverso te. Ti prego, insegnami.»

«Se fossi mia non avrei nemmeno bisogno di tanta reticenza...mi basterebbe darti la mia parola, e scopriresti come basti un nome a proteggerti, a spiegarti come tu possa davvero fidarti di me, e sapere che se qualcuno facesse strazio del tuo corpo, marcerei su tutti gli altari di Praga per trascinarlo all'Inferno. Ma non sei mia, Nina...quindi dovrò essere...moderata.
La fiducia sta nel rapporto di quanto puoi essere sicura di te stessa e degli altri. Sei sicura che non mi prenderò il tuo sangue? Io sono sicura che anche se sarò perfettamente inerme durante il sonno, non cercherai di farmi a pezzi per seppellirmi in giardino. Come lo so? Perché tu vuoi che io mi fidi, ed io voglio che tu impari a farlo.»

 
 
Vertrauen
 
Davvero vuoi sapere chi sono, Nebel? Non sono solo la gattina. Non sono solo la bambola ipercazzuta. Non sono solo un cuore che palpita ed un respiro. Sono molto più di questo...un paio di mani lorde di sangue, per cominciare. E' difficile scoprire la natura del fuoco con lo scalpello, sai? Rischi di bruciare.
E sei l'unica persona che non voglio vedere diventare cenere.
...mi stai rendendo poco credibile, stupido orso.

 
«Io sono un soldato. Questo significa che per me qualsiasi cosa, qualsiasi desiderio, viene dopo il dovere. Dopo la parola che ho dato, dopo i miei giuramenti. Sai cosa significa? Lo capisci?»
 
Ti odio, stupido orso.

«Odiami, Nina, non commettere l'errore di invaghirti di me, perchè io sono un'assassina. Uccido la vita nel sangue degli altri per dare vita al sangue dentro di me. Non innamorarti mai di qualcuno come me.»
 
Ti odio così tanto che non ti odio nemmeno un po'.
Quando ti ho dato il permesso di farmi sentire vulnerabile? Di farmi venire mille dubbi?
In cosa mi stai trasformando?
 
 
Pflicht

 
«...tu non sei come loro.»
«Non esiste nessuno come me, Alyssa.»
 

«Ti ho insegnato quello che ho potuto, e Dio sa quanto ho rimpianto non aver potuto partecipare alla tua asta, perché se fossi mia, adesso, sarebbe tutto più facile. Ma non sei mia... Ho piena fiducia in colui che ti ha legata a sé. E prego Dio che tu possa avere fiducia in lui. 

Sono comunque la tua Regina, questo non cambia. E se ti stancassi di fare la poliziotta e volessi cambiare aria lo sai...ho un posto pronto per te al Mel's.»

 

«...sarai sempre la mia Regina, Sabine.»


Per un breve momento ho scordato l'orrore. Per un breve momento, mi hai donato un paradiso di giada.
Ti prego, Dio. Se esisti, non portarmi via il mio Paradiso.


«Non essere ottusa, Nina. Sono qui. Non ti sto voltando le spalle. Puoi ancora fidarti di me. Se ti dico che non posso aiutarti...non posso. Ricordi? Volere e dovere.»

Hunger
 
«Dominala, Nina. Non lasciare che la fame ti consumi! Ti stai lasciando trascinare, è questo che vuoi? Essere solo una puttana smaniosa di una scopata? Ribellati alla fame.»
 
Raserei
 

«Fa male. Lo so che fa male. So che stai passando notti in cui non sai se vuoi mangiare, se vuoi scopare, se vuoi attaccarti alla gola del primo vampiro che passa e berlo fino a scoppiare. Lo so. Ma non posso darti quello di cui hai bisogno, lo capisci?»
 
...Ich will dich, Sabine...
 
«Non è me che vuoi, Alyssa. Non è un cadavere che desideri. Rifletti...ascolta il suo sangue dentro di te. Qual è il nome che ti urla nelle vene? Non il mio, ma il suo. Non puoi desiderare un pezzo di carne morta incapace di provare altro piacere che quello del morso.» 
 
«...non ho nulla da offrirti, Sabine. E tu non hai nulla che io possa avere...è vero, ho bisogno del sangue di Ilja. Lo desidero...ma questo non mi impedisce di volerti. Non perchè sei fredda...o hai le zanne...o perchè bevi sangue...ma perchè tu sei tu.»

«Non ti ho sempre detto che è un errore nutrire il desiderio per quelli come noi, Alyssa? Non ti ho forse messa in guardia?»
 
«...sì.»
  
Bis zum Morgengrauen
 
 

«...dove diamine sei stata per tutto questo tempo?»
 
«Affari personali, gattina. Non rovinare questo momento con domande inutili.» 

Fragen. Caos. Trugbild.
 
 
Meine Gefühle für dich sind bei mir gestorben.
 
 
 

«Sai perché non ti ho cercato in tutto questo tempo?»
 

«No. Perchè non mi hai cercata?»


«Perché dovevi disintossicarti da me, e guardare alla notte con la lucidità di un pensiero che non fosse contaminato dalla mia vicinanza e dalle emozioni che da viva nutrivi per me. Dovevi affrontare le tue prime notti senza le mie dita tra le tue. E ci sei riuscita. Hai vinto la tua battaglia ai Riti, ti sei inginocchiata davanti al Cardinale offrendo la tua fedeltà, stai crescendo ed imparando.»
 

«(...) E' interessante come spingi qualcuno a fidarsi di te, ad aprirsi a te e a guardare a te come riferimento di fronte all'oscurità...e poi lo lasci in balia del suo destino. Ma sì, immagino di doverti ringraziare, mi hai fatto rendere conto di quanto stessi diventando /patetica/.»


«(...)Non dire stronzate. Non si tratta di ringraziare. Andava fatto, punto.»
 
«Giusto, perchè è sempre stata una questione di dovere per te. E' così dunque? Mi hai vista impazzire, mi hai vista morire, mi hai vista diventare un animale e poi tornare sulla retta via, lottando con le unghie e con i denti per non essere classificata come carne da macello?
Sapevi chi ero. Sapevi com'ero.
E nonostante tutto ti sei comunque sentita in diritto di farmi questo. Fottiti, Sabine.»
 
"Who do you think you are? Running around, leaving scars
Collecting your jar of hearts and tearing love apart
You're gonna catch a cold from the ice inside your soul
So don't come back for me.
Who do you think you are?

It took so long just to feel alright,
Remember how to put back the light in my eyes.
I wish I had missed the first time that we kissed, 'cause you broke all your promises.
And now you're back...you don't get to get me back."

 

«E allora a che pro avvicinarmi? A che pro cercare di guadagnarti la mia fiducia, il mio rispetto, se sapevi cosa sarebbe accaduto?»

«A che pro? A che pro? Ma allora non mi ascolti, cazzo, non mi hai mai ascoltata davvero in questi mesi! Perché credi che ti abbia mostrato quello che potevo mostrarti, quando ancora potevi capire la differenza tra il giorno e la notte? Solo per darmi un tono? Per fare la figa spaziale? Col cazzo, Nina! Perché MERITAVI quell'occasione!»
 
...poi una non si dovrebbe incazzare.
 


«..non ricordo di aver mai parlato di clan con te.»

«No, non l'hai fatto.»
 
«...lo immaginavo.»

«Nina? (....) Non me ne frega un cazzo. Scegli se credermi o meno, piccola, ma sappi che non fa differenza. Non m'importa se il tuo sangue ha preso a calci il mio. Non mi importa se avete bruciato Cartagine alleandovi con quelle pezze da culo di romani...non me ne frega niente. Tu sei tu. E lo sei a prescindere dalla linea di sangue che ti lega al Dolce Padre Oscuro. Se credi nel dovere di tenere viva questa faida...vai. Non ti tratterrò. Ma se scegli di guardare avanti...di trovare qualcosa di più grande nel futuro, piuttosto che nell'utopia del passato...»
 
«...davvero non lo farai? Ti faresti fermare da questo? Non lotteresti per avermi al tuo fianco, a dispetto di tutto? Se ti dicessi che mi importa...mi terresti lontana..?»

«Alyssa... No. Costringerti a rimanermi accanto sapendo che disprezzi quello che sono, il sangue che ho nelle vene... No, Alyssa. La tua libertà è sacra come la mia. Non potrei mai calpestarla per la mia soddisfazione personale. Tenerti accanto a me con la forza contro la tua volontà sarebbe come guardarti appassire notte dopo notte, privandoti di quello che ti rende unica. E posso essere una stronza fin che ti pare, ma non sono una stronza sadica. Preferirei saperti libera e...piena di vitalità, che legata a me da catene che ti soffocano, e che finiresti per odiare. La battaglia sarebbe mia in ogni caso, ma contro me stessa, per impedirmi di calpestare quello che sei, per compiacere il mio bisogno, ignorando il tuo. Se ti importasse...saresti comunque la mia gattina, ma una gattina che non potrei più...sentire.»
 
«...allora posso dirti la verità...non mi importa.»


Ma io non ero incazzata? Non c'erano delle rimostranze da fare? Mi sento truffata.


«Dio mi perdoni, e mi perdoni Caino, ma non mi pento di niente.
Ti offro tutto quello che sono, e tutto quello che sarò. Ti offro la mia forza, la mia irruenza, la mia fedeltà, ciò che resta di quella che ero e che non sarò mai più. Fino alla notte in cui la Bestia mi strapperà ogni controllo, dissolvendomi. Ti offro me stessa, Alyssa, ti offro il mio sangue.»

 
«...anche se non lo credevi...io sono sempre stata tua, Sabine. Dal primo giorno in cui ci siamo incontrate...sono sempre stata tua, mia Regina.»
 
Wiedervereinigung. Beichte. Erleichterung.
 
 
 

YURI WOLLSTONECRAFT

Coeus | Odin
 
Corvo
/còr·vo/
sostantivo maschile
  1. 1.
    Nome di vari Uccelli Corvidi del genere Corvo, e part. del Corvus frugilegus, detto anche c. comune o c. nero, con faccia nuda, biancastra nell'adulto, e piumaggio nero; è assai simile alle cornacchie, da cui però si distingue spec. per la forma del becco.
    •  
    •  
  2. 2.
    fig.
    Persona dalla carnagione molto scura e dai capelli neri oppure dall'aspetto sinistro, da iettatore.
    "sembrare un c."
 

 
«Oh, ma davvero? Ed io che ormai credevo di essere solo una bistecca antipatica!
«Se sei antipatica è da vedere, almeno per me.»
 
«Com'è questa questione che a quelli come voi non vanno a genio i poliziotti? Cos'è, tendiamo forse a ficcanasare troppo? Che poi, "Quelli come voi". Diamine, avete un modo in cui farvi chiamare che non sia troppo palese? Zanzare mi pare brutto.»
 
«...Per quello che riguarda me, solo motivi personali ma ehi... Ti sto parlando e ci siamo accordati, non faccio di tutta l'erba un fascio.  Ho semplicemente i miei motivi per non apprezzare la polizia in generis, ma tu sei tu, non 'la polizia'... Anche se in parte è così...sì è un po' razzista. Ma non me la prendo per certe cose. Chiamami semplicemente con il mio nome, va bene.»
 
«Bravo ragazzo. Le generalizzazioni sono la via larga per l'inferno.»
 
«Preferisco le secondarie, ci si gode il paesaggio...»
 
Quel momento in cui incontri un zannuto Gentiluomo. Non finirò mai di sorprendermi.
 
 
«Oh, ma come faccio io? So solo che uno si chiama Etienne e la tizia con l'accento francese Alex, o qualcosa del genere...»
 
«Basta ed avanza, ad una persona sveglia... E con quel muso finto triste da micetta smarrita ho idea che tu lo sia molto più di quel che dai a vedere.»
 
«Ma magari sono stupida, che ne sai.»
 
«Non so, penso che, come l'antipatia, è qualcosa che vedrò con il tempo non credi?»
 
Eccone un'altro che fiuta troppe cose. Ma magari a te non darò fuoco.
 

«...il mio nome è Nina Alyssa Von Brandt. E sì, sono una proprietà.»

«...Mh, peccato. Ma immaginavo che lasciarsi sfuggire la piccola Nina fosse da idioti.»

«...avresti voluto avermi?»

«Forse. Di certo fai comodo, di certo...Sei particolare. Ma volerti o non volerti, da parte mia, non ti riguarda. Ed in ogni caso una conversazione non basta a decidere. Non penso che tu scelga cosa mangiare sulla misura esclusiva di quanto sembra appetitoso. Hai i tuoi gusti, il tuo mondo, il tuo essere che ti fa scegliere cosa volere. Mi piaci...Ma sarebbe stato tutto da vedere.»
«Non mi riguarda, ah? Come ad una vacca non riguarda sul piatto di chi finirà, giusto?»
 
Serve sempre una lezione per capire che, a discapito di tutto, la nostra vita non ci appartiene. Nemmeno un po'. Ma questo non può permetterci di smettere di lottare.
 
 
 
«Certo che non scherzavi sul prendere appunti. Sei... Una gioia, curiosa, ti interessi. Che fico. Mi sento un professore. Chi l'avrebbe mai detto...»
 
«...sono tedesca. Io non scherzo mai...se non sapessi che sei uno zannuto, probabilmente penserei che ci stai provando con me. Ma penso che a questo punto ti chiamerò professore. Ti piace?» 
 
«Ci provo sempre, ma per mie inclinazioni molto lontane dalla soddisfazione carnale. (..) Nah, è che sapere di alcune tue disavventure ti rende interessante. Sei... Adattabile. No no...Non lo sono davvero, e non penso di essere interessato a diventarlo. Mi piace solamente leggere e... Beh, non sono proprio un professore.»
 
«...ah, a prescindere proprio...mmh, adattabile. Di solito mi dicono che sono piuttosto ottusa, ma adattabile mi piace di più...immagino che dipenda da chi mi trovo davanti. Di certo posso diventare molto disponibile con uno zannuto così galante ed affascinante come te.»
 
«...Magari cocciuta, ma ottusa non direi, anche se ti conosco da molto poco. Ma sono impressioni, nulla più. (...) Ah beh, se me lo dici così potrei arrossire.»
 
«Come si suol dire, ci apriamo più con gli estranei che con le persone che ci sono vicine, perchè loro possono cogliere ciò che di buono c'è in noi, ignorando le nostre brutture. (...) ...sei davvero uno dei miei zannuti preferiti. Ma gli zannuti possono arrossire? »
 
 
 
«...Niente stelle nemmeno stasera. A parte una. (...) Ci sei tu, piccola stella in piena esplosione.»
«Dovresti smetterla di provarci con me, Professore. Sono un pessimo partito. Non so nemmeno cucinare.»
 
 
«...Puoi parlarmi, se lo desideri. E lo desideri. Non mi avresti cercato altrimenti, non sei tipa... Da cercare senza motivo. Motivo per te valido, ovviamente, se lui non ti ha dato altri compiti. O magari il tuo compito è infinocchiarmi, raggirarmi... Sai, trovo divertente questo gioco. Non sai mai come va a finire. (...) Davvero, spara. Che hai?»
 
«...per me non parlare è sempre stata la prassi. (...) ...non parlare veramente, intendo. Ho sempre detto alle persone quello che vogliono sentirsi dire. E forse proprio per questo mi ritrovo in difficoltà ora. A non poter dire a chi dovrebbe saperlo quello che sto passando. O forse sono impazzita molto tempo fa e non me ne sono mai accorta. Eppure, paradossalmente, sento di poterlo dire a te. Sento di poter essere sincera con te, Professore. Sento di poterti confessare che sono debole. Che sto andando in pezzi perchè questa non è vita. Ti do il potere di farmi male. Forse perchè non ho paura di deluderti. Forse perchè sei un estraneo. Forse perchè mi leggi dentro così bene. O forse perchè arrendendomi ti attiro nella mia rete e sedurti diventa più semplice. (...) ...forse hai ragione. Forse voglio solo ingannarti, per poter avere il tuo cuore e trasformarlo in pietra. O forse sono solo una stupida vacca alla deriva talmente disperata da svendermi alla prima parola gentile.»
 
«Capisco perché sembri... Stanca. No, non lo sapranno. Non ho diritto su di te o su ciò che ti riguarda, ed io tengo conto di queste cose. Nessuno saprà. (...)
Non è vita, non è... Niente, se non un percorso talmente ripido, alienante, totalizzante da spezzare ogni fibra che ti resta in corpo. Non so se tu sia folle già da tempo, questo puoi saperlo soltanto tu. Sì, in questo momento lo sei. Perché sei piegata da qualcosa al quale nessuno può fare fronte, Nina.»
 
«...temo di essermi spezzata. Sono troppo inflessibile per piegarmi.»

Wahrheit, Wahrheit. Zu viel Wahrheit
 
«E tu invece, continui ad affibbiarmi una volontà di volerti diversa, ma non è così. A me vai benissimo come sei, anche se innegabile è che la situazione sia generata in buona parte da te.
Mi spezzai anche io ma eccomi.»
 
«Più parli più mi suoni losco, Professore. Non esiste persona...o zannuto al mondo che non mi voglia cambiare. Tutto questo tuo accettarmi mi potrebbe lasciar pensare che stai seriamente cercando di infinocchiarmi. Il che sarebbe uno dei paradossi più grotteschi della mia vita.»
 
 
«Attenta. Ho un debole per more con gli occhi chiari. Non provocarmi troppo.»
 
«Attento, Professore. Amo provocare le persone che mi piacciono.»
 

«...allora, Professore.~ Cosa significa quel tatuaggio?»
 
«Significa che occorre guardarci alle spalle Nina. Era la donna che amavo. Kat. Che adorabile stronza era. (...) Ero un criminale, ed i criminali sono sleali. Ma hai vinto, ed hai avuto le tue risposte. Ed io, distintivo, non sono un criminale come gli altri. Quelli... Non sono proprio onesti, ti pare, per un combattimento normale?  Mh, ma ho vinto anche io, seppure barando, quindi potremmo dire che anche tu, puoi rispondermi, sempre che ti vada giù essere fregata d un ladro.»
 
«....sembri avere un debole per le adorabili stronze, professore. Adorabili stronze con i capelli scuri e gli occhi chiari. (...) ..un criminale, eh. Avrei dovuto prevederlo. (...)
Essere un poliziotto ti da il cartellino verde per tante cose, Professore. Cose buone. Cose deplorevoli. E tutto perchè le persone sono convinte che tu sia dei buoni. Che operi per la loro giustizia. Ed ignorano volutamente che in realtà operi per la giustizia del Sistema. Ma stando così le cose...come fanno a sapere che operi per l'una, l'altra...o per la tua giustizia personale? ...esternamente ho dato un esempio a tutte le ragazze che hanno avuto la mia stessa disgrazia. Ma internamente...un Poliziotto può fare molte cose, Professore. Ed a volte può fare la differenza...se è molto bravo a far credere alle persone di stargli dando ciò che vuole.»
 
«...Sei l'unica poliziotta che mi sia mai piaciuta Nina.  Ed hai fatto bene. Hai resistito, ed hai trovato il modo di rivoltare un sistema imparziale...a favore di qualcosa di tuo. Di un'idea, di uno scopo magari... Per questo hai la mia ammirazione. Sapevo di non starmi sbagliando su di te.
 
Wahrheit. Achtung.
 
«Non posso farmi mettere di nuovo in gabbia, Professore.»
 
«Non è una gabbia, è un prenderti cura di chi si prende cura di te.»
 
 
 
«...il mio cervello comincia a protestare, sono troppo stupida per far andare a braccetto l'obbligo di essere leali con la libertà personale..»
 
«...Comunque è questo il punto. Imparare a farlo andare a braccetto. Ricordi? Puoi fare ciò che desideri, a patto che tu ti renda necessaria e che tu sia leale. Puoi farlo, e meglio di altri, da ciò che mi hai raccontato di te. E' quello che ho visto in te. Puoi molto, Nina... Voglio vederti evolvere. (...) Dimmi, hai novità? Le tue notti sono... Buone? Il Mentore è anche questo, io... Sono anche questo, ora, per te.»
 
«Beh, scusa, era abbastanza ovvio. Sono Nina Alyssa Von Brandt, non una scappata di casa qualsiasi. (...) Cosa intendi con anche questo, Professore..?»
 
«Un mentore non è solo un insegnante, non sono qui solo... Per le conoscenze. Certo, sono le tue basi, ma ad esse va accompagnato un consigliarti qualora tu avessi dubbi, incertezze, riguardo le tue notti, il tuo rapporto con le vacche, o... Qualsiasi cosa tu senta necessità di dire. Entrambi abbiamo dei doveri, ma anche questo è importante. Ciò che affronti tu ora, lo affrontai io, nella misura delle differenze di sangue, sì, ma l'adattarsi è il medesimo.»
 
Treue. Freiheit. Mentor.

«...ah, beh, che culo. Abbiamo una lista di nemici che non finisce più. Alleati niente? Possiamo contare solo su noi stessi?»
 
«(...) Io sono un tuo compagno e ti proteggo, tu proteggi me. Semplice, almeno in teoria, e sempre teoricamente efficace. L'applicazione sta a noi.»
 
 
 
«Ora... Stai affrontando il vuoto. Nelle tue prime notti, i tuoi primi mesi... E' assolutamente normale macerarsi in ciò che si è perso. Cosa ti manca, cosa... Vorresti sentire?»
 
«Sai, è questa la cosa divertente, Professore. Quando ero in vita mi sono sempre proibita di provare qualcosa. E per molti anni non ho assaporato altro che il fiele del disprezzo e della vendetta. Pensavo che fossero le uniche cose in cui potevo credere. Le uniche verità assolute dell'universo...e invece questi ultimi mesi hanno stravolto tutto. Hanno mandato a puttane il mio sistema e mi hanno fatto capire che voglio di più. Che sono di più. O almeno, lo ero...in un certo qual modo sono diventata quello che ho sempre voluto essere. Ma è così freddo quassù.»
 
«Tu sei molto di più Nina. Se io ti ho onorato prendendomi cura di te ed insegnandoti, tu mi hai onorato di qualcosa che molti disprezzano al tuo contrario. La fiducia. Essa è molto rara fra noi, per una quantità di ragioni davvero troppo lunga da elencare. Mi stai permettendo di conoscerti, e mi hai affidato parte della tua esperienza, che ho serbato e serberò senza sperperarla con altri, a meno che tu non voglia il contrario.»

Trauer. Kälte.

«Non c'è cosa più luminosa e calda per me della Notte. Ciò che tu stai vedendo in questo momento, di un nero talmente denso da far rabbrividire... Io lo vedo come luce accecante. La notte è il tuo giorno come lo è il mio. (...) Non rimpiangi nulla ma soffri comunque. Non dico che tu debba vedere come io vedo, sarebbe appunto, violare la tua Libertà. Quello che voglio farti capire, è che guardi ancora con occhi umani, seppure tu abbia il cuore fermo. Non vuoi nulla ma vuoi tutto. E' qualcosa che comprendo bene, puoi credermi. E' questo il tuo scalino, il tuo ostacolo al momento. Non hai piena fiducia nella legge che servi né in ciò che sei e per quanto tu voglia, hai strada da fare prima di realizzarlo. Per poterla intraprendere, sarebbe lecito che tu ti fidassi di te stessa, o ti ritroverai presto a girare in tondo. Per quanto differente dalla legge umana che servivi prima... Sempre di legge si tratta. Devi solo trovare il tuo personale modo di adattarti. I traditori, gli indegni, ci saranno sempre. E ci sarà sempre bisogno dei Crociati.»
 
«..quindi sono un paradosso comune?»
 
«...Lo siamo tutti, dei paradossi. Nel nostro personale modo, naturalmente.»
 
«...ed io che mi volevo sentire speciale.»
 
 
«Sai, a dispetto di tutto vivo un paradosso anche in questo frangente. Forse avevo più rispetto di me stessa quando ero una vacca ed erano tutti pronti a calpestarmi e farmi sentire uno scarto buono solo a donare il sangue. Mi sentivo coraggiosa perchè il mondo mi andava contro ed io gli ridevo in faccia. Ora le cose sono cambiate. Ed amo molti aspetti di questa nuova realtà...ma al contempo mi ci sento scomoda. Come se non mi appartenesse del tutto. E tuttavia penso che il mio destino non sarebbe potuto essere diverso. E' un bel casino.»
 
«...Quello che hai vissuto ti ha fatto sentire il mondo contro, e la situazione per te era normale. Anzi, ti galvanizzava, ti rendeva per paradosso più sicura di te. Ora però che sei al di là dello specchio quella certezza è più effimera. il tuo odio per certi soggetti, la rabbia, il bisogno di proteggere nel tuo modo personale e con i tuoi metodi... Va fin troppo d'accordo con quello che è la tua nuova realtà. Forse per questo ti senti spaesata. Sei a tuo agio perché ti sei sempre considerata diversa dopo quello che hai fatto ma... Ora sei incredibilmente adatta. In modi diversi ma l'ho vissuto anche io. Nah, non è un casino. Hai bisogno di Nina. Dalle tempo di uscire.»
 
«Come al solito sei fin troppo bravo a criptare i miei pensieri, Professore. Solo tu potevi essere il mio Mentore.»
 
 

«(...)Può aver visto quello che vedo io, o qualcosa di molto simile in te.»
 
«Perchè, tu cos'hai visto in me?»
 
 
«Io ho visto potenziale, puro e semplice. Vedo tutt'ora qualcosa in te e nelle vicende che ti hanno portata qui, qualcosa che ti renderà un esempio, un riferimento. Da umana che fa saltare la testa ad uno di noi, a cainita che aspira al ruolo di Templare, e che per raggiungerlo lavora e lavorerà come pochi altri fra noi fanno. Davvero non ci vedi qualcosa, tu?»
 


«Non so cosa significa famiglia. Ma ho imparato cosa significa non avere paura. E non è saper affrontare a testa alta le deprivazioni e la crudeltà del prossimo. E' aprirsi a qualcuno, affidarsi a quella persona, essere terrorizzati dalle conseguenze di ogni azione, infuriati per ogni possibilità che questa ti venga sottratta, anche solo per un secondo, e lasciarle il coltello in mano, la possibilità di distruggerti senza fare nulla per impedirglielo...e se una famiglia può significare questo, può significare non avere paura...allora tu sei la mia famiglia, Yuri...ed io voglio proteggerti.»


«...Se vuoi che lo sia, lo sarò. Più di tutto, voglio che tu sia libera, e per renderti tale, non sarò sempre gentile.»

Familie. Vater. Furchtlos.
 

Non voglio che tu sopravviva, voglio che tu primeggi.

 



Amicizie

Ilja Nezval | Il Domitor

Phobetor

Corona
/co·ró·na/

sostantivo femminile

  1. 1.
    Ornamento del capo, a forma circolare, di metallo prezioso e gemme, oppure, spec. in origine, di fiori e fronde; spesso, serto, ghirlanda, aureola.
    "la c. dei santi"
  2. 2.
    estens.
    Giro di capelli intorno alla tonsura dei frati; la tonsura stessa, la chierica.

«Sai cosa faremo stasera?»

«...no. Cosa faremo stasera?»

«Non conquisteremo il mondo, questo è certo.»

«...davvero? Ed io che ci contavo.»

 

«Non... farmi incazzare. Guardami bene in faccia. Sei stata fortunata a riuscire a sparare a qualcuno. Io non ti chiederò di farlo. Io ti distruggerò. Spezzerò, uno ad uno, tutte quelle piccole ancore che ti permettono di risalire in superficie quando cerchi di ricordarti chi sei. Farà molto più male di un pezzo di carne in faccia o una lettera in fronte. Fa con me quello che hai fatto con chi te lo ha permesso, e giuro che quando ti chiederanno come ti chiami, non saprai rispondere. Sono la tua unica speranza di non annegare in un mare di merda. Comportati a dovere e magari avrai la forza di rimanere a galla.»
 

«Cosa significa comportarmi a dovere? Lasciarmi trucidare dal primo zannuto che passa? Lasciarmi spezzare il collo da te? Necessito che tu sia più specifico.»

«Che fantasia limitata... Comportarti a dovere. Significa lasciarmi comporre i pezzi del puzzle della tua misera esistenza. Significa che il tuo libero arbitrio è andato a farsi fottere a pagamento e che le tue iniziative...sono legate al mio permesso di metterle in atto. Capisci che ora stai pagando per quello che hai fatto e che il dazio lo stabilisco io. Fammi vedere come sopporti, come l'altra notte. Lasciami fare ed alla fine, con buona fortuna delle eventualità, non avrai più una F in fronte. E potresti persino non essere un fallimento.»
 

Sono stata comprata da un'irascibile psicopatico. Non poteva andarmi meglio immagino. Meglio smettere di sputare nel piatto in cui mangio, prima di rischiare di fare un altro salto di qualità. Sia mai.



«Hai paura del dolore?»

«...sì.»

«È uno stato mentale. Il dolore è solo un campanello d'allarme, un campanello che, nei limiti del possibile, puoi imparare a smettere di temere. Farà sempre male, questo è certo, ma puoi imparare a fronteggiarlo.»
 

Ghoul - Domitor
05.10.2016
Legame Liv. III

 

«...perchè mi hai presa a quell'asta..?»

«Perché credo nei fallimenti. Credo che chi si abitua al doversi guadagnare anche il diritto di respirare possa conservare in sé più potenzialità di chi invece è stato abituato ad avere sempre tutto ciò che vuole. Tu cambierai, Nina. Cambierai profondamente. E come ti ho detto l'ultima volta: farà male. Ma, senza il mio permesso, non hai il diritto nemmeno di sperare di lasciare questo mondo. Quindi prendi in esame quel che ti ho detto poco fa sul dolore, ti tornerà utile. Inizia con il dolore fisico: è quello più facile da affrontare, lavoraci e fra qualche giorno torna da me e fammi vedere cosa sei capace di fare. Quanto sei in grado di assorbire.»

 

Ti temevo. Ti detestavo. Ma ora capisco che sei solo la creatura più vera e pulita che conosca.
Perchè non mi menti. Non mi fai finte promesse. Non mi inganni e non mi illudi.
Non mi ferisci professando di amarmi. E questa è una delle forme di rispetto più sublimi che esistano.


 

Vuoi giocare a capire dove arrivano i miei limiti? D'accordo, giochiamo Ilja. Ma non sono una che si piega facilmente.

 
 

Non puoi pretendere che l'oscurità tema altra oscurità.



«Mmhn, ed io che pensavo mi stessi dando la caccia per chiedermi finalmente di sposarmi..continui a deludere le mie aspettative.» 

«Ti piacerebbe... ma purtroppo non credo nel matrimonio. O nello stalking, dipende dai punti di vista.» 

«Stalking? ...effettivamente hai la faccia di uno che verrebbe stalkerato. Sembri troppo un cantante. O viceversa. Ti ci vedrei in quei filmettini scadenti tipo Cinquanta sfumature di grigio a rendere impossibile la vita di una ragazza perchè la consideri la tua proprietà-...ah, no, aspetta.» 

«(...)Guarda però dove, il mio renderti la vita impossibile, ti ha portato... senza quel lasso di tempo saresti buona solo per concimare un pezzo di terra.» 

«Vorrei dissentire...ma hai ragione. Ammetto di non essere stata propriamente al mio meglio in quel periodo. Ero cocciuta, intrattabile...terrorizzata. Non ero me stessa...o forse ero solo la versione più debole di me. Quindi sì. Ti ringrazio per avermi reso la vita un inferno ed aver impedito di farmi diventare concime per i tulipani.» 

 

Was dich nicht tötet, macht dich stärker.

«...sai, quella volta alla torre televisiva mi chiedesti che tipo di copertina avevo scorto in te. Non ti ho mai risposto. Ma al tempo avevo un'opinione controversa in merito. Vedevo un ragazzo annoiato...sadico...enigmatico e megalomane con dei gusti piuttosto discutibili in fatto di abbigliamento. Ma al contempo sapevo di avere davanti qualcuno di vero...autentico. Sopra ogni cosa che mi sia mai capitata sotto il naso...abbiamo tempo per fare le nostre congetture, immagino.»

«So essere... versatile. E sì, di tempo ce n'è.»



«Puoi masturbarti con piaceri vicini alla tua concezione di moralità, ma arriva per tutti il momento in cui si ha voglia di scopare.»

«...ho perso la mia verginità molto tempo fa', Scorpione.»

 

Kontakt



John | Lo psicologo

Anubis

Gufo
/gù·fo/

sostantivo maschile
  1. 1.
    Nome com. di diversi Uccelli rapaci notturni della famiglia degli Strigidi.
  2. 2.
    fig.
    Persona abitualmente di umore tetro e cupo, asociale o misoneista.

 

«Esistono due tipi di creature a questo mondo. Chi divora e chi viene divorato. La paura ti sta divorando...e continuerà a farlo, se le lasci spazio. Guarda davanti a te ragazzina, fissa il tuo obiettivo. Fissalo nella tua mente, e agisci. Una bestia non deve far altro che cacciare ed accrescersi. Fallo, o resterai un coniglio.»


Schnee.
 


(Perchè la serietà nuoce alla salute.)

 

 


«Dovrai pure avere qualche difetto.»

«Dipende, ho difetti?»

«Potrei dire che sei veramente brutto, ma per me è la bellezza interiore che conta, poi penso che la tua mostruosità ti dia un certo charme.»

«Che charme? Spiega.»

«Mmhn, non saprei come spiegarlo. Ricordo che da piccola sognavo spesso l'uomo nero. O dei gargoyle, o qualche altro mostro con tentacoli che mi rapisse per far di me la sua sposa. Avevo paura, eppure al contempo ero eccitata. Provavo quasi piacere. E' qualcosa che parte dallo stomaco. Come morsi di fame, solletico...non c'è niente di razionale, è puro istinto.»

«...oh. Capisco. Almeno credo. E tu cosa vuoi dal mostro?»

«...non lo so. Forse solo che mi strappi ad un mondo al quale non sento di appartenere.»

«Bella scelta di parole. Cosa c'è in questo mondo che non ti piace? Cos'è per te il mondo perfetto, il tuo paradiso perduto? Un posto, o un qualcuno che lasci divampare la tua bestia?»


Perspektive. Veränderung. Reflexion.


«Ti racconto una storia. Ci sono delle volte dei vampiri che rapiscono degli umani, e li tengono con loro. Questi umani vengono cresciuti fin da piccoli, resi ghoul e quando maturi vampiri dal loro maestro. Una sorta di pederastia, almeno sembra una consuetudine nata in quegli anni. Ora tu pensa se da piccola ti avesse rapito un Nosferatu, e cresciuta...la sua bruttezza sarebbe diventata dapprima consuetudine, poi bellezza. Questo cosa ti insegna?»

«Tipo Changeling? ...che la bellezza è un fattore puramente soggettivo? Mi hai raccontato questa storiella per rifilarmi una simile banalità?»

«Al contrario. Non è solo quello. Tutto, non solo la bellezza è un costrutto delle nostre esperienze. Ma...banale? Perché banale? Non c'è niente di banale nella verità, diamo questa etichetta solo alle cose che sappiamo essere vere ma a cui non diamo vero peso.»

«Forse perchè questo non è un tipo di verità che per me conta particolarmente?»



«Adesso chi sei? Nulla più che un riflesso di coscienza. Una forma conseguente alla funzione che non volevi tirar fuori. L'importante è cosa si è.

«Perchè non parli un po' più in modo che anche una stupida come me possa capire?

«Ciò che voglio dirti è semplice. Non fermarti a ciò che vedi. Quello che è importante è ciò che senti. Puoi anche avere un aspetto angelico, ma tu sei così? Idem io...sono un diavolo, un'incongruenza, un errore. Ma sono così? Alzati e sii sicura di te, osserva senza fermarti a ciò che vuoi vedere.»

..ormai non classifico più le persone dall'aspetto. Questo volevo farti intendere. Non quando posso guardarne l'animo...


Seraphael | Il compagno di giochi

Actaeon

Tigre
/tì·gre/

sostantivo femminile
  1. 1.
    Mammifero dei Felidi ( Panthera tigris ), di grandi dimensioni, diffuso in Asia nelle zone ricche di vegetazione; ha corpo snello ed elegante, testa più piccola e arrotondata rispetto a quella del leone, pelame fitto ed uniforme, di color giallo-fulvo, più scuro sul dorso e quasi bianco nella parte addominale, attraversato da caratteristiche strisce trasversali nere.
  2. 2.
    In mineralogia: occhio di tigre, vedi la voce.
 



Chi si definisce un Mostro, spesso e volentieri, è l'ultimo ad esserlo.

 

«Sai di paura. Il mostriciattolo della tedesca non dovrebbe mai sapere di paura.»

«...non sono il suo mostricciatolo, per quanto lo vorrei. Spero di sapere di qualcos'altro oltre che di paura, perchè altrimenti sono fottuta.»

«La paura non è per forza di cose una nemica, lo sai?»

«...sì..e no. La paura ti può salvare il culo. Se sfruttata, può essere un ottimo specchio per le allodole...ma quando ti prende impreparato, ecco...lì sorgono i problemi. Quello è il tipo di paura che vorrei evitare.»

«Mi è successo pochissime volte di restare paralizzato dalla paura. Di solito l'istinto prevale su ogni altra cosa, ma la paura che ti congela sul posto è il peggior nemico. Se è quella la paura di cui hai paura si, ti confermo che sei fottuta.»

«Grazie, eh. Grazie.»

«Posso dire soltanto la verità, mi spiace. E comunque se assomigli almeno un poco alla tedesca non ci sarà nulla in grado di fermarti. Nulla.»

«...temo di averlo già trovato qualcosa in grado di fermarmi.»

«E che cosa potrebbe fermare una come te?»

«...»

Certe informazioni sono pericolose. Non posso rivelarle nemmeno a te, Mostro. Anche se temo di essermi già tradita.

 

«...ora che siamo in intimità potresti anche mostrarmela la coda.»


«Facciamo così mostriciattolo. Ti faccio una promessa. Tu vedi di distruggere la tua paura, di prenderla a pugni, di scavalcarla. Insomma, di fare in modo che non sia più un problema. Che non ti porti più a rotolare di notte, ancora madida di sudore, per Petrin Hill. E io in cambio ti farò vedere qualcosa di tremendamente unico. E ti offrirò un combattimento come non ne potrai avere altri, nella tua vita. Ci stai?»

«..ci sto.»

 



Storia

Background

Nina Alyssa Von Brandt.
Attualmente una giovane poliziotta al servizio di Praga.
Apparentemente una ragazza gioviale ed ironica con un forte senso del dovere, nasconde una natura sadica e sociopatica.
E' infatti mossa dalla volontà di eliminare dal mondo la piaga degli uomini che esercitano violenza sulle donne.
Se da un lato la cosa può apparire nobile, dall'altra tende spesso a sfuggirle di mano, quando finisce per imputare questo crimine a uomini che magari non hanno fatto nulla, o scegliendo di ucciderli senza ragione apparente.
Si potrebbe pensare che il tutto fosse causato dall'omicidio che il padre ha perpetrato sulla madre, quando Nina aveva solo cinque anni, ma questo è stato solo una spinta rispetto alla sua natura, che come un seme del male è sempre stata presente in lei.
Il padre è stato incarcerato(o rinchiuso in un istituto psichiatrico, dipende), e Nina è cresciuta col nonno paterno in Germania.
Il suo aspetto e la sua indole carismatica l'hanno resa una figura di spicco nella realtà scolastica, facendola diventare un po' la tipica ape regina, con un'unica eccezione: non sembrava provare gusto nel torturare gli altri come fa solitamente l'archetipo di questa studentessa.
Almeno, non apparentemente.
All'insaputa dei più, in realtà aveva dato il via ad un rito lugubre, una squadra implacabile di ragazze, di giorno scintillanti cheerleaders, e di notte esecutrici spietate.
Tutti i ragazzi che si erano comportati male, non solo con i membri del gruppo ma anche con qualunque altra ragazza, venivano rapiti nel cuore della notte o alla fine delle lezioni, per essere costretti a combattimenti clandestini all'ultimo sangue perpetrati in una scuola abbandonata.
E' così che molti sono scomparsi, ma nessun sospetto è mai ricaduto sul gruppo di cheerleader, tutti troppo convinti che si trattasse dell'opera di un serial killer.

La svolta è avvenuta quando, ad un party, Nina è stata violentata da un ragazzo.
La cosa non l'ha segnata tanto profondamente quanto si potrebbe credere, ma le ha acceso una lampadina in testa: la gente provava pietà per lei, condannava il suo carnefice, non c'era difesa che tenesse.
Per una volta la giustizia aveva fatto il suo lavoro, e lo stupratore era condannato e rinchiuso dietro le sbarre.
La gente era convinta che lei fosse una martire, una sopravvissuta, e Nina ha imparato ad interpretare questo ruolo, sfruttarlo per raggiungere un nuovo scopo: potersi avvicinare al suo chiodo fisso senza essere sospettata di nulla ma sopratutto con la protezione dei più.
Per questo, recitando la parte della ragazza forte e sopravvissuta, ha voluto darsi al servizio militare.
Era un nobile scopo il suo, quello di rendere più sicura la città perchè una cosa simile non capitasse ad altre ragazze...e da una parte era pure vero.
Dopo la leva, ha frequentato l'accademia di polizia, laureandosi al contempo in criminologia.
Ogni cosa ha giovato alla sua scalata al successo nella carriera -nonno facoltoso e potente incluso-, e l'allenamento fisico l'ha resa più forte, più scaltra, più veloce, tutto ciò che le serviva per raggiungere i propri obbiettivi.
E' diventata una delle migliori, nonostante il suo atteggiamento ironico avesse sempre fatto spazientire i suoi superiori.
Il tutto mentre conduceva una vita parallela, quando poteva trasformarsi in un giustiziere silenzioso, scovando le proprie vittime per porre fine alla loro vita attraverso il suo mezzo preferito: il fuoco.
Il fuoco purifica, il fuoco è vita.
E' diventato il suo emblema, tanto da farsi fare un tatuaggio a tema(da scegliere).
Si è spostata dalla Germania a Praga poco dopo essere entrata nel corpo di Polizia Nazionale(ramo da decidere), ed ora vive qui in pianta stabile, affamata dalla visione di essere sempre più vicina al proprio sogno: purificare il mondo da tutti gli esseri inetti.

Incantesimi

Ascendente
Questa è la Disciplina dell'attrazione soprannaturale. I Fratelli che la sviluppano possono infondere nei mortali e negli immortali ardore fanatico, passione devota o terrore indefinibile. Si tratta di una delle Discipline più utili di cui un vampiro possa disporre.
L'Ascendente è molto importante, poiché, a differenza delle altre Discipline, consente al vampiro di utilizzare alcuni dei suoi poteri su di un'intera folla di persone nello stesso momento. Il Cainita è capace di sottoporre al suo influsso grandi gruppi di individui, purché coloro che vuole dominare riescano a vedere il suo viso; l'Ascendente non richiede nemmeno di essere fissati negli occhi. Inoltre, trascende qualsiasi razza, religione, genere, classe sociale e (soprattutto) la natura soprannaturale. I poteri, in teoria, possono avere lo stesso influsso sia su di un Matusalemme che su di un tassista qualunque. In pratica, benché l'Ascendente possa comandare tutti gli immortali, è più difficile che abbia qualche conseguenza sui Fratelli più anziani ed astuti, che possono accorgersi dell'influenza e contrastarla grazie alla loro superiore forza di volontà.
A parte i suoi utilizzi deliberati, l'Ascendente trasmette al vampiro un fascino mistico. Riesce a distinguersi in qualsiasi folla, attirare l'attenzione (e spesso il desiderio) di coloro che gli sono vicini, anche solo restando immobile. Più è forte l'Ascendente, maggiore è la seduzione e l'impatto del vampiro sugli altri.
Tutti possono resistere a questa Disciplina per un turno spendendo un punto Forza di Volontà e riuscendo in un tiro su Forza di Volontà a difficoltà 8. La persona colpita, però, deve continuare a consumare punti, finché non vede più il Fratello o (in caso di Convocazione) fino a quando non svanisce l'effetto. Il modo migliore per fronteggiare l'Ascendente è voltarsi e non guardare più. Chi non capisce di trovarsi di fronte a un potere sovrannaturale (la maggior parte dei mortali) raramente può pensare a questa tattica; al contrario questo è uno dei primi espedienti sfruttati dai vampiri astuti. I Cainiti di almeno tre generazioni in meno di colui che cerca di sedurli devono spendere solo un punto Forza di Volontà per ignorare l'Ascendente per un'intera scena e non hanno bisogno di effettuare tiri.
Il maggiore svantaggio di questa Disciplina è che controlla solo le emozioni. Infatti, suscita nelle persone determinati sentimenti nei confronti del vampiro, ma non è possibile esercitare un completo dominio su di loro. Benché le vittime prendano in seria considerazione gli ordini impartiti loro dal Fratello, conservano ancora tutte le loro facoltà mentali. I comandi assurdi o suicidi non acquistano maggior valore solo perché impartiti da una persona particolarmente affascinante. Tuttavia, l'eloquenza ispirata o una richiesta significativa utilizzate insieme all'Ascendente, possono spingere il vampiro a far seguire agli altri la strada desiderata.
Brujah, Seguaci di Set, Toreador e Ventrue sono tutti esperti in questa Disciplina. I Ventrue sono indiscutibilmente i più abili, poiché riescono a utilizzare l'Ascendente insieme alla Dominazione.

 

Dominazione
Questa Disciplina riguarda la capacità di influenzare i pensieri e le azioni di altre persone attraverso la Forza di Volontà del vampiro. Per utilizzare la Disciplina di Dominazione, il Fratello deve catturare lo sguardo della sua vittima; di conseguenza può essere utilizzata con un solo soggetto alla volta. L'entità di questo controllo dipende dal particolare potere che viene applicato.
I poteri conferiti dalla Dominazione, anche se potenti, sono molto impegnativi. I comandi devono essere impartiti a voce; dopotutto, il contatto diretto mente-a-mente è una caratteristica dell'Auspex. Comunque, alcuni semplici ordini possono essere conferiti tramite gesti, per esempio un dito puntato accompagnato da un'espressione severa può sottintendere: "Vai!". Se l'individuo non capisce (non parla la stessa lingua del vampiro, l'ordine non è chiaro o la persona non ha sentito le sue parole), non potrà eseguire l'istruzione, non ha alcuna importanza quanto possa essere forte la volontà soprannaturale del Fratello.
Non sorprende il fatto che i Fratelli che fanno uso della Dominazione spesso nella vita mortale fossero individui inflessibili e manipolatori. Infatti, è possibile che sia stato questo fattore ad attrarre i loro futuri sire. D'altronde i clan dei Giovanni, dei Lasombra, dei Tremere e dei Ventrue, specializzati in questa Disciplina, considerano indispensabile una volontà di ferro. Poiché questo potere è basato sul controllo di altri individui, i personaggi con un alto punteggio di Dominazione possono non essere in grado di spendere Punti Esperienza per aumentare Abilità come l'Empatia.

 

Robustezza

La Robustezza conferisce una resistenza e un vigore di gran lunga superiori agli standard di un qualsiasi vampiro.
Questa Disciplina li aiuta a difendersi contro i pericoli che persino i Vampiri temono, coma la luce del sole, il fuoco e le cadute estreme.

Clan: Ravnos, Gangrel, Ventrue


Il punteggio di Robustezza viene aggiunto alla sua Costituzione per assorbire i danni normali (letali e da urto).
Inoltre il punteggio di Robustezza può essere utilizzato per assorbire i danni Aggravati (I Vampiri non possono normalmente assorbire i morsi dei vampiri, le artigliate dei licantropi, gli effetti magici, il fuoco, la luce del sole o i forti traumi fisici).
Il vampiro con Robustezza pari a 3, ha 3 dadi per assorbire danni aggravati.


 


Talenti

Pregi: Ambidestro; Fortunato; Indelebile; Inoffensivo verso gli Animali; Spirito Guida;

Ambidestro 
(1 punto)

Si possiede un’ottima manualità anche con la mano "secondaria" e la si può utilizzare senza penalità. Questo non toglie che si applichino sempre le regole per le azioni multiple, ma non si riceve nessuna penalità se, per esempio, vengono utilizzate due armi o si è obbligati ad usare l’altra mano.

Fortunato 
(3 punti)

Siete nati con la camicia, dotati di una fortuna ben oltre l’immaginabile, magari c’è lo zampino del Diavolo che vi protegge, ma qualunque sia il motivo, nel corso di ogni quest, avrete la possibilità di ripetere FINO a 3 tiri, anche in caso di un fallimento critico, ricordandovi che potete ripetere solo una volta per tiro fallito.

 

Indelebile 
(1 Punto)

Il vostro corpo, a differenza di quello degli altri Cainiti, non riesce a ritornare nella condizione in cui era quando avete ricevuto l'abbraccio, al vostro risveglio ogni notte. Per farlo tornare ad uno stato di Tabula Rasa è necessario spendere attivamente un punto di Forza di Volontà. Questo Pregio si applica ai cambi semplici, come una tinta di capelli, un nuovo taglio o anche piercing, tatuaggi e piccoli impianti. Ovviamente nessuna modifica sovrannaturale (esempio Vicissitudine) può essere annullata con questo pregio.

Limitato a:
Vampiri

 

Inoffensivo verso gli Animali 

(1 Punto)

 

Salvo rare eccezioni, gli animali detestano i Fratelli. Alcuni fuggono, altri attaccano, ma nessuno ama trovarsi al cospetto di un vampiro. Voi non avete di questi problemi. Forse gli animali non gradiscono molto stare in vostra presenza, ma non vi rifuggono volutamente.

 

Limitato a:
Vampiri

Spirito Guida 
(3 punti)

Avete dalla vostra parte uno Spirito, che vi guida e vi accompagna, vi sarà di supporto in situazioni spinose o difficili. L’entità dello spirito sarà decisa unitamente alla Gestione, che stabilirà anche gli eventuali poteri di cui potrebbe essere dotato lo spirito in questione.

Una doverosa chiarificazione in merito allo Spirito, riguarda il fatto che debba essere legato al BackGround del personaggio, ovviamente con riferimento ad una persona passata a miglior vita, che in qualche modo vi è rimasta vicina, anche dopo la sua dipartita.

 

Specializzazioni: Intimidire (Minacce Velate); Rissa (Krav Maga); Schivare (Scansare); Sotterfugio (Bugie Perfette).

 



Abilità

Attitudini
Accattonaggio  
Atletica 2
Autorità 2
Conoscenza Strada  
Empatia 1
Espressività  
Intimidire  
Leggere il Futuro  
Rissa 4
Schivare 4
Sesto Senso  
Sotterfugio 4
Capacità
Addestrare Animali  
Armi da Fuoco 3
Danza delle Fiamme  
Espressione Artistica 1
Furtività 2
Galateo  
Guidare 2
Manualità  
Mischia 3
Sicurezza  
Sopravvivenza  
Vamp  
Conoscenze
Accademiche 2
Conoscenza Malavita 2
Conoscenza Sabbat  
Finanza  
Informatica  
Investigare 3
Legge 3
Linguistica 1
Medicina  
Occulto 1
Politica  
Scienze  

 



OFF GAME

E niente, ogni tanto me medesima si fa prendere male dall'ispirazione.
Regalino (in ritardo) per il compleanno della player di Nebelina ♥
 


Ultimamente ci prendono male gli attacchi d'arte. Grazie a Raina per l'ispirazione ♥♥♥
 



Quella volta che Fia invitò Nina alle terme per "farla rilassare" e partì il selfie.
Vieni alle terme, dicevano. Sarà piacevole, dicevano.
 

«...scusa.»
«L-La invii a qualcuno...? Non so se sia il caso, sono...A chi l'hai mandata?»
«...fidati. Non vorresti saperlo.»


 

Il rapporto di Nebel e Nina riassunto in graziose gif:

 

 

 

 


 

Il controverso rapporto tra Fia e Nina riassunto in graziose Gif.

 

 

 

 


 

DAJE. GHOUL POWER. (...) ♥

 

 


 

Boh, per stasera si va di scarabocchi diabetici.
#HALP

 

 


Arriverà il giorno in cui finirò questo disegno. Ma non è oggi.
Una Nina selvatica in fase "Cella"/Post abbraccio ♥

 


Piccole Ventrue crescono e si fanno presentare al Cardinale.
Con il vestito regalato da Yuri, chiaramente. ♥

 

 


 


"Nina ha sviluppato nuove discipline
Pucciosità I: Curiosità felina." 
 [Cit. Yuri]

 


 

La scena che si svolge ogni volta che Amie appare e Nina è nelle vicinanze.

 

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